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Luisa
L’inverno scorso siamo andati a fare la settimana bianca io e la mia ragazza Luisa ad Andalo. Io e Luisa, abbiamo un rapporto che a me piace molto, in quanto lei non è una donna esigente, le va bene tutto, e soprattutto nello scopare, non è come tante ragazze che certe cose non le vogliono fare. Luisa è una donna bella, non di quelle appariscenti, in quanto si veste in modo semplice, mai provocante per gli uomini.

Durante la settimana in albergo abbiamo fatto amicizia con altre

coppie, soprattutto perché facevamo scuola di sci assieme e la sera ci trovavamo per trascorrere il dopo cena in compagnia.

Stavamo bene con tutti, ma con una coppia di Napoli, lei si chiama Elena lui Ciro, legavamo di più, vuoi che sciavamo al solito stadio, vuoi che era una coppia veramente simpatica, che stava agli scherzi. Durante le sciate salivamo spesso nelle seggiovie scombinando le coppie, poi durante le sciate scherzavamo sul modo di affrontare sia le curve delle piste, che quelle delle donne, e così via.

Arriviamo al venerdì abbastanza affiatati, e salendo su una seggiovia a due io e Ciro parliamo delle nostre donne, ad un certo punto io faccio una proposta:

- senti Ciro, visto che stasera è l’ultima sera, domani dobbiamo ritornare nelle nostre città, e dopo purtroppo per i nostri impegni non ci potremo vedere più, che ne dici se stasera combiniamo qualche cosa di strano, di forte?

- In che senso Mauro ? mi chiede Ciro

- Pensavo a qualche cosa, che potesse farci ricordare per sempre questa bella vacanza.

- E a che cosa pensavi?

- Che ne dici se stasera ci scambiassimo le ragazze?

La domanda ha letteralmente stupito Ciro, che si è un ragazzo sveglio, ma è rimasto ugualmente sorpreso, tanto che arriviamo alla salita, e facciamo una sciata per giungere ad un’altra seggiovia che ci riporta in albergo. Alla coda Luisa, si avvicina a me, ma Ciro l’avvicina e le dice:

- ti spiace Luisa se salgo assieme a Mauro che gli chiedo notizie sulla strada del ritorno per domani?

- Ma certo, così con Elena continuo un discorso di donne

Nella seggiovia Mauro riprende con ansietà il discorso interrotto:

- ma che proposta era la tua?

- Niente di particolare, pensavo se stasera potevamo combinare qualche cosa per scambiarci per qualche ora la ragazza, in fondo vedo che leghiamo molto bene assieme, vedo che Luisa ti piace per come la guardi, a me piace molto Elena, sono convinto che noi piacciamo alle ragazze, quindi sarebbe carino fare un qualche cosa di trasgressivo per una sera.

- Ma Luisa che direbbe?

- Luisa in queste cose fa tutto quello che voglio io, per lei non ci sono problemi, invece Elena?

- Ma, non so, con lei non abbiamo mai parlato di queste cose, non saprei cosa dirti

- Senti, sai che facciamo? Stasera quando andiamo a ballare tu fai ballare Luisa, io inviterò Elena e quando c’è un ballo lento, tu con una scusa porti via Luisa, inventi una scusa la porti al bar, e dopo andate ad aspettare al tavolo e lascia fare tutto a me, tu fai vestire meglio che può Elena, fai che sia più provocante possibile, questo mi aiuterà.

- Perché che hai in mente id fare?

- Stasera vedrai.



Così la sera arriviamo a cena, e vedo Ciro ed Elena vestiti a festa, lui elegantissimo, lei con un vestito lungo con una doppia scollatura, davanti e dietro, anche noi c’eravamo preparati bene, Luisa aveva messo un abito strettissimo che esaltava le sue curve, con delle calze nere a rete che esaltavano le gambe.

Ci siamo guardati tutti stupiti e ci siamo fatti i complimenti a vicenda. Poi dopo cena ci siamo fermati un po’ con le altre coppie che però erano tutto sportivi perché volevano andare a fare lo corse nel ghiaccio con le auto. Quindi solo noi quattro siamo andati in discoteca.

L’ambiente era tranquillo, una sala enorme per poche persone, in fondo quella era una settimana di bassa stagione, quindi perfetto per il mio scopo.

