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| Max e Sara |
Scritta da: maxesara (4)
Salve a tutti, mi chiamo Max ho scritto un sacco di racconti su un altro sito ma questo mi piace perchè c'è la possibilità di commentare con la Tag. posto il mio primissimo racconto erotico.
buona lettura.
Mi chiamo Max, e questo è il racconto del mio rapporto “particolare” con la mia sorellina minore.
Cominciò tutto qualche anno fa, eravamo giovani allora, e i miei ormoni galoppavano a mille, frequentavo una fighetta della mia classe, Jessica che all’inizio mi aveva illuso facendosi da subito tastare le tette senza reggiseno e accarezzandomi il cazzo da sopra i pantaloni, ma dopo 2 mesi di frequentazione non si era schiodata da quel livello iniziale di intimità. Ogni incontro con Jessica mi lasciava con il cazzo duro come la roccia e un senso d’insoddisfazione che se n’andava solo dopo una liberatoria sega.
Quel venerdì era la prima volta che i miei lasciavano la casa per il weekend senza chiamare nessuna baby sitter o cugina “grande” per badare a me e Sara, se ne erano andati affidandomi la responsabilità di provvedere a mia sorella. Durante il sabato non ci furono particolari problemi ma:
Domenica concessi a Sara di uscire con la sua amica Samantha e di tornare a casa per le 23. tre ore dopo il suo coprifuoco abituale, visto che le 23 era anche l’orario di rientro di Jessica, speravo di sfruttare quelle 3 ore di surplus per infilare per la prima volta il mio cazzo nella sua bocca.
Erano ormai 2 mesi che mi faceva impazzire ed era ora di ricevere qualcosa in cambio, erano settimane che pregustavo quel pompino.
Sara usci salutandomi alle sei in punto e un quarto d’ora dopo Jessica era sul mio divano, aveva portato un Dvd così cominciammo a vedere un film mieloso di quelli che piacciono tanto alle tipe. Io, mentre lei guardava il film cercavo di infilare le mani ovunque me lo permettesse, le tette erano completamente a mia disposizione, ma avendole avute subito e senza limiti avevano presto perso interesse, non che non mi piacesse toccargliele, anzi, aveva due meloni di tutto rispetto e stizzarle tra le mani era sempre un piacere, ma cercavo di raggiungere nuovi lidi purtroppo senza molto successo. la figa era assolutamente off-limits e il culo ero riuscito a toccarglielo ma solo al di sopra delle mutandine. Quando il film finì erano gia le 21 e il tempo a disposizione per attuare il mio piano era pochissimo, tuttavia le premesse erano buone, appena spenta la tv Jessica si era messa sopra di me, e avevamo cominciato a limonare, si era addirittura tolta la maglia, offrendomi le sue bocce senza ostacoli, ma in quella posizione aveva lei il controllo, forse lo fece appunto per non darmi spazio di manovra, si stusciava e mi accarezzava il cavallo dei pantaloni, mi baciava e poi mi offriva un capezzolo da succhiare, ma ormai era chiaro che nemmeno quella volta avrei ottenuto di più, e infatti passammo due ore a pomiciare in quel modo, il cazzo mi faceva male, per il continuo stress di stare in erezione senza poter andare oltre, e cominciava a farmi male la testa, quando l’orologio di Jessica fece Bip Bip lei si stacco di corsa da me si infilò la maglia e sistemandosi di fretta prese il Dvd e disse: “mio dio, sono già le undici devo scappare se no mio padre mi ammazza”
Abitava solo due case più in là quindi non c’era bisogno che l’accompagnassi, ci salutammo e lei se ne andò.
Il cazzo mi faceva un male cane e non vedevo l’ora di scaricarlo, le tempie mi pulsavano, rimasi seduto sul divano e guardai il display del dvd 23.10 “dove cazzo è Sara?” pensai, proprio in quel momento lei apri la porta e sgattagliolò verso la scala, io la vidi sottocchio e le gridai “ferma” andai verso la scala con l’intenzione di cazziarla per i dieci minuti di ritardo, anche se sapevo che se fosse arrivata in orario avrebbe beccato Jessica a cavallo su di me.
