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| Le solite domande di Laura |
Scritta da: Stregone Bianco (2)
Uscii dalla doccia e tornai in camera di Laura. Ero in accappatoio, non era la prima volta che lo facevo, ma non ci siamo mai formalizzati davanti a queste cose. Eravamo conviventi e amici, studiavamo entrambi lettere a Perugia e decidemmo di prendere casa insieme tutto qui; a volte la sera andavo in camera sua a guardare la tv in compagnia, e in casa spesso ci si beccava nel corridoio o in cucina che uno dei due era in accappatoio, quindi, situazione tipica.
Mi sedetti in poltrona a guardare la tv con lei, che stava seduta sul suo letto. In onda andavano Le Iene ed era una serata di primavera, una bella tranquillità post-doccia. I conduttori delle Iene fecero un paio di battute a doppio senso alla conduttrice, una cosa abituale in quel programma. Puntualmente, come tutte le altre volte mi sentii porre una domanda da Laura, che chiedeva spiegazioni al riferimento sessuale appena stato fatto in tv. Non era la prima volta che Laura mi poneva domande al fine di sentirsi spiegare qualche cosa attinente al sesso. Io sono più grande di lei di quattro anni e lei all'epoca aveva solo 21 anni e spesso mi ha usato come fratello maggiore; io ho sempre risposto asetticamente, senza alcunché di malizioso.
-Perché hanno detto quella frase?-
-Quale frase, scusa?!-
-Quella in cui si riferivano al sesso orale!-
-Non ho seguito, che hanno detto?-
-Lei ha detto che pensa di avere una bocca piccola rispetto alla capacità della sua bocca, ma si riferiva ad altro, e loro ovviamente sono partiti in quarta dicendo "buono a sapersi"!-
-Ah sì, ho capito!- e sorrisi.
-Ma che vuol dire?- chiese
-Come che vuol dire?-
-Non capisco sinceramente. Ho capito che scherzano sul sesso orale, ma non so quale sia la battuta, mi sfugge!- e aveva la più candida delle facce.
-Ma davvero non capisci?- le chiesi; mi sentivo preso in giro.
-No!-
Come al solito stavo per darle una risposta dettagliata, senza riferimenti personali, o provocazioni. Le dissi dunque che probabilmente il fatto che la bocca sia piccola permette una maggiore sensibilità per l'organo maschile e che una cavità orale più ampia dia più piacere ad un uomo, anche se la cosa può variare da soggetto a soggetto.
-Perché?- di nuovo lei.
Ma perché se ne esce sempre con ste domande, pensai. Che le avrei dovuto rispondere per fare un esempio chiaro?
-Perché è una questione di sensazioni, Laura. le stimolazioni ricevute da lingua e labbra sono maggiori.-
-Ho capito. e ai maschi piace questo?- sempre con lo sguardo di chi non ha capito molto.
-Direi di sì- dissi chirurgico io.
-Mah, sinceramente non ne afferro il motivo. Che piacere può dare una situazione del genere? Sarà una semplice sensazione psichica no? Un avvertito senso di dominio proprio di voi uomini!- esclamò, in un modo che non ammetteva troppe repliche.
-Sarà forse perché tu sei una donna?- e le sorrisi.. ma con quel sorriso volevo dire: -Adesso basta però! Tutte le volte devo farti un corso di educazione sessuale accelerato in venti parole! Ti decidi a trovarti un ragazzo e fare le tue esperienze? Sei d'accordo o no che qui ci vuole qualcuno che ti tolga le ragnatele?- ma non lo dissi, ovviamente, e continuai a sorridere.
Continuammo a guardare la tele. Altre battute dei conduttori, sempre a doppio senso. Mi sentii terrorizzato. Mi aspettavo un altra raffica di domande a cui ora non volevo rispondere. Ero ancora in accappatoio, volevo godermi un po' di riposo dopo quei giorni di studio intenso. Mi aspettavo le domande, e invece, se ne restò buona, tranquilla e in silenzio a sedere compostamente sul letto. Continuavano Le Iene... Ad un certo punto si alza e si dirige verso la cucina e comincia ad armeggiare con tegami e pentolini. Il rumore di una tazza poggiata sul tavolo.
