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| Massaggino? |
“Solo ai piedi”
hai detto.
“per provare com’è”
Tu che sorridi ed io che ti guardo.
“Mi siedo qui?” chiedi e scegli il divano, ti faccio “si” e scivoli giù.
“Lascia, faccio io”
”ma no che fai?”
“lasciami fare”
e mi chino su te, ti prendo un piede, il destro e ne sciolgo la scarpa, mentre mi osservi.
Poi anche l’altra, tutto con calma e sento che tu non sai più se sia bene questo incontro per un aperitivo, questa coca con due chiacchiere, questo scherzo
“davvero i massaggi?, che bello”
Che ci ha portato qui.
“adesso però…”
le mie dita si posano piano sulla tua fronte
“Lasciati andare comoda e rilassati, vedrai sarà dolce.”
La spinta è lieve ma il tuo corpo cede e lo schienale ti accoglie, ancora un po’ tesa, ma ci provi a lasciarti andare, ti sistemi, imbarazzata ma non poi tanto.
Io non ti guardo più ma prendo in mano il tuo piede, il destro, è piccolo e caldo solo lievemente sudato.
Lo tengo tra le mani a coppa, l’accolgo lo riscaldo lo faccio conoscere alle mie mani alle mie dita, poi l’accarezzo quasi senza muoverle le mani, sulla pianta e verso il collo piano piano.
Non ti guardo ma sento che mi osservi, comincio a massaggiare a mano aperta tutto il piede, per riscaldarlo, rilassarlo e tu stai guardando ma poi smetti e chiudi lenta gli occhi e sento che il calore delle mie mani ti sta arrivando e che ti piace.
Adesso comincio davvero il massaggio, prima le dita una per una, poi la pianta del piede, con un poca di forza in più, poi scorro fino alla caviglia e alzo gli occhi.
Tu sei morbida nella espressione, hai gli occhi ancora chiusi e il tuo corpo sul divano si è addolcito: sei molto bella.
Senza lasciare il calore del primo prendo in mano anche l’altro piede e comincio, con una sola mano a fargli carezze leggere, poi lo prendo tra le mie mani lo colmo e lo ammorbidisco piano.
Adesso stai bene, si sente, la tue pelle è calda, le mie mani la tengono la stringono, la massaggiano e poi accarezzano e tu stai bene si sente.
Non ti muovi neppure quando la ma mano inizia dalla caviglia un percorso nuovo, leggera ma decisa verso il polpaccio, prima l’interno poi tra le mani tutto, salendo adagio, avanti e indietro e ricominciando.
E’ più di un massaggio, lo sai e il tuo viso se ne è accorto che oltre alle dita che premono ci sono le mani che ti accarezzano la pelle, la conoscono, fanno amicizia e ti prendono un po’della tua intimità.
“adesso basta dai!”
dici ma piano che quasi non sento.
“Ho quasi finito, adesso tocca all’altra gamba”
ti dico e tu credi alla mia bugia con un sospiro lieve.
Adesso le mie mani ti accarezzano senza ritegno i polpacci, fermandosi però sempre esattamente sotto il ginocchio mai avanzando se non di rado e sembra per sbaglio di un centimetro forse due verso l’inizio della tua coscia.
“aspetta Stella distenditi che stai meglio”
“No dai, non posso davvero, per piacere”
Mi guardi.
Con gli occhi aperti, spalancati e pieni di desiderio che le mie mani non si fermino, che un uomo ti guardi con passione, che la voluttà bastarda che ti ha preso possa avere ancora un minuto per lei.
Ti accarezzo, tengo una tua mano intrecciata alla mia mentre la tua gonna copre l’altra che lenta possessiva prende il tuo ginocchio e finalmente lo supera, verso il tepore interno della tua coscia.
“non posso, per piacere”
Hai la voce bassa, lo sai anche tu che il massaggio è finito e che ora sono le nostre pelli a chiamarsi, lo sai che per la prima volta le tue fantasie, quante ma quante e da quanto, sono vicine alla realtà e ti spaventa e ti eccita questo che non puoi certo ma vuoi certo anche di più: finalmente di più..
Traditrice, amante, donna perduta o quelle parole volgari che si dicono a chi non è solo di un uomo per tutta la vita e che hai sempre odiato dire o ascoltare, pensi che quelle parole tra poco saranno adatte a te e non vuoi o si che vuoi ma non puoi, o si che puoi ma non sai come fermarti o come andare avanti perchè la tua mano stringe la mia e la accarezza con l’indice, solo, e forse neanche te ne accorgi o forse cerchi in te la verità su cosa fare, Dio mio cosa faccio adesso?
Fai che ti abbandoni di più sul divano e la mia mano è al caldo tra le tue cosce chiuse ma frementi ma dolci al tatto e mentre ti bacio le labbra la tua bocca mi cede e la tua lingua mi cerca e le tue mani mi circondano e il tuo corpo si spalanca senza più ritegno e sei donna che vuole, pretende, chiama il mio corpo sempre più nudo sul tuo sempre più caldo e…
Ci fermiamo per un istante in sincronismo.
Mentre i nostri sessi sono così vicini e cosi esposti e cosi pronti a prendersi e ci guardiamo ed è tuo il sorriso che illumina il mondo, è tuo il lieve movimento che mi insinua dentro di te e tuo il braccio che mi cerca il viso, che mi porta alla tua bocca mentre facciamo tanto e bene all’amore.
E sei sempre tu che ora sorridi e mi baci le labbra lieve e ridi di dentro e i tuoi occhi sono i più bugiardi del mondo mentre fai finta di essere pentita.
“A presto Fata”
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