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| La troia dei miei amici |
Qualcuno mi chiamerebbe troia, lo so, ma io sono solo una linfomane, una donna di 42 anni che ama godere a più non posso, e alla quale non può bastare un uomo solo. Sapendolo però ho fatto la scelta di rimanere single, per non impegnare e ferire nessuno.
Nonostante il mio desiderio continuo di scopare sono sempre riuscita a mantenere un atteggiamento decoroso ed elegante, relegando i miei atti di libido al di fuori sia del lavoro che delle amicizie. I miei incontri sono casuali e fugaci, un motel (mai casa mia o del partner) è lo scenario di esperienze di sesso roventi. I miei amici sanno della mia perversione ma e qualcuno ci ha provato, ma invano.
Una sera eravamo a casa di Marco per un dopocena. Come sempre si parlava e si scherzava allegramente,tra un bicchiere di troppo e risata oca. Ad un certo punto feci una scommessa con Marco, non ricordo neanche più a che proposito, ma lui mi chiese come posta in palio una scopata. Ovviamente, persi la scommessa.
La cosa mi imbarazzava un pò, perchè mentre con un estraneo puoi essere disinvolta ed esprimere al massimo le tue pervdersioni, con un amico è più difficile, non ti guarderà mai più allo stesso modo.
Comunqe accettai di pagare il mio debito. Marco però mi chiese di rimandare alla sera seguente, perchè quella sera era troppo stanco e strafatto per dare il meglio.
La sera dopo mi venne a prendere a casa e con mia grande sopresa mi portò al motel che usavo abitualmente (loro-i miei amici- non dovrebbero sapere queste cose, pensai) ma mi convinsi ce si trattava di una coincidenza. Prese una stanza a piano terra che dava sulla strada. Entrammo in camera lui accese la luce a aprì le tende e mi disse "Voglio che tutto il mondo veda che ti fai sbattere da me". Rimasi colpita dalle sue parole e capì subito che non avremmo mantenuto i soliti ruoli di amicizia all'interno di questa scopata.
Io indossavo una mini di jeans con un maglioncino di filo di cotone e sotto un completo nero: perizoma e regiseno carioca (quello che lascia fuori il capezzolo per intenderci).
Marco mi afferrò per un bracio e mi portò davanti alla finestra. Dapprima mi strizzò i seni da sopra la maglietta per poi sollevarla e portarsi i seni in bocca, e li succhiava e li mordeva, eli strizzava...e io iniziavo a rilassarmi. Poi d'un tratto mi dice "Adesso inginocchiati e fammi un bel pompino dei tuoi, che lo so che sei brava tu col cazzo!". Non capì a cosa si riferisse ma mi abbassai per prenderlo in bocca, comefacevo sempre prima di scopare...ma stavolta fui un attimo riluttante perchè non appena lo liberò dai pantaloni sentì un odore tremendo, acre...Lui mi prese la testa e me la inirizzò sul suo cazzo e io da brava iniziai a leccare e succhiare, dopo un pò non si sentiva più l'odore e stavo iniziando a prenderci gusto, pensavo di farmi una bevuta, invece lui mi solleva mi batte contro la finestra, mi alza la gonna e sponstando il perizoma mi entra dritto in culo e inizia a pomparmi. Infila una mano sotto il perizoma e strofina forte il clito fino a farlo diventare duro e mi dice nell'orecchio "così come piace a te, vero maialona?" Io in quel momento non mi posi neanche domande e in preda all'eccitazione risposi "Si, si , si è così che mi piace essere presa, con forza, sotto dominio". La finestra era ormai appannata e io sempre aggrappata al vetro. Lui mi tolse la maglia e iniziò a torturarmi i seni e dopo pochi colpi ancora venne dentro il mio culo. Io mi incazzai subito perchè non volevo che mi venisse dentro, non senza preservativo. Lui non si curò neanche di me, tirò a se una sedia, si sedette e mi fece inginocchiare difronte a lui e nuovamente mi mise il cazzo in bocca, guidandomi con la sua mano e dicendomi "forza gola profonda, non rompere, succhia e ritiralo su che con te ho appena iniziato". Era una strana sensazione quella di essere "posseduta" da una persona checonosci tanto bene. Quando ebbe di nuovo il cazzo in tiro mi sedetti su di lui e iniziai a farmelo, a muovermi come solo io sapevo fare. gli prendevo la testa tra le mani e lo guidavo al mio seno che lui leccava e mordeva con avidità, a volte entrambi i capezzoli contemporaneamente.
E così venni anch'io. Lui mi fece alzare, si inginocchiò sotto di me e mi fece un fantastico linguino leccando via tutti i miei umori. Poi mi fece appoggiare sul davanzale della finestra e mi sollevò entrambe le gambe per ripenetrarmi ancora una volta, e mentre mi scopava, i meie seni ballavano lui mi apostrofava dicendo "Io non l'ho mai consociuta una troia come te. Quando abbiamo scoperto che venivi qui ci appostavamo tutte le sere cercando di vedere il più possinile. Una sera abbiamo pagato uno perchè ci riferisse tutto e così abbiamo saputo quanto sei zoccola, quanto ti piace essere dominata, vuoi gli schiaffi, le botte sul culo, i capelli tirati, vuoi sentirti chiamare troia? Ma tutto questo perchè tu SEI troia dentro, sei più troia di quelle che stanno per strada a battere" e mi pompava sempre più forte.Poi sentì dei rumori alla finestra e mi girai a guardare, sembrava che flotti di sperma colassero dalla finestra. lui la aprì, raccolse con le mani lo sperma e me lo spalmò sul seno venendo anche lui ancora una volta dentro di me.
Rimasi scioccata nell'apprendere che i miei amici mi spiavano e che quella sera si erano dati appuntamento per godersi lo spettacolo in prima fila nasosti dal buio.
Dopo quella sera molte cose cambiarono.I nostri incotri erano più disinvolti e anche se non ho mai più scopato con un mio amico, non mancano certo palpatine al mio culo,strusciamenti vari e apprezzamenti pesanti. Per loro sono la troia del gruppo.
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