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La voglia nascosta di Francesca
Torno a casa tutte le sere e come sempre, Mahid mi riempie di lusinghe, a volte anche pesanti, ma che comunque mi danno strane vibrazioni.
> Mahid, è un ragazzo nero che è venuto ad abitare sotto casa mia con tre suoi coetanei, avrà circa venticinque anni, non bello ma intrigante.
> Io sono Francesca, una ragazza normalissima, fidanzata e apparentemente tranquilla, fino ad oggi non avevo mai pensato a altri ragazzi che non fossero il mio, ma da qualche giorno, anzi notte…mi ritrovo a fantasticare su quel ragazzo di colore, è una sensazione istintiva che nasce da dentro, sono emozioni nuove che mi turbano e mi coinvolgono e, la conseguenza, è il mio modo di comportarmi e vestirmi.
> Ogni giorno divento più provocante, ascolto le parole di Mahid sul mio corpo e faccio in modo che il giorno dopo, quella parte del mio corpo sia ancora più pronunciata e esposta, è un gioco che sta diventando sempre più intenso e che è esploso quando il mio ragazzo, una sera mi ha detto di certi suoi pensieri sui ragazzi di colore.
> Ieri Mahid, vedendomi uscire con una gonna corta, ha fatto apprezzamenti sulle mie cosce e poi ha aggiunto;
> - Deve esserci un bel culo sotto quella gonna-
> Niente altro, ma i suoi occhi mi hanno spogliato e improvvisamente, ho sentito i brividi arrivare in mezzo alle cosce e più su, i miei umori hanno cominciato a bagnare gli slippini.
> Non conoscevo questo lato della mia femminilità, pensavo di essere una ragazza semplice e normale, invece, oggi, ho messo dei calzoni aderenti appositamente per fare vedere a Mahid che non si sbagliava, che il mio sedere, è bello sodo e le mie natiche parlano da sole.
> Stamattina, uscendo non l’ho visto, adesso invece mi vede arrivare; mi entra dentro la pelle con quel suo sguardo, vedo che sta aspettando di vedere il mio sedere, lo saluto cercando di essere indifferente, aspettando le sue parole;
> - Lo dicevo io, che hai un gran culo, sei da mangiare tutta, uno spreco per un ragazzo solo…
> Il suo italiano stentato, mi scivola come una carezza, lo guardo e sorrido, per la prima volta, faccio un cenno di accondiscendenza, facendogli capire che ho apprezzato le sue frasi e, impudicamente, comincio a dimenarmi ancheggiando ancora di più, mentre mi avvio verso il piano superiore.
> Passano pochi secondi, ho il cuore che batte impazzito, quello che ho fatto, è da stupida, ma ho seguito il mio istinto, voglio scoprire cosa non conosco di me.
> Mahid, segue i miei passi e mi ferma all’inizio della scala, mi palpa deciso il sedere, poi, sale su tutto il corpo assaggiandone la consistenza;
> - Domani mattina vestiti da troia e prenditi mezza giornata di libertà, farò in modo di essere da solo in casa, ti farò vedere cosa vuol dire scopare con un nero!
> Sento le gambe piegarsi sotto le sue mani e le sue parole, invece di offendermi o terrorizzarmi, mi eccitano da morire: non gli rispondo, lo guardo con aria di sfida e liberandomi salgo le scale veloce, le sue ultime parole, mi torturano per tutta la notte;
> - Ti attendo donna! Alle nove ti voglio davanti alla mia porta!!
> Sono perplessa e eccitata, immagino Mahid sopra il mio corpo e tutto quello che ne può scaturire, la mano dolcemente scivola tra le cosce cercando il calore intenso che mi pervade, piano, parte a cercare i miei punti erogeni e con calma, esplodo in un orgasmo silenzioso: un momento tutto mio, solo mio.
> Sono le otto di mattina, sono nervosa, agitata, ho cambiato mille vestiti, tra il sacro e il profano, ho provato a resistere a questa pulsione che mi sta bruciando l’anima, ma alla fine ho ceduto, apro il cassetto più intimo, quello dove tengo la malizia, quello che solo il mio ragazzo ha visto, metto le cose più indecenti: sopra una mini che lasciano trasparire le autoreggenti e ancora più su, una maglietta senza reggiseno che mette in mostra la mia terza abbondante, i capezzoli sono già duri, il solo pensiero che uscirò così, m’imbarazza, non è da me…oppure solo adesso sto diventando me stessa?
> Mi guardo allo specchio, sono le nove meno dieci, quello che vedo mi eccita molto, si vede che sono in calore, diversa, Femmina come non mai; mi piace questa sensazione, guardo un ultima volta l’orologio, il tempo non passa mai, poi, apro la porta e scendo le scale.
> Tremo come una bambina, il cuore sembra uscirmi dal petto, mentre busso alla porta di Mahid, sono le nove precise e mi sento pronta ad affrontare questa esperienza, mi sento pronta fisicamente e moralmente: le mie esperienze sessuali sono anch’esse normali, si mi sento pronta a superare la porta.
> Mahid apre e mi prende per la mano senza parlare, mi fa entrare e chiude la porta dietro di noi, lo guardo, ha addosso una canottiera e un paio di calzoncini, guardo il gonfiore che spinge sotto la stoffa e mi sento mancare: la stanza gira vorticosamente, mentre vengo spinta contro la parete, sento le sue mani sono sotto la mini, salgono cercare lo slip bagnato, le sento spostare, un dito entra deciso;
> - La mia puttana è gia pronta…- poi, percepisco il rumore dei calzoncini che si abbassano.
