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LEGATA E "STUPRATA" OUTDOOR
I genitori di Marta possedevano un orticello a poche centinaia di metri dal paese,ben tenuto,in cui durante l'estate passavano molto tempo,oltre che a curare le piante e gli ortaggi che vi crescevano,a oziare e organizzare grigliate con gli amici,alle quali attività il luogo si prestava bene anche per via del fatto che era quasi completamente riparato da sguardi estranei da alte siepi che lo circondavano quasi tutto;restava visibile all'interno in pratica solo dal cancelletto d'ingresso,che in ogni caso dava su una stradina sempre deserta;insomma un piccolo angolo tranquillo e appartato.
Quel pomeriggio Marta vi aveva accompagnato suo padre che doveva fare i soliti lavoretti,e nel frattempo si era distesa sul prato a prendere il sole in costume da bagno;dopo un po' lui era dovuto tornare a casa e lei aveva deciso di fermarsi ancora,dato che il cielo era terso e il sole scaldava più che mai,approfittandone per mantenere la tintarella già presa al mare;era una bella ragazza,appena 19enne,magra ma al tempo stesso formosa(con una 4^ di seno e un sedere rotondeggiante e abbondante al punto giusto),e per questo molto appariscente,e ci teneva ad essere sempre al top. Rimasta sola da poco,prese a darsi un'altra mano di crema abbronzante e mentre si accarezzava il corpo per farla assorbire le balenò d'improvviso in testa un'idea eccitante:prendere il sole nuda. Si guardò intorno,pur sapendo già che era praticamente impossibile essere vista da alcuno,se non da un angolino del cancelletto;ma d'altra parte lì non passava comunque mai nessuno. Rimase titubante ancora per qualche secondo e poi si sfilò entrambi i pezzi del costume,lasciando completamente all'aria i genitali depilati e il seno prosperoso e bianco:quella situazione la eccitava,non era mai stata in un luogo aperto tutta nuda,con un rischio seppur davvero minimo di essere vista;prese la crema solare e se la versò sulle tette in gran quantità,essendo molto chiare rispetto al resto del corpo. Che senso di libertà e trasgressione! Il piacere le cresceva dentro.
Mentre si massaggiava i capezzoli scintillanti di crema l'eccitazione raggiunse un livello tale che non seppe resistere dallo scendere più in basso con la mano e iniziare a toccarsi,prima le piccole labbra,poi il clitoride;non le sembrava vero di potersi abbandonare a un tale godimento in un luogo potenzialmente pubblico e sotto il sole del pieno pomeriggio...il dito scivolò nel buchetto già bagnato e iniziò a fare dentro e fuori mentre ad occhi chiusi immaginava che tanti sguardi maschili indiscreti la stessero spiando attraverso le foglie delle siepi.D'altronde le piaceva molto sapere che gli uomini guardandola passare per strada potessero avere pensieri osceni.
Stava raggiungendo il culmine del piacere gemendo piano quando dei rumori simili a voci la fecero tornare in sè,si interruppe bruscamente e,guardato verso il fondo del giardino,dove c'era l'ingresso,sussultò. Due uomini erano fermi dietro il cancello e la stavano fissando. Rimase impietrita per qualche secondo,a metà tra l'imbarazzato e l'impaurito,quando riconobbe nei due il suo vicino di casa e il fratello di questo,che aveva visto ogni tanto,l'uno sui 40 anni,l'altro sui 30.
Svelta afferrò il costume in terra davanti a sè,lo rinfilò e si diresse verso di loro rossa in volto dalla vergogna,pensando a qualcosa da dire. Il vicino di casa la precedette,e con un sorriso esclamò beffardo
-Continua pure a fare quello che stavi facendo,a noi non dà fastidio!
Il fratello rise facendo "sì" con la testa.La guardavano tutti e due con sguardo veramente arrapato,e Marta cercando di sembrare composta e indifferente riuscì a dire
-Salve,come va?Che ci fate qui?
