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Mi scopo Simona l'amica di mia moglie-1
E‘ LA MIGLIORE AMICA DELLA MIA SIGNORA
E IO PER SFREGIO ...... ME LA SCOPO.
IL NOSTRO PRIMO INCONTRO SESSUALMENTE VERO
Da sola a casa sua, e in camera sua.
C’era una volta una ragazza che era la migliore amica della mia signora, loro andavano a scuola insieme, stavano sempre insieme sin da bambine, e anche adesso, da grandi, quando potevano, stavano insieme, molto tempo lo passavano a giocare a carte, o a fare altro, ma sempre insieme, era come si vuol dire una coppia fessa e fissa, a me personalmente lei mi stava un bel po’ sul cazzo ma bene o male la dovevo frequentare e sopportare. Questa ragazza era “ tanta, troppa, in tutti i sensi“. Pesava più di 100 Kili, le sue cosce erano enormi; quando era in costume da bagno, una coscia delle sue era come due cosce di una scrofa in cinta di 15 maialini messe in pila una sopra l’altra, e quando lei stava diritta in piedi all’interno delle sue cosce, non c’era un filo di spazio, anzi c’era tutta ciccia, tanta ciccia e anche con un bel po’ di cellulite. Il suo seno era molto formoso, anzi tanto grosso, era formato da una coppia di enormi zinne grosse come due palloni da calcio, tenuti insieme al loro posto da un costume o da un reggiseno della sesta misura, rinforzato con le stecche di elefante, per sostenere quella po’ po’ di attrezzatura. … Ma, anche se tanta, era tutta roba sua, non c’era niente di falso; questo dal lato fisico, ma era tanta anche caratterialmente parlando, invadente, pettegola, maligna, ecc. insomma se c’era una che mi stava proprio sul cazzo, nel vero senso della parola, era lei Questa ragazza si chiamava “ Simona “ e suo marito, povero uomo, “ Mario “, lei passava tutte le vacanze estive in una cittadina al mare, dove aveva una casa proprio in riva al mare, in quella stessa cittadina anch’io avevo una casa che era un po’ distante dal mare, ma non molto distante da casa di Simona, 15 minuti a piedi, una passeggiata.
Un giorno, era in piena estate, ed io, non mi ricordo perché ma quel giorno, ero rimasto solo a casa in vacanza al mare, la mia signora e i miei figli erano rimasti in città; erano le ore 15,30 e faceva un caldo bestiale, 40 gradi era la temperatura esterna, al sole non si resisteva e dentro casa con tutte le finestre aperte non circolava un filo d’aria. Così ho deciso di uscire e di andare a trovare Simona, a bere una birra fresca in compagnia, anche perché a casa sua, stando più vicino alla riva del mare la ventilazione era maggiore. Arrivo sotto casa di Simona, salgo la rampa di scale, e mi trovo davanti alla porta di casa sua, che normalmente è sempre aperta, suono comunque il campanello per avvertire che sto entrando, entro e chiamo “Simona, ci sei?”, lei mi risponde “chi è”, rispondo “sono io, Piter posso entrare,? E’ aperto”; lei dice “vieni avanti, e chiudi la porta, quel cazzone di Mario la lascia sempre aperta, glielo ho detto tante volte di chiuderla quando se ne va dopo pranzo, perché sono sola in casa e di solito mi sdraio seminuda sul letto a leggere, ma se mi addormento chiunque può entrare e uscire, fare quello che vuole, ed io neanche me ne accorgo”. Chiudo la porta, e senza accorgermene tiro anche il paletto a mano, chissà perché, non c’è un motivo preciso, anche perché tutte le altre volte che sono entrato a casa di Simona non ho mai chiuso la porta e non ho mai tirato il paletto. Mentre entro nel corridoio chiedo “Simona dove sei?” mi risponde “dove vuoi che sia a quest’ora e con questo caldo, sono qui in camera mia, sono sola soletta e sdraiata nel mio lettone, ma tu vieni, vieni avanti, entra, fai come se fossi a casa tua”.

La trovo, è’ ....... seminuda, in camera sua, sdraiata nel suo lettone.
