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La bambola
Scritta da: gi-max (1)

Sicuramente fu una fatalità, ma una di quelle che ti cambiano la vita. Appena lo vidi rimasi colpita
dal suo fascino, un uomo maturo, bello, bel fisico, deciso ma con un sorriso sincero.
Gli passai accanto e sentii come un tremito, ma….. io lo conosco!!
Non riuscivo a ricordarmi chi fosse o dove lo avessi già visto, e arrivai al lavoro un po' sconcertata.
Al momento non ci pensai più, ma proprio durante la pausa del caffe' mi si illumino' la mente:
sicuramente era Giorgio, molto cambiato ma sicuramente lui. Lo ricordai ai tempi dell'Università,
con quei bei capelli lunghi e la sua aria da bulletto, quando lo incontravo per le calli che portavano
all'Universita'.
Lo guardavo sempre con un po' di timore, era un amico di mio fratello, li vedevo cosi' grandi rispetto a me: d'altro canto io ero solo una ragazzina di 18 anni e loro ne avevano già dieci più di me… Mi piaceva da impazzire, ma era irraggiungibile!!
E adesso lo avevo rivisto. Mi sentii come stranita per il resto della giornata, e la sera, quando tornai a casa, una volta in vasca mi accorsi che mi stavo toccando li' pensando a lui.Dovevo fermarlo? E dove? Sarebbe mai ripassato dove l'avevo visto il giorno prima? E se non fosse piu' passato? Dio mio, che angoscia, quasi non dormii per tutta la notte, ma la mattina mi decisi: dovevo provare a rivederlo, a tutti i costi.

E cosi' mi ritrovai sulla stessa stradina del giorno prima, tutta agghindata, ad aspettare qualcuno che forse non sarebbe mai ripassato. Parcheggiai all'inizio della stradina ed aspettai. I minuti passavano, cinque, dieci, ma poi…. Lo rividi. Stesso passo deciso, stessa andatura, si, anche se molto cambiato era lui.
Non sapevo come fare per abbordarlo e allora la mia femminilità mi venne in aiuto. Quando era a pochi metri dalla mia macchina, facendo finta di cercare qualcosa nella borsetta, con l'altra mano gli aprii lo sportello della macchina davanti, facendolo fermare di colpo! Mi girai subito e dissi "mi dispiace, mi scusi, non l'avevo vista, le ho fatto male?" e scesi dalla vettura. Mi guardo' fisso negli occhi ed in quel momento anche lui sicuramente si accorse di conoscermi. Io feci lo sguardo corrucciato e poi dissi con la mia migliore faccia da culo "ma noi ci conosciamo? Ma tu non sei forse Giorgio?" E da li' partirono i soliti come sei cambiata/o, cosa ti è successo, cosa fai nella vita, dove abiti,…. Finimmo in un bar vicino a prendere un caffe' e parlammo per quasi un'ora. Fan culo il lavoro. Telefonai per dire che ero in ritardo, mentre lui mi disse che non aveva problemi. Mi sentivo cosi' eccitata.Passammo un'ora meravigliosa, la differenza di eta' che allora sembrava cosi' insormontabile adesso era scomparsa, e ricorrendo ai vecchi tempi ed al presente, i minuti volarono via. Non volevo che se ne andasse, ed anche se la fede che ambedue portavamo mi dava un po' di tranquillita', gli dissi che mi avrebbe fatto piacere rivederlo per rivangare meglio i nostri tempi. Pensavo che mi avrebbe scaricata subito, ma ora non ero più la ragazzina di allora, e la mia bellezza probabilmente gli fece un certo effetto in quanto mi diede il suo indirizzo e-mail a cui scrivergli (molto discreto).

Tornai al lavoro sconcertata, fino ad allora ero stata una moglie felice, fedele, non avevo mai fatto pensieri strani: riflettei a questa cosa per tutta la giornata ma solo durante la notte capii bene la cosa. Anch'io avevo come tutte noi dei desideri inconsci, ma non li avevo mai confessati a nessuno. Mi sarei vergognata a raccontarli a mio marito, e mai più li avrei confessati ad un amico. Mi ci sarebbe voluta un'altra persona, estranea ma non troppo, fidata, sicura, e che mi piacesse. E Giorgio era questo: estraneo ma non troppo (e poi non avrebbe più potuto vedere mio fratello che adesso lavorava all'estero), fidata in quanto sposato, imprenditore, sicuro, affidabile fin dal primo sguardo, e poi affascinante da morire. Non volevo pensarci, ma la natura e' piu' forte della ragione, ed il
giorno dopo mi ritrovai con il computer pronto ad inviare l'e-mail. Iniziai per gioco mandandogli una vecchia foto di mio fratello, e da li' comincio' un'amicizia via e-mail sempre piu' intima. Andammo avanti cosi' per circa un mese, quando un bel giorno, dopo esserci scambiati una serie di e-mail maliziose (anche se sempre molto discrete) mi chiese apertamente: "ma non venirmi a dire che tu non hai dei desideri nascosti che non hai il coraggio di confessare a nessuno". La frittata era fatta: lasciar cadere la cosa o prendere la palla al balzo? A quasi trent'anni non avevo realizzato il mio piccolo sogno perverso, e sicuramente non lo avrei mai fatto con mio marito. E allora decisi di fare il passo.

