STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
che scopata con mia cognataIl mio caro amico Claudio...!alla fine a cedutoLa gelosiaAL CINEMA...ricatto in famiglia 1IL MIO DIARIODaniela - Bianco e nero
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

Marika Jessika e il nipote
Jessika trovò la porta a aperta. Bussò, cercò di farsi sentire, ma senza ottenere alcuna risposta. Era andata a trovare, come spesso faceva, la sua amica Marika per mostrarle il nuovo completino da cameriera sexy che aveva appena comperato e che avrebbe usato quella sera in un festino in cui si sarebbe fatta scopare in ogni buco da sei baldi giovani cazzuti per poi farsi pisciare addosso da tutti insieme.
Jessika è una ficona di 40 anni, tette sode rifatte, sempre perfettamente pettinata e truccata da vacca, un culo alto e sodo frutto di un meticoloso lavoro in palestra e cosce sode e ben tornite spesso slanciate da meravigliose scarpe con tacchi a spillo. Jessika non mancava mai di invitare anche Marika a questi festini e lei accettava con piacere. Non di rado saltava fuori una macchina fotografica per documentare le performance delle due troie con immagini che venivano poi inviate a diversi siti internet a beneficio di coloro che ne godevano con il cazzo duro in mano o due dita nella fica bagnata.
Marika e Jessika avevano un guardaroba stracolmo di vestitini sexy, uniformi, parrucche di ogni tipo, scarpe e stivali con ogni tipo di tacco e colore. Adoravano essere sempre diverse e spesso, anche tra loro, progettavano giochini erotici con ampio utilizzo di cazzi finti, palline e vibratori da fica e da culo e, all’occorrenza, ogni tipo di oggetto che capitava a tiro per penetrarsi come delle vacche. Quando posavano insieme o da sole davanti ad una macchina fotografica o ad una telecamera si eccitavano come delle cagne in calore. L’idea di essere guardate da migliaia di persone che sborravano dal cazzo o dalla fica guardandole, faceva perdere loro il controllo.
Quel giorno Jessika era già eccitata all’idea delle seratina che aveva progettato e avrebbe volentieri fatto un preliminare con la sua amichetta troia. Girava per casa senza trovare nessuno, fino a che non sentì un rumore provenire dallo studio. La porta era socchiusa, appoggiò discretamente un orecchio e sentì ansimare … strano era una voce maschile.
Per la verità accadeva di frequente che Jessika entrasse in casa e trovasse Marika sul divano, sul letto o su un tappeto, magari solo con indosso un paio di stivaloni neri con tacco a spillo, una catenina ai fianchi e un cappello elegante a tesa larga mentre si infilava un cazzo di gomma nella fica e un vibratore a palline nel culo. La sentiva ansimare e urlare già dalla porta, la raggiungeva e assisteva allo spettacolo per poi finire avvinghiata a lei, scosse entrambe da una serie interminabile di orgasmi multipli.
Quella voce maschile all’interno dello studio non era inconsueta e, spinta dalla curiosità e anche un po’ dalla fica bagnata, sbirciò da una fessura e vide un ragazzo completamente nudo con il cazzo in mano che si stava segazzando davanti al computer. Lui era leggermente voltato e concentrato su una foto di due porche pazzesche in biancheria intima intente a leccarsi la fica in un travolgente 69. Jessika ci mise poco a capire che le due troie sulla foto erano lei e Marika in una delle loro porno performance.
La foto era cambiata ora Jessika era alla pecorina sul divano con calze nere e tacchi a spillo e prendeva un cazzo di gomma nel culo da Marika in piedi, dietro di lei, con un paio di stivaloni argento alti fino a sopra il ginocchio. Il giovane era infoiato come non mai, aveva attivato lo slideshow del computer e davanti a quelle due troie smulinava le mani sulla sua nerchia, si accarezzava i coglioni e di infilava un dito nel culo ansimando: “Siiii cosiiii siiii zia sei una grandissima fica puttana … siiiiii che godo … “. A quelle parole Jessika comprese la situazione: quello era il nipote di Marika, di cui aveva sempre sentito parlare, ma non aveva mai conosciuto. Ecco ancora una nuova foto: Marika e Jessika vestite con un completo aderente di latex l’una nero e l’altra rosso stavano slinguazzando insieme la punta di un cazzone turgido e bagnato e poi ancora loro due vestite gemelle da liceali con gonnellino rosso e stivaloni bianchi con il tacco a spillo mentre limonavano con le lingue intrecciate fuori dalla bocca. Ricordava benissimo quel pomeriggio: aveva goduto dieci volte come una cagna e al solo pensiero la broda di fica le colava sulle mutandine.
