STORIE PORNO
STORIE PORNO
I migliori racconti porno
amatoriali online!!
Lo specchio malandrino/seguito2Quella ragazza un poco in carneil bagno..La mia insegnante in palestraI collant velati di mia suocera parte2SCOPATA POTENTEMENTEI cinque angeli.la prima volta con due uomini
Nick: Password:

Pubblica la tua storia!
CLICCA QUI!!
Iscriviti alla newsletter!



Per ricevere tutte le nuove storie!!

LA RAGAZZA DEL CAPORIONE pt seconda
Scritta da: jhonnyrent (4)

nota: la prima parte è stata pubblicata su questo sito il 25/8/2008

Non vidi Lina per un paio di giorni, poi una mattina scesi a comprare il giornale giù all’edicola e rimasi di stucco leggendo la prima pagina. C’erano due foto di due giovani che erano stati ammazzati la sera prima. Uno non lo conoscevo, ma l’altro si, minchia se non era lui! Era il ragazzo di Lina, il capo della mala che imperversava nel mio rione.
Lessi tutto l’articolo ingoiando una boccata di saliva dopo l’altra. Non sapevo che pensare, soprattutto non sapevo cosa ne fosse stato di Lina.
Ritornai nel mio parco, alzai la testa e vidi che le persiane della casa al quarto piano erano tutte abbassate e non ne c’erano nemmeno le due auto della sua famiglia. Praticamente erano tutti fuori. Aspettai con ansia il momento di rivederla. Volevo sapere cosa fosse successo e anche sei lei avesse bisogno di qualcosa.
Finalmente la scorsi arrivare. Mi affacciai sul balcone e la vidi uscire dalla sua auto. Senza farmi scorgere da nessuno attirai la sua attenzione e lei mi fece segno di raggiungerla a casa sua.
Salii fin sopra da lei e trovai la porta aperta.
- C’è permesso?- chiesi entrando.
- Entra- mi disse una voce lontana.
Arrivai in cucina. Dopo un minuto comparve pure lei avvolta nella sua vestaglia di seta.
- Lina…- le dissi incespicando sui miei pensieri.
Lina mi sorrise, ma fu un ghigno perfido, il suo. Si sedette sul tavolo e poggiò i piedi nudi sulla sedia davanti a se.
- Lina ma come è successo?- le domandai.
Lei mi mostrò di nuovo il suo ghigno perfido. Tirò indietro la testa e si passò un mano nel suo groviglio riccioluto di capelli.
- L’altra sera sono stavo col mio ragazzo. Lui mi ha abbassato le mutandine e si è accorto del sangue che ancora mi usciva dalla passera. Da quando me l’hai rotta non faccio altro che cambiarmi uno slip dopo l’altro per colpa del sangue che mi esce. Potevi starci più attento con quel coso che hai tra le gambe, no?- mi fece indispettita.
- Se ne accorto che non ero più vergine. Non m’ha creduta manco per un secondo quando gli ho detto che avevo il ciclo. Mi sono presa un sacco di botte per colpa tua Jhonny- mi guardò fisso. Io abbassai la testa cercando di capire se dovessi sentirmi in colpa o meno.
- Ha voluto sapere chi era che mi aveva deflorata al posto suo-
- E tu che gli hai detto?- le domandai tutto sulle spine.
- Le ho detto che era stato uno della sua banda, che mi faceva la corte in segreto da una vita e che alla fine mi ha costretta a cedere. Gli ho raccontato che lui minacciava di ucciderci tutti e due- rispose lei quasi ridendo di gusto.
- Potrai ben immaginare cosa sia successo dopo. Mi ha accompagnata a casa come una furia e poi è andato a regolari i conti col suo amico. Se le sono date di brutto. Prima hanno cominciato con le mani e poi hanno cacciato entrambi il ferro e si sono sparati a vicenda ammazzandosi- proseguì lei.
- Cristo!- esclamai io scotendo la testa.
- Scusa ma perché ti rammarichi?- mi fece lei.
- Non dovrei?- mi informai.
- Certo che no- mi rispose lei con un’alzata di spalle, - Con questa mia piccola bugia ho preso due piccioni con una fava. Prima di tutto mi sono scrollato di dosso il mio fidanzato, che non avrebbe mai accettato di essere lasciato da me, “piuttosto t’ammazzo” mi ripeteva sempre. Secondo mi sono levata dai piedi anche quell’altro che quando mi vedeva mi spogliava cogli occhi e proprio mi dava il voltastomaco. Terzo ho evitato che ci andassi di mezzo tu, o almeno per adesso t’ho salvato.-
- In che senso per adesso m’hai salvato?- non capivo proprio a cosa volesse arrivare.
- Nel senso che adesso sei in mio potere Jhonny- sembrava un strega invasata, era impazzita.
