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La ricompensa
Racconterò un'avventura accaduta ormai più di 2 anni fa.
Frequentavo l'ultimo anno del Liceo Classico ed era il giorno del compito in classe di Greco, a fine Ottobre. Al momento della consegna della versione da parte del professore, io e i miei compagni entrammo in comunicazione tra di noi, per arrivare ad una traduzione corretta. Dopo 20 minuti mi sento chiamare da G*******, la mia compagna di classe porca, quella con cui tutti i miei compagni, me compreso, avrebbero voluto avere una storia; ma le nostre avances fino a quel momento erano state vane. G. mi chiama e mi dice: "Se mi passi la versione, ti faccio un pompino!". Io pensai che scherzasse, ma l'idea mi stuzzicava e così mi attivai per tradurre al meglio la versione. Dopo un ora e mezzo circa termino la traduzione, la ricopio e passo la copia alla mia compagna, che mi guarda con malizia, quasi a volermi provocare. Dopo un quarto d'ora suona la campana che annuncia la fine dell'ora e così tutti consegnamo i fogli. Decido quindi di uscire dalla classe per sgranchirmi le gambe, e anche per vedere se effettivamente la mia compagna avrebbe mantenuto la "promessa". Prima di uscire dalla classe quindi mi giro e dirigo lo sguardo verso la mia compagna, che ricambia lo sguardo, senza però lasciar trasparire nulla. Esco quindi dalla classe pensando che quella di G. era stata soltanto una scusa per farsi passare la versione. Ma dopo pochi secondi sento la porta della classe aprirsi, ed ecco apparire G, che mi guarda. Io decido di fermarmi ed aspettarla. Appena avvicinatasi, mi prende per mano e mi sussurra ad un orecchio: "Io le promesse le mantengo!", e mi trascina verso il bagno delle ragazze. Prima di entrare si assicurò che non ci fosse nessuna, cosa probabile visto che solitamente la gente si raggruppa durante la ricreazione. Così mi prende e mi scaraventa dentro. Ci chiudiamo in una delle porte a disposizione e, per evitare che ci potessero vedere, G. chiude col passante (anche se l'idea di farmi vedere da altre ragazze mi eccitava!). Di nuovo disse: "Io, F****, le promesse le mantengo! E ora avrai la tua ricompensa! Adesso vedrai di cosa sono capace!" Quest'ultima frase mi eccitò, così come mi eccitai quando lei decise di levarsi la maglietta per mostrarmi le belle tette sode che aveva. Il mio sogno proibito si stava dunque realizzando. Guardai con occhi stralunati le sue grazie, e allungai le mani per palparle per bene. Nello stesso istante lei mise una mano nei miei pantaloni ed iniziò a tastare il mio cazzo che già era in erezione. "Ah, porco!" disse G. "Ti eccito, vero? Dimmelo quanto hai aspettato questo momento!" e mentre lo disse mi sbottonò il jeans e tirò fuori dai boxer la mia asta, cominciando a segarla. Di rimando io le strizzai piano i capezzoli e dissi: "Tanto tempo, G! E ora che finalmente posso soddisfare il mio desiderio voglio godere fino alla fine! Avanti, fammi vedere cosa sai fare!" Non se lo lasciò dire due volte, smise di segarmi e si inginocchiò davanti al mio cazzo, che pulsava al solo pensiero di farsi spompinare da una porca come G. Mi accarezzò le palle e sussurrò: "Chissà quanta sborra c'è qui dentro!" Colsi la palla al balzo e risposi: "Tutta per te, tesoro!" Lei cominciò, sempre massaggiandomi le palle, a leccare la mia asta risalendo verso la cappella, che poi leccò con la punta della lingua, rendendo la cosa ancora più eccitante! Poi avvolse con la bocca la cappella e cominciò a succhiarla, prima lentamente, poi sempre con più foga, mentre con la mano reggeva il resto del cazzo. Io ero eccitatissimo, e non sarebbe potuto essere altrimenti visto che sognavo da tanto quel momento, e la lasciai fare. Mi limitai solo a tenerle la testa inchiodata al mio cazzo. Lei continuava a lavorare di lingua e aveva già ricoperto di saliva tutto il mio cazzo. Era proprio una gran porca! Ci sapeva fare. La sua lingua danzava sul mio cazzo senza tregua mentre lei mugolava. Si stava eccitando anche lei. A quel punto lei fece una cosa che avevo visto solo in alcuni video porno ma che non mi sarei mai aspettato che avrebbe fatto anche lei. Se lo mise tutto in bocca fino in gola e cominciò a leccarlo tutto. Sentivo che riusciva anche a leccare