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Mia zia....una vacca
Mia zia ha 34 anni, è rossa con capelli ricci che si fermano poco prima delle spalle, le labbra sono carnose e gli occhi sono vispi e magnetici, ha le lentiggini e un corpo che te lo fa venir duro appena la vedi, una quarta celata l’inverno, ma l’estate si pronuncia in tutta la sua floridezza, due pere sode, un busto asciutto che finisce sui fianchi appena pronunciati, ma che invogliano a prenderla per di li e sbatterla, il culo è ipnotico, alto e abbondante che provoca una linea d’ombra sulle coscione da maiala, due bei pezzi di carne da addentare per poi salire fino all’ignoto, quella fica che non ho mai avuto il piacere di vedere fino a quel giorno…
Erano gli ultimi giorni di maggio, dovevo andare da lei appena uscito dall’università verso mezzogiorno per portarle un cd. Arrivato alle nove ci dissero che il professore era assente e che la lezione era saltata, quindi salii in macchina e andai verso casa di mia zia che era appena fuori città, aveva una villetta poco curata, con un cancelletto cigolante e una fontanella spenta da anni al centro del giardino, la casa invece era molto curata, prevalevano mobili in mogano e un leggero gusto per l’etnico senza esagerare. La porta di ingresso era socchiusa, io essendo abituale ospite di mia zia entrai senza suonare, la chiamai, ma non era in casa, girai per tutto il piano superiore ma di lei nessuna traccia. Decisi allora di andare verso la tavernetta dove si scendeva attraverso una piccola scala a chiocciola con passamano in ferro battuto, anche li la porta era socchiusa, ma sentivo un respiro affannoso con leggeri mugolii che veniva da non molto lontano, sembrava che quei rumori arrivassero da dietro quella porta, la scostai poco poco e vidi quello che speravo ci fosse, mia zia seduta su un tavolo e tra le gambe la testa di un uomo che non era certo mio zio che le leccava la passera e lei con gli occhi chiusi gettava dei sospiri compressi mentre spingeva quella testa verso la sua vulva ingorda di piacere, era completamente nuda, l’uomo era seduto sulla sedia con addosso ancora la camicia sbottonata e i piedi di mia zia poggiavano sulla sua spalla strofinando e incrociandosi quando stringeva le coscione attorno a quella testa. Ora lui le allarga le gambe e la spinge verso il centro del tavolo, lei si stende mantenendosi sul gomito sinistro e con la mano destra continua a mantenere la testa che slinguazza quella fica che ormai doveva essere fradicia, sento il rumore della lingua che sbatte per tutta la vagina mischiata tra umori e saliva, vedo la sua gamba destra alzata che inizia a tremare, come presa da spasmi, la puttana sta per venire, si lascia cadere sul tavolo spingendo con entrambi le mani quella testa verso la sua fica e gettando mugolii più soppressi ma più forti, sembra quasi voglia farlo entrare con tutto il capo mentre è stesa con le tettone adagiate e con i capezzoli piccoli e turgidi che fanno capolino, e poi ecco l’urlo liberatore “ah” gridò mentre con violenza quasi soffocava l’uomo nel suo inguine e lo ed esclamò altre due volte “ah” “ah” l’ultimo la lasciò andare e con il bacino si spinse ancora verso di lui rinchiudendolo in una morsa spingendo e stringendo il capo tra le mani.
Ora finalmente lui si alza dalla sedia e mostra quella fica grondante, era bagnata fino all’interno coscia e mostrava una pagnotta ingrossata e rossa su cui passava ancora due dita che poi inserì avidamente tra le sue labbra assaporando i suoi umori e guardando lui che le disse “sei proprio una vacca, preparati ad assaporare qualcosa di più grosso” e lei sorridendo con uno scatto si sedette sul tavolo e lo prese tra le mani, era davvero grosso e nodoso ma non molto lungo, lo segava dolcemente mentre era a gambe chiuse con i piedi incrociati a penzoloni, lei sorrideva guardandolo negli occhi, ma a lui non bastava, la prese per la nuca acchiappando pochi capelli e la costrinse in ginocchio davanti a lui e le disse “succhiamelo puttana, voglio che la punta del mio cazzo tocchi ogni angolo della tua bocca” e così dicendo lei lo fece scomparire tra le sue labbra, non faceva avanti e dietro con la testa, ma lo giocava con la lingua accarezzando la parte inferiore e spingendolo verso la gola, lui era in estasi mentre lei con gli occhi chiusi aveva le mani appoggiate sulle cosce divaricate, dalla mia posizione era uno spettacolo vedere mia zia schiava di quell’uomo.