Mi vide, ancora incredulo a quello che avevo appena sentito, cercare il bandolo della matassa.
- Hai presente che succederebbe se si venisse a sapere che sei stato tu a sverginarmi?- mi chiarì le idee lei,- Quelli della banda del mio defunto fidanzato ti farebbero la pelle. Ti taglierebbero le palle, Jhonny-
Feci di si con la testa. Aveva proprio ragione lei. M’ero fatto incastrare come uno stronzo. Mi volevo prendere a cazzotti da solo per non essermene stato al posto mio quando ne era il caso. Mi ero fatto ammaliare da quel corpo da favola e da quella faccina d’angelo che c’aveva quella zoccola.
- Ed io cosa dovrei fare adesso?- riuscii a proferire smorzando un conato di vomito dettato dal nervosismo dell’occasione.
- Siedi qua davanti a me- mi ordinò come una padrona col suo schiavo. Obbedii senza controbattere e col cuore che mi viaggiava a mille all’ora.
Lina pose i suoi piedi sulle mie ginocchia. Si tolse di dosso la sua vestaglia e comparve davanti a me il suo corpo nudo in tutta la sua pericolosissima bellezza. Allargò le cosce e mi trovai faccia a faccia con la sua passera.
Molto probabilmente fu che i discorsi di lei non mi erano piaciuti per niente e il pensiero del ricatto del quale ero vittima mi faceva gelare il sangue nelle vene, fatto sta però che la cosina di Lina, da innocente e indifesa che mi era sembrata la prima volta, mi parve allora essersi trasformata in qualcosa di scandalosamente libidinoso, mi si svelò davanti ai miei occhi in tutta la sua oscenità. Aveva qualcosa di famelico e vorace, non mi sarei stupito se da un momento all’altro da quelle due grandi labbra fossero spuntati due paia di canini da belva feroce.
- Lecca- mi comandò Lina.
Io non avevo il coraggio di avvicinare la mia bocca alla sua vulva.
- Ehi hai sentito? Lecca ti ho detto- ribatté lei. Si passò una mano nei capelli e sbuffò spazientita. Allargò ancor di più le gambe e avvicinò il bacino ulteriormente verso di me.
Chiusi per un attimo gli occhi e mi feci forza. Mi bagnai le labbra con la lingua e ne avvicinai la punta lentamente. Cominciai a sentire dapprima ondate di calore che mi investivano il muso, poi finalmente toccai la carne della sua fighetta. Non successe niente di quello che avevo presentito, era una fessa come ne avevo leccate tante fino ad allora. Solo che le altre volte ero io a dettare le regole del gioco, ero io a decidere qual era il limite di tutta la faccenda, adesso ero solo un giocattolo sessuale nelle mani di quella pazza furiosa.
Leccai prima con fare adagio, poi aumentai fino a stabilirmi su un’andatura regolare. Leccavo e leccavo, mentre Lina roteava il suo bacino e lo faceva andare avanti e indietro. La sua vulva era più calda di una stufa a gas e usciva sugo appiccicoso senza sosta. I peli del pube mi facevano il solletico alla punta del naso. Alternai fasi dove leccavo a fasi dove succhiavo il suo umore. Coi denti le mordicchiai la clitoride, le feci il grattino e poi succhiai anche quella. Lina si scaldava sempre più. Alzai per un attimo gli occhi e la vidi con gli occhi chiusi buttare di tanto in tanto la testa all’indietro, mentre i suoi sospiri si facevano sempre più profondi. Anche se pensavo ad altro arrivai all’obiettivo prefissato. Venne in un orgasmo devastante, tanto che a momenti mi affogavo di tutto quel sugo. Ne fece scorrere un bel po’ perfino sul bordo della tavolo.
- Ah!- esclamò soddisfatta come si fa dopo una bella mangiata. Sorrideva che pareva un angelo quella serpe. Si passò di nuovo le mani nei capelli.
- Fino adesso è andato bene. Adesso però passiamo a qualcosa di più impegnativo- concluse.
- Spogliati- seguitò ad intimarmi.
Sapevo benissimo che era inutile fare obiezioni. Mi tolsi tutti i vestiti di dosso.
Dalle mie parti si dice che il cazzo non vuole pensieri ed infatti è vero. Generalmente un pezzo di gnocca della misura di Lina me lo avrebbe fatto rizzare solo a pensarci. Ma in quel momento il mio attrezzo era lì tutto penzoloni sulle palle.