Entro in camera, lei è sdraiata nel lettone a pancia all’aria, a gambe larghe e con le ginocchia piegate e allargate verso l’alto, di fronte a lei c’è un grosso ventilatore acceso che gira e manda aria, anche se calda, sopra il lettone, proprio in mezzo alle gambe di Simona. Lei indossa, si fa per dire, una vestaglietta leggera e trasparente che gli ( copre ) tutto quel ben di dio di ciccia che comunque si intravede sotto, non avendo addosso né mutande né reggiseno. In mano ha un libretto che penso stia leggendo, o gli serve come ventaglio per farsi vento nelle parti calde, sudate e nascoste, ne vedo la copertina, ce’ un bel pezzo di fica, una ragazza nuda con un fustone negro anche lui nudo, da lì capisco che è un giornaletto pornografico; strano non ho mai visto giornaletti porno in casa di Simona, è la prima volta. Le finestre e le tende della camera sono aperte, così come le finestre di tutte le altre stanze, e si vede perché la tenda si muove abbastanza, significa che un po’ d’aria circola nella casa, infatti, è molto più fresca di casa mia. Sono in piedi al lato del lettone e me la guardo dall’alto in basso: “Ciao Simona come stai? Fa un caldo bestiale oggi, meno male che qui da te gira un po’ d’aria, che abbassa la temperatura percepita di almeno 5 gradi?”, lei risponde “ciao Piter, io sto bene, sì fa tanto caldo, sono tutta sudata, anche se non ho quasi niente addosso, non ostante il ventilatore acceso al massimo, e meno male che qui da me è ventilato, ogni tanto mi sventolo con la vestaglietta e con questo giornaletto sex, approfitto di questo venticello che entra dalla finestra, passa sopra il mio corpo quasi nudo ed esce dalla porta, anche se è aria calda, ma meglio che niente”, un attimo di sospensione sembra ci stia pensando su poi continua “siediti qui, accomodati vicino a me, leggiamo insieme queste barzellette sex e poi ci sono anche foto di begli attori e belle attricette completamente nude; fammi compagnia, che oggi, non so perché, ma mi sento proprio sola, triste e moscia, con il morale a pezzi, fisicamente calda ma senza stimoli, tirami un po’ su di morale, vieni qui, siediti vicino a me”, mi dice, battendo ripetutamente la mano sul bordo del lettone, al suo fianco destro, mentre sposta leggermente tutti i suoi 100 kili fatti di seno, fica, culo, cosce, e altro, insomma sposta tutto il suo corpo per farmi spazio il più vicino a lei, al bordo del lettone, mentre continua con il suo libretto sex davanti agli occhi a … far finta di leggere?, o sta guardando con molto interesse le foto porno?, Non lo so. Ma a proposito di libretto sex, chiedo a lei “scusa Simona, ma come mai vedo un giornaletto porno in questa casa? Non mi sembra di averne mai visti, chi te lo ha portato o lo hai comprato tu?”, Simona alza gli occhi, che mi sembrano un po’ languidi, verso di me e mi risponde “sapessi chi me lo ha portato, non te lo puoi neanche immaginare, io te lo dico, ma deve restare un segreto fra noi, non lo deve sapere nessuno, ma proprio nessuno, giura!” io gli rispondo “ma che stai parlando con un bambino, non lo dico a nessuno stai tranquilla, e poi che sarà mai è solo un giornaletto porno” Simona mi dice “si ma me lo ha portato ieri la tua signora, che lo ha visto dal giornalaio e gli è piaciuta la copertina, perciò lo ha comprato e lo ha portato qui da me per poterlo leggere, da sole, noi due insieme in santa pace, senza farti sapere niente e mi ha chiesto che dovevo nasconderlo io; ma lascia perdere il porno e siediti qui accanto a me, vienimi vicino o non ti va?”; io, restando sempre in piedi a lato del suo lettone continuo a guardarla tutta dall’alto, me la vedo tutta,tanta, enormemente tanta e per di più nuda, le dico “si, si mi siedo mi siedo vicino a te, ma sono curioso sul giornaletto tu dici che lo