Ci sediamo ad un tavolo ed ordiniamo da bere, dobbiamo festeggiare la nostra bella vacanza. Dopo mezzora iniziano le musiche, prime con dei balli veloci dove ci buttiamo tutti insieme in pista, poi iniziano i lenti, da principio io ballo con Luisa, poi arriva Ciro che mi chiede:

- posso avere l’onore di fare qualche ballo con la splendida Luisa?

- Certo, caro Ciro, ne approfitterò per fare qualche complimento ad Elena.

Così continuiamo i balli dopo esserci scambiate le dame; io mi sposto piano piano lontano dagli altri due e mi avvicino ad una zona un po’ in penombra. Ad un certo punto vedo Ciro che si stacca da Luisa e ci fa ampi gesti che vanno al bar a bere e che ci

aspettano al tavolo. Io con Elena continuo sperando che non cambino il tipo di musica che si è fatta molto lenta e dolce, avvicino la bocca al suo orecchio e le dico

- certo Elena che tu sei una donna bellissima.

- Grazie

- Poi stasera, vestita così… sai dopo una settimana di maglioni e giacca a vento, non pensavo che fossi così provocante

Non sapevo come poteva reagire, ma volevo continuare, se lei avesse reagito inaspettatamente, mi sarei giustificato che avevo bevuto troppo e l’alcool mi aveva fatto fare il pazzariello.

- senti Elena, voglio sapere una cosa. – e nel fratteempo la porto in un angolo quasi buio

- cosa vuoi sapere Mauro?

- Ma le tue tette, oltre ad essere belle sono anche sode?

- Che cosa dici Mauro?. – risponde in tono scherzoso

- Parlo seriamente, sono sode?

- Ma. Non saprei..

- Come non lo sai se sono sode? – sembrava che andasse tutto bene

- A Ciro piacciono molto

- Piacciono molto anche a me, ma me le fai sentire se sono sode come penso io?

A questo punto la faccio voltare di schiena verso il resto della sala e staccando la mano dalla sua vita la porto nel suo seno e glielo accarezzo.

- è proprio bello sodo – le dico – ed è molto più bello di quello di Luisa.




Vedendo che lei non reagisce l’accarezzo il capezzolo e sento che diventa duro e grande, cerco di stringerla di più per farle sentire la mia erezione, che nota benissimo.

Quando volevo osare di più finisce la musica e le luci tornano alte, c’è una pausa di qualche minuto.

Allora torniamo al tavolo e nel sederci, noto un’occhiata di Ciro e la faccia di Elena un po’ imbarazzata. Per sfruttare la situazione inizio nel a fare una proposta, stringendo forte la mano di Luisa, affinché capisca e non mi contraddica:

- sentite un po’ ragazzi, cosa propongo alle nostre donne per stasera: un gioco simpatico e carino. Loro vanno a letto e si preparano, noi uomini al buio entriamo in camera e sempre e solo al buoi ci divertiamo come sappiamo, poi dopo esattamente due ore gli uomini escono e si trovano nella sal dell’albergo per raccontarsi come è andata.

- E che gioco è – domanda Elena

- E’ il gioco del mistero, perché dalla tua porta potrebbe entrare Ciro oppure potrei entrare io, il buio sarà il mistero

Dopo una serie di domande di una e della altra stringo più volte la mano di Luisa per farle prendere la decisione.

- io ho capito e ci stò, può sembrare una cosa diversa dal solito e al buio, non saprò mai se è venuto Ciro o Mauro, e tu Elisa ci stai?

Incoraggiata da Luisa, ma sempre molto titubante, si volta verso Ciro per chiedere un assenso, il quale con un sorriso le dice?

- si dai, che sarà una cosa nuova e strana e sono convinto che ci piacerà

ancora un po’ d’indecisione, ma poi vedendo Luisa decisa e noi uomini contenti della cosa, anche Elena accetta.

Prima che le donne si alzassero e andassero in camera dico l’ultima cosa:

- noi due estrarremmo a sorte la camere, ma se ci tocca la nostra fidanzata, noi uomini ci dobbiamo comportare in modo diverso dal solito, e poi dobbiamo assolutamente usare il preservativo che nel frattempo io e Ciro andiamo a comprare nella macchinetta automatica della farmacia.

Mentre le donne salgono in camera io e Ciro ci fermiamo nella sala dell’albergo per metterci d’accordo

- è andata bene, vero Ciro, Elena non ha fatto storie, per Luisa poi problemi non ci sono se sono io che voglio.