-Abbiamo incontrato tuo padre che tornava a casa- rispose il vicino sempre con un ghigno -e ci ha detto che eri rimasta qui da sola,allora siccome ero con mio fratello e gli ho sempre detto che nel mio palazzo abita una gran gnocca,ho pensato di passare a salutarti per fargliela vedere,finalmente,questa gran gnocca!E direi che ho fatto bene...Vero Pietro?
Il fratello scoppiò in un'altra risata e rispose,guardandola -Beh,oltre che una gran gnocca,è anche una gran porcellina direi!
-Questi non sono affari vostri- riuscì a balbettare Marta in preda all'imbarazzo
-Eh no,sono affari nostri eccome...possiamo entrare?
Ma ormai avevano già aperto il cancelletto ed erano già vicino a lei
-Perchè non continui nel tuo passatempo?- proseguì lui lanciando un'occhiata complice al fratello
-Che cosa volete?Andate via
-No no no...vogliamo restare...e vogliamo continuare a vederti giocare
-Lasciatemi in pace o chiamo qualcuno
-Ahahah...siamo noi forse a dover chiamare qualcuno..per esempio tuo padre...cosa direbbe se sapesse che fai la sporcacciona nel suo orticello?
-Siete dei porci,andatevene
-Non ci siamo capiti...non ce ne andiamo finchè non saremo soddisfatti...vogliamo vedere finire lo spettacolo,diciamo...
-No,tu non hai capito,io non faccio un bel niente- cercò di replicare lei con tono più perentorio possibile,ma in realtà iniziava a pensare di essersi cacciata in un guaio.
-Preferisci allora fare la figura della maiala con tutto il paese e prima di tutto con i tuoi genitori?
Marta stette qualche secondo in silenzio,in un misto di disperazione e imbarazzo,poi chiese -Cosa volete?
-Te l'ho già detto...vogliamo vedere quel bello spettacolino...mamma mia quant'eri arrapante,guarda come ce l'ho già duro- e indicò la patta dei pantaloni gonfissima -anzi,adesso che ci penso vogliamo far parte anche noi di quello spettacolo,che ne dici Pietro?
Il fratello senza dire una sola parola fissò negli occhi Marta,e tirò fuori il cazzo dai pantaloni. Marta lo guardò.Era bello grosso,sarà stato più di 20 centimetri di lunghezza,e provò un brivido di eccitazione,ma al tempo stesso aveva paura. -Siete pazzi- disse
-Ahah,no,la pazza sei tu se ti tiri indietro...non ti faranno uscire di casa per un anno,stai attenta!- e scoppiò in una risata.
Marta stette ancora in silenzio e poi disse -Va bene,cosa volete esattamente?- dentro di lei una strana eccitazione cresceva. Il vicino di casa rise di nuovo senza rispondere,le si avvicinò e iniziò a baciarle il collo. Marta d'istinto si spostò. -Allora non mi sono spiegato bene?- chiese lui.Lei abbassò lo sguardo e lui riprese a baciarla. Il fratello nel frattempo si masturbava e si avvicinò anche lui alla ragazza,le slacciò il pezzo di sopra del costume e prese a succhiarle le tette. Marta cominciò a sentirsi davvero eccitata,sotto le bocche vogliose di quei due depravati. Il più giovane,Pietro,le succhiava ingordamente i capezzoli e lo sguardo di lei continuava a cadere sul suo membro enorme che spuntava dalla patta aperta del pantalone;Stefano ora la stava baciando in bocca. Poi Pietro le prese la testa e le fece capire che voleva essere sbocchinato. Lei si inginocchiò e iniziò a pompare avidamente. -Vedo che adesso ci capiamo molto bene Marta,sei proprio una brava troietta- disse Stefano -continua continua,che io cerco qualcosa per divertirci di più- e andò nella cabina di legno in cui il padre di Marta teneva gli attrezzi per il giardino. Ne uscì poco dopo con qualcosa in mano,Marta non riuscì a capire cosa fosse,intenta com'era nel suo lavoretto di bocca,quel cazzo grosso e venoso le piaceva molto,d'altronde i pompini erano la sua passione. Stefano le scostò i capelli,la guardò un po' e poi la staccò. -Inizia proprio a piacerti questo gioco eh,vieni- La prese per mano e lei si alzò,e senza dire una parola lo seguì.In quel momento si accorse che ciò che aveva preso dalla cabina era una corda bianca. -Cosa vuoi fare?- chiese allora. Lui rispose sorridendo -Lo vedrai,ti piacerà- Davanti a uno degli alberelli da frutta che c'erano nell'orto si fermò e le ordinò di dargli le mani.