-Vuoi un the?- la sento chiamare.
-Una mezza tazza magari, grazie-
Sistema tutto e mette l'acqua a bollire, dopodiché torna e si risiede sul letto, cominciammo a chiacchierare del più e del meno adesso. Il programma era in pubblicità. Parlavamo, ma al primo istante di silenzio, non so per quale motivo, le chiesi: -Ma eri sinceramente confusa quando ti ho dato la spiegazione prima?-
-Sì!-
-Per quale motivo?!-
-Direi che mi sembra una stupidaggine, anche se so che i maschi hanno sempre quel desiderio. Ritengo che ci sia un fondo di verità, ma guardandolo da fuori ti dico che mi sembra solo una questione psicologica, un non-sense dal punto di vista fisico!- ... mi sarebbe venuto da dirle che dall'alto del suo punto di vista aveva sicuramente ragione, ma anche qui stetti zitto perché avevo l'impressione di umiliarla. In tutta onestà, Laura non mi ha mai fatto esaltare più di tanto, dal punto di vista delle fantasie sessuali. Non è una ragazza brutta, ha un viso che non è male, una quarta di seno, e non esagero, che sta su molto bene, ho avuto modo di osservare, sia in casa sia in spiaggia. Ci perde un po' di fianchi, un po' larghi per conformazione ossea, che le alterano le forme del sedere. Questa per i miei gusti è la sua più grossa pecca fisica! Ma sono i miei gusti... Il problema è che ha sempre un aria dimessa, silenziosa, timida e altera insieme a volte, come se sapesse sempre tutto lei e che avesse esperienze tali da farle mettere voce in tutto. Non era vero, e soprattutto su questo argomento sapevo che lei non aveva assolutamente idea di cosa stesse dicendo. In più, non credo sia stata mai con un uomo, la conosco solo da un paio di anni, ma credo di non sbagliare. Se riuscisse a smussare alcuni lati del suo carattere, della sua eccessiva ingenuità, e a curare di più il suo aspetto, sarebbe un bel bocconcino per molti.
-Beh, fidati, ci sono differenze nei gusti maschili: Ci sono uomini, e non pochi, a cui piace. Forse ad altri piace meno, o forse sono degli ipocriti, suppongo.- restò in silenzio con una smorfia che faceva risaltare la sua perplessità. Continuammo a guardare la tv.
Un po' di tempo ancora, un minuto forse e mi sento dire: -E a te, piace?-
Il gelo!
La guardo: -Piace cosa, scusami!?- non me l'aspettavo sta battuta.
-Come cosa. Hai già dimenticato tutto?- dice quasi innervosita.
-Ah, pari di nuovo di quello... Sì mi piace!-
-Te l'hanno già fatto?- quasi incredula -così come hanno detto in tv?-
-Sì, ma non è che ci ho dato tanta importanza- dissi ridendo -in quel momento penso a tutto e niente e mi godo quel che succede!- la guardai, ma mi voltai presto; dove voleva arrivare? Che voleva farmi dire?
Laura si alzò e si diresse verso la cucina. C'era il the da controllare, mi sentivo un po' nervoso e curioso allo stesso tempo! In passato mi aveva sempre fatto domande, ma sempre si era accontentata della prima risposta; quella sera invece la discussione aveva preso una piega strana, quasi strascicata, una serie di domande e di frasi messe in fila in una conversazione
stentata. Che doveva dirmi? Pensai stesse per
confessarmi che lo aveva fatto con qualcuno e che voleva sapere come un ragazzo vede la situazione, cosa comporta da un punto di vista affettivo, se poi si tende a individuare la donna solo come oggetto del desiderio, o chissà che altro le balenava nella mente! Era sicuro che qualcosa me la stava per dire, ma cosa?
Ritornò dopo qualche minuto. L'acqua non bolliva ancora. Si risedette.