Quando arrivai ai piedi della scala lei era in cima ferma con un piede sull’ultimo gradino e l’altro sul penultimo, era vestita in modo diverso da come era uscita. Indossava una minigonna di quelle svolazzanti e dalla base della scala, favorito dalla posizione di lei le vedevo perfettamente il culo, per di più indossava un perizoma talmente minimale che si poteva benissimo dire che lo vedevo nudo. Qualcosa andò in tilt nel mio cervello. “hai visto che ore sono?”
“si papà” non aveva il solito atteggiamento, di solito con me è sempre molto accondiscendente, quasi passiva ora era sfrontata, e non mostrava il minimo disagio per lo spettacolo che mi offriva, l’ultima volta che l’avevo vista nuda io avevo 10 anni e lei 8 dopodichè non fu ritenuto opportuno farci fare il bagnetto insieme.
“ti dovrei far punire, ti sembra il modo di andare in giro vestita?”
“tu non puoi farmi punire, dovresti dirlo a mamma e papà che erano le undici e dieci?”
“allora dovrò punirti io.”
Quella era una frase che gli dicevo quando eravamo più piccoli, dopodiché la inseguivo, e se riuscivo a prenderla le davo una sculacciata, smisi di farlo a 13 anni, quando dopo averla sculacciata mi ritrovai con un erezione monumentale.
A quelle parole lei reagì con un secondo di stupore, e di ritardo, visto che quando si girò per scappare ero già a metà della scala, quando entrò nella sua stanza non ebbe il tempo di chiudere la porta che mi ci ero già infilato, l’afferrai per le spalle e mentre mi sedevo sul letto, la costrinsi in posizione da sculacciata. Lei non gridava e io non ridevo come invece eravamo soliti fare da piccoli mentre facevamo questo gioco, adesso c’era un silenzio carico di tensione.
Le diedi il primo schiaffo, piano, e al posto del solito “ahi” venne un “ah” ansimante, la colpì al centro delle due natiche proprio dove il tanga spariva nel solco e sollevai la mano strusciandogliela sul tessuto che copriva la fighetta, al secondo colpo il tessuto era già fradicio. Non mi rendevo conto di ciò che facevo, ero in una frenesia erotica, causata dall’eccesso di eccitazione che mi dava quella troietta di Jessica, non mi rendevo conto che stavo per scoparmi mia sorella. Smisi di darle schiaffetti e presi ad accarezzarle il culo, e passai le dita sotto il filo del tanga, raggiunsi la figa e infilai dentro un dito, era bagnata all’inverosimile e dopo pochi colpi la sentì godere, ebbe un orgasmo molto intenso e subito dopo si rilasso sulle mie gambe, non capivo più niente, lei era venuta, e avevo letto che quando hanno l’orgasmo le ragazze perdono i freni inibitori per un po’ decisi allora che toccava a me! La spostai e mi alzai, lei rimase seduta sul letto, era in una specie di trance, respirava forte ed era tutta rossa, le dissi: “pare che la punizione normale non ti faccia effetto, perciò passiamo al secondo livello”, e mi abbassai in un solo colpo il pantalone della tuta e le mutande, il mio cazzo dritto le stava proprio all’altezza del volto, e lei mentre diminuiva il ritmo respiratorio non smetteva di fissalo, feci un passo in avanti e se lo trovò a pochi millimetri dagli occhi, non sapevo se sapesse farlo o se l’avesse mai fatto, ma fattosta che non dovetti fare alto, si sporse un po’ e mi prese la cappella in bocca, sentì una scarica fortissima al cervello, lo aspettavo da tanto, anche se certo non così e non da lei.
Inizio quello che rimane a tuttoggi il miglior pompino della mia vita, lo succhiava lentamente e profondamente, ci metteva la lingua e la passava su tutta l’asta, venni a sapere dopo che era il suo primo pompino, quindi ebbi l’onore di scoprire un talento.
In quel momento ricordo che l’intenzione era di scoparmela, ma dopo qualche secondo che pompava il mio cazzo avevo nettamente cambiato idea, la lasciai fare e mi godetti il momento, adesso lo stava prendendo tutto intero in gola, poi spostando la testa all’indietro con la lingua gli turbinava intorno, era si il suo primo, ma si era fatta spiegare come si fa.