- Ok, ma noi che facciamo

- Come che facciamo, io vado in camera tua e tua vai con Luisa, carichiamo i nostri orologi ed esattamente dopo due ore ci ritroviamo qui per ritornare nelle nostre camere







Vedevo Ciro molto emozionato e un po’ indeciso, allorché l’ ho dato una bella pacca nella spalla e l’ ho incoraggiato:

-dai fai onore al maschio italiano, e napoletano, Luisa è favolosa e troverai quest’esperienza utile anche per Elena, vai e ci vediamo qui fra due ore

prendiamo l’ascensore, io mi fermo al terzo piano, Ciro prosegue per il quarto; faccio piano ed entro nella camera 46, tutto buoi, chiudo velocemente la porta ed inizio a spogliarmi, sento la voce di Elena che chiede?

- Ciro sei tu? Posso accendere la luce?

- nn nn nn faccio per dire di no senza parlare in modo che non riconosca la voce

- ma sei tu?

Essendo la camera come la mia, anche al buio, riesco ad arrivare al letto e la cerco, dapprima non vedo niente, ma poi abituandomi sempre di riesco ad intravedere la forma nel letto della figura che sta sotto le coperte. Allora entro sotto anche io e mi avvicino alla donna, che si allontana e con una mano mi tasta per capire chi sono. Allora per evitare indecisioni, allontano la mano e mi butto su di lei, la stringo forte a me ed inizio ad accarezzarla, partendo dalla schiena e noto che è tutta nuda.

Con una mano passo ad accarezzarle le natiche, e ceco di non darle un attimo di tempo per capire se sono io o l’uomo che è nel suo letto è Ciro.

Vorrei baciarla, ma ancora è presto scoprire subito la mia identità

- avete sorteggiato la donna? – mi chiede Elena

faccio di si con la testa, lei capisce, ma forse capisce che non è vero, ma aver fatto quella domanda le salva la coscienza, può giustificarsi che la sorte le ha dato Ciro. Infatti improvvisamente la sento più sciolta, e sento che anche lei mi stringe ed inizia ad accarezzarmi e a cercare il mio attrezzo che prende in mano ed inizia a masturbarlo, allora anche io passo ai fatti più concreti e le metto una mano sulla sua passera e con un movimento lento e molto dolce gliela accarezzo tutta. Per permettermi di accarezzarla meglio si distende sul letto ed allarga le gambe allora con l’aiuto della lingua mi abbasso ed inizio a farle provare un piacere diverso dal solito in quanto sento che mi dice:

- ah si, si così è stupendo, così è meraviglioso

continuo ancora con un dito che entra dentro la sua figa bagnatissima, mentre con la lingua le bacio tutte le sue labbra vaginali fino a che sento che lei si contorce tuta e prova il primo orgasmo agitando il corpo con una frenesia insolita.

Dopo essersi abbandonata e ripresa , continuo ad accarezzarle il corpo ed arrivo alle tette, ma vedo che lei si alza e mi fa distendere a me nel letto, sento che ora è lei che vuole agire, infatti lo fa con la sua lingua ; inizia dai miei capezzoli, che mi bacia e mi mordicchia, poi scende nel torace, nella pancia per arrivare al mio cazzo erettisimo e inizia a baciarlo, e leccarlo con una maestria unica, sembra una professionista del pompino, infatti se lo mette in bocca, se lo gira tutto dentro poi lo fa uscire ed entrare di nuovo. Poi porta la sua bocca di nuovo sul torace, nel petto e sale fino a cercare le mie labbra, vuole avere la conferma che sono io, e la conferma arriva quando non riconosce la lingua, il solito modo di baciare, ma la cosa non la fa fermare.

Io le prendo il corpo e lo metto sopra il mio capovolto e le ricomincio a leccare la passera, lei fa altrettanto con me, e lo fa con maestria assoluta, il suo non è un pompino, è un paradiso di estasi, la sua bocca lo fa entrare ed uscire accompagnando i movimenti con dei colpi di lingua avvolgenti, sembra che se lo voglia succhiare per portarselo con se. Dopo pochi secondi esplodo in un orgasmo lunghissimo ed intensissimo, tanto che sento che lei impugna la mia asta forte per non farsela scappare.mentre ancora sto venendo in quell’oasi di piacere, lei prende il mio cazzo e se lo porta fra le sue tette e mi fa uscire l’ultime gocce di sperma proprio il quelle deliziose tettine.