Si sorprese sulla soglia a sgrillettarsi il clitoride con le sue belle unghie lunghe smaltate di rosso. Non ce la faceva più, entrò silenziosamente nella stanza a camminando come una battona si fece vedere dal ragazzo. Ancheggiava e muoveva il culo come una zoccola e appena il nipote di Marika vide quel pezzo di fica, le calze nere, i tacchi a spillo, trasalì ma subito dopo lanciò uno schizzo dal cazzo che colpì Jessika proprio sul vestito da camerierina. Fece appena a in tempo a urlare “Gooooooodoooooooo trooooooooooiiiaaaaaaaaaaaaa”.
Jessika non si scompose e disse “Wow che bella sborrata, adesso la tua cameriera puttana pulisce tutto”. Così dicendo si abbassò sulla cappella del ragazzo e iniziò a slinguazzarla per bene fino ad averla pulita perfettamente da ogni residuo di sborra.
Gli accarezzava le palle, dava sapienti colpi di lingua, gli toccava i capezzoli con le unghie lunghe e le dita agili.
Il membro del ragazzo tornò duro in men che non si dica e lei continuò a spompinarlo con esperienza, poi sollevò le labbra carnose dalla cappella pulsante e disse: “Bambino cattivo, hai sporcato tutto il mio completino … adesso me lo devo togliere…” e così dicendo si alzo in piedi e comincio a spogliarsi lentamente. Ancheggiava e sculettava, piegandosi in avanti e mostrando il culo da sotto il gonnellino.
Le calze sorrette da un reggicalze nero supersexy avevano infoiato il ragazzo che avevo ripreso a smanazzarsi la nerchia turgida.
Jessika lo guardò con aria di rimprovero e disse “No no no … voglio che ti resti il cazzo duro senza che ti tocchi, guardami e basta”.
Dopo un quarto d’ora Jessika si esibiva ancora, ma aveva ancora tutti gli indumenti intimi addosso. Il ragazzo non avrebbe resistito a lungo prima di schizzare un’ altra volta.
La puttana ebbe un’idea e disse: “Dai … continuiamo a guardare le foto”, il giovane ubbidì e cliccando sul computer riavvio lo slideshow.
Ora Jessika e Marika presidiavano lo schermo vestite da sposine vacche con il velo lungo trasparente, reggiseno, mutandine e reggicalze bianchi così come le calze e naturalmente tacchi a spillo bianchi da supertroie. Erano tutte e due alla pecorina sul divano con le lingue intrecciate bene in vista mentre i due “maritini” stalloni glielo ficcavano in culo da dietro. “Oooohhh ricordo bene quel servizio – disse- il fotografo era bisex e lo abbiamo sbocchinato e inculato in tutti i buchi fino a farlo sbordare come una fontana. Quel bastardo era talmente porco che si è voluto far pisciare addosso da tutti e quattro … oooohhhooooo se ci penso mi bagno ancora tutta…” e così dicendo si mise un dito nella fica e con l’altra mano accarezzò delicatamente la cappella bagnata del nipote di Marika. “Aaahhhhhaaaa, non ce la faccio piùùùù sto per godereeeeeee” disse il ragazzo. Era giunto il momento, Jessika girò la sedia verso di lei si abbassò sul cazzo duro e lo infilò in mezzo alle sue grandi tette sode facendolo passare sotto il reggiseno.