Per evitare che si togliesse le presi la testa con le mani e accompagnai le ultime pompate e mentre l’orgasmo mi assaliva lo spinsi più in fondo per non darle modo di toglierlo, non mi importava che lo ingoiasse, a me bastava venirle in bocca. Non fece nemmeno resistenza, si prese la mia sborrata in gola e continuo per un po’ a succhiare, quando smise aveva ingoiato tutto, mi lecco ancora un po’ la cappella mentre mi si smosciava il cazzo e poi si distaccò. E rimase li a guardarmi, io la guardavo e solo in quel momento tornai in me.
Mi voltai e uscì dalla sua stanza. Ero disperato, mi rivedevo in piedi davanti a mia sorella minore con le mani sulla sua testa a spingerle il cazzo in gola, ero certo che in quel momento stesse piangendo disperata. Dopo mi disse che in realtà dopo un attimo di smarrimento si era messa a saltare per la stanza, mia sorella era innamorata di me da 3 anni almeno, era adolescente, e gli piaceva un mio amico, poi un giorno ci vide lottare, e io lo battei, e da quel giorno ero diventato io il centro delle sue attenzioni, credeva fosse un amore impossibile e invece quella sera vedendomi ai piedi della scala, con un evidente erezione e ipnotizzato dal suo culo, mi aveva provocato spingendomi nella sua tela, non era nemmeno vero che non era riuscita a chiudersi in camera, mi aveva permesso di entrarci, ma io in quel momento non potevo saperlo.
Un altro pompino prese a occupare i miei pensieri, ma non era più quello che volevo da Jessica bensì quello che mi aveva fatto Sara.
Il lunedì mattina scesi in cucina terrorizzato, non potevo sapere cosa avrei trovato, i miei erano rientrati verso le 2 di notte, quindi non avevano visto ne me ne Sara, temevo di trovare mia madre in cucina con mia sorella in lacrime a raccontargli quello che era successo la sera prima, invece mamma stava ai fornelli e Sara faceva beatamente colazione. In quel momento pensai che Sara avesse rimosso il ricordo come so che fanno alcune ragazze che vengono molestate, la mattina dopo sembra che non sia successo nulla, salvo poi avere turbe psichiche per tutta la vita. Comunque se Sara non rappresentava un problema immediato, i miei sensi di colpa lo erano, e per tutta la settimana evitai sistematicamente mia sorella sia a scuola che a casa, anche se in quei momenti in cui la incrociavo sembrava davvero che non avesse un solo problema al mondo.
Ma venne inevitabilmente il weekend, visto che tutto era andato bene la settimana prima, i miei replicarono beatamente la scappatella.
Quel Venerdì ero andato da Jessica visto che pure lei aveva casa libera, ero determinato a sostituire il ricordo della bocca di Sara con quello di quella di Jessica, e cosi dopo la solita lunga fase di limonamento e strusciate varie mi alzai dal suo letto, e le rimasi in piedi davanti, lei era seduta sul letto, con le tette al vento e mi guardava con aria interrogativa, presi il coraggio a due mani e mi sbottona i jeans e lo tirai fuori.
Sembrava terrorizzata, disse: “che fai?” e io “che credi che faccia” e mi avvicinai, lei si scanso come se avesse davanti un serpente terribile “cosa vorresti fare?”insistette.
“Jessica che cazzo, sono mesi che mi fai impazzire con baci e carezze, a me piace per carità, ma a un certo punto bisogna andare oltre!”
“non voglio farlo Max”
“non c’è bisogno per forza di FARLO”
“e cioè?” non riuscivo a credere che fosse così stordita
“potresti usare la bocca magari.”
“CHE?!? Sei pazzo non si fanno queste cose”
in quel momento pensai alla sensazione di estasi mentre la sborra usciva a frotti dal mio cazzo e finiva nella bocca di Sara che senza fare il minimo accenno di disgusto continuava a succhiarmelo.
“senti, io così non vado avanti, ogni volta che ci vediamo vado a casa con il cazzo in fiamme, mi fa male alla salute, chiamami quando cresci”
e me ne andai da casa sua.