Mi ero appena reso conto di una cosa: avevo il pene eretto... Non me ne ero accorto. ed ero ancora in accappatoio, i capelli umidissimi, perché com'è ovvio non avevo pensato un minuto di allontanarmi da quella stanza, ero troppo incuriosito. Laura prese un libro, inforcò gli occhiali e cominciò a leggere. Ci rimasi male, malissimo, ma non potevo andare avanti a farle altre domande. Laura era sempre stata una ragazza riservata e in fondo era un'amica e una brava ragazza, perciò mi ero messo il cuore in pace. Un conto era rispondere alle sue domande, un altro conto provocarla. Ripresi a guardare le Iene, mi rilassai e dimenticai tutto.
Ma, improvvisa, ecco lei: -Ma una donna sa come fare o è solo questione di conformazione fisica?-
Che strana sensazione si riaccese! -Conformazione fisica? Che intendi?-
-Della bocca!-
-Ah-, sorrisi, -no Laura, credo si tratti semplicemente di pratica-
-Pratica e basta?- chiese, con molto distacco. Sembrava di essere dal dottore.
-Si, non credo che le donne siano nate appositamente per quello. Non sono un maledetto maschilista, come forse pensi tu. Visto che hai chiesto se a me piace ti dico che se alla mia partner va bene, io ci sto volentieri, se no, non casca il mondo!- dissi un po' stizzito.
-Calma, eh, non penso che tu sia un maschilista!-
-D'accordo, ma hai un tono stasera che sembri un inquisitore!- dissi, ma sorrisi quasi subito.
Lei ricambiò il sorriso e in un momento chiuse il libro e lo ripose sul comodino, per poi avvicinarsi alla poltrona, sedersi sul letto e potersi mettere di nuovo in libertà a tartassarmi di domande. -Quindi conta la pratica? Solo quello?- disse sorridendo. Ma si divertiva come una matta secondo me. Mi venne un dubbio, un dubbio che non c'entrasse in nessun modo una terza persona e che ci fosse altro sotto.
-Senti Laura, ma io in fin dei conti che ne so?- continuai sorridendo, -in fin dei conti posso dirti che qualcuno lo ha fatto a me, ma che posso sapere riguardo le tecniche?-
Un attimo di silenzio...
-Senti!- esordì.
-Dimmi-
-Mi faresti provare?-
-Puoi ripetere, scusa?- avevo delle pulsazioni nel pene paurose ora.. non sapevo che dire.
-Ho detto se mi fai provare!!!- era alquanto alterata nella risposta.
-Tu vorresti provare? Ma sei tu a parlare?-
-Sei deficiente o cosa?- mi apostrofò!
-Non sono deficiente, ma non sembri la stessa Laura di sempre. O stai scherzando o non ho capito.-
-Hai capito bene! Non hai detto che serve un po' di pratica?- mi disse. E stavo cominciando a pensare che mi prendesse in giro pesantemente.
Non so perché resistevo a tutta questa pressione da parte sua, di norma alle prime avvisaglie di un approccio con altre ragazze, bastano poche battute perché io cominci a stare al gioco, ma con lei era diverso. Non c'erano complicazioni affettive da parte mia, ma sapevo che lei era stata male in passato per altri ragazzi e che aveva risentito di quelle storie, e il suo carattere chiuso lo testimoniava. Qui la faccenda ha preso una piega veramente inaspettata.