ha comprato la mia signora, io ti credo, ma mi sembra strano che proprio lei abbia comprato quel tipo di rivista, a lei quelle foto e quelle posizioni hanno sempre fatto schifo, almeno a parole con me, guai a parlare in casa di sesso, cazzo, pene, vagina, culo, pippe, scopare ecc. ecc. a lei, come penso anche a te, fino a prova contraria, a parte il mazzo …… di carte da gioco che è buono in qualsiasi giorno, luogo e ora, per il resto …. del cazzo non c’è mai tempo, è sempre lo faremo dopo o lo faremo domani, se non fosse che avete fatto entrambe due figli potreste dire di essere ancora come vi ha fatto mamma, vergini, avanti e a maggior ragione, anzi sicuramente dietro”. Simona, sempre con il porno in mano, continua a guardarmi in modo strano non la ho mai vista guardarmi così, non so come dire, strano … , sarà il caldo ma i suoi occhi mi sembrano sempre più languidi, sembra che mi voglia mangiare con gli occhi, che oserei dire sembrano essere arrapati, ammesso che anche gli occhi si possano arrapare, o sarà effetto del porno-sesso?, continuo a chiedergli “scusa Simona, ma da quanto tempo stai guardando quel giornaletto porno? “ lei mi risponde “caro il mio Piter (a) è vero che il porno ci fa schifo, ma solo quello volgare, e quello che io vedo in questo libretto non lo è, direi che è piuttosto piacevole, anzi più lo guardo e più mi piace; (b) è vero che a noi ci piace tanto, il mazzo …. di carte da gioco, ma non solo quel mazzo ci piace, ci piace anche il resto, forse siete voi maschietti che il cazzo non ce lo fate piacere, o non siete capaci di fare sesso con noi; (c) ti sei mai chiesto se non sarà anche colpa vostra, che con noi donne sessualmente non ci sapete proprio fare, per cui noi rimandiamo sempre a dopo o a domani lo ‘strazio’ di fare sesso con voi; (d) per quanto riguarda da quanto tempo guardo il giornaletto porno, sarà circa mezz’ora e mi piace proprio tanto, adesso che ho risposto a tutte le tue domande lo vuoi appoggiare il tuo delicato culetto qui vicino a me o no, se non ti va pazienza, farò tutto da sola …. , tu vai pure da solo fuori in terrazzo a prendere il sole”. Sento, Simona alquanto agitata, direi quasi arrapata se non fosse lei a dirmi quelle cose; poi che vorrà dire con ‘ farò tutto da sola’, che vorrà fare da sola? Gli chiedo “cara Simona, che mi vuoi dire con la frase che se non mi siedo subito vicino a te farai tutto da sola, cosa vuoi fare da sola, e cosa centro io; ma che il porno che guardi, anzi che stai mangiando con gli occhi ti fa questo effetto, mi sembra che tu sia un po’ affamata …. , figurati che cosa succederà quando guarderai il porno tu e la mia signora insieme e da sole, visto che la mia signora è molto più affamata di te, lo dico io che la conosco personalmente, è una vita che noi due non facciamo più sesso insieme, ma ognuno per conto suo, che farete mai voi due sole in compagnia delle foto porno, dopo che vi sarà venuta la voglia, la fame, e dopo che vi sarete arrapate che vi farete per far calmare i bollenti spiriti?”. Penso fra di me, meglio finirla qui, almeno per il momento.
Primo approccio, che faccio?, me la faccio?, io ci provo?, e perché no?
Finalmente mi siedo al suo fianco, i nostri corpi, anzi il mio fianco destro tocca la sua coscia destra, appoggio tutta la mia coscia destra, piegata fino al ginocchio, sul bordo del lettone, il mio ginocchio tocca il suo zinnone destro, che per il peso è scivolato e si è appoggiato sul lettone. A questo punto, la osservo, la guardo bene, non la ho mai vista in questa posizione, così, sdraiata nel lettone, nuda o quasi, con il suo pancione all’aria? o meglio non l’ho mai guardata in questo modo? La ho sempre guardata come l’Amica della mia signora, la rompicoglioni che andava sopportata e basta, ma che fisicamente e sessualmente