Rientrai in casa e non sembrava esserci nessuno, d’altra parte era presto, decisi di andarmene direttamente a letto, quando fui in camera mi spogliai e mi misi nudo a letto, mi sarei vestito dopo aver scaricato le palle con una cassetta porno.
Invece non avevo nemmeno acceso la TV che la porta si apri, allora io feci finta di essere addormentato, non avevo previsto che Sara potesse venire in camera mia, ero certo che volesse accusarmi di aver abusato di lei, gridandomi insulti a raffica, invece si infilò nel mio letto, io le davo le spalle, lei si appiatti contro di me, e io sentì la morbida pressione delle sue tette sulla schiena, era nuda. Ero molto confuso, continuavo a non muovermi, lei mi accarezzo e portò la mano sul mio cazzo, a quel punto mi girai, eravamo a pochi millimetri l’uno dall’altro, e lei disse:
“mi sa che dovrò punirti”
“per cosa?” risposi a voce bassa
“per avermi ignorato tutta la settimana” e mi baciò, le lingua si intrecciavano, il mio cazzo reagì all’istante si indurì al massimo, a quel punto non avevo più freni, pensai se è lei che è così porca da voler scopare, posso anche starci, e io che pensavo di essere un mostro.
Cominciai a tastarla,sul seno, poi giù fino alla figa, che era gia bagnatissima, dopo poco le fui sopra, puntai il cazzo sulle grandi labbra e mi preparai ad affondare e lei disse molto dolcemente:
“ti amo”
mi ritrassi subito, quelle parole mi avevano scosso, le chiesi
“tu, tu l’hai mai fatto prima?”
“certo che no, io volevo te”
Quello era davvero troppo, mia sorella non era una specie di troietta da montare, era innamorata di me e si stava concedendo al suo amore, ma io non riuscivo ad accettarlo, il mio pisello reagiva invece per conto suo, e rimaneva duro come il marmo.
“non posso essere io il tuo primo”
“perché no, io ti amo”
“adesso sei confusa, se facessimo una sciocchezza e poi ti innamorassi di un ragazzo, avresti sciupato la cosa più bella del mondo”
“parli come la mamma, ho voglia di fare del sesso! Tu sei quello che mi piace, credevo di non poterti avere e invece domenica mi hai dimostrato che non è così e allora adesso voglio tutto.”
Mia sorella minore era più matura di me, sapeva cosa voleva e sapeva anche come ottenerlo si era messa sulle gattoni sul letto e veniva verso di me.
La mia erezione parlava chiaro, non ero certo indifferente, e d'altronde mia sorella è un gran pezzo di figa, non sapevo che fare, ero confuso e mi sentivo manipolato, allora decisi di fargliela un po’ pagare, avevo l’arma giusta pronta nel comodino.
“voi fare del sesso?”le dissi
“si” rispose, aveva raggiunto il bordo del letto e si sporse prendendomi il cazzo in bocca.
Anche quella vota mi godetti in pieno la sua abilità, ma dopo un po’ l’afferrai e la spinsi a sdraiarsi, io ero ancora ai piedi del letto, mi inginocchiai a tuffai la testa tra le sue cosce, cominciai a leccarle la figa prima lentamente poi turbinando la lingua, si agitava, fremeva non riusciva a stare ferma, ogni tanto davo tregua alla sorca e infilavo la lingua nel suo buchetto, dopodiché tornavo alla figa e infilavo la prima falange dell’indice ne suo culo, mentre la facevo impazzire così muovendo molto lentamente la mano, aprì il cassetto del comodino e procedendo a tastoni trovai il vasetto di vasellina che usavo sui capezzoli per non irritarli quando vado a correre, quando la compro, vedo gli sguardi ammiccanti dei negozianti, ma in realtà non avrei mai immaginato di avere l’occasione di usarla per “quello” scopo.
