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| La mia condomina |
Ciao, ho 28 anni e la storia che vi sto raccontando mi è successa proprio questa mattina.
Ieri verso sera dopo il lavoro come ogni giorno sono rientrato a casa. Abito in condominio. Ho preso l’ascensore con la signora del piano di sopra (una bella signora di 35 anni che vive con 2 figli e il marito, e che dimostra al più 30 anni). Io vado al terzo, lei al quarto.
La fortuna ha voluto che l’ascensore si chiudesse, ma non partisse. Eravamo a piano terra. Lei mi è sembrata subito terrorizzata, stava quasi per piangere. Dopo pochi secondi si è spenta la luce e lei ancora più impaurita mi ha abbracciato. Ha delle belle tette, penso una quarta e le schiacciava con forza su di me. Il mio uccello iniziava a farsi duro ed un po’ eccitato ho iniziato a palparla sul culo. Lei ha fatto finta di nulla ed io le ho pizzicato con forza il capezzolo della sua tetta destra. Lei era ancora con le braccia al mio collo come se non si accorgesse di nulla. L’ho baciata, poi preso da un po’ di timore le ho detto: “vediamo di uscire da qui” e con una lieve forza ho fatto in modo di riaprire l’ascensore. Mi ha salutato ringraziandomi ed è salita a piedi.
Appena rientrato in casa io mi sono fatta subito una mega sega, e per tutta la notte ho pensato alle sue soffici tette con quel capezzolo duro che mi tirava tanto.
Questa mattina alle 8,30 suona il campanello. Mi sono subito spaventato, ho pensato l’avesse detto al marito. Era lei. Mi fa: “Ho accompagnato i bambini a scuola, me lo fai un caffè?” . Avevo un paio di boxer grigi ed ero a torso nudo. L’ho fatta entrare, ma ho da subito faticato a nascondere il mio cazzo che s’induriva. Aveva un paio di jeans ed una maglietta bianca aderente che lasciava vedere la forma dei suoi capezzoli.
Sono andato in cucina per fare il caffè come mi aveva chiesto, ma in realtà volevo pensare a che fare. Me la sono subito trovata dietro. Ci siamo subito baciati, lì in piedi. Mi ha afferrato il cazzo che ormai usciva fuori dai boxer ed intanto mi baciava con grande passione.
Le ho tolto subito la maglietta; avevo una voglia enorme di leccarle i capezzoli. Delle tette bellissime, grosse e abbastanza sode, con dei capezzoloni che diventavano sempre più evidenti e duri. Mentre mi massaggiava il cazzo ho aperto il frigo lì di fianco e ho preso un cubetto di ghiaccio. L’ho portata sul divano, le ho tolti i jeans, io non avevo più nulla, ed ho iniziato ad infilarle un dito nella figa ed a raffreddarle le tette col ghiaccio.
Poi ha preso a farmi un pompino, io ero in piedi, lei seduta sul divano. Mi leccava il cazzo in una maniera indescrivibile, lo leccava e lo succhiava mentre io le tenevo con una mano la testa e con l’altra le stringevo forte una tetta. Per quanto la stringevo stava per esplodere, poi le mi ha dato uno schiaffo sul culo ed io sempre più arrapato le ho tolto il cazzo dalla bocca e le ho schiaffeggiato una tetta. Si vedeva il segno rosso delle mie dita. Poi io mi sono seduto sul divano e lei di sopra col mio cazzo ormai giunto alla sua massima dimensione (circa 21 cm) tutto dentro la sua figa. Avevo le sue tette di fronte e la voglia di strapazzarle era tanta. Le ho tirato altri due forti schiaffoni sulle tette e lei godendo mi dice “fammi quello che vuoi, sono la tua troia per questa mattina”. Così le ho preso i suoi due capezzoli ed ho iniziato a spremerli forte più che potevo. Lei godeva e mi saltava addosso dicendo che le piaceva il mio cazzo e che non aveva mai goduto così.
Volevo venirle in faccia così ci siamo di nuovo scambiati, io in piedi e lei seduta a succhiarmi di nuovo il cazzo. La sua figa mi aveva bagnato tutto il divano. Le sue tette erano ormai arrossate e pure lei ogni tanto se le schiaffeggiava da sola; ad ogni suo schiaffetto sulle tette seguiva un mio schiaffone che la faceva ansimare.
Con una mano continuavo a spremerle il capezzolo della tetta sinistra che ormai era diventato lungo quasi 2 centimetri, con l’altra le spingevo la testa per farle ingoiare tutto il mio cazzone.
Le ho sburrato prima in gola, poi appena l’ho tirato fuori un forte schizzo le ha bagnato la faccia e i capelli. Mi ha stretto forte il cazzo tra le sue due tette facendomi godere per altri minuti. Si è bevuto tutto lo sperma e mi ha ripulito per bene tutto il cazzo leccandolo fin sotto le palle. Anche io mi sono chinato a leccarle l’umore abbondante che usciva dalla sua figa fino a quando non mi ha chiesto se avessi ancora voglia. “ovvio che si” le ho detto e lei mi ha chiesto se avevo voglia di infilargli il cazzo nel culo. Non lo avevo mai fatto, ma non ho esitato. Ho faticato molto. Lei era sul poggia braccio del divano ed io le tenevo su le gambe per metterle il culo in posizione. Ho usato la saliva e l’umore della sua figa per inumidirle il buco del culo prima di assestarle un colpo deciso che l’ha fatta urlare. Non so se di dolore o di piacere. Il suo culo opponeva resistenza e mi stringeva fortissimo il cazzo, ma botta dopo botta iniziava a cedere fino a quando non le ho nuovamente sburrato dentro.
Ci siamo stesi sul divano a riposare, eravamo esausti, ma io non ho rinunciato a succhiarle ancora i capezzoloni. Dopo un’oretta si è rivestita, ha dato un bacetto al mio cazzo che era ormai di 6 cm ed è andata via. Spero che domani suoni di nuovo.
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