le palle. All'improvviso sentimmo aprirsi la porta del bagno ed entrarono due ragazze che scambiavano opinioni sull'ultimo sabato trascorso. Riconobbi in una la voce di L., una ragazza con la quale ero stato per parecchi mesi, ma santarellina e più piccola di me e non aveva mai voluto far niente, pur essendo un bel pezzo di fica. Così, pensando come avrei voluto farmi la mia ex, riversai la mia "rabbia" su G., le presi la testa e le feci fare un rapidissimo su-giù lungo tutta la mia asta. La cosa non le dispiacque a quanto sembrò, visto che emise un leggero mugolio, per non farsi sentire dalle due che intanto si accingevano a uscire. Quando non sentii più alcuna voce staccai le mani dalla testa della mia compagna e le dissi "Porca!" e lei "Maiale sei tu, che di quanto sei eccitato mi stavi facendo soffocare!" Io effettivamente avevo gli ormoni in ebollizione e volevo fare ancora tanto con lei. "Voglio scoparti la fica adesso" dissi per l'eccitazione. "No,-disse lei-la fica un'altra volta! E poi non hai nemmeno un preservativo! Cosa vuoi, rischiare di mettermi incinta?" In effetti aveva ragione, pensai, ma dalla sua risposta capii che presto avrei potuto possedere anche la fica e, chissà, forse anche il culo. Intanto lei aveva ripreso e mi stava leccando le palle, mentre mi segava. Ormai ero quasi arrivato e presto sarei venuto, riversando un mare di sborra. La interruppi, guardando le sue tette e le dissi: "Concludamo con una sega spagnola, che sto per sborrare!" "Mmmh, aspettavo che lo dicessi!" fece G. Ci scambiammo di posto e si sedette sul cesso, visto che lo spazio era ristretto dovevamo inventarci qualcosa. Io mi misi davanti a lei, che avvolse il mio cazzo tra le sue meravigliose forme. Tra me e me pensai dove si sarebbe fatta sborrare quella troia; speravo che avrebbe bevuto tutto il mio nettare, ma mi stuzzicava anche l'idea di vedere le sue tette ricoperte di liquido bianco. Intanto lei si era messa già all'opera e mi segava con le sue tette che era un piacere! Era bello sentire ad ogni colpo un suo mugolio e vedere i tentativi di leccare con la punta della lingua la mia cappella, cosa che le riuscì spesso. Ormai ero sul punto di venire, e lei lo capì così spalancò la bocca e aumentò vertiginosamente la velocità della sega spagnola. Esplosi. Il primo, lungo schizzo finì tutto nella sua bocca; altri 5 schizzi almeno fuoriuscirono dal mio cazzo, tanta era l'eccitazione del momento. Alcuni terminarono sulla sua faccia, altri nella bocca. Ad ogni schizzo sentivo un suo mugolio alternarsi con dei "Ah" "Sì!" Ancora!". Finita la cascata di sperma vidi con piacere che aveva ingoiato la sborra che era finita nella sua bocca, mentre con la lingua cercava di raccoglierne altra dalla faccia. Era eccitante anche quella scena, oltre che vedere il viso di G. ricoperto dal mio caldo sperma. Per finire lei succhiò un po' il mio cazzo, per cercare ancora qualche goccia di sperma. Quella che era sulla sua faccia la raccolse con le dita e la ingoiò. In questo compito la aiutai e vidi con quanta avidità quella porca prendeva con la lingua lo sperma dalle dita. Finita anche questa operazione G. diede un'ultima leccata al mio cazzo e mi riallacciò i jeans. Io le rimisi la maglietta e il reggiseno, non prima di aver mordicchiato i suoi capezzoli, azione seguita da un suo sussulto di piacere. Uscì dal bagno, accertandosi che non ci fosse nessuno e poi uscii io. Si sciacquò il viso ed uscimmo. Rientrammo in classe come se niente fosse, ma il professore ci chiese come mai eravamo rimasti fuori per così tanto tempo. In effetti erano passati 30 minuti da quando eravamo usciti! G. per tutta risposta, con nonchalance disse "Scusi prof., F. mi ha offerto qualcosa da bere e così abbiamo perso tempo" Qualcosa da bere, pensai io, che troia questa ragazza! "Va bene" disse il professore, "comunque Lunedì prossimo compito di Latino, ragazzi, l'ho già detto ai vostri compagni" io feci un cenno di sì con la testa e mi sedetti. G. mi chiamò e mi disse "Hai sentito, Lunedì compito di Latino, per cui vedi di portare un preservativo quel giorno!" Quella frase mi fece andare su di giri... Ma questa è un'altra storia! TO BE CONTINUED...
By F. El Matador

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