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Pasifae
Ogni martedì e venerdì mia moglie andava in palestra a C*** con un’amica e per due ore non era reperibile. Così una volta decisi di approfittare della “piccola libertà” per sperimentare un “club” che il mio collega frequentava e alla fine mi convinse a provare.
La specialità del club era “la cassa di Pasifae”, una specie di scatolone con dentro una donna messa a pecorina, con un buco da una parte, corrispondente alla bocca, e uno più grosso dall’altra, da cui sporgeva un bel culetto tondo e una morbida passera.
Con una quota di associazione (non modica, a esser sinceri) ho potuto affidare il mio cazzo al foro della bocca: erano tanti anni che non mi godevo un pompino ben fatto (mia moglie a parte i primissimi tempi aveva sempre evitato) e la donna nella scatola era una pompinara splendida. All’inizio per l’imbarazzo non ero sicuro che mi si rizzasse tranquillamente, ma quando sentii la lingua percorrere tutta l’asta, giocare intorno alla cappella prima di infilarselo tutto in bocca, mi si indurì in un attimo. La donna nella scatola succhiava e leccava che era un vero paradiso, e mi fece diventare il pisello duro come un pezzo di legno. Ma non volevo venirle in bocca, così estrassi il cazzo dal foro e andai dietro, e con un colpo solo, dolce ma deciso infilai il cazzo tutto nella fica, che era bagnatissima e accogliente: la pompavo da dietro e sentivo il suo ansimare attutito dalla scatola foderata di stoffe. Era bellissimo sentire il cazzo durissimo scorrere dentro di lei, e allora decisi di provare una cosa che mai avevo fatto in vita mia, tirai fuori il cazzo grondante degli umori della donna e puntai la cappella al buco del culo. Mai avuto una ragazza che me l’abbia fatto fare, tanto meno mia moglie. Il culo doveva aver preso migliaia di cazzi perché io non c’è lo da competizione, ma di larghezza è piuttosto grosso ed entrò senza tanta difficoltà: certo era stretto, ma non oppose tanta resistenza e incularla fu facile e bello. Le stantuffavo il culo con energia sempre maggiore e sentivo i suoi “sì sì” filtrare dalla scatola e finalmente le venni dentro spruzzandola di sperma che mi pareva di non finire mai.
Solo quando le tolsi il cazzo dal culo notai dal bordo della scatola spuntare un piccolo tatuaggio con un cuoricino e la data del matrimonio.
Era mia moglie...

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