Nel successivo e-mail gielo confessai "il mio sogno e' quello di avere un uomo che mi tratti come una bambola di gomma, mi faccia tutte le cose che vuole fare, ed alle quali io non posso sollevare nessuna obiezione, un uomo che mi usi a suo uso e piacere". Gli e-mail che seguirono furono anche divertenti, e quando mi rispose cosa avrei voluto provare veramente mi vergognavo come una pazza. Ma ora o mai più, e mi confessai, sicura della sua discrezione e della sua intelligenza fino allora dimostrata. E gli scrissi "un uomo che mi prenda, mi usi come più gli pare, con freddezza, proprio come se fossi un oggetto. Mi penetri con gli oggetti che desidera, anche i piu' strani (e mentre lo scrivevo mi bagnavo gia' sotto pensando a quei vibratori enormi che vedevo in internet),
mi dilati la vagina fino all'inverosimile, mi scopi in tutti i buchi, mi venga in faccia e su tutto il corpo, mi leghi e mi offenda come una troia".

Ecco, nel momento in cui cliccai "invio" mi iniziarono a venire tutti i pensieri del mondo. Avrei voluto scomparire, non aver mai fatto nulla, ma poi pensai che se volevo potevo non vederlo piu', lui non conosceva mio marito, non sapeva dov'era la sede della mia ditta,… e questo tranquillizzo' leggermente la mia ansia. La sera a casa feci l'amore con mio marito, in modo veramente intenso, anche perche' mentre lo facevamo pensavo alle cose che avevo scritto. La mattina seguente in ufficio accesi il computer con timore: avrei trovato una qualche sua e-mail di risposta in cui mi prendeva per il culo o si era offeso, giudicandomi come una puttana e non mi aveva risposto?

Accesi il pc, aprii la posta elettronica e…. mi aveva risposto. Non avevo il coraggio di aprire l'e-mail ma poco dopo, la curiosità….
Non potevo credere ai miei occhi e quello che lessi era piu' o meno questo: "cara xxxxx, quello che hai scritto mi ha sconvolto, in quanto fino ad oggi sono sempre stato un uomo felice, fedele a mia moglie, arrivato nel lavoro, ma non mi ero mai accorto di poter avere anch'io dei desideri nascosti
simili ai tuoi." In parole povere quello che avrei voluto provare io era quello che avrebbe voluto fare lui ad una donna! Concluse il suo e-mail con una frase incredibile: "e tu credi che sia giusto non realizzare dei desideri cosi'?".

Andai in bagno, non ci stavo piu' nell'eccitazione, mi masturbai piu' volte, ma non ero soddisfatta. A questo punto avevo quello che volevo: dovevo solo comandare il gioco.
E cosi' lo portai a me. Il giorno dopo gli scrissi piu' o meno cosi': "no, non è giusto non soddisfare certe voglie, e non credo che il nostro incontro sia stato solo dettato dal destino.
I nostri rapporti sono ideali: tu sei un bell'uomo, io una bella donna, tu sei sposato e cosi' lo sono anch'io, non vogliamo coinvolgimenti sentimentali, ma solo la certezza che l'altra persona sia fidata. Quindi mettiamoci solo d'accordo su come e quanto". Non ci pensai un secondo ed inoltrai subito l'e-mail, senza rileggerlo, perche' se lo avessi fatto probabilmente non lo avrei mai spedito.

La sua risposta non arrivo' il giorno dopo, ma solo dopo poche ore. Diceva: "ok, la penso come te.
A me va' bene il sabato mattina. Andiamo nel mio ufficio. Tu porta la bambola, io penso a tutto il
resto. Fammi sapere quale sabato ti va' bene".