non valeva un cazzo, anzi meno di un cazzo. Invece ora, che mi sta succedendo? Sarà il caldo che mi sta facendo alzare l’uccello al sol pensiero? Oppure sarà il giornaletto porno che Simona ha in mano con una femmina completamente nuda che si vede in copertina, o la situazione strana, in cui anche senza volerlo, entrambi ci siamo venuti a trovare, cioè che per la prima volta siamo noi due soli, lei quasi nuda in casa sua, anzi proprio nella sua camera da letto, sdraiata nel suo letto ed io seduto al suo fianco e a contatto con il suo corpo, è lei che forse mi sta provocando, da brava femmina affamata di cazzo sta prendendo l’iniziativa, dopo che si è alleprata con il porno; o è la fame di passera che è tanto tempo che io non … scopo?, fatto sta che mi sto ingrifando tutto da solo. Il mio pisellino sta diventando un pisellone e mi sta per scappare fuori, sul lato destro, dove abitualmente lo tengo in fase di riposo, sta per uscire fuori dai pantaloncini da mare cortissimi che indosso, sotto i quali non ho le mutande, io vedo che una grossa protuberanza mi sta gonfiando i pantaloncini e la grossa rossa punta del pisello sta cercando di uscire all’aria aperta. Lei non lo vede, o almeno mi sembra che non lo guardi, sta sempre sdraiata nel lettone a pancia all’aria, con le ginocchia aperte e piegate verso l’alto, la vestaglietta trasparente gli copre a malapena la sua enorme coppia di zinne e da lì arriva dritta fino all’alto delle ginocchia e quasi per miracolo la vestaglietta si ferma lì, sembra tenuta ferma miracolosamente da un paio di spilli. Perciò dal punto di vista di Simona la vestaglietta lascia tutta la parte sottostante coperta, ma dal mio punto di vista, le gambe, le cosce, la pelosa passera, il culo e la pancia, è tutto alla luce del sole, anzi dei miei occhi, e cioè restano coperte, anzi visibili, ai miei occhi nella trasparenza della vestaglietta solo le sue due grandi zinne, che per il loro peso sono scivolate ai lati del corpo, rispettivamente una a destra e una a sinistra, appoggiate sul materasso; e non visibile ai miei occhi resta anche l’ombelico, che suo malgrado resta al centro del pancione di Simona, in quanto non si può proprio muovere di lì. Dopo essermi seduto al suo fianco, mi giro verso di lei e appoggio la mia mano destra sul lettone, in mezzo alle sue enormi cosce divaricate, ma guardandomi bene dal toccarle ché io non la voglio toccare, non voglio sembrare il maniaco sessuale, che approfitta della situazione in cui mi sono venuto a trovare; poi se lei in quanto femmina mi vuol far capire che vuole essere “lavorata dal maschio” me lo farà sicuramente capire in qualche modo. Gli chiedo “quale barzelletta sex mi vuoi far leggere, o mi vuoi far vedere qualche donna completamente nuda, o che sta in una posizione particolare, come quella che è in copertina?”. Simona mi risponde “Sì ti voglio far vedere le foto porno di qualche attrice che si è messa in posa completamente nuda, stanno in certe posizioni che non avevo mai visto, io non mi sognerei mai di mettermi nuda in quelle posizioni, anche perché non me lo potrei permettere, data la mia siluette non proprio esile”, dico io, “certo, sono posizioni particolari, che loro da giovani attricette, magre, peseranno si e no 45 kili, solo loro si possono permettere mettendo in mostra davanti all’obiettivo, tutto il meglio che di porno ce’ nel corpo di una donna, come le sisette, il sederino e la passerina, ma anche di un uomo, come il pisellone di quel negro che è in copertina, mica male no, forse è quel grosso cazzo nero che è piaciuto tanto anche alla mia signora da fargli comprare il giornaletto porno, quel pisellone che adesso ha fatto arrapare anche te, e perciò ti vuoi fare da sola … o stai provando a fare qualcosa con me, tu che ne dici?”.
