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MIA MOGLIE: DA IRREPRENSIBILE A TROIA
Scritta da: giuseppe48 (3)

"Tu sei un pazzo e un maniaco" - Era sempre questa la risposta che mi dava Sabrina ogni volta che tornavo alla carica prospettandole momenti di "sano" erotismo da vivere insieme ad un altro uomo.Oggi mia moglie ha 41 anni (io 45) e, nonostante non sia una donna appariscente conserva ancora tutte le sue magnificenze fisiche: 1,68 x 57 kg, accompagnati da una 3^ abbondante di seno; mora, capelli ondulati, occhi neri, gambe e culo sodi e ben torniti. Sposati da 16 anni, Il nostro rapporto di coppia è stato ( e lo è tutt'oggi) abbastanza bello, insaporito molto spesso da giochini hard (ai quali lei partecipa con molto fervore)che accrescono senza dubbio il nostro piacere sessuale; io nelle vesti del macellaio o dell'idraulico e lei in quelle della casalinga sola in casa; certo, direste voi, le solite cose. E' vero, le solite baggianate che, alla lunga finiscono con lo stufarti; ecco perchè da diversi anni in quà ho azzardato a chiederle di vivacizzare le nostre bellissime scopate, rendendole vere; le ho chiesto di mettere da parte il grosso cazzo di gomma che lei succhia mentre io da sotto la scopo selvaggiamente, immaginado che quel cazzo possa appartenere ad un altro uomo. "Tu sei pazzo"- mi ripeteva sempre- "non rischierò mai la mia onorabilità in una città come la nostra, dove il rischio di essere riconosciuta è altissimo". Ovvio che quest'ultima frase ebbe l'effetto straordinario di accendere in me una luce grandissima; era questo il problema che la tratteneva di esplicitarsi, e così,poco alla volta, lavorando alacremente su questo aspetto, sono riuscito nel mio intento; dapprima organizzando spostamenti su autobus affollatissimi a Roma, dove sempre c'erano maschi che le strusciavano il cazzo sulle natiche o sul culo, e lei impassibile che lasciava fare con molta naturalezza, sentendo il rigonfiamento di quei cazzi sul proprio corpo, e tante volte incoraggiandoli con qualche spintarella data all'indietro; oppure, sempre lontano dalla nostra città, nella nostra camera d'albergo, con la finestra aperta, speravamo che dai palazzi dirimpettai qualcuno potesse guardarci e magari godere insieme a noi. Un cammino lento, quasi chirurgico per arrivare alla meta; ma con tutto ciò, Sabrina rimaneva ancora riottosa, quasi impaurita; "Tutto quello che sto facendo" - mi diceva "lo sto facendo per te, per farti contento, ma sappi che non oltre a questo non vado. Accontentati! Non farti venire in mente cose strane. Insomma levati dalla testa che io mi faccia scopare da un altro uomo". Conosco molto bene mia moglie e nonostante quella frase che in teoria mi avrebbe tagliato le ali definitivamente, volli andare oltre. L'occasione mi si presentò a Milano, ad ottobre del 2011, dove andai in occasione della fiera dell'informatica, e anche quella volta chiesi a mia moglie se volesse accompagnarmi; non ci voleva una grande intelligenza per capire (lei) che quel soggiorno le avrebbe riservato una sorpresa, così come, da parte mia, non ci volle tanto acume per capire che dietro al suo "va bene"si nascondesse la voglia di sapere che tipo di sorpresa le stavo preparando; in verità nemmeno io sapevo come, quando e in che modo potessi realizzare il mio sogno, ma la fortuna mi venne incontro già la prima sera che avevamo preso possesso della nostra camera d'albergo. Mentre cenavamo al ristorante dell'hotel notai che uno dei camerieri potesse fare al caso mio: un bel ragazzo sui 28-30 anni, gentile nei modi, quasi timido ed eccessivamente servile, il quale si attardava volentieri al nostro tavolo per sbirciare nella scollatura di Sabrina. Questo particolare lo feci notare a mia moglie e come al solito, per tutta risposta, mi beccai uno "stronzo visionario". Eppure quel ragazzo mi stuzzicava la mente, mi incuriosiva in maniera pazzesca. Presi il coraggio a due mani e fregandomene della reazione che avrebbe potuto avere Sabrina lì per lì le proposi di far venire quel ragazzo su in camera da noi, con la scusa di farci portare da bere, e coinvolgerlo "SOLAMENTE" facendoci guardare mentre scopavamo; la rassicurai che il tutto sarebbe stato sotto controllo e che lei non avrebbe dovuto avere timori di sorta; terminai il mio discorso quasi supplichevole, con un "ti prego, accontentami!" La sua risposta fu disarmante e sinceramente non me l'aspettavo: "va bene" - mi disse - "anche perchè mi piace". Intorno alle 22.00 mettemmo in atto il nostro piano, telefonai al bar (pochi minuti prima avevo parlato con lo stesso ragazzo, che si chiamava Omar, originario della Tunisia, anticipandogli che da lì a poco avrei telefonato per farci portare qualcosa da bere in camera, assicurandomi che al telefono avrebbe risposto lui personalmente) e parlando con Omar gli chiesi di portare due birre in camera; io e Sabrina eravamo già nudi, pronti per scopare; avevo pure pensato di lasciare la porta della nostra camera leggermente socchiusa. Quando, da lì a poco, sentimmo bussare alla porta, mi venne istintivo rispondere "avanti, è aperto"; un attimo prima ero in ginocchio sul letto mentre mia moglie mi spompinava, cosicchè quando entrò Omar ci trovò in quella posizione e rimase di sale, non sapendo se andarsene