Gli staccò una spagnola mozzafiato guardandolo negli occhi e roteando la lingua come una mignotta in calore, il cazzo scivolava in mezzo alle tette, il ritmo si faceva sempre più serrato e Jessica iniziò a graffiare con le unghie il buco del culo del giovane senza mai penetrarlo, indugiando sull’orifizio. Ormai era questione di secondi, la vacca sentiva il cazzo pulsargli tra le tette e proprio in quel momento si alzo di scatto, con un colpo deciso scappellò per bene quella nerchia rigonfia di sborra, infilò il suo dito tutto nel culo del ragazzo e disse “Dai, bastardo, sborra da solo … senza toccarti ….”. Lui rimase un istante interdetto ma si accorse in una frazione di secondo che ormai l’orgasmo era inarrestabile, non gli resistette, lo lasciò arrivare spontaneamente, sentiva il dito di lei su e giù per il suo buco del culo e, finalmente, provò quello che non aveva mai provato prima:
dalla cappella pulsante inizio a schizzare sborra a litri, il primo schizzo fu talmente potente che gli inondò la faccia. Non aveva mai provato un orgasmo così lungo, gemeva e si contorceva inarcando la schiena senza dire nulla, il suo cazzo duro lasciato completamente libero schizzava all’impazzata, sentiva in lontananza la voce di Jessika che sussurrava “Godi bambino cattivo … dai godi tanto … ohhhoooooo quanta bella sborra calda…”. Nella frenesia dell’orgasmo i due non si erano accorti dell’arrivo di Marika che, incuriosita dai rumori provenienti dallo studio, si era avvicinata e aveva colto i due sul fatto. Per la verità Marika stava già osservando da qualche minuto e aveva assistito a tutta la sborrata di suo nipote: Jessika era davvero una puttana e lei aveva i capezzoli durissimi e la fica allagata. Quello che Jessika non sapeva era che Marika si era già fatta ampiamente sbattere da suo nipote, all’insaputa di quella puritana di sua sorella e ora era pronta ad entrare in scena.
Irruppe nella stanza urlando come una pazza: “Jessika, brutta troia come ti permetti, è mio nipote”. Dicendolo si volto bene verso Jessica le strizzò l’occhio e diede un lieve, ma sensualissimo colpetto di lingua. L’amica aveva capito al volo… la zoccola stava giocando !
“Filate tutti e due in sala e non voglio sentire una parola”. I due si rivestirono e raggiunsero la sala. Il ragazzo era seduto sul divano, mentre Jessika passeggiava per la stanza sculettando e fingendosi preoccupata: “La tua zietta si è veramente incazzata speriamo che non ci faccia nulla …”. Mentre camminava non mancava di mostrare culo e tette al nipote di Marika che in breve tempo sentì nuovamente gonfiarsi il cazzo. Jessika se ne accorse. “Ma che porco … hai ancora il cazzo duro” e mentre lo stava dicendo Marika entrò in sala con un body rosa attillato e sgambatissimo, un nastro di raso azzurro in vita, una collana di enormi perle al collo e un paio di stivaloni di vernice lucida rosa alti fino a coprire le cosce con altissimi tacchi a spillo. I capelli biondi erano raccolti in due codini tenuti stretti da due nastrini azzurri: sembrava una pornostar. Si avviò sensuale in mezzo alla stanza guardando entrambi con i suoi occhi azzurri. Il nipote disse “Woow zia, sei la solita strafica …”. “Zitto tu bastardo … dai … non perdere tempo … tira fuori il cazzo … e tu brutta vacca di una troia fammi vedere quello che gli facevi prima che arrivassi…”. Jessika a sentirsi trattare così si ritrovò la fica tutta allagata dal desiderio e mantenendo lo sguardo su di lei si mise alla pecorina sul tappeto e ondeggiando il culo in modo voluttuoso iniziò a ciucciare il manganello del nipote slinguazzando per bene la cappella.
Marika restò in piedi a guardare ammirata la scena e, in piedi, allargò leggermente le gambe, scostò appena il body per scoprire la fichetta rasata e iniziò a pizzicarsi il clitoride. Nel frattempo Jessika completamente fuori controllo si era impalata completamente vestita da cameriera sexy sul cazzo duro del ragazzo che la pompava nella fica. Il gonnellino corto da troia lasciava ampia visibilità a quello spettacolo e Marika cambiò leggermente posizione per vedere bene la nerchia dura del nipote sparire nella fica dell’amica, continuava a sditalinarsi la fica con sempre maggiore veemenza.
