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La notte più lunga
Ciao a tutti, mi chiamo Tommaso e ho 23 anni. Vi voglio raccontare di quanto ho già accennato nel titolo, di quella notte dopo la quale la mia vita non è stata e non sarà mai più la stessa! Sappiate dunque che la mia ragazza, una stupenda morettina di nome Claudia, condivide la mia passione! Di cosa si tratta lo scoprirete se avrete la pazienza di leggere fino in fondo! ;-D Ci eravamo conosciuti da poco, non più di tre mesi, e avevamo già fatto l’amore una volta, io sopra e lei sotto, non senza baci e carezze varie, ma ancora senza perversioni particolari. Del resto lo dice anche il proverbio: la SECONDA volta non si scorda mai! Mai proverbio fu più azzeccato! Dunque, quella sera io e Claudia ci eravamo dati appuntamento ad un ristorante. Lei era vestita tutta di nero, con una minigonna vertiginosa, un collant mozzafiato e due scarpe col tacco alto che lasciavano scoperte le dita dei piedi. Avevamo in programma una cenetta intima, una conseguente serata al cinema e poi un’altra notte d’amore. Tuttavia quello che avvenne al cinema trasformò la serata in una notte di SESSO SFRENATO! Era una fredda serata d’inverno e avevamo entrambi bevuto diversi bicchieri di troppo, così una volta arrivati al cinema dissi: “Amore, scusami ma devo andare in bagno ad ogni costo! Anzi, faresti bene ad andarci anche tu, prima che inizi il film!” Lei rispose: “Non ti preoccupare per me, tesoro, ho una vescica di ferro!”. La provocazione era evidente, ma io me ne fregai, andai in bagno e feci quello che dovevo fare. Una volta uscito, pensavo che sarebbe finita lì. Invece lei rincarò la dose: “Il mio povero amore ha la vescichina debole!” A quel punto la cosa divenne una sorta di sfida e risposi: “Vorresti forse dirmi che saresti capace di resistere fino alla fine del film?” Lei, forse imbaldanzita dal troppo vino bevuto replicò: “Altro che fine del film! Almeno fino a casa! Sono pronta a scommetterci!” “D’accordo!” dissi io “ma se perdi la scommessa mi permetterai di mettertelo nel culo!”. Era una cosa questa che lei non aveva mai provato perché la cosa la spaventava, ma disse ugualmente: “Accetto!” e ci stringemmo vigorosamente la mano per sigillare il patto. Ci dirigemmo in sala e trovammo posto nelle ultime file, quasi deserte. Di lì a poco il film incominciò. Ma sapete cosa? Non mi importava più niente del film! Avevo gli occhi fissi sulle splendide gambe di Claudia, perfettamente parallele e disposte comodamente sulla poltroncina. Da tale postura dedussi che non era minimamente in crisi e disperavo che sarebbe successo qualcosa, ma continuai ad aspettare. La mia pazienza alla fine fu premiata: dopo venti minuti dall’inizio del film lei cominciò a toccarsi la passerina. “Ci siamo!” pensai io “le scappa la pipì!” “Tutto bene, amore?” le domandai, fingendo indifferenza “Certo!” rispose lei, con lo stesso tono. Una ventina di minuti dopo, le sue gambe si strinsero l’una all’altra freneticamente, mentre lei cominciava ad ansimare. “Amore, sei proprio sicura di star bene?” insistetti io, non senza stavolta un sorrisetto compiaciuto agli angoli della bocca “Certo tesoro, non ti preoccupare!” “Eppure ti vedo agitata” insinuai maliziosamente “Il film è così avvincente!” cercò malamente di giustificarsi lei, ma un’ombra di preoccupazione le dipinse il volto prima che potesse nasconderla. Il film sarebbe durato a lungo, almeno un paio d’ore e lei stava già cominciando a dare i primi segni di cedimento. Col passare del tempo la sua disperazione cresceva, al pari passo con la mia soddisfazione, mentre già pregustavo il dolce sapore della vittoria dell’insolita scommessa. Verso la metà del film le sue gambe, da unite che erano si incrociarono mentre lei cominciò a