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La zietta
La voglia di fare sesso con la zia Marta parcheggiava nella mia testa da tanto tempo.
Mia zia Marta, la sorella piccolina di mia mamma, aveva 9 anni più di me, era lei che mi accudiva quando andavo a passare le vacanze dai nonni.
Ero ancora un adolescente la prima volta che le sue mani, mentre mi strofinava con la spugna durante il bagno nella tinozza, mi fecero venire la pelle d'oca... e, fecero scattare qualcosa che fino ad allora non avevo mai provato. Era una sensazione strana, quasi fastidiosa, perchè incomprensibile, … ma bellissima.
Non vidi l'ora che tornasse lo stesso momento la sera successiva, cercai di prepararmi a quella sensazione e ... dalla mia mente si scatenò una scarica elettrica che scendendo lungo la spina dorsale mi si concentrò in mezzo alle gambe e... capii, o meglio intuii, che quell'appendice di carne là in mezzo serviva anche a qualcos'altro... ma cosa???
Nel procedere la zia Rita arrivò a toccare, come abitualmente faceva quando mi lavava, quella parte e dal suo arrossire sentii che quell'indurimento non era una cosa strana, una malattia, un incidente, una disgrazia, ma solo una cosa naturale, bella e che oltre a me, dava sensazioni anche a lei.
Il giorno dopo arrivò subito a lavarmi in mezzo alle gambe e, con la scusa di pulirlo bene, ci giocherellò per parecchi secondi, poi incominciò ad insaponarmi tutto l'inguine massaggiandomi energicamente anche il sacchetto che stava attaccato al mio piccolo ... (come lo potrei chiamare visto l'età e le dimensioni???... forse "pisello", ma sì tanto un nome vale l'altro) pisello, oddio come mi piaceva e... anche lei si divertiva molto.
Mi fece alzare in piedi nella tinozza e dopo avermi fatto girare verso di lei lo guardò fisso per alcuni secondi e poi gli posò sopra un bacio. Da allora non volle più farmi il bagno!!!!!!!!!!!!!!
Dopo alcuni anni, 4 per la precisione, tornai a casa dai miei nonni, proprio in occasione del suo matrimonio. Ero assieme alla mia famiglia, mamma, papà e Renata, la mia sorellina, eravamo ospitati nella grande casa. Proprio la sera prima della cerimonia andai a spiare mia zia nella sua camera, dal buco della serratura, si stava provando il vestito da sposa, oddio com'era bella bussai, e poi senza aspettare che lei mi rispondesse, entrai ... subito si arrabbiò, e si arrabbiò di brutto!!!
Stavo per uscire quando mi fermò chiedendomi cosa volevo, prendendo il coraggio a due mani (che vergogna!!!) le chiesi se si ricordava quello che era successo ... quella volta e le dissi che quel bacio era stato la prima e più bella esperienza erotica che avessi mai avuto fino a quel momento, il ricordarlo era diventato il pensiero più ricorrente che avevo durante qualsiasi atto sessuale, solitario o altro, che mi accadesse.
Dopo avermi ascoltato con attenzione mi fece sedere sul letto, mi si sedette accanto, dopo essersi tolta il vestito, era stupendamente eccitante e il suo sguardo terribilmente lussurioso, aveva solo una maglietta di cotone e un paio di mutandine cotone.
Mi prese il viso tra le mani e mi baciò sulla fronte... e poi sul naso, sugli occhi, sulle labbra sentii la sua lingua scorrermi sulle labbra, i suoi denti incominciarono a mordicchiarmele, poi la lingua si fece strada e entrò alla ricerca della mia, era umida scivolosa e veloce, la mia era secca e immobile, imbarazzata.
Mi sembrava fosse la prima volta che stavo baciando una donna, …era la prima volta!!! Fino ad allora avevo solo baciato delle ragazze coetanee, compagne di scuole o ragazze conosciute alle feste.
Ritrovai quel meraviglioso brivido che mi partiva dal cervello e che si scaricò come un fulmine sul mio membro, che diventò in un attimo duro come un sasso e cominciò a pulsare chiedendo di essere liberato.
Lei sentì il richiamo, mise le sue mani su di esso, senza smettere di frugarmi la bocca, aprì la cerniera dei miei calzoni e lo tirò fuori, solo in quel momento distolse la sua attenzione dalla mia bocca e si avventò su di esso inghiottendolo fino alla radice, mi sentii mancare il respiro e perso in quel meraviglioso risucchio vuotai tutto il mio piacere dentro di lei.
Rimasi meravigliosamente gratificato e in condizione di piacere nel vedere che non solo gustò fino in fondo tutto quanto le davo, ma alzando gli occhi verso di me mi regalò un meraviglioso sorriso di piacere.
Dopo aver pulito con la lingua e succhiato fino all'ultima goccia ogni mia energia, mi rimise la morbida appendice dentro i calzoni, con delicatezza e sussurrandomi dolci paroline, poi si alzò mi accompagnò alla porta della sua camera e dopo avermi fatto promettere che sarebbe rimasto l'unico e non più ripetibile nostro segreto, mi augurò la buona notte.

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