Aprire il barattolo fù un impresa, ma alla fine ci riuscì, infilai due dita nella sostanza untuosa e le potai al suo culo, dubito che si accorgesse di ciò che succedeva, erano ormai 5 o 6 minuti che gliè la leccavo e la masturbavo, ormai era prossima all’orgasmo, le due dita entrarono a meraviglia, il lubrificante faceva il suo dovere alla perfezione, sempre continuando a leccargliela e masturbandogli il buco del culo presi una bella dose di vasellina e me la spalmai sul cazzo, a quel punto la feci girare, lei obbedì e io mi ritrovai il suo splendido culo davanti, le diedi un ultima leccata alla figa e poi mi misi su di lei, puntai il gomito destro sul letto e portai la mano sulla figa e cominciai a titillarle il clitoride, con l’altra mano puntai il cazzo dritto al suo culetto, l’accesso era garantito dal lavoro fatto in precedenza, ma sapendo che fa molto male lo spinsi dentro molto lentamente.
Lei gemette un po’ ma tutto sommato pensavo peggio, avevo fatto un buon lavoro di preparazione e il livello di goduria superava quello di dolore, in quanto a me sapevo che non sarei durato molto, il culo di Sara era talmente stretto ed era talmente eccitante incularla che molto presto sarei venuto. Dopo due o tre pompate smise anche di lamentarsi e cominciò a gemere forte, io intanto la pompavo con dolcezza ma in profondità, dopo un attimo lei venne, urlava così forte che temetti che i vicini potessero sentirla, a quel punto aumentai il ritmo delle pompate, lei dava un urlo ad ogni colpo dopo pochi secondi le inondai il culo di sborra. Diedi ancora qualche colpo e poi mi sdriai accanto a lei. Avevamo entrambi il fiatone, io le dissi “ti è piaciuto fare un po’ di sesso?” e lei mi rispose “si, molto” e allora io “vedi io e te potremo fare solo questo, sesso. Non farò l’amore con te.”
“ma io non farò mai l’amore con nessuno allora, perchè io voglio solo te”
“facciamo così, promettimi che non negherai a prescindere di innamorarti di un altro, e se tra due anni non avrai trovato un ragazzo che ti piace staremo insieme io e te di nascosto a tutti, nel frattempo, se vorrai fare di nuovo questo tipo di sesso basterà dirmelo”
“non mi innamorerò di nessuno, già lo so.”
Le sorrisi. Lei disse “Samantha sarà invidiosissima”
“sei matta? Non devi dirlo a nessuno, nemmeno a samy.”
Samantha era la sua migliore amica, non veniva spesso a casa, non sapevo perché visto che Sara invece era sempre da lei. Ma le poche volte che era venuta, mi guardava con un aria da troia che non mi lasciava indifferente, era un po’ più bassa di Sara, ma aveva un corpo ben più prosperoso aveva almeno la quarta di seno, e un culo cosi sporgente che credo ci si potessero appoggiare i bicchieri sopra. Per molto tempo avevo pensato che lei e Sara lesbicassero alla grande a casa sua.
“oh ma lei lo sa già, lunedì gli ho detto tutto, c’era una scommessa in ballo”
“scommessa? Che scommessa? Invidiosa?”
“si, avevamo scommesso che se non fossi riuscita a averti entro l’anno, avrei lasciato il campo libero a lei, sono anni che vorrebbe scoparti”
ora era chiaro perché non venisse spesso a casa.
“pensa che io pensavo che volesse scoparsi te”
Rise, “non sai quante volte l’ha fatto, se prima ti eri preoccupato del mio imene, sbagliavi, non ho mai avuto un ragazzo, ma Samantha ha già infilato un sacco di roba nella mia fighetta.”
Scoprire questa nuova Sara era molto interessante decisi di vedere dove potevo arrivare.
“beh la scommessa l’hai vinta però potresti accontentare anche lei no?”
“in che senso?”
“potresti portarla qui domani per studiare.”
“ma io non voglio condividerti con nessuna”
“vedi è questo che dicevo prima, se tu vuoi fidanzarti con me, devi renderti conto che è impossibile il sesso è diverso dall’amore”
“che diresti se ti chiedessi di portare un amico?”
