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La mia vicina è una gran porc
Io abito in campagna, in un villino. Sono sempre stato un amante delle donne ma soprattutto del sesso. Mi considero un gran porco perché amo fare tutto ciò che è proibito, forte, trasgressivo. Da tempo ho una tresca con la mia bella vicina, donna altrettanto (o forse anche di più) porca di me. Siamo entrambi sposati in particolare lei con un cornuto che a letto non riesce a farle nemmeno il solletico. Ogni volta che siamo entrambi soli programmiamo gran scopate, a volte solo di pochi minuti. L’ultima volta abbiamo battuto noi stessi. Era da tempo che ci eravamo confessati la fantasia di farlo fuori, all’aria aperta, in modo un po’ trasgressivo. Così quella mattina, non appena soli, sono andato da lei. Ci siamo messi fuori, sul terreno in un punto dove era impossibile vederci da fuori. Lei oltre che porca all’ennesima potenza ha un carattere forte e dominante. Mi ha fatto spogliare e mettere in ginocchio ai suoi piedi, mentre lei è rimasta vestita in pantaloncini e reggiseno; quindi mi ha fatto spalancare le gambe per lasciare in bella mostra il mio cazzo e mi ha intimato di leccarle i piedi se no non me l’avrebbe data. Invito a nozze per me. Le ho preso in bocca il piede sinistro mentre con la lingua le giravo intorno alle splendida dita profumate e un po’ sudate, visto che eravamo a luglio. Ho fatto lo stesso con il piede destro mentre il cazzo mi tirava e pulsava da matti. A questo punto lei si sfilò i pantaloncini e, lasciandomi davanti a lei in ginocchio, mi ordinò di uscire la lingua avvicinando la sua fica alla bocca mia iniziando a pisciare lentamente; la sua pipì mi scorreva sulla lingua e poi giù su tutto il dorso fino sul cazzo mentre con la lingua le leccavo anche il clito. Finito mi massaggiò il dappertutto per bagnarmi della sua dolce pipì soprattutto sui capezzoli quindi mi prese in bocca il cazzo ancora ben bagnato per farmi un lento pompino. Dopo qualche minuto iniziammo a chiavare sul terreno, nudi, senza nemmeno un lenzuolo completamente bagnati del suo piscio. Lei ebbe un forte orgasmo ma non concedette a me di venire. A quel punto avrei voluto ficcarglielo dentro il suo superbo buco di culo, cosa che facevamo sempre da anni ma lei non volle dicendomi che dovevo guardarla mentre faceva una cosa e che solo dopo, se ancora avessi voluto, avrei potuto incularla. Si mise davanti a me di schiena, si accovacciò a terra e si fece vedere mentre cacava uno stronzetto, quindi mi gridò se mi era piaciuto vederla e se la volevo ancora prendere di dietro io per tutta risposta la misi di forza alla pecorina e glielo infilai nel buco di culo nel quale il mio cazzo scivolò come una lama calda nel burro sia per i suoi abbondanti umori anali sia per l’aiuto della cacca appena fatta. La possedei facendola gridare e venire in un pazzesco orgasmo anale quindi le sborrai di dentro uno schizzo di lava rovente e lei, appena accortasene, si sfilò il cazzo dal culo per prenderlo in bocca e pulirmelo con la sua lingua. Lo so, sono un porcone!

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