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La banca
Questa è un’ altra storia vera, realmente accadutami, sembra che quando racconto di me, il tutto sia più fluido e apprezzato. Modifico logicamente nomi e luoghi.
Gennaio 2007, di ritorno dalle vacanze natalizie mi reco ad una delle due banche con cui ho rapporti personali e di lavoro. Da circa 20 anni, con un socio, ho una piccola aziendina nel settore informatico. Siamo in 14 e lavoriamo per grossi gruppi industriali
Quella mattina noto che allo sportello c è una nuova responsabile.
Una ragazza che si presenterà poi come Roberta al terzo giorno di lavoro. Contatto part-time di due anni con la speranza di una conversione a tempo indeterminato.
25 anni, molto carina, viso aperto e simpatico, capelli castani, occhi marroni dallo sguardo vivo e ad impreziosire il tutto, due labbra rosso vermiglio naturale e molto carnose.
Ben proporzionata di fisico, 1.60, terza abbondante di seno e gambe snelle.
Nasce immediata una simpatia reciproca dovuta forse a due caratteri ugualmenti aperti ed espansivi.
Una mattina sto per entrare nella filiale nello stesso istante in cui esce lei per recarsi al bar adiacente.
Colgo l occasione per offrirle un caffè e chiacchieriamo piacevolmente
Vengo a sapere che è fidanzata da 5 anni e che nel 2009 convolerà a giuste nozze; mi dice poi che cercheranno un figlio e alla mia domanda se le piacciono le famiglie numerose risponde
“Vengo da una grande famiglia, sono la terza di quattro figli ma per la mia penso che un figlio sarà sufficiente. Sa, non voglio una famiglia numerosa che poi avremmo difficoltà a far crescere. Vede, il mio fidanzato è un caro ragazzo, ma non ha la minima ambizione professionale. Quindi il nostro futuro sarà sempre quello di due buoni stipendi e nulla più”
Ne parla con un filo di rammarico ed intuisco che questo aspetto la intristisca.
Dopo altri caffè che cementano una simpatia per entrambi evidente, una mattina allo sportello la trovo mogia e rabbuiata
Terminate le mie operazioni le chiedo se qualcosa non va
Lei mi ringrazia per l interessamento e mi racconta che lei e il suo fidanzato hanno passato tutto il weekend a litigare. Succede ogni tanto, ma sempre ne rimane colpita.
Mentre parla leggo sul vetro una comunicazione che informa il pubblico della festa patronale di quel giorno e del ridotto orario della banca
“vedo che alle 11:30 oggi smontate, non la prenda come un’avance, ma mi piacerebbe invitarla a pranzo. Tutto sommato sono al di fuori dei suoi affetti, potrebbe sfogarsi e ricevere consigli imparziali.”
Per la prima volta quel giorno, un sorriso, anche un filo malizioso, compare sul suo bel volto
“la ringrazio, è davvero gentile, mi piacerebbe, ma credo lei sia un uomo un poco pericoloso”
“pericoloso io? Le assicuro che mi comporterò da galantuomo”
“oh non ne dubito, non temo lei, temo me stessa, comunque accetto volentieri”.
La porto in un ristorante molto intimo, anche per via del menu’, dove optiamo entrambi per una quiche spinaci, uova, pancetta ridotta al gorgonzola e una tagliata di manzo con olio toscano leggermente piccante. Innaffia il tutto un Lugana davvero gradevole. Ci vorrebbe un rosso, ma Roberta beve solo bianco. Un passito di Pantelleria e il caffè incorniciano due ore davvero piacevoli.
Roberta all inizio si è sfogata per alcuni minuti, poi di colpo ha voluto sapere tutto di me.
L attività, i miei hobbies, i miei gusti.