“direi di no perchè mi fa schifo l’idea di un altro uomo nel letto, ma tu e Samy già scopate, l’hai detto tu:”
“a due condizioni”
“spara”
“uno: voglio che scopi anche con me, ormai lo sai che la mia purezza è gia stata violata non devi più preoccuparti”
“hmm va bene”
“due: voglio che le sfondi il culo, come hai fatto stasera a me, quando giochiamo non vuole mai che glie’lo tocchi, così impara”
“volentieri”
Così l’indomani Samantha era nel salotto a studiare, l’idea era che io fingessi di non esserci, Sara avrebbe aperto le danze e io mi ci sarei tuffato in mezzo.
Il piano funzionò alla grande, Sara le raccontò della sera prima e mentre raccontava comincio a toccarla e a strusciarsi,
sentì samantha dire “così te l’ha messo nel culo? Ti ha fatto male?”
ma sara la interruppe baciandola, mentre erano avvinghiate cominciarono a spogliarsi, poi sara si sposto in modo da far dare a samantha le spalle alla scala e mi fece segno, io mi avvicinai furtivo e quando fui a potata di mano le disse “ho una sorpresa per te” e io le toccai la spalla, si voltò e mi vide, d’istinto si coprì il seno, ma Sara prese la mano e la tolse e comincio a succhiargli il capezzolo destro, io mossi la mano dalla spalla alla tetta sinistra, e glie’la stizzai, dicendo “Sara non ti stara mica raccontando i nostri segreti?”
Samy era gia in estasi, io e sara ci dividevamo le sue tette, era tutta rossa e disse: “oh si finalmente posso avervi entrambi sii finalmente siete miei
E io dissi “no cara con me non funziona così, siete voi due che siete mie, e farete esattamente cio che vi dico”
Entrambe in coro dissero “si”
Cominciai a spogliarmi e loro erano in ginocchio sul tappeto che si baciavano, quando fui nudo, mi avvicinai e porsi il cazzo alle loro bocche dicendo “accomodatevi” comincio il mio primo doppio pompino, un esperienza che bisogna assolutamente cercare di fare, ve l’assicuro, se una bocca ti manda in orbita, due ti fottono il cervello, la decisione la presi subito era quello il modo in cui volevo venire.
Samantha non era una pompinara nata come Sara, ma se la cavava egregiamente pure lei, mentre una mi succhiava l’asta l’altra mi leccava le palle, poi entrambe giocavano con le lingue sulla cappella, poi si baciavano inserendo nel turbine di lingue la punta del mio cazzo, se non avessi scopato la sera prima sarei venuto in pochi secondi, mi tolsi e le lasciai stare per un po’ per recuperare, prima Sara lecco la figa a Samy poi iniziarono un 69, allora ripresi anch’io, mi portai dal lato della testa di sara, e cominciai a scoparmi Samantha, ogni due o tre colpi il mio cazzo finiva in bocca a sara, Samy era gia venuta con un urlo forte, cambiai lato, e cominciai a scopare Sara, mentre giocavo col suo culo e Samy le stuzzicava il clitoride con la lingua, pochi secondi e anche Sara venne, avendo mantenuto il primo accordo passai al secondo, Samantha era delle due quella stesa a terra, Sara le stava sopra, il che era perfetto in tutto e per tutto, visto che Sara poteva impedirle di muoversi troppo, e che tutti gli umori di Samantha le erano colati dalla figa al culo, ottenendo una lubrificazione naturale, mi portai dal suo lato e ripresi a scoparla, sara le leccava la figa, e dopo un po io tirai fuori il cazzo e lo porsi a Sara che lo riempi di saliva con un paio di pompate “umide” puntai il cazzo sul culo di Samantha lo tenni lì un secondo, e lei non fece nessuna rimostranza,spinsi e la penetrai senza fatica fino alle palle, c’era tanto di quell’umore che il mio cazzo scivolava una meravigli, le diedi un paio di colpi lenti poi cominciai a pomparla forte, ansimava come una puttana, Sara si girò e comincio a strofinarsi con lei figa contro figa, e io da lì vedevo 4 antri del piacere a mia disposizione, diedi 2 colpi al culo poi alla figa di samy, poi due alla figa e poi al culo di Sara, e entrambe vennero di nuovo, mi sentivo un dio, avevo due fighe a disposizione e le avevo fatte venire entrambe due volte, tolsi il cazzo dalla figa di Sara perche stavo per venire e lo misi tra le loro bocche, ricominciarono il meraviglioso doppio e quasi subito venni, e lo feci mentre Samantha lo teneva in bocca, Sara spinse la sua testa più giù costringendola a prenderla tutta “bevilo troia, a mio fratello piace farsi succhiare la sborra dalle palle.”
