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LA DIVISA
Scritta da: lamatan (2)

Era un giorno come un altro, e mi trovavo a transitare per una via del centro, quando ad un tratto, una macchina davanti a me inchioda ed io inevitabilmente la tampono.
Sfortuna massima scende la conducente con una perfetta divisa da vigile urbano. Ok penso tra me la frittata è fatta, in 10 anni di guida mai un incidente e chi vado a tamponare? Una Vigilessa.
Di solito queste storie finiscono dentro un furgone dell'infortunistica ed invece, almeno questa volta, la fortuna è dalla mia. Infatti per copilare il cid lei che chiamerò tiziana(nome di fantasia), decide di sedersi in macchina mia visto che l'aria condizionata funziona. per cui ci troviamo seduti uno affianco all'altra, e la sua divisa complice il sedile sale lasciando scoperte due belle gambe tornite e abbronzate. Tiziana, è una 42 regolare, una terza di seno ed un sedere ben tornito. Appena salita in macchina, decide di non compilare il cid per evitare lungaggini burocratiche ed optiamo per scambiarci i numeri in modo tale che dopo un controllo in carrozzeria, lei mi avrebbe fatto sapere il costo della riparazione. Passano due giorni e mi chiama comunicandomi che il costo era di circa 350 euro, per cui, ci saremmo potuti vedere in un locale a lei noto per lo scambio dell'assegno.
Premetto che a questa idea, il mio giocattolo era già in tiro augurandomi un fine serata diverso da quello che si prospettava.
Giunge la sera dell'appuntamento, mi vesto sportivo e la vado ad aspettare fuori dal locale prescelto. La vedo arrivare, un sogno, una mini vertiginosa, una camicetta che sembrava una seconda pelle e che metteva in evidenza il suo spendido seno (credo non velato da inopportuni reggiseni), mi saluta e siamo subito dentro a consumare qualcosa. io da perfetto galantuomo, estraggo il carnet degli assegni e ne compilo uno con la cifra pattuita, lei lo fa sparire rapidamente in borsa e proseguiamo con la serata.
Dopo due abbondanti cocktail, decidiamo di uscire e continuare la nostra chiacchierata, non appena fuori dal locale, le mi abbraccia facendo coincidere il suo pube al mio (dimeticavo sono alto 1,80 e lei altrettanto) per cui il mio arnese, si mette subito in posizione da lavoro e credo che lei abbia percepito la durezza della patta.
Di tutto punto, lei si abbraccia ancora più saldamente e il suo torace a contatto con il mio mi fa percepire che oltre la camicetta c'è solo il paradiso della sua terza misura di seno coppa "C".SOno inebriato dala contatto del suo corpo dal suo profumo e da quello che mi sussurra all'orecchio e cioè: Che ne dici di finire la serata in un motel qui vicino che conosco?
Come non accettare ? Rapidamente raggiungiamo il motel ed una volta sbrigate le formalità arriviamo nella stanza scelta in cui, lei, dopo un malizioso sorriso mi dice: Vado in bagno a prepararmi......
Capite la mia eccitazione? Il mio arnese perfettamente in tiro , la serata che volge nel migliore dei modi.
Ed ecco la fata che esce dal bagno, completamente nuda: Un seno meraviglioso che sta perfettamente su da solo, le sue gambe lunghe e tornite, il suo monte di venere perfettamente depilato salvo una strisciolina, le sue grandi labbra prepotenti che emergono il suo sedere spelndido riflesso da uno specchio malandrino. In un'attimo sono nudo anche io e la stringo passando le mani e le labbra su questo corpo statutario, le sue mani raggiungono rapidamente il mio arnese che si erge come una statua e comincia il delicato massaggio dalla base alla punta e viceversa, dopo di che la vedo accucciarsi davanti a me e sento l'inequivocabile calore di uno strepitoso pompino che inizia.
Sono in estasi sentendo quella bocca che fa su e giu e vado ancora di più in estasi quando velocemente lei smette e si mette a quattro zampe sul letto consentendomi di ammirare il suo nocciolo e la sua splendida figa.
Mi getto come un'ossesso e comincio a titillare prima il clito e poi il nocciolo e viceversa, finchè lei facendo passare una mano tra le sue gambe raggiunge il mio arnese dirigendolo inequivocanilmente verso il secondo canale.
Da li in poi ricordo solamente le pareti del suo ano che stringevano come una morsa il mio pisello che continuava imperterrito a fare su giù e la sua voce che gridava: si dai , sfondami tutta, lo sento, voglio il tuo caldo getto dentro, e vedevo le sue mani dilatare oscenamente le due sode chiappe.
AL termine ricordo solo un getto caldo sparire nelle sue viscere e un suo ultimo grido di goduria massima. Ci siamo addormentati nudi uno sull'altra soddisfatti della nottata passata insieme. Al risveglio lei, sempre nuda mi disse: Non c'era bisogno che mi tamponassi per sfondarmi il culo, bastava che me lo chiedessi.....
Ho chiuso questa storia trascinando letteralmente la sua testa verso il mio pisello e svuotando un'ulteriore scarica di sperma nella sua bocca, che rapidamente ingoiò tutto.

E' una storia vera .....

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