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Le 3 Professoresse. La professoressa di italiano.
Sono passti quasi 10 anni da quando mi sono diplomato ed ogni tanto ripenso alla mia scuola e alle mie professoresse che spesso hanno sollecitato le mie fantasie erotiche durante il periodo scolastico. Decido di passare d'innanzi la mia vecchia scuola proprio al termine delle lezioni, una marea di ragazzini urlanti e un sacco di insegnanti ormai sconosciuti. D'un tratto da lontano intravedo una figura conosciuta. La mia professoressa di italiano.
Faccio finta di niente, lei si avvicina, si sta dirigendo alla propria auto. <<Ciao Manuela>> esordisco. Si volta, mi squadra. Non mi riconosce.
Sorride. <<Ciao Stefano>> Mi ha riconosciuto. Chiacchieriamo del più e del meno,sottolinea il fatto che non mi rivolgessi più a lei come Professoressa, ma come: Manuela, il suo nome, mai usato durante i 5 anni di scuola. La invito a bere qualcosa e a continuare la chiaccherata, non ha molti impegni oggi, accetta. Trascorriamo una deliziosa mezz'ora in compagnia l'una dell'altro. Scopro del suo divorzio dal marito che la tradiva con una più giovane e colgo la palla al balzo. <<Allora devi permettermi di invitarti a cena!>> Storce il naso. <<suvvia, anche tu non hai nessuno a casa che ti aspetta>> Lei insiste sul fatto di essere una mia professoressa, ma dopo 1000 lusinghe riesco a convincerla. La passo a prendere la sera (si, lo so dove abita...)con un mazzo di rose. Mi si presenta alla porta un una abitino di seta nera, che le arriva al ginocchio. Sandali con tacco alto. Bellissima e più sensuale che mai. La serata è talmente piacevole che dopo nemmeno due ore siamo nuovamente alla soglia di casa sua e stranamente mi invita ad entrare. Accetto. Mi mostra la casa, e mi chiede se voglio qualcosa da bere, nonappena mi da le spalle, la abbraccio cingendole i fianchi con le mie braccia. Le sussurro nell'orecchio che non ho mai visto una donna così seducente finora e inizio a leccarglielo e mordicchiarlo. Lei mi respinge con una risatina stizzita. La guardo nei suoi immensi occhi, sono d'innanzi a lei, le mie labbra a pochi cm dalle sue. Le confesso: <<Ho sempre avuto un debole per te, per i tuoi occhi da cerbiatta, per il tuo conturbante sorriso... e per quelle gambe stramaledettamente favolose che ti ritrovi>> L'ultima affermazione la fa ridere, La bacio. mentre ancora ride. Ricambia timidamente, intreccio la mia lingua alla sua e cerco di succhiargliela il più dolcemente possibile, in modo da far si che sia la sua di lingua a passare nella mia bocca. La prendo di peso. La porto in camera da letto e la getto violentemente su di esso. Mi sdraio su di lei e riprendo a baciarla sempre cercando di trascinare la sua lingua nella mia bocca. Mi fermo. prendo in mano il suo piede destro e inizio a leccarle le unghie una per una, inumidisco le labbra e inizia a succhiarle ogni dito del piede partendo dal mignolo, i suoi tacchi alti mi eccitano da impazzire e lei nota il rigonfiamento nei miei pantaloni, insisto a leccarle tutto il piede, senza toglierle quei favolosi sandali. Smetto con il destro e inizio con il sinistro, lei ride. Finalmente arrivo alle caviglie e senza staccare mai la lingua dalla sua pelle vellutata, dalle caviglie mi dirigo all'inguine. Le alzo il vestito, e a morsi tento di toglierle il perizoma.Si rompe. La sua succosissima e pelosissima vagina e di fronte a me, e ci fiondo la mia lingua, inizio a penetrarla dolcemente con la lingua e lei freme, capisco che nessuno le aveva mai riservato questo trattamento e insisto. Inizia ad ansimare. Continuo senza fermarmi leccandole dolcemente tutta la parte interna e cercando di spingermi sempre più in profondità. Lei gode, i suoi gemiti diventano richieste sempre più insistenti e infine diventano urla soffocate dal piacere che sta provando. Non resisto più mi abbasso i pantaloni il mio cazzo in erezione, diventa sempre più duro ogni volta che vedo quei magnifici piedi adonati da quei sandali neri. La penetro. Inizio a spingere dolcemente avanti e indietro, dentro e fuori, il mio pene è ottimamente lubrificato dai suoi umori vaginali. Inizio a sbatterla sempre più veloce, sempre più veloce, lei urla di piacere. La bacio.
Rallento il ritmo, tolgo il mio pene rosso come un peperone dalla sua vagina infuocata. Di riflesso lei ha un gesto di stizza. La prendo per i fianchi e la invito a mettersi in ginocchio dandomi le spalle, acconsente senza dire nulla.
Le alzo il vestito e inizio e riepirle il buchetto del suo culo di saliva, con le mani sul suo morbidissimo culo cerco di allargarglielo il più possibile e ci infilo la mia lingua sempre più vogliosa. Le piace,ma con la lingua non riesco ad andare in profondità allora sostituisco la mia lingua con il mio dito. Le piace sempre di più. Inizio nuovamente a scoparmela alla pecorina, lentamente e dolcemente, avanti e indietro, dentro e fuori, nel frattempo il mio dito sta esplorando la sua via anale sempre più a fondo. Le metto le mani sui fianchi e inizio a spingere sempre più intensamente, sempre più intensamente, e d'improvviso tolgo il pene dalla vagina per infilarglielo dritto dritto nel culo. Ulra di dolore, una cosa pazzesca, le lacrime le colano dagli occhi, ma non mi fermo, continuo a sbatterglielo nel culo, sempre più forte, sempre con più cattiveria, sempre più velocemente. Raggiungo il culmine, e un immenso getto di delizioso sperma caldo le innonda l'ano andando a mischiarsi con i resti della mia saliva. Sono venuto, ma non accenno a togliere il mio pene da quel buco stretto e godurioso. Lascio passare ancora qualche minuto disteso sulla sua schiena e alla fine la libero. Mi sdraio accanto a lei e la bacio per l'ennesima volta. Mi si stringe al petto, mi guarda dolcemente, le lacrime le stanno ancora segnando il viso, le lecco via, lei sorride, mi sussurra qualcosa all'orecchio e si addormenta stretta a me. Ho fatto sesso con la mia professoressa di Italiano. Ho realizzato il sogno di tutta una vita.

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