Ormai erano tutti svaccati in preda alla lussuria e il giovane ansimando disse “Dai … zia … brutta puttana … non stare lì impalata … vieni a farti leccare la fica …”
“Oooohhoooo aspetta … tesoro … ooohhoooo cooommee godooooo … devo fare una cosa …. Oohhoooo … primmaaa”. Così dicendo Marika tirò fuori da un cassetto una bella macchina fotografica e iniziò a scattare.
Presi da quel nuovo giochino i due maiali iniziarono a posare senza alcuna inibizione per l’obiettivo. Jessika continuando a impalarsi sollevò una gamba in modo da mettere in bella vista il tacco a spillo, si girò e guardando la macchina fotografica tirò fuori la lingua a beneficio della macchina fotografica assumendo una posa da vera troia.
Jessika e il nipotino erano ormai svaccati e posavano senza inibizioni in tutte le posizioni possibili ben diretti da quella porcona di Marika che, scattando all’impazzata, riuscì a fare decine di foto porno spettacolari.
Soddisfatta del materiale ottenuto voleva ora posare anche lei, cosa che la eccitava come nessun’altra. Era talmente esibizionista che non disdegnava di fare sontuosi pompini dentro portoni e sottoscale e farsi scopare sulle panchine dei parchi pubblici.
Nell’occasione disse la nipote: “Dai … vieni qui a fare due foto che adesso mi esibisco io”
Il nipotino non se lo fece ripetere due volte si alzò dal divano e prese la macchina fotografica seguendo con lo sguardo la zietta che, al centro della stanza, iniziò a sculettare come una stripper e si tolse lentamente il nastro di raso azzurro che le cingeva i fianchi esibendo sguardi tutto sesso all’obiettivo che scattava a raffica, improvvisamente disse a Jessika “Dai puttana mettiti bene alla pecorina che adesso gioco per bene col tuo buco del culo … ”. Si avvicinò a lei e sempre guardando verso la macchina fotografica iniziò a sputare e infilare la punta della lingua nel suo sfintere.
Dopo averlo lubrificato a dovere prese il nastro di raso e iniziò a spingerlo con un dito nel culo dell’amica che ululava e guaiva dal piacere ondeggiando le natiche come una forsennata. Tutto veniva documentato fotograficamente dal ragazzo che, di tanto in tanto, si dava una smanazzata al cazzo duro e umido per smorzare l’eccitazione.
In breve dall’ano di Jessika usciva solo un piccolo lembo del nastro e Marika iniziò a tirarlo, con calma a piccoli colpetti. Contemporaneamente aveva infilato tutto il manico dello spolverino da cameriera nella fica dell’amica che ormai rantolava dal godimento con lo sguardo fisso verso la macchina fotografica pronta a catturare ogni istante di quell’amplesso spettacolare.
Marika introdusse ed estrasse diverse volte il nastro da buco del culo dell’amica sempre assumendo nuove posizioni a beneficio dello spettacolo fino a che disse “Resta così puttana, adesso passiamo al gran finale”. Così dicendo tornò nel centro della sala e nuovamente con sapienti movimenti da lap dancer si tolse la collana di enormi perle e inziò a leccarla e ciucciarla con la stessa voluttà che avrebbe riservato a un bel cazzo duro. Il nipote continuava a scattare foto e si masturbava con cautela per evitare di sborrare prima del tempo e lei nuovamente vicino a Jessika inizò a penetrarle il culo con la collana umida della sua saliva, lentamente, una perla alla volta, fino a che tutta fu scomparsa nelle viscere dell’amica ad eccezione di un pezzettino di catena e del fermaglio, Jessika non avrebbe resistito ancora a lungo e così lasciandole la collana infilata su per il culo si avventò sul nipote gli cinse la base del cazzo e le palle con il nastro di raso assicurandosi di stringere il più possibile e fissando tutto con bel fiocco.