Dopo quasi due minuti ferma così lui uscì il cazzo diventato ancora più grosso e rosso e lei ingorda lo prese tutto bagnato com’era e cominciò un pompino mozzafiato, lo segava e lo inghiottiva velocemente e ogni tanto lo prendeva tutto in bocca quasi strozzandosi, stringendo con le mani le natiche di lui, poi lo usciva con respiro affannoso e ricominciava a spompinarlo velocemente con gli occhi aperti non distogliendo mai lo sguardo dal cazzo, dopo qualche minuto calmò la sua furia da pompinara e leccò lentamente le palle segando da su il membro, poi salì con la lingua passandosi tutto il bastone, lui gettò un mugugno di piacere e prendendola per la nuca disse “ora ti voglio scopare la bocca, voglio farti affogare nel mio sperma” lei apparve contrariata “non venire subito due giorni fa mi avevi detto che oggi mi sfondavi il culo” lui sorrise e rispose “sei proprio una vacca, tranquilla prima ti riempio di sborra e poi ci pensi tu a farmelo venire duro al punto giusto per scoparti il culo” lei ancora contrariata “a mezzogiorno devi venire mio nipote, te ne devi andare prima oggi” lui prese il cazzo e lo sbattè sulle guance “il culo te lo sfondo domani allora, oggi ti faccio bere tutta la mia sborra” e così dicendo lo prese o lo infilò di forza in bocca, le manteneva la testa con due mani e la scopava letteralmente con un movimento del bacino veloce e senza sosta, lo metteva tutto dentro, sentiva lo strozzamento e lo toglieva e senza darle respiro ricominciava a scoparla, le sue tette avevano preso un movimento ondulatorio che si fermava solo quando mia zia le stringeva arrapata come una scrofa, poi passava due dita nella fica masturbandosi veementemente e con l’altra mano sostava sull’addome di lui che intanto continuava a spingere dando botte sempre più forti. Poi ecco che ebbe un brivido anche lui, diede una botta fortissima e lo mise tutto in bocca gettando un grido animalesco che coincise col coito, spingeva quasi come se volesse farlo entrare nell’esofago, poi lei lo uscì sputandone un po’ sul membro che era gronadante di liquido così come le labbra di mia zia da dove pendeva sperma mischiato a saliva e facendo cadere gli ultimi fiotti sul viso dicendo “anche in faccia voglio la tua sborra, la voglio leccare con la lingua” lui esausto le strofinò il cazzo su tutto il viso, dopodiché lei si accasciò su sulle gambe poggiando il suo culo perfetto per terra e guardandolo con la faccia ancora piena di sperma passandosi le mani su e succhiando le rimanenze disse “io non sono venuta e voglio essere scopata, purtroppo non c’è più tempo e tu sei uno stronzo egoista” lui rispose mentre si toccava ancora l’uccello “a te non basta mai troia, sei una furia, anche se tra mezzora arriva tuo nipote una botta te la posso dare” e lei lo interruppe “non voglio sveltine, ora ti ho appena svuotato l’uccello, sai quanto duri se iniziamo a farlo ora? Me lo potresti mettere in tutti i buchi che vuoi con tutta la forza che vuoi e non verresti per tre quarti d’ora, mi dispiace mandarti a casa, ho troppa voglia di cazzo” lui allora disse prendendo il cellulare “se proprio non resisti a farti chiavare chiamalo e di che non ci sei, se no oggi finisci col masturbarti come una ragazzina puttanella”. Io entrai in panico, presi subito il cellulare e lo spensi, se avrebbe squillato mi sarei sfottuto, mi serviva un’idea…………

To be continued
Jul

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