via o rimanere impalato sulla porta; sabrina, dal canto suo, forse presa da un moto naturale di pudicizia misto a vergogna staccò la sua bocca dal mio cazzo coprendo il suo corpo col lenzuolo. Presi in mano la situazione e con molta naturalezza dissi a Omar di scusarci se ci aveva visti in quelle condizioni, ma non potendo rimandare il nostro rapporto sessuale avevamo deciso di consumarlo in quel momento; e poi, continuando e senza far trasparire nessuna emozione, con tono amichevole e gioviale, volendolo mettere a suo agio, gli chiesi se volesse assistere alla nostra scopata. Era rosso in faccia, e non saprei dire se dall'impaccio o dalla libidine. Sempre con tono affettuoso e amichevole gli "consigliai" di mettersi ai piedi del letto per poterci vedere meglio e...se voleva (una sorta di concessione benevola) poteva anche masturbarsi. Tolsi il lenzuolo col quale si era cinta mia moglie e gliela mostrai; "Ti piace mia moglie?" gli chiesi, e la sua risposta fu un timido "molto...bella". Notai in quel momento che anche Sabrina si era eccitata moltissimo; infatti, toccandole la fica la trovai bagnatissima; era quello che volevo. Io e mia moglie riprendemmo da dove avevamo lasciato; lei afferrò nuovamente il mio cazzo e se lo mise in bocca; notavo che mia moglie, ogni tanto girava la testa in direzione di Omar che ancora se ne stava lì impalato ed eccitatissimo. Gli dovetti fare la voce un po' grossa per invitarlo ad uscire il suo cazzo e masturbarsi; una sorta di rimprovero che sortì l'effetto desiderato, tant'è che nel giro di pochi secondi abbandonò per terra sia i calzoni che gli slip; aveva un bellissimo cazzo, non eccessivamente grosso in circonferenza, ma molto lungo e nodoso; era già duro e quando gli feci i complimenti notai che il suo rossore in quella pelle scurita si notasse di più; chiesi anche a Sabrina di commentare quel pezzo di carne duro e fremente e lei, per tutta risposta annuì con la testa, leccandosi le labbra. Eravamo tutti e tre eccitatissimi, e sinceramente non saprei dire chi dei tre lo fosse di più. Quando Omar iniziò un principio un po' goffo di masturbazione, misi Sabrina a pecora, col suo viso rivolto verso quel cazzo e cominciai a martellarla; da quel momento anche la mano di Omar si velocizzò; i miei colpi da dietro sulla fica di mia moglie avevano l'effetto di "trasportarla" sempre più in avanti; andava avanti e indietro in sintonia coi miei affondi poderosi; ad un certo punto non vidi più il cazzo di Omar; la testa di Sabrina lo aveva coperto ai miei occhi, le si era avvicinata "pericolosamente" tanto, sino a quando, (il momento più bello,) lei si fermò e Omar le cingeva la testa con tutte e due le mani. Mia moglie stava facendo un pompino ad un estraneo. Mi staccai subito da mia moglie per gustare meglio la scena da più vicino; lei aveva gli occhi socchiusi, muggiva ad ogni passata di lingua e muggiva ancor di più ad ogni sparizione quasi totale di quel cazzo all'interno della sua bocca. Da parte mia volli venire subito e lo feci sul viso di mia moglie; anche questo era tutto calcolato. Approfittando del momento caldo, dissi a Sabrina che io avevo esaurito le mie risorse e che avrebbe potuto approfittare di quelle di Omar, e così lei, senza farselo dire 2 volte, prese dalle mie mani un preservativo che avevo già messo a portata di mano, lo incappucciò al cazzo di Omar, non prima di averlo messo in bocca un altro paio di volte, e se lo tirò al centro del letto. Scoparono meravigliosamente bene, anche perchè il nostro amico si mostrava duro a venire, instancabile, un fenomeno! Chiesi a mia moglie se avesse già raggiunto l'orgasmo e quante volte; la sua risposta, quasi miagolando, fu "UN MILIONE DI VOLTE". Dopo circa 20 minuti, durante i quali Omar aveva preso piena confidenza con mia moglie, le chiese se poteva scoparla da dietro, e meraviglia delle meraviglie, lei, senza rispondere, si mise in posizione, aiutandolo con una mano a penetrarle il culo. Io guardavo la scena a pochi centimetri da loro; era bellissimo vedere il viso sofferente e allo stesso tempo felice di mia moglie, era bellissimo sentire i suoi lamenti di estremo piacere, così come era bellissimo vedere la sua bocca schiudersi ad ogni affondo di quel cazzo all'interno del suo culo. Quando finì tutto (mezzanotte passata)e il nostro amico tunisino si rivestì, Sabrina lo salutò con un bacio in bocca e con un "arrivederci a domani". Rimasti da soli le dissi brava mille volte, ringraziandola per il regalo che mi aveva fatto, ma le feci una domanda, un po' seriosa; le chiesi perchè sino ad allora lei mi avesse sempre negato di darmi il suo bellissimo culetto, adducendomi la scusa che si sarebbe fatta male, quando invece, pochi minuti prima ne aveva preso uno un po' più grosso e più lungo del mio; le dissi (sempre sorridente) che mi aveva dato l'impressione di non averlo più vergine. La sua risposta, accarezzandomi i capelli e dandomi un bacio in bocca fu la seguente: "Infatti, non sono più vergine da oltre un anno...il mio capo ufficio!" E dicendomi così mi prese il cazzo in bocca e quando fu abbastanza duro, lei, mettendosi in posizione e allargando il suo meraviglioso buchetto, mi disse "Prego tesoro, accomodati"
Fine del racconto

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