-No,che vuoi fare?!?- si oppose Marta
-Ho detto di darmi le mani!- il tono aggressivo di lui la indusse a obbedire e gli porse le mani,che lui iniziò a legare l'una all'altra con la corda,e una volta finito le ordinò di inginocchiarsi. Lei obbedì,e quando iniziò a capire i piani di Stefano ebbe un sussulto di paura ma sentì anche i genitali esplodere di eccitazione:le stava legando le mani alla base del tronco dell'albero. Quando ebbe finito si rivolse al fratello -Guarda com'è legata bene questa troietta Pietro!- Marta era carponi e non si poteva muovere da lì,Pietro allora le si mise dietro e con un colpo le strappò via lo slip del costume. Marta ebbe un nuovo sussulto di eccitazione. Adesso era completamente nuda,legata e in balia totale delle voglie dei due. La sua figa era già bagnata. Pietro le afferrò le chiappe e gliele aprì al massimo -Certo che hai proprio un bel culo- disse,e dopo aver osservato bene quel panorama iniziò a leccarle l'ano rosso scuro. -Mmmm- gemette lei di piacere. Intanto Stefano si era tolto i pantaloni e le mutande e le si avvicinò al viso col cazzo in erezione dicendo -Ti piace eh porcellina...-,lei aprì la bocca e accolse il pisello succhiando con gusto. Sentiva la lingua calda dell'altro insinuarsi nel suo buchetto del culo;la figa le si bagnava sempre di più,e quando Pietro ci infilò due dita dentro commentò -Sei già fradicia,brava- e passò a leccargliela,aprendogliela bene con le mani per succhiarle meglio il clitoride.Le piccole labbra erano marroncine e molto sporgenti e questo le rendeva straodinariamente eccitanti,e bagnate com'erano luccicavano al sole.Mentre lui le succhiava il clitoride Marta ebbe un primo orgasmo,aveva la bocca piena del cazzo di Stefano e riuscì a emettere solo un mugolio di piacere;quando la figa iniziò a contrarsi Gianni le infilò la lingua tra le labbra e nella cavità per leccare tutti gli umori.
