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La mia prima volta
Scritta da: Ziopoz (3)

Questo è il primo racconto di una serie di racconti, o almeno è ciò che si spera. Sono un ragazzo di ventidue anni e ho scoperto di avere un certo tatto in ambito erotico quando finalmente dopo un’intera vita vissuta da solo ho vissuto un rapporto completo con una ragazza che realmente ho amato. E’ di questo che vi voglio parlare. Spesso le storie che si trovano su questo sito lasciano adito soltanto ad una passione sfrenata, un momento che viene consumato, gettato su inchiostro digitale e poi messo in un album di esperienze da ricordare, mentre si è già proiettati verso la prossima avventura. Non so se dividere il piacere fisico da quello emotivo da più soddisfazione piuttosto che vedersi soltanto come “dei mezzi per raggiungere il piacere” ma suppongo che ho un’intera vita per scoprirlo. Intanto non vi faccio aspettare oltre e vi delizio con questo frammento del mio vissuto. Per un anno mi sono frequentato con questa ragazza, Maria era il suo nome, e le cose tra noi andavano molto bene anche prima di fare per la prima volta l’amore. Tra noi c’era un’intesa sia fisica che intellettuale ma avevamo troppa vergogna di affrontare la nostra intesa sessuale. Repressi dai nostri istinti abbiamo aspettato quasi 8 mesi prima di concederci totalmente nel corpo e nell’anima. Fino a quel momento abbiamo sempre proceduto per piccoli passi: ricordo ancora il primo bacio che ci siamo dati, di come le nostre lingue si attorcigliavano, il sapore della nostra saliva che ormai era diventata un miscuglio omogeneo. I baci sulla bocca divennero baci sul collo (dietro la nuca la facevano impazzire… visualizzo ancora il movimento dei suoi capelli corvini roteare dal piacere) e più passava il tempo e più giù scendevano. Nonostante non avesse delle grandi tette, una seconda appena, compensava bene con il suo sedere bello sodo. C’avrei affogato la faccia ogni minuto e secondo insieme. Iniziamo a masturbarci da soli l’uno davanti all’altro, nella macchina in posti sperduti nella campagna, con la paura che qualche zotico con la scoppetta o con il forcone ci aprisse più buchi di quanti ne avevamo. Risultò tutto molto eccitante e quando questo iniziò a non bastarci iniziammo a toccarci a vicenda e fu subito tutt’altra musica. Riuscivamo a godere di più entrambi ma si trattava ancora di un semplice gioco da ragazzini. Le cose iniziarono a farsi più serie quando provammo il petting. I recettori del mio sesso impazzivano quando si trovavano in prossimità del suo. Senza preservativo però mi fu permesso soltanto di bussare ma mai di entrare. Al culmine di queste esperienze, coltivate le nostre passioni rispettando tutti i passaggi intermedi ci mancava soltanto una cosa da sperimentare. Eravamo a casa sua e sinceramente non c’eravamo visti principalmente per quello però sapete, una parola stuzzicante tira l’altra e finimmo entrambi nudi nel letto dei suoi genitori. Per fortuna avevamo il via libera visto che non c’era nessuno a parte noi. L’unica cosa è che non sapevamo quando potessero tornare. Fummo di tacito accordo sul fare quel passo avanti che tanto avevamo aspettato. La timidezza iniziale di lei mi disarmò inizialmente ma dopo dei preliminari fatti bene iniziò a sciogliersi come ghiaccio al sole, i suoi occhi si infuocarono di passione insieme ai miei e fummo così travolti da iniziare senza protezioni, un rischio che avrei corso volentieri ma di cui oggi avrei qualche dubbio. Il nostro autocontrollo andò letteralmente a puttane. Scopammo selvaggiamente come due conigli in calore. Lei era così tanto affamata di cazzo che continuava a ripetermi di aprirla in due e più me lo ripeteva e più andavo forte. La missionaria diventò subito una pecorina e tanto fu l’ardore dei nostri corpi che dovette mantenersi stretta alla spalliera del letto, nonostante le venissero meno le forze insieme allo scorrere dei suoi umori. Si contraeva di spasmi accompagnati da gemiti e sospiri. Il letto non ci bastò più. Rotolammo giù e demmo una bella spolverata al tappeto persiano. Lasciammo qualche macchia di cui i genitori non si accorsero mai: era il nostro segreto. Continuai a sbatterla nello spigolo del muro. Lo spazio ristretto la faceva gemere ancor di più. Tutto il suo lato A era tutt’uno con le pareti e il mio bacino continuava a muoversi da solo. Lei non riusciva più a contenersi e venne copiosamente. Nell’impeto di soddisfazione e nell’immensa goduria di quel momento, venni anche io insieme a lei, forse la sborrata più lunga che abbia mai avuto. Mi svuotai completamente tutto in una volta sola. Pulimmo alla buona, ci facemmo una doccia insieme e nonostante stessimo per fare il secondo round dovemmo rimandare quel dolce momento ad altra data. Ci andò bene. Dopo asciugati e vestiti la salutai con un bacio. Qualche decina di minuti più tardi i suoi genitori tornarono. Porto ancora con me questo dolce ricordo di lei e se ci ripenso mi sale ancora la giusta dose di testosterone.

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