Si intuisce che non le dispiaccio. In alcuni momenti passa la sua mano sulla mia ed è sempre molto sorridente. I discorsi diventano sempre più intimi e proprio non si avverte la differenza d’età. Lei è di sicuro più matura dei suoi 25anni, io credo di essere davvero più giovanile e dinamico in aspetto e carattere dei miei 46. Mentre mangia la tagliata, le tocco volutamente il piede. Niente a che vedere con i classici piedini da commedia all italiana, solo un contatto prolungato. Noto che smette per un attimo di masticare, poi riprende e non sposta la sua gamba. Sarò io a farlo qualche istante dopo.
Dopo aver pagato mi guarda un poco triste e mi chiede
“adesso lei dovrà tornare al suo lavoro” Pur chiamandomi più volte per nome non riesce a darmi del tu anche se glielo chiesto più volte.
“in effetti dovrei, ma anche tu avrai mille impegni”
“per la verità non oggi, di solito il pomeriggio esco con mia mamma, l aiuto in mille piccole commissioni, ma oggi visto che era la festa patronale le ho detto che volevo andare a vedere il mercatino della fiera e quindi sono libera”
“allora cambia tutto, devi sapere che ho un piccolo bilocale da me totalmente arredato, mi farebbe piacere offrirti qualcosa per chiudere questa bellissima giornata”
Mi guarda seria, non riesce a trattenere una leggera increspatura delle labbra, sembra rifletterci sopra poi mi prende la mano “andiamo, a patto che continui ad essere il galantuomo che è stato finora”
Incrocio le dita baciandole e usciamo. Prendiamo la mia auto e per salire sul mio clk la gonna tubino elegante che indossava si accorcia di parecchio. Non ci fa minimamente caso ed un paio di volte il mio sguardo non può fare a meno di cadere su quelle belle gambe esposte. Se se ne accorge, finge di non darlo a vedere.
Arriviamo al mio localino, un sottotetto elegante formato da un salottino con mobile bar, hi-fi e tv e una stanza da letto. E’ un locale che si scalda subito e fa molto caldo Si toglie il cappotto e poco dopo la giacchetta guardandosi intorno incuriosita.
Mi fa i complimenti per come è arredato “ma è bellissimo, un gioiellino”
Le offro un limoncello ghiacciato facendola accomodare sul divano mentre io mi siedo su una delle due poltrone. Accavalla le gambe, e sia per la gonna a tubo sia per il design del divano, la porzione esposta è notevole, Questa volta non faccio nulla per nasconderle la mia ammirazione
“Roberta sei una ragazza in gamba, molto professionale, sveglia e se mi posso permettere davvero splendida, e che sa di esserlo”
“davvero pensa di me questo? E cosa pensa ancora di me” Nel parlare muove avanti indietro il piede accavallato
“credo che tu abbia la bocca più sensuale che io abbia mai visto”
“mmmh come è galante, detto da un uomo affascinante il suo giudizio mi lusinga”
Appoggio il bicchiere sul tavolino, mi alzo e vado dietro al divano
“penso inoltre che tu sia eccitata dalla situazione” nel pronunciare quelle parole le massaggio la schiena, lentamente “che tu abbia una voglia incredibile”
Le sfugge un mugolio “mmmm, non faccia cosi, mi aveva promesso di fare il bravo”
Porto le labbra al suo collo e dopo aver scostato il colletto della camicetta la bacio con dolcezza e passione facendole sentire più volte la lingua
“la prego, sono fidanzata, mmmm”
Lo dice in un modo che tradisce voglia e desiderio
Con le mani vado ai bottoni della camicetta e li slaccio lentamente uno alla volta per farle prendere coscienza di quello che sto facendo
Dopo i primi 3 o 4, scosto i lembi della camicetta e vado alle coppe del reggiseno palpandole con forza giocando con i capezzoli che sento attraverso il tessuto
“nooo, lì no, lì non… res.. resisto”
Continuo senza proferire parola, bocca e mani avide e continue. Mordicchio i lobi delle orecchie e con le mani le tiro fuori le tette adagiandoli sul reggiseno.