Appena fatto iniziò a leccare e spompinare il nipote a cui, anche per effetto della strozzatura, era venuto un cazzo tanto enorme e tanto duro che sembrava voler esplodere.
Non appena il ragazzo fu pronto a dovere disse “Dai scopa quella troia nella fica bastardo!”. Egli andò da Jessika e le infilò tutta la nerchia da dietro. Quel pendaglio che usciva dal culo lo eccitava come un mandrillo e la sensazione che il cazzo gli stesse per esplodere lo rendeva inarrestabile. Pompava la troia con forza e potenza sconquassandole la fica a ogni colpo fino a che la stronza non ininiziò ad urlare “Ooooohhhhh … Siiiiiiiiiii … goooooddoooooooo… sto per godeeeeeerreeeeeeee…”
In quell’istante Marika afferrò la collana dallo sfintere dell’amica e la tirò con una certa velocità, le perle uscirono dal culo, a scatti, una dopo l’altra, a Jessika si mozzò il fiato, restò in apnea per lunghi interminabili secondi e, subito dopo, lanciò un urlo, lungo, disumano. La sua fica iniziò a spruzzare come una fontana inondando tutto e tutti. Ebbe un orgasmo talmente lungo e intenso che stava per svenire. Il ragazzo, che la stava ancora pompando da dietro, voleva sborrare ma a causa dello stretto laccio non ci riuscì, comprese allora l’intento di quella porcona di sua zia che nel frattempo si era messa alla pecorina sul tappeto ancora con body e stivali dicendo “Dai stallone adesso tocca a me, scopami nella fica e nel culo”. Il giovane si mise in ginocchio dietro di lei e la penetrò senza spogliarla. Dopo qualche pompata alla fica passo al buco del culo per poi tornare alla fica. Marika era già eccitatissima dai giochetti fatti fino a quel momento e non ci mise molto a sbrodolare dalla fica godendo come una maiala.
Mentre il nipote la stava ancora penetrando si girò di scatto e gli prese il cazzo un bocca sempre carponi sul tappeto. Jessika, ormai nuovamente lucida, si sdraiò sotto le palle del ragazzo e iniziò a leccarlo e a graffiarlo con le unghie.
L’orgasmo arrivò talmente improvviso che prese il giovane alla sprovvista. Con un solo sapiente gesto Marika sciolse il fiocco e tolse il nastro che stringeva l’uccello del nipote.
Il primo schizzo di sborra fu talmente potente che superò tutto il corpo della pompinara e arrivò sui suoi stivaloni rosa da troia. Jessika capì al volo la situazione e senza smettere di leccare le palle strinse con due dita la base del cazzo del porco per fermare l’orgasmo e dare il tempo a Marika di girarsi dicendo “Sborrale sugli stivali …”. Allentò la stretta delle dita diede due colpetti all’asta dura e la sborrata continuò lunga e abbondante inondando gli stivali di Marika. “Guarda … mi hai sporcato tutti gli stivali adesso bisogna pulirli … dai puttana di una cameriera datti da fare…”. Jessika raccolse diligentemente con la lingua tutta la sborra e pulì gli stivaloni di vernice in modo impeccabile. Con la bocca piena di sperma andò a baciare l’amica invitandola a ingoiare tutto insieme a lei.
Era stato un pomeriggio indescrivibile, Jessika si era sistemata e preparata per uscire, stava per andare a salutare quando sentì Marika e il nipote che parlottavano: restò ad ascoltare non vista. “Beh nipotino mio hai avuto proprio una bella idea a farti sorprendere con il cazzo in mano … sapevo che quella troia non avrebbe saputo resistere”.
Che stronzi! Era tutta una messinscena fin dall’inzio … del resto aveva goduto come non mai, quindi era inutile recriminare… piuttosto avrebbe meditato come organizzare un altro incontro all’insegna del vizio e della perversione.

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 103): 7.06 Commenti (20)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
RSS feed Sei eccitato e sei in cerca di compagnia? Visita il sito di Escort Torino. Qui invece un sexy shop dove puoi acquistare tutti i gadget sexy!