Ricordo in quel periodo, alcuni dei Weekend più divertenti della mia vita.
Un mercoledì Jessica mi telefono pregandomi di andarla a trovare, io andai, anche perche i miei accordi con Sara erano chiari, eravamo entrambi liberi, mi spinse la curiosità, poiché la libido la sfogavo alla grande nei weekend con Sara e qualche volta insieme a lei e Samy.
Quando fui nella sua stanza lei quasi piangendo mi disse “io mi rivoglio mettere con te, non ti manco nemmeno un po’” la risposta era no, non pensavo a Jessica dalla sera della prima scopata con Sara.
“Jessica forse è meglio se noi due non ci vediamo per un po’”
“tu hai un'altra che te lo fa vero?”
“cosa?”
“tu hai una che te lo prende in bocca non è così?” sapessi.
“Jessy non credo…”
“lo faccio anch’io”
“prego?”
“se tu vuoi te lo faccio” ero proprio curioso.
“non è il caso davvero ci vediam..”
e lei si butto ai miei piedi, se ne stava in ginocchio lì e mi sbottonò la patta dei jeans.
“Jessica non farlo, davvero!” la negazione è un ottima tattica, stranamente il mio cazzo non era in tiro, forse perchè l’idea di farmelo succhiare da Jessica non era più il top dei miei sogni erotici, vidi che non sapeva da dove iniziare, forse non trovarlo duro l’aveva spiazzata.
Cominciò a succhiarlo nonostante fosse molle, era negata, pero una pompa è sempre una pompa, e il mio cazzo le si indurì in bocca, andava avanti e indietro con la testa, senza cambiare ritmo ne intensità, era come farsi una sega usando la sua testa, mi venne in mente Sara, solo lei, non vedevo l’ora di tornare da lei, non mi importava più nemmeno di Samantha, il pompino di Jessica proseguiva uguale, mi stufai, e glie lo tolsi dalla bocca.
“che c’è?”
“c’è che non mi và, spasimavo per te, e tu mi hai costretto ad allontanarmi, e si, ho un'altra, con cui faccio tutto, perché lei mi ama e si concede a me completamente, quindi della tua bocca solo per tornare insieme non me ne faccio nulla”
cominciò a piangere l’avevo forse ferita, ma sarebbe stato peggio fingere e approfittarmene e un po’ se lo meritava pure. Poi dissi
“e guarda si vedeva che ti faceva schifo farlo, quando troverai la persona giusta vedrai che ti verrà voglia di farlo, non ti sentirai obbligata”
me ne andai e corsi a casa, sara era in camera sua, la raggiunsi, lei mi guardò e io le dissi:
“se vuoi possiamo stare insieme, anche se nascosti a tutti, e non dovrai più dividermi con nessuna, credo di amarti”
lei si avvicinò mi baciò e disse “ti amo”.
E così ho passato quattro anni ad avere rapporti incestuosi sempre più frequenti con mia sorella. E il giorno del suo diciottesimo compleanno la mamma chiamò me e Sara in salotto per parlarci di una cosa importante, disse: “Max, Sara è ora che vi dica una cosa molto importante, ormai siete grandi potete saperlo, vedete dopo aver avuto Max, ho avuto dei problemi alle ovaie, i medici me le hanno dovute asportare, ma io e papà volevamo disperatamente una sorellina per Max così: vedi figlia mia ti abbiamo adottato.” Non credo che mai genitore adottivo abbia visto una reazione più entusiastica da parte di un figlio adottato.
Oggi io e Sara siamo marito e moglie, i miei hanno fatto un po’ fatica ad accettarlo, ma alla fine tutto è andato bene, oggi siamo felici e alla luce del sole, ultimamente però, un po’ preoccupati, perché mio figlio Carlo di due anni, presto avrà una sorellina
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