soffiare, quasi a volersi riscaldare dal freddo che c’era in sala, infatti fu proprio questa la scusa che utilizzò come pretesto per la sua agitazione. Il primo tempo finì e tutti si alzarono, ma lei non osava muoversi dalla sedia per andare in bagno, sebbene ne avesse tutte le intenzioni. Non voleva dare segni di cedimento, ma io sapevo che era sul punto di perdere il controllo. La invitai ad uscire fuori per fumare una sigaretta e lei accettò. Il suo passo era molto più lento rispetto al solito, e mentre fumava inspirava profondamente, sperando di distogliere l’attenzione dal bisognino impellente che la invadeva ogni minuto che passava. Allora sadicamente le offrii un sorso d’acqua della mia bottiglietta per vedere come avrebbe reagito. Lei era disperata, non voleva accrescere le sue sofferenze, ma anche stavolta fece buon viso a cattivo gioco e ingoiò un sorso d’acqua come se fosse stato veleno. Nel frattempo stava per cominciare il secondo tempo, e la sua vescica, ormai piena fino all’orlo, le rallentò ancora di più il passo mentre rientravamo in sala. Il secondo tempo incominciò, e le sue gambe cominciarono a tremare, mentre lei si contorceva sulla poltroncina. “Devi andare in bagno, tesoro?” insinuai io, vedendola ormai prossima a cedere. Ormai la sua agitazione era troppo evidente perché potesse ancora nasconderla, perciò rispose “Un pochino, ma posso ancora farcela!” “Ci siamo!” dissi a me stesso “sta per farsela addosso!” Nella mezz’ora che segui lei continuò ad incrociare le gambe prima in un verso, poi nell’altro, sempre più in fretta, e cominciò a doversi reggere la fica ogni minuto o due, segno che l’inevitabile stava per accadere. Il bagno era lì, a pochi passi da lei, ma non osava andarci, per non perdere la scommessa che si era lasciata sfuggire dalle labbra, tuttavia di lì a poco avrebbe potuto scapparle qualcos’altro, e dalle GRANDI labbra! ;-D Verso la metà del secondo tempo, lei mi sussurrò: “Amore, mi faresti passare, per favore?” “Dove vuoi andare?” le chiesi, già intuendo la risposta “Vorrei prendere una boccata d’aria, se non ti dispiace!” mi disse in tono supplichevole con occhi da cerbiatta “E’ da maleducati alzarsi così a metà del film!” risposi, sogghignando sardonicamente “Tanto fra mezz’ora usciamo!” “Lo so, ma mi sento soffocare!” “Ti accompagno” “Grazie, amore, ma preferirei andare da sola, se non ti dispiace!” Stava cercando di barare! Doveva essere davvero disperata! “Credo che tu mi stia nascondendo qualcosa!” insistetti maliziosamente “Ti conosco troppo bene, amore, c’è qualcosa che ti affligge, perché non mi dici che cos’è?” “Devo andare in bagno!” “Perché?” “Ho le mani così sudate, devo lavarmele” “Te le puoi lavare a casa, tesoro, che fretta c’è? Non è mica così urgente!” “D’accordo amore, hai vinto! MI SCAPPA LA PIPI!” finalmente ammise, quasi urlando dalla disperazione. Diverse persone si girarono guardandoci male, al che lei cercò di farsi piccola piccola. “Allora ti arrendi? Ho vinto la scommessa? “SI! SI! HAI VINTO! ORA FAMMI ANDARE PER FAVORE, NON CE LA FACCIO PIU!” Si alzò di scatto per andare in bagno, ma io la risbattei a sedere e cominciai a farle il solletico premendo la mano contro la sua vescica ormai allo stremo. Fu la goccia che fece traboccare il vaso! La pipì così a lungo trattenuta cominciò a scendere copiosa e abbondante dalle sue gambe, formando un ampia pozza ai suoi piedi che si allargava sempre di più bagnandole la minigonna, le mutandine, il collant, e anche le scarpe coi tacchi, piedi compresi. La vescica di Claudia sembrò impiegare anni per svuotarsi completamente. Quando ebbe finito si guardò intorno, piena di vergogna e di paura di essere stata vista, infatti qualcuno cominciò a guardarla male. Quando il film giunse alla sua conclusione, lei in tutta