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| La partita |
Io e Andrea viviamo insieme da 5 anni ma senbriamo una coppia sposata da almeno 20....
Basti pensare che una sera la settimana, il venerdì, lui organizza una serata di gioco a carte con gli amici e mi lascia sola.
Quel venerdì si giocava a casa nostra. Iniziarono ad arrivare vero le cinque e mezzo, sei. Andrea mi disse "Preparaci dei panini e metti in fresco delle birre che poi quando è ora ce li prendiamo noi dal frigo." Così preparai i panini e mi preparai per un cinema+pizza con un'amica.
Tornai verso mezzanotte convinta che tutto fosse finito, perchè di solito Andrea a quell'ora è già a casa. Aprendo la porta di casa invece sentì grasse risate e capì che erano ancora li. Pensai allora di andarmene a letto senza disturbare. Ma ecco la sorpresa: entrata nella camera da letto vidi Andrea steso sul nosrto letto totalmente ubriaco che sbiascicava parole senza senso del tipo : "Amore, ti scoccia se i miei amici ti scopano un pò? Sai sono tutti bravi ragassssi"
Incavolata entrai in sala per mandarli via ma mi dovetti fermare sulla porta quando vidi che tutti mi accolsero col cazzo in mano che si stavano menando.Cercai di non far trapelare la paura e dissi "Forza ragazzi fuori, ognuno a casa sua" E uno rispose "Si ma prima tutti dentro la tua figa" Gli altri scoppiarono a ridere e inizarono a venire verso di me. Iniziai a indietregiare ma uno di loro si mise diertro di me mi bloccò e mi disse "Non ti dispiace vero se ti scopiamo un pò? Tuo marito ha detto che potevamo..."
Quel porco ubriacone, in che situazione mi aveva messa, ed io non sapevo proprio come uscirne.
In un attimo mi furono tutti a dosso, avevo le loro mani da per tutto, mi dimenavo e cercavo di liberarmi, ma più mi muovevo e più quello dietro stringeva la presa fino a immobilizzarmi. Mi sollevò e mi stese sul tavolo ancora con la copertura verde da gioco, in due mi tenevano le braccia e in due le gambe, iniziai a piangere e chiedere di fermarsi ma la mia debole richiesta apparve loro come sottomissione e si eccitarono ancora di più.
E così uno mi piazzò il suo cazzo in bocca dicendomi "Zitta dai e succhia, succhia troiona!" Mi scopava la bocca fino a famri tossire perchè arrivava tutto in fondo fino alla gola. Intanto un altro mi stava leccando la fica e disse "Mmmm che buona, sa di femmina, di brava femmina vogliosa" e invitò i suoi amici a fare lo stesso.
E così avevo un cazzo in bocca due nelle mani e non so quante mani e lingue sulle tette e in figa.
Quello che mi era in bocca venne copiosamente.I o sputai il suo sperma sul tavolo e lui mi disse "E no, non può essere sprecato tanto ben di dio, ora dovrò punirti".Passò dietro, pensavo mi avrebbe scopata invece mi ficca due dita nel culo. Io urlo per il dolore e lui "Forza mettetegli un cazzo in bocca a questa cagnetta" E così la bocca mi fu subito di nuovo riempita. Lui tolse le dita dal culo le annuso e poi ci infilò il suo cazzo, duro, enorme. Mi sentì spaccare e senti che partivano cori da stadio.Ognuno mi diceva la sua "Godi troia, dai facci godere, prendilo tutto dai che ti riempiamo ben bene, dai succhialo come non hai mai fatto al quel gran cornuto del tuo ragazzo..." Già il mio ragazzo decisi che me l'avrebbe pagata. Intanto mi avevano fatta girare, ne avevo uno in figa, uno in culo uno in bocca e due per le mani...Insomma li avevo tutti.
D'un tratto entra in sala Andrea che si stava riprendendo dalla sbornia e inizia a dire "No, no piccolina mia no...." Uno risponde "Che cazzo vuoi Andrea prima hai detto che potevamo e ora sul più bello vieni a rompere i coglioni, ma vattene!" Ed ecco la mia libido risveglairsi, si glie l'avrei fatta pagare li e subito, proprio con quegli stronzi che mi stavano scopando contro la mia volontà.
Guardai fisso Andrea negli occhi e poi cominciai a fare la regia diquell'orgia maestrale. Iniziai a mugolare e dimenarmi " Si dai più forte, dai tu succhiami i capezzoli, tu strizzali bene, dai ragazzi fatemi godere..." E mi fecero godere e venire più e più volte, si alternarono in ogni mio buco in ogni mio anfratto e mi riempirono con le loro sbrode calde, il culo, la figa e la bocca e bevvi tutto avidamente. Poi soddisfatti se ne andarono tutti uno a uno.
Mi alzai dal tavolo e mi portai verso Andrea dicendogli "Hai visto amore mio che hai fatto? Tu e ituoi amici, le tue partite e il tuo alcol. Ora ti bevi tutta la sbroda che i tuoi amici mi hanno lasciata dentro, e bevila tutta che sono piena."
Lui ubidì e mi leccò tutta ripulendomi di ogni songola goccia fosse sul mio corpo.
Poi andammo a dormire entrabi pieni dello sperma dei nostri amici.
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