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Mia Zia
Mia zia

Mia zia aveva quarant’anni e non si era sposata. Io avevo vent’anni e avrei pagato chissà cosa per potermela scopare.
Ma anche se Lei aveva capito tutto, sotto sotto si divertiva a provocarmi. Strusciandomi le tette sul petto, facendo finta di sistemarsi le calze, chinandosi per farmi vedere le tette ecc.
E poi mi guardava se mi eccitavo.
La sera qualche volta dormiva a casa mia, nella mia stanza in un altro lettino e durante la notte si scopriva volutamente, facendo finta di dormire. Io mi masturbavo sperando nella mia fantasia di scoparla.
Quando qualche volta uscivo con Lei a fare qualche commissione, mi mettevo sotto braccio e con l’esterno della mano le toccavo i capezzoli, sentendoli diventare duri e Lei ci stava, poi ad un tratto si allontanava guardandomi e sorridendo.
Era diventata la mia ossessione. Una notte d’estate mentre dormiva a casa mia, aveva addosso solo una vestaglia leggera aveva tolto il reggiseno e le mutande. Dormiva scomposta con le spalle sul materasso e le gambe leggermente divaricate, le alzai la camicia è vide quella figa pelosa e odorante. Dalla vestaglia fuorusciva un seno grosso, con un capezzolo stupendo.
Il mio cazzo era diventato duro e avevo una grande voglia di ficcarglielo dentro , ma mi fermai per quella paura stupida che chissa cosa poteva succedere.
Andai in bagno e mi masturbai, riempiendo di sperma le sue mutande che aveva lasciato lì.
Una sera eravamo tutti affacciati al balcone, e io mi appoggiai a Lei e le feci sentire il mio cazzo duro, muovendomi lentamente continuavo a strusciargli il cazzo, oramai avevo deciso di fare qualcosa. Lei non diceva nulla , anzi faceva piccoli movimenti per stuzzicarmi di più.
Il mio cazzo stava scoppiando, stavo per venire ma mi trattenevo essendo dietro tutti, nessuno si accorgeva di niente. Allora con la mano le alzai la gonna e cominciai a toccarle la coscia salendo fino alla natica, il contatto con quella pelle un po’ sudata mi dava alla testa. Mi spostai leggermente e gli infilai la mano in mezzo al culo. Accarezzavo quel culo duro appassionatamente e quando scesi la mano verso l’interno delle coscie sentii che era bagnata. Lei si muoveva piano agevolando il movimento della mia mano. Ad un certo punto si allontanò e con una scusa andò in cucina, la seguii arrapato e con il cazzo che era diventato d’acciaio. Appena mi vide entrare mi diede uno schiaffo. Dicendomi: che cazzo fai stronzo?
Rimasi basito, andai nella mia stanza e incazzato mi masturbai buttandomi sul letto addormentandomi.
Nel sonno sentivo come se una bocca mi succhiava il cazzo, mi svegliai di soprassalto e mia zia era sul mio letto con il mio cazzo in bocca, lo ingoiava completamente e lo sentivo entrare nella sua gola, Mi guardò e mi fece segno di stare zitto, quando usciva il mio cazzo dalla bocca lo teneva in mano e lo sfoderava tutto fino a farmi male. Io stavo per esplodere ma appena mi arrivava lo spasmo dell’orgasmo lei lasciava il mio cazzo, dicendomi sottovoce. No aspetta , Poi si mise a cosce larghe sulla mia bocca allargandosi le labbra della figa mi buttava il suo clitoride in bocca orinandomi di leccarlo. Leccavo quella figa bagnata e pelosa e Lei si muoveva in modo che arrivassi al buco del suo culo. Mi bruciava la lingua ma continuavo in quella leccata infernale, mentre con le mani gli tormentavo quei grossi seni stringendoli fino a farle male. Sentivo il suo orgasmo fuoruscire da quella figa allagata di saliva e di umori, Stavo per venire ma la troia cambiando posizione si mise a 69 e mi fece venire nella sua bocca ingoiandosi tutto quello sperma caldo. Ero esausto ma la voglia era così tanta che cominciai a leccargle la figa e lei con grande maestria si rimise a farmi un pompino, appena il mio cazzo diventò duro, si sdraiò sulla schiena e mi mise in mezzo alle sue coscie, il mio cazzo affondò in quella figa pelosa, mentre la mia bocca leccava quei capezzoli enormi. Sprofondavo in quella figa scopandola e stantuffandola come un pazzo. Non capivo più nulla avevo voglia di venirle dentro ma la troia mi tirò fuori il cazzo e appoggiandolo sul buco del culo mi disse: Spingi maiale, spinsi forte il mio cazzo ed entrò in quel buco di culo senza troppa fatica, dopo pochi colpi sentii arrivare l’orgasmo e la troia mi sussurrava all’orecchio vieni figlio di puttana, dai vieni dentro, li puoi venire divertiti. Gli svuotai i miei coglioni pieni di sperma, esausto mi mise a lato di lei addormentandomi.
L’indomani mi svegliai indolenzito, andai in cucina dove mia zia aveva preparato la colazione e dandomi il buon giorno sorridendo mi disse: dormito bene?
francodelnove@libero.it

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