Anche io rimango qualche secondo rilassato, per riprendermi da quell’esplosione di orgasmo che mai avevo provato così intensamente. Lei si volta e si distende sopra di me ed inizia ad accarezzarmi la testa e a baciarmi la faccia e mi dice:

- ora voglio che tu entri dentro di me

e con il suo corpo si arrotola su di me, allargandosi, viene a cercare il mio attrezzo ed inizia ad accarezzarlo con maggior velocità di prima, lo fa perché sa che è il modo migliore per farlo tornare eretto subito, infatti basta poco perché lui sia attivo.

Il buio non è più buio, nella penombra vedo le sue forme, vedo lei che si alza e cerca il mio cazzo, lo trova lo impugna e se lo porta sulla sua fica, a cavalcioni lo fa entrare ed inizia a muoversi.

Per poterla sensibilizzare, metto una mano sulla sua patatina ed inizio ad accarezzarla, ma lei me l’allontana, vuole sentire bene l’attrezzo dentro di se; allorché allungo le mani sulle sue tette, che sento ancora bagnate del mio sperma e comincio ad accarezzarle, stringere e baciare.

Ma lo faccio più per che per lei, in quanto Elena è partita, non sente niente, se non il piacere, forte.

Lo sento da come si muove, da come ansima, da come mugola, si contorce. La tocco di nuovo anche forte, ma niente, lei è come se fosse in catalessi.

Qualche secondo e sento che lei esplode in un orgasmo immenso, fatto di sobbalzi, di movimenti

in avanti con la testa, con gemiti di gioia lunghissimi. Non mi era mai capitato di assistere ad un orgasmo di donna così intenso. A questo punto lei si abbandona come distrutta su di me e si mette a respirare come se avesse fatto una lunga corsa, sento il suo cuore battere a mille





Dopo qualche minuto, durante i quali l’ho continuamente accarezzata, Elena si è ripresa dall’emozione dell’orgasmo, lo sento da come si muove, da distrutta e molto stanca, sento che si muove anche lei, che mi cerca, o meglio cerca il mio corpo e inizia ad accarezzarlo tutto, forse per ringraziarlo di quanto le ha dato; le carezza passano molte volte dal mio pisello che nel frattempo si era afflosciato, e dopo un po’ ci si ferma con la mano ed inizia ad accarezzarlo con energia. Io con le mani continuo a fare altrettanto fino arrivare al suo culetto, bello tondo e sodo, un po’ piccolo per la sua stazza fisica.

Con un dito cerco di esplorarle il buchetto, e tento di entrare dentro. Non vedo nessuna reazione negativa da parte sua, tante volte con altre donne appena ci si avvicina al tale buchetto, si alzano barriere inavvicinabili; allora mi metto il dito in bocca e con la saliva lo ungo un po’ per renderlo più lubrificato e subito ritorno intorno al culetto. Questa volta l’entrata è decisa e veloce; questo provoca in lei un sobbalzo, non si aspettava una entrata così decisa, infatti prima si lamenta e tenta di allontanarsi.

Dentro di me penso che senza vasellina, senza niente sarà impossibile tentare di metterglielo dietro. Elena si sposta e va a cercare nel comodino qualche cosa. Si avvicina a me con un tubetto che apro e mi verso nella mano. Sento che è un liquido olioso, con un odore che non riesco a definire, ma ho capito che serve per poterle ungere bene il culetto. Così faccio prima con un dito, poi quando questo scorre bene, ungo ancora la mano e provo l’entrata con due dita. La cosa riesce con fatica, ma poi piano piano, riesco a are scorrere abbastanza bene le due dita.

Nel frattempo lei aveva in mano il mio pisello, che eccitato dall’idea dell’incularla, e poi per la sua bravura, per poco non viene nelle sue mani. Devo allontanarlo e concentrarmi nell’entrata più difficile. Sposto la Elena a fianco di me e glielo appoggio dietro accompagnandolo con la mano. La posizione di fianco non è la migliore per il rapporto anale, ma per la prima volta è la più comoda, soprattutto per il maschio che deve fare con calma per non fare del male, che significa poi interrompere tutto, alla donna.

Così con Elena, prima tento di spingere piano, ma vedo che la cappella con fatica rimane dentro l’imboccatura dell’ano, anche perché troppo lubrificato.