Subito dopo Stefano la girò a pancia in su,lei sempre con le mani legate all'albero,le aprì le gambe e iniziò a scoparla violentemente. Nonostante Marta fosse già stata a letto con più ragazzi,aveva la figa era ancora stretta. La ragazza riprese a lamentarsi di piacere -Ah...sì...scopami...- e con gli occhi cercò Pietro,in piedi lì di fianco che si gustava la scena;quando lo trovò gli fece capire col solo sguardo di volere altro cazzo e lui velocemente si sfilò jeans e boxer e le ficcò il membro grosso e pulsante in bocca,spingendole la testa avanti e indietro;ormai la cappella le arrivava in gola e lei ogni tanto era costretta a fermarsi per dare qualche colpo di tosse. Dopo un po' Stefano si fermò per prendere fiato,si alzò e si accese una sigaretta.Guardandosi intorno notò un tavolo su cui erano posate numerose verdure,probabilmente raccolte e pulite e lasciate a seccare al sole,cercò di vedere se fra di esse ce ne fosse qualcuna che facesse al caso suo e la trovò. Nel mentre Pietro aveva rimesso Marta a pecorina e la stava penetrando da dietro,l'espressione di lei era sempre più goduta e assatanata,l'enorme cazzo stava stretto in quella fighetta ma comunque scivolava bene. Stefano si avvicinò a loro con una zucchina in mano e disse a Marta -Certo che sei una gran porca,non c'è che dire...i pompini li sai fare,vediamo se riesci bene anche a farti sfondare quel culo da paura che ti ritrovi-
A quelle parole lei si irrigidì;il sesso anale non l'aveva mai provato e anzi,non aveva mai voluto. -No,il culo no ti prego!- Pietro si staccò e le diede un forte schiaffo sul culo -Zitta troia!- Stefano si inginocchiò e si bagnò un dito nella figa di lei per lubrificarlo,poi glielo spinse dentro l'ano e cominciò a fare dentro e fuori. Marta allora cominciò a mugolare di piacere. -Aaah,vedi che ti piace...vediamo se ti piace anche qualcosa di più grosso- lui prese la zucchina e fece un po' di pressione con la punta sul buchetto,che cedette quasi subito e la zucchina fu presto dentro quasi tutta. La ragazza si lasciò andare a un lungo gemito di piacere.Non immaginava che nel buco del culo si potesse godere così tanto.Stefano iniziò ad alternare la masturbazione con il "dildo improvvisato" tra l'ano e la figa,aprendole i due buchi sempre di più,ma il culo era ancora troppo poco sfondato e così tirò fuori la zucchina ricoperta di tutti gli umori della ragazza e gliela avvicinò alla bocca dicendo -Pulisci bene,che adesso è ora che un vero cazzo faccia il ripieno a questo culo- lei prese in bocca la zucchina tenuta dalla mano di Stefano,gustandosi il sapore dei liquidi anali e vaginali,e mentre faceva ciò sentì qualcosa di molto più grosso entrarle nel culo,girò la testa e vide che Pietro si era messo dietro di lei e la stava inculando,il dolore era abbastanza forte ma era superato dal piacere immenso che provava nel sentirsi l'ano squarciato da quel porco superdotato. Ad un certo punto Stefano buttò la zucchina e si allontanò,e lei sentì improvvisamente anche la figa piena e si accorse che ora lui la stava scopando in figa e Pietro continuava in culo;sentiva le palle dei due sbattere ritmicamente contro il suo corpo e dopo poco venne di nuovo con delle contrazioni fortissime e un piacere mai provato prima. Pietro estrasse completamente il suo pisello dal buco del culo di lei e glielò portò alla bocca,lei pompò il cazzone col sapore dei suoi umori anali e quando lui lo tirò fuori facendole capire che voleva che gli prendesse in bocca i coglioni,lei li inghiottì fino in gola e succhiò pure quelli. Intanto Stefano aveva preso a penetrarla,sempre più violentemente,ma nel culo.
Quando lei capì che Pietro stava per venire spostò indietro la testa per liberarsi la bocca dalle palle e la tenne aperta per ricevere il liquido direttamente sulla lingua,lui le indirizzò un primo schizzo di sborra bollente sul viso e un secondo in bocca,che lei ingoiò avidamente. Dopo poco anche Stefano stava per venire. Tirò fuori il cazzo dal buco arrossato e ormai più che spanato e le sborrò copiosamente sull'orefizio sfondato.
Marta rimase lì,legata,a pecorina,ansimante,con le abbondanti tette che pendevano,la figa fradicia di umori e l'ano bene aperto colante di sborra,il volto ricoperto di schizzi bianchi. Chiunque l'avesse vista sarebbe stato costretto perlomeno a segarsi all'istante,ed infatti è ciò che fanno ancora oggi i due fratelli quando ripensano a quella grandissima scopata...e quando non se la sbattono dal vero;perchè dopo quel giorno,potete ben immaginare,quanti altri bei momenti i tre passarono insieme.

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