- Oh poverino!- mi fece il verso lei, fingendo pena. Si sdraiò lunga sulla tavola e poi mi fece cenno di avvicinarmi a lei dalla parte della testa. Usò una mano per accarezzarmelo sul dorso. La sua cura funzionava, perché il mio coso cominciò a rispondere agli stimoli. Prese ad allungarsi e a farsi sempre più tozzo. Lina si accostò con la bocca e allungò la lingua fino ad avvolgerla attorno alla mia cappella. Mi inzuppò a dovere la punta del cazzo e poi me lo succhiò in modo rumoroso. Mi afferrò senza rispetto e mi portò più vicino alla sua testa ghigliottinandomi quasi le palle tra le gambe e la sponda della tavola. Mi infradiciò di saliva anche tutta l’asta e poi diede una botta anche ai miei coglioni ancora un po’ doloranti.
- Sai già quello che devi fare adesso- mi disse. Si che sapevo cosa dovevo fare.
Andai all’altro capo della tavola col cazzo grondante della sua sputazza. La tirai a me. Le diedi un’altra passata di lingua alla vagina che si stava asciugando e poi iniziai ad infilarglielo dentro. Visto che adesso stava sotto di me pensai fosse il momento di mettere anche io un x in schedina.
Le tenni con le mani le gambe quanto più larghe possibile, in modo che lo spazio per entrare nella sua passera fosse molto più stretto. La penetrai lentamente, spingendo per vincere la resistenza dovuta allo spazio limitato. Sentivo il cazzo cozzare contro le articolazioni del bacino. Provai un po’ di dolore pure io, ma niente a confornto con quello che sentiva lei. Teneva la bocca spalancata senza fiato. Per resistere si mordeva prima un braccio e poi l’altro. Spinsi ancora più forte tutto di un botto, lasciando leggermente le mani in modo che si rilassasse per un attimo e sentisse una fitta ancora più atroce. Infatti lei non fu capace di trattenere un urlo, in quel frangente.
- Dio mio mi hai fatto un male cane- ammise col fiatone, - Ma non levarlo adesso, ti prego. Pompami Jhonny, pompami-
“Certo che ti pompo brutta troia” pensai. La pugnalai a colpi di sbarra per il ricatto che mi stava facendo. Le diedi dentro il pezzo con la furia di un indemoniato, avevo tutte le intenzioni di farla sentire la più sottomessa delle puttane che mi ero scopato. Col passare dei minuti Lina perse ogni preoccupazione di non far sentire niente ai vicini e incominciò ad urlarmi ogni genere di commenti. Io seguitavo a menarglielo dentro come se volessi sfondare la muraglia cinese a colpi di cazzo.
- In culo adesso, in culo adesso- insisté ad un tratto.
“Anche in culo te lo sbatto cagna che non sei altro” le risposi in mente. Glielo sfilai dalla vagina e glielo appuntai nel culo senza neanche preoccuparmi di ammorbidirle un po’ l’ano. Lei cacciò un altro urlaccio. Le trapanai per bene anche il culo. Poi visto che io preferivo la passera al suo sedere, riattaccai con essa. Lina se ne venne per l’ennesima volta. Mi cinse le gambe attorno e mi tenne stretto. Capivo che anche per me era giunto il momento di sborrare, ma mi girò in mente un’idea. Mi liberai dalla sua presa e saltai sul tavolo anche io sperando che reggesse pure il mio peso, altrimenti le avrei dovuto ripagare anche i danni alla mobilia. Le leccai le labbra e il mento, le sputai quasi in bocca, lei fece lo stesso cacciando fuori la sua lingua. Scesi giù lungo il collo e poi le succhiai i capezzoli quasi a strapparglieli via. Le passai e le ripassai il solco tra i seni. Mi misi a cavalcioni su di lei. Si muoveva sotto di me come una biscia. Strinsi il mio cazzo tra le sue tette e poi le sballotai avanti e indietro, menandomelo a quel modo. Fece così fino a quando non me ne venni. Le fracicai le faccia e i capelli con il mio sperma. Lei muoveva la lingua come un’invasata con lo scopo di tirarsi in bocca tutto quello che le avevo buttato in viso. Mi feci più avanti e glielo misi in bocca fino a quando lei me lo asciugò del tutto.
Alla fine ci rivestimmo ed io stavo per tornarmene a casa. lei mi trattenne per un braccio e m’avvisò: - Tieni il cellulare acceso che ci rivedremo-
Fine seconda parte.

COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO
MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!


Eccitometro (Numero di voti: 120): 7 Commenti (0)

Quanto ti ha eccitato questa storia??!!
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
RSS feed Sei eccitato e sei in cerca di compagnia? Visita il sito di Escort Torino. Qui invece un sexy shop dove puoi acquistare tutti i gadget sexy!