-Beh?!- mi incalzò
Non ci pensai più. Mi alzai e con un passo le fui appresso, era seduta quasi accanto a me. Lei mi vide, alto, guardarla in maniera strana e sicuramente sconosciuta da parte sua. Non parlava più, mi guardava, si accorse che dietro l'accappatoio c'era quello che aveva chiesto e ne ebbe paura. Aveva rotto qualcosa e voleva tornare indietro. Non le lasciai il tempo, ormai la cosa si era un tantino complicata. Era tardi per i ripensamenti. La guardai e le dissi: -Ci hai ripensato o vuoi ancora fare pratica?- e aspettai. Laura mi guardò, poi distolse gli occhi e guardò la tele. Era titubante e si vedeva ora. Lo capii e dissi: - Lo sapevo che scherzavi!-. Mi inchiodò su questa frase, mettendomi una mano dentro l'accappatoio e dicendo: -Non scherzavo e non ci ho ripensato!-. Tolse così gli impacci del vestiario da doccia che avevo ancora indosso e lo prese in mano. Una frazione di secondo e lo portò alla bocca. Non era impacciata, non quanto mi aspettavo almeno; infilò piano la cappella in bocca e si fermò; ecco rivelato l'arcano: lei ha la bocca piccola, seppur poi spazio dentro ne abbia. me lo voleva fare capire. Tenne ferma la cappella tra i denti e cominciò a pulirmela con la lingua. la sua mano mi stringeva, le dissi che mi faceva un po' male coi denti. Sorrise e mi guardò dal basso, poi tornò alla sua opera appena cominciata. Continuava a leccare, ora lo aveva tirato fuori e lo guardava, toccando la punta del glande con la lingua.
-Come ti sembra stia andando?- rivolta a me, con un'espressione seria, ma seria che non ci credevo. Sembrava prendesse la cosa come una questione personale, come se pensasse a se stessa incapace di fare una cosa come quella, una cosa fuori dal mondo per lei, come se si ritenesse bruttina e inesperta.
-Bene, non credevo volessi arrivare a questo però!-
-Non ti piace? Sbaglio in qualcosa?-
-No, no, non fraintendere. Pensavo scherzassi quando me l'hai chiesto.-
-E ora pensi che io scherzi?-
-Direi di no. Continua!-
Mi tolsi l'accappatoio e ora ero nudo di fronte a lei. Le presi la testa e l'accompagnai nei movimenti. Volevo sperimentare una cosa: quanto la sua cavità orale fosse profonda. Io dispongo di 16 cm circa e glieli misi pian piano tutti in bocca.. se ero contento??? Così tutto dentro non lo avevo mai spinto! la sua testa andava avanti e indietro, non so se le stesse piacendo, ma si faceva fare quel che io volevo; era come aveva detto lei: aveva voglia di imparare. Lo tirò fuori e lo prese tra le due mani, masturbandolo. Io assistevo alla scena, le vene mi pulsavano da impazzire, sentivo ogni singolo cm della sua bocca. Le guardai il volto, le leggevo uno sconvolgimento interiore per quello che si era ritrovata a fare, per l'invito fattomi, per tante mille paure che le passavano per la testa. D'altra parte però si sentiva libera, stava facendo una cosa inaspettatamente piacevole. credo si fosse accorta di quanto la sua inesperienza le facesse dire cose senza senso prima. Quel suo lato sconosciuto la stava investendo in pieno ed era comunque desiderosa di continuare.
Le dissi: -Sai che tra poco succederà qualcosa?-
Si staccò dalla sua preda e rispose :-Cosa dovrebbe succedere?-
-Come cosa? Verrò!-
-Ah...- e non disse altro.