> Non ho il coraggio di guardare, chiudo gli occhi e aspetto, ho il respiro affannoso, mi forza la bocca con la lingua, facendomi sentire l’odore acre della nicotina, poi, mi sento scoppiare nella vagina, un pezzo di carne dura, enorme per le mie abitudini, si fa spazio tra la mia tenera carne, mi sento piena in un modo indicibile, il suo sesso tocca parti a me sconosciute, i suoi fendenti mi sbattono contro il muro;
> - Allora donna bianca, come ti sembra l’uomo nero?
> Non riesco a rispondere, mi manca il fiato, cerco di restare avvinghiata a Mahid, mentre mi alza le gambe e me le fa mettere dietro la sua schiena, in quella posizione, sono completamente aperta e alla sua mercè: lui continua imperterrito a scoparmi, senza preoccuparsi del mio piacere, o del mio dolore, sono solo un oggetto di sfogo per le sue palle.
> Apro gli occhi e vedo il suo viso sudato e in quel momento, esplodo in un orgasmo incredibile, sento la mia voce, i miei gemiti, le mie urla di piacere e vedo la sua faccia compiaciuta, poi, sento il suo caldo seme, scaldarmi intimamente: aspetto che esca da me, invece Mahid, imperterrito continua a entrare dandomi colpi inauditi;
> - Siamo solo all’inizio donna, quando avremo finito, capirai cosa vuol dire avere scopato con un negro.
> Rimango allibita a quelle parole, cerco d’allargarmi al massimo, ma per quanto faccio, mi sembra di essere sempre troppo stretta per il suo cazzo, Mahid, mi mette le mani sul sedere e stringendo le natiche, comincia a farmi alzare per poi farmi impalare sul suo sesso teso, sembra non sia mai venuto;
> - Muovi il culo e fammi godere ancora!
> Mi dice quelle parole decise e io, cerco d’accontentarlo, ma mi brucia troppo;
> - Non ce la faccio, fammi riposare un poco, mi fa male…
> Mahib mi guarda, capisco dalla sua espressione che sta decidendo, poi, lo sento uscire e improvvisamente mi sento vuota, mi fa appoggiare le gambe tremanti e mi dice;
> - Allora mettiti in ginocchio e prendimelo in bocca!
> Guardo il suo cazzo nero, con la punta rossa, quasi violacea, sono esterrefatta, mi sembra impossibile che sono riuscita a prenderlo tutto dentro di me, piano, scendo, prendo in mano la cappella e mi avvicino a sentirne l’odore; sa di sesso, sesso di femmina…il mio odore.
> Provo a girare con la lingua e a allargare al massimo le labbra, una parte entra e scopa la mia bocca, io cerco di seguirlo, provo in tutti i modi a farlo entrare, non sono inesperta e so come fare venire un uomo, ma Mahib, è uno stallone con un sesso da stallone, sono in grossa difficoltà, lui capisce, mi fa alzare deciso, mi spinge sul tappeto facendomi piegare a carponi, si mette dietro di me e prendendomi i seni, si spinge deciso di nuovo dentro la mia vagina infiammata, mi esce un urlo, poi un gemito, infine seguo il suo ritmo.
> Mi guardo nello specchio della sala, mentre vengo scopata a pecorina, penso alla gentilezza del mio ragazzo e a quello che mi sta facendo Mahid, vorrei ribellarmi, ma il mio corpo risponde diversamente;
> - Muovi il culo donna!
> E io eseguo.
> Dopo diversi minuti, sono allo stremo, quella violenza-piacere, mi ha sfinita, sento salire un altro orgasmo, mi preparo a spingere indietro il bacino nel momento della massima spinta;
> - Prendi il tuo piacere, ti prego, non ne posso più…
> Con quelle parole urlate, mi spingo contro di lui e godo indecentemente, poi, cado in un torpore, un oblio del tempo, vedo la mia immagine piegata e scopata attraverso lo specchio.
> Sento gli ultimi colpi dentro la mia ormai non più stretta vagina e infine, lo sento accasciarsi su di me.
> Torno alla realtà, percepisco il suo fiato pesante, la sua mano accarezza le mie natiche, scivola sul mio orifizio, ci gioca, lo accarezza;
> - hai veramente un bel culo, a noi neri piace molto questa parte delle donne.
> Lo ascolto, sto riprendendo il controllo della mia testa, guardo il suo membro semi rigido, fa ancora impressione, provo a immaginare quello che potrebbe fare dietro di me;
> - Io credo che la donna bianca sia molto soddisfatta dell’uomo nero, per ora basta così, accontentai… come prima volta, credo che possa bastare.
> Mi alzo sfinita, faccio fatica a stringere le cosce, sento il suo sperma che scivola copioso;
> - Stasera non lavarti, devi sentire l’odore della mia pelle sul tuo corpo!
> Questa sua ultima richiesta, mi fa quasi felice, mi vesto piano e esco.
> Salgo piano le scale, sono distrutta, sento male da tutte le parti, la vagina, è un fuoco ardente, mi sembra di essere andata contro un treno, non vedo l’ora di buttarmi sul letto; arrivo alla porta e trovo il mio fidanzato, mi guarda e mi dice;
> Ciao amore, ho fatto tana sul lavoro, che ne dici di farci una bella scopata?
>
>
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