fretta si rimise il cappotto per nascondere la chiazza in bella vista sulla sua minigonna, ma non poteva fare niente per nascondere la pozza ai suoi piedi, né soprattutto la chiazza scura lungo le sue gambe mozzafiato ricoperte dal collant. Il risultato fu che nel tratto che ci divideva dall’uscita la gente continuava a guardarci male e lei per tutta risposta cercò di andarsene il più presto possibile senza guardare nessuno in faccia. Nel viaggio di ritorno verso casa lei non disse una parola, ma una volta arrivati a casa si lasciò andare “Certo che sei stato proprio bastardo, però è stata un’esperienza indimenticabile! Non pensavo che farsela addosso in pubblico fosse così eccitante! Quella sensazione di bagnato con la paura che gli altri ti scoprano mi ha fatto avere un orgasmo! Anche tenerla non è stato male!” Incredibile ma vero, Claudia era la risposta reale alle mie fantasie erotiche più sfrenate! Per tutta la durata del film, vedendola contorcersi e infine farsela addosso, mi ero arrapato come un maiale, e adesso l’eccitazione avrebbe finalmente trovato il suo sfogo! “Ah, ti è piaciuto, eh? Sei stata davvero cattiva, Claudia, e adesso ti devo punire! GIRATI!” E lei lo fece. Mi slacciai i pantaloni e iniziai a pisciarle addosso, dirigendo il caldo getto di pipì fra le sue gambe, ancora fradice. Lei iniziò a gemere di piacere, e io continuai finchè non ebbi finito. A quel punto le sfilai la minigonna praticamente di forza, e iniziai a leccarle le mutandine nere, completamente inzuppate della pipì di entrambi. Lei cominciò a gemere più forte, allora io incoraggiato le tirai giù le mutandine e iniziai a leccarle la fica. Il gemito diventò un urlo irrefrenabile, mentre il suo corpo si contorceva, in preda al piacere. Alla fine venne, inondandomi la faccia di umori! A quel punto ero troppo arrapato, cominciai a leccarle i piedi, poi le tette, capezzoli compresi, i quali ormai erano turgidi. E finalmente la girai di schiena, tirai fuori l’uccello, ed iniziai a penetrarla da dietro. Essendo la sua prima esperienza di questo tipo, all’inizio cacciò un urletto di dolore, ma gradualmente il dolore si trasformò in piacere, e poi in godimento allo stato puro! “Non fermarti, amore, ti prego, non fermarti, sto godendo come una maiala, sono una porta aperta, sfondami! Sono stata cattiva, me lo merito, puniscimi! AH! Continua, ti prego, non smettere!” urlava lei, in preda al piacere, mentre le lacrime le scorrevano lungo le guance, tanto era forte l’emozione che stava provando in quel momento. Venne una seconda volta, poi una terza. Io ormai ero completamente arrapato e continuai a penetrarla, cominciando nel contempo a leccarle il collo e la schiena “Oddio no, oddio no, mi vuoi far morire, non resisto più, sto venendo, sto venendo; SI!” continuò lei, mentre le sue mani afferravano le lenzuola, tanto era il piacere che le stava percorrendo tutto il corpo “Sono una ragazza cattiva, lo so, devo essere punita, guarda cosa ho fatto, sono tutta bagnata!” A quelle parole non resistetti più, e venni come un fiume in piena. Cinque schizzi di sperma lunghi un chilometro zampillarono dal mio pene dentro il suo bel culetto, mentre lei continuava ad urlare in preda al piacere. Alla fine, stremati, ci addormentammo l’una nelle braccia dell’altro. Prima di sprofondare nel sonno, per curiosità, detti un’occhiata all’orologio. Erano le tre e quaranta. “Wow!” dissi in cuor mio. Infatti eravamo tornati a casa intorno a mezzanotte, e avevamo cominciato a scopare da allora, senza contare poi la splendida serata passata insieme fin dalla cena, avvenuta intorno alle otto e trenta. Senza dubbio, fino a quel momento, quella era stata la notte più bella della mia vita, e anche la più lunga!

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