Simona sposta il libretto sex e vedo che mi guarda, no non guarda me ma sta guardando i miei pantaloncini, anzi la grossa punta rossa del mio pisello che si è affacciata e che sta cercando di uscire all’aria, poi alza la testa e guardandomi in faccia con i suoi occhi che sono diventati sempre più lucidi, mi dice “caro Piter lascia stare la tua signora, di lei e dell’effetto che farà su di lei il grosso cazzo nero del negretto ne parleremo dopo, adesso che stai con me parliamo solo di noi due che siamo qui soli; ma tu che guardi il pisello del negro, invece di guardare le forme, il sedere, il sesso delle donne, eppure sono giovani e belle no, fossi per caso finocchio?, guarda che sto scherzando, quel negretto piace anche a me”; io ribatto “cosa ti piace di quel negretto? Forse il suo viso, il suo naso, il suo corpo o meglio il suo bel pisellone fuori misura, che poi non è tanto fuori misura, non credo che il mio uccellino sia molto più piccolo di quello lì” La conversazione sta diventando un po’ frizzante e dal mio punto di vista anche sessualmente interessante, Simona parla tranquillamente con me di sesso, sedere, pisello; cosa che non era mai successa, anche perché quando siamo in compagnia dei nostri rispettivi partner di queste cose non se ne può parlare, è tabù. Simona ricomincia a guardare e sfogliare il libretto, e torna a dirmi “ dai, vienimi più vicino, sei proprio sicuro che il tuo uccellino sia uguale a quello del negro sulla foto? Io non credo, penso invece che sia molto più piccolo, ma adesso guardiamo le foto insieme e dimmi se ce ne è qualcuna che ti piace in modo particolare o che ti tira di più, a me questa è piaciuta molto mi ha fatto arrapare tutta al sol pensiero, guarda in che posizione sono messi lei è in ginocchio, alla pecorina e lui gli sta sopra, ma non capisco bene dove gli ha messo il pene, se è dentro alla vagina o dentro al sedere, non lo vedo bene, tu che ne dici, dove sta?”. A questo punto sono quasi sicuro che Simona mi sta stuzzicando sessualmente, mi sono incuriosito, lei mi vuole dire qualcosa ma io ancora non ho capito cosa vuole da me, allora le domando, “scusa Simona, ma tu come fai a dire che il mio pene è molto più piccolo di quello del negro, che ne sai tu, quando cazzo hai mai visto il mio cazzo, e da quando sei diventata intenditrice del pene, quanti piselli hai visto, toccato, baciato, leccato, succhiato, mangiato, o quanti cazzi sono penetrati nella tua vagina, o nel tuo ano, per poter giudicare quanto grande e grosso è il mio Pierino.” Simona mi risponde “caro Piter, non ti arrabbiare,non volevo offenderti, forse hai ragione tu, io il tuo Pierino lo ho visto solo e sempre di nascosto e lui era sempre nascosto sotto al costume o sotto i pantaloni, e mi è sembrato di vederlo sempre piccolo e moscio, mi sarò sbagliata, staremo a vedere, ma adesso vienimi più vicino e guardiamo insieme queste foto sex”, io penso a quello che ha detto circa il “staremo a vedere”, cosa avrà inteso dire o dirmi, io mi avvicino e mi sporgo verso il suo viso per cercare di guardare meglio il libretto porno insieme a lei, come mi aveva chiesto di fare prima di sedermi sul lettone al suo fianco, e come mi ha continuato a ripetere, ma così facendo tocco con il mio braccio la vestaglietta, che era in bilico sopra le ginocchia. La quale scivola in basso, e si appoggia sul pancione di Simona, lasciandomi vedere così tutto il corpo nudo di Simona, ma proprio tutto, quello che prima, anche se di nascosto, vedevo solo io ora è anche alla vista di Simona. Ora lei sa di non essere più coperta dalla vestaglietta, lei sa che io la sto guardando proprio lì dove non batte il sole, in mezzo alle sue gambe nude, dove la sua natura è coperta solo da una foresta di peli. Insomma lei sa di essere completamente nuda davanti a me. Lei non fa un fiato, come se nulla fosse accaduto, continua a far finta di leggere il libretto sex, o a guardare intensamente le foto degli uomini e delle donne nude; ( non è possibile che lei non si sia accorta che io la sto guardando proprio lì sotto dove è nuda ché non ha nulla indosso, mentre lei è a letto, a casa sua, con la porta di casa chiusa, in casa siamo solo noi due e dulcis in fundo è che lei è completamente nuda e per di più dentro il suo letto e con me, “uomo maschio”, anche se marito della sua amica più cara, ma sono troppo vicino a lei, vicinissimo ), ha visto pure che il mio pene è diventato grosso, duro, rosso e mi sta per uscire dai pantaloncini, sicuramente lei mi sta provocando per vedere quello che faccio.