“Se vuoi che smetta devi solo chiedermelo troietta”
“mmmmh, siii, nooo”
Muove la testa eccitata e la reclina all indietro con un lungo mugolio
Nel fare questo viene a contatto con il mio bacino e trova il mio cazzo duro che sente all interno dei pantaloni in tasmania
“mmmm che duro, sei eccitato, per me”
Con le mani scendo a slacciare i due ultimi bottoni, arrivo alla cintura della gonna e mentre le strofino volutamente il cazzo sulla sua nuca, la slaccio
Infilo una mano e vado diritto al perizoma mentre con l altra continuo a martoriare i suoi capezzoli
“mmmm che bello, mi fai morire, ti eccita farti una ragazzina eh”
“non vedo l ora di aprirti in due puttanella ma prima…”
Le giro il volto e la bacio. Un bacio lungo, intenso, passionale. Due lingue che si intracciano mentre la mia mano, scostato il perizoma, infirla una e poi due dita in una fighetta già madida di umori.
“mmmmmh” il suo mugolio mentre mi bacia sa di voglia, di voglia di cazzo
La penetro più volte, mentre le sue mani anche se in posizione scomoda vanno diritte alla lampo dei miei pantaloni.
“dammelo tesoro, lo voglio”
“come vuoi troietta, succhia allora”
Mi stacco da lei, me lo tiro fuori, e lei appoggiata sullo schienale del divano lo ingoia fino in fondo
Sembra che non veda un cazzo da mesi,me lo divora, lavora i testicoli, lo lecca, esce per poco per poi riassorbirlo subito. Intanto con le mani mi libera dei pantaloni che cadono ai miei piedi e mi pianta le sue unghie nelle mie coscie muscolose.
La vedo riflessa nello specchio dietro. L immagine è troppo eccitante, ha un culo fantastico, mi fa venire in pochi minuti
Le inondo la bocca e lei non fa nulla per staccarsi.
Tocca a me adesso, giro intorno al divano, le apro con forza le gambe, le scosto il perizoma e incomincio a leccare le sue labbra.
Mi tolgo la camicia, voglio che sia pelle contro pelle
“mmmmh amore, che bello, continua ti prego”
Le tiro le gambe all insù, è sempre più esposta, riesco ad andare sempre più in profondità
“mmmm aveva ragione la mia amica, daiiii”
Vorrei sapere in cosa ma sentirla eccitata, eccita anche me e continuo
Intanto sento che il mio cazzo sta tornando di marmo, adoro sentire eccitata la mia partner, dedicarle mille attenzioni, Il mio piacere deriva sempre da quello di lei
Non appena lo sento pronto, mi stacco, lo prendo in mano, lo punto verso le sue labbra ed in un colpo solo sono dentro
Mi metto le sue gambe sulle spalle e comincio a spingere. Con le mani libere vado ai fianchi per aumentare la forza dei colpi
“guarda come ti sto scopando, puttanella”
Lei reclina all indietro la testa, ma le prendo i capelli e li tiro verso di me
“ho detto guarda; guarda il mio cazzo come scorre”
Aumento il ritmo, alterno colpi secchi a penetrazioni lunghe. Muovo il bacino per farle sentire la penetrazione in più punti. Sento le sue unghi ovunque, è forsennata.
“sei proprio un porco, ahhh, mmmh, mmmmh, dio mio non resisto, vengoooo”
“vieni zoccola che poi non abbiamo ancora finito noi due”
Nel venire quasi insieme a lei mi stacco e ci avvinghiamo in un bacio dolce e passionale che testimonia il piacere vissuto. Andiamo solo allora in camera da letto.
Abbracciati con lei languida, le chiedo
“cosa intendevi prima riguardo la tua amica?”
“la mia miglore amica, mia coetanea, ha una relazione con un uomo di 15 anni più vecchia di lui e mi ha confessato che è tutta un’altra cosa quando lo fa con lui. Beh aveva davvero ragione”
La nostra storia è durata 8 mesi, poi Roberta ha dovuto pensare al suo matrimonio.
Ci vediamo ancora oggi in banca ed è rimasta una simpatia notevole.
Notorius47@yahoo.it
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