Allora non rimane che la spinta con i reni. Questa riesce bene solo se distesi di fianco, in quanto il movimento dell’uomo deve essere accompagnato da quello della donna che deve spingere anche lei all’indietro. Provo una volta, ma lei non capisce che deve collaborare, allora le prendo i fianchi e l’aiuto nell’eseguire il movimento che lei deve fare, la seconda non riesce, ma alla terza volta, favorito da lei che rincula decisamente con il corpo per facilitare l’entrata del mio membro che esegue perfettamente i nostri comandi.

L’entrata è decisa ma dolce e totale, ci fermiamo tutte e due per vedere e sentire se tutto è a posto, dopo poco comincio io movimenti, prima lenti e poi ritmati sempre con maggior velocità.

A Elena la sensazione è simile al coito vaginale, si dimena sia con il corpo, sia con la testa che con i fianchi, che ancheggiano per sentire meglio l’arnese dentro di se. Tutto questo crea dentro il mio cervello quell’inizio di estasi che non si ferma e va finire in un orgasmo copioso e divino, le palpitazioni della cappella le sento nettamente dentro il canale stretto dell’ano.

La sbrodata è calda e abbondante, tanto che la sento uscire lungo l’asta, questo permette una maggiore lubrificata, che mi fanno dare gli ultimi colpi ma decisi di spinta dentro di lei.

Questi colpi, le piacciono, le piacciono tanto, anche lei parte in un orgasmo lunghissimo, durante il quale, con le sue gambe mi viene a stringere e spingere ancora dentro di lei, ansima ancor più di prima e lascia partire delle parole di piacere:

- si, si che bello, che bello, ancora, resisti ancora



Anche questa volta lei si abbandona come se distrutta, sento ancora una volta che vuole riprendere fiato, nel frattempo il mio pisello si è fatto piccolo, lo faccio uscire e lo metto a cuccia fra le sue mele, lei lo sente e si muove per accarezzarlo con esse, ma sono solo carezze di dolcezza.

Ci siamo fermati a riposare qualche minuto, fino a quando:

- bip, bip, bip, bip

la sveglia dell’orologio mi ricorda che sono passate due ore e che devo tornare nella sala dell’albergo per rincontrarmi con Ciro.

Un ultimo bacio ad Elena, stringendomela forte, e poi cerco con difficoltà i vestiti che indossa alla rinfusa, esco, e scendo per le scale. Mentre scendo penso a cosa devo dire a Ciro quando lo incontro. Ma sono molto stanco, anche se contento di come è andata la serata, arrivo in sala, ma di Ciro nessuna traccia, mi siedo sulla poltrona, e aspetto. Dopo circa dieci minuto vedo una figura entrare in sala, è lui che velocemente mi raggiunge, senza dirmi niente, mi guarda, mi sorride in modo furbesco e con la mano alla tempia mi saluta in modo militare e mi dice solo:

- buona notte.

Rientro in camera, e sempre al buio entro in bagno e mi faccio una bella doccia.

Dopo la doccia, sono andato a letto, stanco, ma non volevo dormire ancora, volevo ripensare alla serata, era strano che lo facessi accanto alla mia donna che era stata con Ciro, ma chissà perché ero contento anche per lei, che era lì ferma, non sapevo se dormiva o se era a meditare, fatto stà che mi sono addormentato così con questo dubbio.

La mattina dopo, ci siamo svegliati tardi, ci siamo salutati come se niente fosse accaduto, abbiamo preparato le valige per liberare la camera al più presto, una volta caricata l’automobile dei bagagli, siamo andati nella sala da pranzo per mangiare. Nel solito tavolo l’altra coppia non c’era, ci siamo informati, ma abbiamo saputo che erano partiti abbastanza presto, quasi di fretta. Non abbiamo capito i motivi, non ci siamo scambiati ne indirizzo, ne numeri di telefono, non sapevamo i loro cognomi, quindi per noi sarebbe stato quasi impossibile rivederli, forse hanno fatto così apposta.

Tornati nella nostra città abbiamo ripreso le nostre normali attività, solo che dopo qualche giorno mi telefona la mia ragazza, che mi dice di essere stanca di me, e che non vuole assolutamente continuare la relazione; è inutile parlarne, ci ha pensato bene, insomma le solite frasi.

Il tutto per dire che forse quella cosa strana pensata nelle vacanze, ha forse rovinato tutto.

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