A questo punto prendo il coraggio a due mani, (penso fra di me: o la va o la spacca, vediamo se ci sta, amica o non amica sempre una donna è, e vista la posizione in cui sta messa che cosa mi può fare, mi dirà di no, pazienza, chiedo scusa, mi alzo e me ne vado con il cazzo ammosciato fra le gambe; ma se non ci provo si può anche arrabbiare pensando che lei proprio non mi piace, anzi che lei mi fa schifo, e questo per una donna è molto grave, o può pensare veramente che sono frocio, devo provarci, specie ora, dopo quello che mi ha detto riferito ai punti a,b,c,d, cioè che potrei essere io a non saperci fare, e in riferimento al fatto che mi ha detto che si è arrapata guardando per mezz’ora il porno e in particolare la foto in cui i due fanno sesso nella posizione alla pecorina e dove Simona non capisce dove è infilato il pene di lui, se è in vagina o nell’ano). Anche perché dopo certe parole e certe allusioni sessuali penso proprio che mi stia provocando, sessualmente, che voleva dire con il “staremo a vedere” circa le dimensioni del mio pene, paragonato al pene del negro del porno, lei si è arrapata e ora si vuole sfogare con me, mi provoca per fare sesso con me o per incastrarmi e poi dirlo alla mia signora, mi ricatterà, ma a che pro e poi che gli può dire che la ho stuprata in casa sua, dove era nuda sul suo letto ed era sola con me. Ho deciso, guardo la sua vagina in mezzo ai peli e alle sue cosce larghe, si muove, sembra che respiri, sposto la mia mano destra sempre appoggiata sul lettone verso le sue cosce, che sono sempre divaricate, gliele tocco, le accarezzo, salgo su e arrivo fino alla vagina, gliela accarezzo, gliela pizzico, apro un pochino la fica con la punta delle dita, delicatamente e con il dito mignolo gli tocco il suo culone e, mi fermo lì, con la mano incuneata tra il suo culo e la sua fica ..… il mio dito mignolo è appoggiato al suo ano e glielo solletica, il mio dito medio e l’indice sono appoggiati alla sua pelosa vagina, dentro alle grandi labbra, che gli muovo girando il mio pollice all’esterno sulla pelle e dito medio e indice all’interno, muovo tutto molto delicatamente .…. Simona non dice niente, ed è già positivo, non ha detto di no, non è scattata per coprirsi o per allontanare la mia mano che sotto le sta toccando tutto il suo sesso contemporaneamente il sedere e la passera, non mi ha mollato uno schiaffo; io resto fermo, immobile in attesa di una sua reazione, nulla, non succede nulla, il silenzio incombe, la guardo in faccia con lo sguardo interrogativo come per dirgli che cazzo vuoi fare, allora devo andare avanti o … . Sì o No, sono interminabili secondi. Resto in dolce attesa, lei forse sta pensando al dopo, a me, alle nostre corna, alla sua amica d’infanzia che è anche la mia signora, al suo Mario, se questa sarà una botta e via oppure ci sarà un seguito, e se non ci sarà un seguito perché non ci dovrebbe essere se la cosa avrà funzionato??. I secondi sono interminabili, ma passano. Lei da dietro il suo libretto sex sente il mio sguardo che silenziosamente la interroga sul da fare, siamo entrambi tirati come due archi che stanno per scoccare la freccia, consapevoli entrambi che è una freccia molto importante, che nel bene e nel male potrà cambiare il corso della nostra vita.
È andata, me la faccio tutta,
lei silenziosamente mi ha detto di SI, SI.
Simona continua a non parlare, ma posa il libretto porno, con la donna e il negretto che fanno sesso, lo posa in terra e, ora, mi guarda con i suoi languidi e sempre più arrapati occhioni celesti nelle palle dei miei occhi, il suo faccione è diventato rosso e accaldato, sta sudando freddo per la tensione, sempre in silenzio, lentamente, allunga la sua mano destra, la posa dolcemente sul mio ginocchio destro, quindi la sua mano sale lungo la mia coscia destra nuda, mi fa il solletico accarezzandomi i peli, salendo mi sfiora la punta del mio pisellino che fa l’occhiolino fuori dai pantaloncini, dove sta per scoppiare e che pian piano sta diventando un pisellone che sta uscendo all’aria aperta, lei lo sente sotto la sua mano, lo schiaccia un po’ ma non si ferma lì, non si ferma sopra di lui, no la sua mano continua a salire. Mi tocca i pantaloncini corti che porto addosso, la sua mano è