-Ah? Che risposta sarebbe?-
-Se mi dici così vuol dire che stavi pensando qualcosa evidentemente. Altrimenti non chiederesti!-
Mi aveva letto nel pensiero! E continuò: -Ma non so se voglio che tu mi venga in bocca-, leggero silenzio...-almeno, non ancora!-
Io la guardavo allibito. Com'era diversa l'ottica con cui la vedevo adesso. Mi vennero in mente i pensieri più sconci, ma Laura non la volevo trattare come una sgualdrina. Per lei ero un esperimento, un mezzo per capire qualcosa di sé stessa. Le misi una mano sul seno. Due tette magnifiche, lo devo riconoscere, sode, mi riempirono le mani. Decisi di passare oltre e immersi le mani nella sua maglietta da notte; non trovai un reggiseno come ostacolo, non lo portava quella sera. Mentre lei continuava il suo gioco con le mani, le mie presero possesso di quel paradiso, gli toccai i capezzoli, li strinsi, li titillai. Le presi le tette nelle mani, sentii il suo calore tra i miei palmi, ogni singolo centimetro era a contatto con la sua pelle.. mi piacque la sensazione in una maniera incommensurabile. Non avevo mai osato fantasie su Laura e ciò che facevo e m faceva mi stava piacendo e non poco. Le strinsi forte i capezzoli un'altra volta, sospirò e rimise nuovamente in bocca il suo nuovo amico, andando avanti e indietro da sola questa volta. Lo pompava alla grande dopo le prime incertezze. Ora il gioco piaceva anche a lei, lo percepivo. Le ripresi la testa tra le mani e le dissi di aprire la bocca il più che poteva e cominciai ad entrarle dentro con maggior vigore, guardandola, impotente, ora che non era più lei a dirigere le operazioni. Mi fermai facendoglielo tenere in bocca, tutto; poi mi sfilai e scesi verso il suo seno, deciso a godere di quei colli di gioia. Le morsi i capezzoli e glieli leccai, lei era immobile, ansimante, credo avesse dimenticato tutto ormai, le domande, la discussione, le iene e perfino l'acqua del the (il theeeee!!!). Ma che si bruci tutto, pensai io.
Le guardai le gambe, aveva indosso ancora i suoi pantaloncini da notte. Ci pensai, un momento solo, e diressi la mano tra le sue gambe, ma lei capì subito tutto e mi bloccò. -Scusami, ma non voglio fare quello stasera, non stasera, non ancora!-
-Ahia, ma così ci rimango male! Non l'hai mai fatto?-
-Una volta sì, ma non è stato granché, ho solo pessimi ricordi.-
-Capisco... però tu capisci me! ti sembra corretto lasciarmi così sul più bello?- le sorrisi malizioso.
-Chi ti ha detto che voglio smettere? Ma ti sei preso troppe libertà stasera-, sorrise strana -che comunque ho gradito, ma per quello non mi sento pronta. Non ancora, almeno...- e la vidi pensierosa.
Decisi che era il momento per tornare all'attacco dei suoi seni; mi misi a cavalcioni su di lei e le poggiai il pene sulle tette, posandolo nella concavità tra le due colline; le presi le mani e gliele portai su di lui, facendoglielo stringere tra i seni e stimolandola a masturbarmelo così. -Questo lo posso fare?- chiesi.
-Non ti sei scomodato a chiedere in effetti, ma credo tu possa, però non venirmi in faccia, ok?-
Le sorrisi. Le piaceva, lo vedevo. si sentiva posseduta e le piacque; doveva superare le sue remore una per una, e non mi andava di mancarle di rispetto. In fin dei conti era una vecchia amica che mi aveva confidato molti suoi segreti! Continuò a masturbarmi a lungo, finché non cercai di nuovo la sua bocca, glielo infilai e e lei cominciò a pomparlo come prima. La mia reazione non tardò a arrivare, le uscii di bocca e le venni tra i seni. Mi sembrava di sognare a guardare quelle tette favolose ricevere il mio succo. Laura mi guardava imbarazzatissima, ma contenta di avermi fatto godere a quel modo. Non credo si sentisse un'imbranata in quel momento.
-Dai, però che stronzo! Guarda che hai combinatooo!- e rideva.
-E dai, pure tu però.. qualcosina me la devi pure concedere, no?- le risposi sorridendo di rimando. Lei continuava a sogghignare. Diede un bacio al suo nuovo amichetto e disse che in fondo avevo ragione, a essermi preso qualche libertà. -D'altronde, se non lo avessi fatto tu io non mi sarei mai sognata certe cose!-
-Ora mi spiegherai però!- le ordinai.
-Domani! Ora ho bisogno di una doccia e di andare a dormire. domani avrai le tue spiegazioni- rispose, e andò a fare la doccia come aveva detto.
Io mi diressi in cucina, il pentolino bolliva da un'ora, l'acqua era completamente evaporata. Un disastro, ma in compenso...
(La faccenda non è finita qui... ai prossimi capitoli)
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