Ero eccitatissima, al lavoro sbagliavo tutto, ma ero terribilmente ansiosa. La sera a casa dissi a mio marito che sabato mattina andavo a vedere di una nuova palestra, e poi sarei passata a comperarmi qualcosa da vestire.
Lui non disse nulla, tanto il sabato mattina non si faceva mai nulla di particolare. E cosi' comunicai a Giorgio la data. Lui rispose solamente "le bambole si vestono come le Barbie: stivali alti, calze autoreggenti, gonne corte, magliettine aderenti. Hanno i capelli sciolti, sono truccatissime e bellissime". Ti passo a prendere nel parcheggio XXXXX, io saro' li' alle 9,30,
arrivo con una macchina XXXX". Non ci scrivemmo piu'.
I giorni passarono in un battibaleno ed il sabato mattina misi le cose da vestirmi in una borsa ed uscii da casa per tempo. Mi cambiai e mi truccai in auto, e poi mi recai all'appuntamento. Lui era già li'. Scesi dalla macchina con il cuore a mille, e montai sulla sua vettura. Lui era raggiante, e quando mi vide resto' a bocca aperta. Sicuramente facevo la mia figura: bella lo sono sempre stata, ma vestita e truccata cosi', con un bel cappottino sopra, non ero da tutti i giorni. Non
disse nulla, mi prese la mano, me la bacio', e poi mi diede un bacio su una guancia. Mi porto' al suo ufficio, un bellissimo ufficio open-space appena verso la campagna. Entrammo. Ero eccitatissima.
Mi bacio' ed io risposi con la mia lingua. Lui disse "le bambole non hanno la lingua, tu non devi reagire in nessun modo a nulla. Pensi di farcela?". Dissi solo di "si"e mi abbandonai. Mi appoggio' alla porta appena rinchiusa, e sentii il freddo del metallo sul mio viso e sul mio seno. Mi tolse il cappotto, e mi divarico' leggermente le gambe. Inizio' a toccarmi, io non potevo vederlo, ma sentivo le sue mani sicure su di me. Mi alzo' la maglietta, e mi slaccio' il reggiseno. Mi tocco' e mi bacio' da dietro, poi mi prese e mi portò verso un grande tavolo.
Mi fece sdraiare sopra, mise della musica, e sempre senza parlarmi mi tolse la maglietta, la gonna e le mutandine.
Io ero sempre
immobile, non dovevo reagire. Mi accarezzo' ancora, mi lecco' in ogni angolo e poi si soffermo' in mezzo alle mie gambe. Mi lecco' per bene, avevo la figa bagnata come non mai. Si alzo' ed ando' in un'altra stanza tornando con un borsone.
Lo appoggio' in fianco al tavolo. Io ero sdraiata, non vedevo bene con cosa stava attrezzandosi, sentivo solo un rumore metallico.
Poco dopo sentii il freddo del metallo in mezzo alle mie gambe: mi stava aprendo con lo stesso strumento del ginecologo!. Mi sentii divaricare un po' per volta, sempre di più, sempre di più, ma questa non era una visita, era il mio gioco. Poi tolse lo strumento ed inizio' a penetrarmi con dei falli sempre più grossi, cose che non avevo neanche mai pensato di poter sopportare. Io non reagivo, continuavo solo in un susseguirsi continuo di orgasmi, fino a quando non mi penetro' anche con la sua mano.

E li' non capii piu' nulla, e inizia a dirgli cose oscene, che ero la sua puttana, che facesse di me quello che voleva, volevo sentire il suo cazzo dentro di me.
Non mi penetro' subito, ma mi scopo' con i falli che aveva portato, in fica e in culo contemporaneamente, mi giro' e mi rigiro', sentivo tuti gli umori scendermi lungo le cosce, lungo le natiche e lui asciugava tutto con la sua lingua. Poi mi lego' le mani dietro la schiena, mi fece alzare con la figa grondante, e mise un altro fallo sopra la sua sedia in pelle, da manager.

Mi ci fece sedere sopra, fino a quando non scomparve tutto nella mia fica.
Poi tiro' la sedia alla scrivania, ci monto' sopra e mi scopo' in bocca. Il suo seme arrivo' come una liberazione, non aspettavo altro. Volevo che spalmasse il suo nettare su tutto il mio viso, per farmi sentire come quelle troie che vedevo in internet. Poi mi scopo' lui, ancora in fica, ancora nel culo, ancora in bocca. Andammo avanti ancora per un pezzo, mi fece sentire sfinita ma felice, avevo esaudito il mio sogno nascosto e goduto per
più di due ore consecutive (e quando mai mi era successo con mio marito!).

Credo sia il sogno di ognuna di noi: essere trattata da puttana senza esserlo, perdere ogni ritegno ma solo con una persona fidata, superare il limite: mi sentivo proprio come una bambola indifesa nelle sue mani, pronta a soddisfare ogni suo desiderio perverso.
La cosa più incredibile fu quando, dopo avermi baciato con tenerezza ed aiutato ripulirmi e a rivestirmi, ando' a prendere una piccola telecamera nascosta, ne tolse il nastro e mi disse "probabilmente ti farà piacere vedere la femmina che c'e' in te". Rimassi sbalordita ed affascinata dal fatto di potermi rivedere trattata in quel modo.
Mi riaccompagno' al parcheggio, non sapevamo come salutarci ma lui mi disse: " mi è piaciuto tantissimo, ma è meglio che non lo rifacciamo più. Potrebbero entrarci dei sentimentalismi, e questo non andrebbe bene per nessuno di noi due". Io risposi "e' vero, meglio cosi'" aprii la porta della vettura per salire sulla mia, lo riguardai e aggiunsi "almeno non subito".

Avevo trovato un meraviglioso compagno di giochi proibiti, figuratevi se lo lasciavo andare via cosi'.Poi ci siamo rivisti, ma quello che successe è un'altra storia.

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