arrivata all’inguine, all’interno dell’attaccatura delle cosce, sale ancora più su, dove vuole arrivare? sta cercando la chiusura lampo dei miei pantaloncini; Simona in silenzio mi ha “ URLATO SI, SI, LO VOGLIO TUTTO E ADESSO, SUBITO ”, di scatto mi tira giù la cerniera, sotto la quale c’è il mio pisellino che nel frattempo a forza di maneggiarlo io mentalmente e lei materialmente è diventato una bella e vera spada dura come l’acciaio. Una spada che una volta aperta la cerniera, salta su, esce fuori di scatto come una molla che si allunga, che si distende, Simona di corsa, al volo se lo prende in mano, non lo vuole far scappare, me lo stringe, finalmente lo guarda il mio pene, la aiuto, mi alzo in piedi, per sfilarmi e lasciar cadere in terra i pantaloncini da mare che Simona ha aperto, sotto non ho niente, mi tolgo la maglietta che ho addosso, mentre lei con una mano tiene il mio pene, non lo vuole proprio lasciare, e con l’altra mano si toglie la famosa vestaglietta trasparente, che è poco più di un bebi-dolly, ma che adesso le dà solo fastidio, perciò fa il cambio di mano, si passa il mio passero dalla mano destra alla mano sinistra, per far si che la vestaglietta scivoli dal suo corpo e cada, rimanendo ammucchiata sopra il lettone. Simona, sempre in silenzio, in certi momenti le parole non servono a niente, si rimette giù sdraiata nel lettone a pancia all’aria, con le ginocchia divaricate e piegate verso l’alto, com’era prima, come se non fosse successo niente, eppure ora lo scenario è del tutto diverso, anche l’atmosfera è diversa, il nostro respiro è diverso, quasi affannoso, certamente morbosamente e sessualmente eccitato. Lei ora è …. tanta come sempre, ma è tutta completamente tanta e nuda, e per di più tanto affamata come non la ho vista mai, non me la sarei mai immaginata una Simona così sessualmente incazzata e arrapata allo stesso tempo, le sue mani destra e sinistra insieme cingono la mia spada, fanno il solletico ai miei coglioni che sotto la spada si sono intostati anche loro. Io pure sono completamente nudo, sono seduto al suo fianco, sono girato verso di lei, il mio braccio destro è appoggiato sul lettone, e mentre la mano destra si muove toccando, carezzando, e infilandosi in tutti i buchi che trova nella sua strada, la mano sinistra sale su dall’ombelico fin sulle due palle delle zinne. Le tocco e le carezzo entrambe delicatamente, sento le sue zinne che si induriscono, gli pizzico il capezzolo della palla sinistra e grattugio con il palmo della mano il capezzolo della zinna destra, che si inturgidisce sempre di più, poi faccio il contrario, per non fare torto a nessuna delle due zinne, ché a forza di toccarle e maneggiarle sono diventate toste e dure anche loro e non penzolano più tanto. Ma andiamo per ordine: Ora Simona si trova sdraiata sul lettone, è lei che manovra la mia spada con una mano e stringe i miei due coglioni con l’altra, mentre io mi trovo seduto accanto a lei, al suo fianco con le due palle del seno e i suoi turgidi capezzoli carezzati dalla mia mano sinistra e con il suo fodero e il suo culo sfiorati dal mio dito medio e pollice della mia mano destra.
Cominciamo a leccarci, ci facciamo un signor 69, bello e ricco.
A questo punto Simona, che ha capito l’andazzo, e gli è venuta una voglia matta di cazzo, sta fremendo e ballando tutta dalla sorca in su e dalla sorca in giù, anche lei vuole provare a fare qualcosa di diverso dal solito, vuole assomigliare alle attrici del giornaletto porno, vuole fare sesso in posizioni estreme, è diventata tutta rossa in faccia per l’eccitazione; prende l’iniziativa, si gira sul fianco destro, inarca la schiena, porta il suo grosso faccione sopra il mio pene, lo guarda tutto ma proprio tutto per bene, lo esamina da cima a fondo, se lo mangia con gli occhi, lo stringe delicatamente ma con decisione tra le sue manine, apre la bocca e …. comincia a baciarlo, leccarlo, lo stringe delicatamente coi suoi dentini, se lo mette tutto in bocca, rischiando di soffocare. Se lo succhia come fosse un cremino o meglio un bel gelato caldo, con le dita delle sue mani pizzica delicatamente la pelle esterna tirandola su e giù, e dopo averlo scappucciato completamente, se lo lecca dalle palle in su’ fino alla punta che è diventata grossa e rossa, ed è lì che la sua lingua si sofferma, leccando tutto intorno al glande che è completamente spellato, lo lavora delicatamente con le labbra bagnate di saliva, facendogli fare dentro e fuori dalla bocca, senza saperlo mi sta facendo un bel bocchino, mi fa impazzire, sembra una professionista del sesso (mi domando dove e da chi o con chi avrà imparato a fare queste cose, dopo glielo chiederò, adesso ho altro da fare, spero solo che insegni qualche cosa anche alla mia signora), mentre con le mani mi fa il solletico ai testicoli e mi accarezza tutto, sotto, fino all’ano, lei me lo stuzzica delicatamente con il suo ditino mignolo, sto morendo dal gusto che mi sta facendo provare. Anch’io, seguendo lei ma al contrario, mi sposto con il corpo verso il centro del lettone, divarico delicatamente con le mie mani le sue enormi cosce, le teneva strette strette per l’eccitazione, gli accarezzo l’ombelico e glielo lecco tutto, anche dentro. Mentre continuo a carezzare e leccare tutta la pancia, gli accarezzo l’interno delle sue due grandi cosce, dall’inguine fino al ginocchio, gli bacio con forza e gli lecco l’interno delle cosce, quasi a fargli tanti succhiotti uno dietro l’altro. Sento che lei freme tutta, non solo nelle parti intime, ma è tutto il suo corpo che trema, la sua schiena è tutta tesa come un violino quando l’archetto strusciando sulle sue corde le fa vibrare; arrivo sopra la sua fregna piena di peli, sembra una foresta umida e pelosa, foresta riccia che io cerco delicatamente di aprire, di creare un varco per far entrare adesso la mia lingua e poi il mio passero. Ora con le mani appoggiate rispettivamente a destra e a sinistra della fregna pelosa e che si sta bagnando sempre di più, pian piano, con la punta delle dita, sposto rispettivamente a destra e a sinistra la matassa di peli che copre la fica di Simona, gliela apro come un’ ostrica, la sfoglio come una margherita, facendo uscire da dentro prima le grandi labbra, poi le piccole labbra, quindi in mezzo a tutto quel marrone - rosso, esce anche un pisellino, che non è verde, ma sempre rosso; e mentre con le dita delle mani gli tengo aperta la fica, con la bocca gli lecco e succhio pian piano il suo pisellino. Tengo divaricato il tutto, ci soffio sopra delicatamente e a lungo, rinfrescando un po’ tutta questa roba vogliosa, rossa e incandescente; vedo la sua fica che si apre e si chiude ritmicamente, fa tutto da sola, sta impazzendo dal piacere, anche le sue cosce stanno muovendosi come la fica, imprigionando la mia testa dentro di loro. Quindi, con la lingua riempio di saliva il buchino della pisella per lubrificarla, do una bella serie di leccate delicate ma veloci a tutto il pacchetto in bella mostra. Simona ricomincia a sudare freddo, a fremere, a tremare, si dimena tutta, sono 100 Kili di ciccia arrapati, vogliosi di cazzo che si muovono convulsamente; dentro alla sua fessura ci infilo il mio naso, lo bagno, lo muovo un po’ all’interno, poi ci passo la bocca e con forza bacio e lecco tutto, dal pisellino alle piccole labbra, alle grandi labbra, mentre strofino il mio naso che ora ho infilato nel suo sedere, naso che ho bagnato prima uscendo dalla sua vagina tutta bagnata, e che perciò ora scivola delicatamente sul culetto di Simona. Dopo un po’ con le dita delle mani, delicatamente, richiudo tutto il mio pacchetto rosso, che sta ancora ballando per l’eccitazione, e, forzando un po’ rimando dentro tutto quello che ho appena fatto uscire; prendo a mordicchiare sempre molto delicatamente tutto il pacchetto che compone quella bella pelosa vagina che è davanti a me, ( praticamente abbiamo consumato un bel 69 ). A questo punto mi fermo, riprendiamo fiato entrambi, restando sdraiati uno accanto all’altra, adesso viene il bello, penso fra di me, non possiamo certo restare così, finire così, o facciamo finta di avere scherzato e ci alziamo, ci rivestiamo e buon giorno e buona sera, ognuno per la propria strada, abbiamo fatto solo un 69, oppure ……… andiamo avanti; mentre penso questo fra di me, mi tolgo qualche pelo di fica di Simona che mi è rimasto in bocca, sulla lingua e in mezzo ai denti, non è roba commestibile, non si mangia. SEGUE

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