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| L’olandesina in vacanza |
Scritta da: yesmaan (2)
Sottolineo che quella che sto per raccontare è un storia di fantasia.
Il mio nome è Sergio( nome fittizio), ho 21 anni e sono un ragazzo nella norma.
Alto 1.70 circa, spalle larghe, capelli castani, riccio ma ora rasato, e occhi castani.
Il naso è leggermente schiacciato a causa degli 8 anni di pugilato agonistico che ho praticato.
Non sono un donnaiolo, ma ho comunque avuto la mia dose d ragazze, soprattutto grazie alle stagioni estive passate come cameriere in albergo.
Era l’estate del 2006.
Avevo appena compiuto 18 anni, quindi ero intento a festeggiare praticamente tutte le sere.
Nella mia zona esistono vari locali estivi aperti sulla spiaggia.
Uno di questi, il più frequentato direi, organizzava ogni lunedì sera delle feste per olandesi.
Nel senso che organizzava pullman per i giovani ragazzi olandesi che spesso si trovavano nei camping lì nei dintorni.
Era una festa che amavo, sempre piena di belle ragazze straniere, venute qui per divertirsi.
Verso mezzanotte, essendo a conoscenza io ed i miei amici di queste feste, c dirigemmo verso il locale.
Naturalmente era già strapieno di gente e non vedevamo l’ora d buttarci in mezzo alla ressa.
Tra drink e balli passarono due ore buone. Solo due dei miei amici avevano trovato ragazze con cui far serata, ed io avevo quasi perso le speranze. La pista si era un po’ liberata e solo in pochi resistevano ancora. Tra di loro mi colpi una ragazza.
Non si capiva se era straniera o italiana, ma attirò subito la mia attenzione il modo sensuale con cui ballava.
Indossava un vestito rosso che finiva in una di quelle gonnelline tutte svolazzanti e che gli arrivava di poco sotto il sedere. Sarà stata alta 1 metro e 65 circa con i capelli castano chiari che le arrivavano poco sopra le spalle.
Una seconda abbondante si muoveva sotto un viso che da lontano sembrava avere dei tratti dolci.
Gli occhi erano chiusi, come in estasi. Ballava a piedi scalzi con i sandali in una mano, e la cosa, non so come, mi mandava dei brividi alla schiena.
Non sono un ragazzo troppo timido. Insomma se devo so farmi aventi, così presi coraggio e mi buttai in pista poco lontano da lei. Non so neanche se se ne accorse subito, ma dopo 5 minuti che mi avvicinavo piano mi decisi e mi attaccai a lei da dietro. Non si scompose minimamente, anzi aderì ancor più al mio corpo.
Ballammo così assieme per una decina d minuti con lei che strusciava il suo bel sederino sodo sul mio pacco.
Forse si era accorta della mia erezione, fatto sta che si girò, mi mise le braccia al collo e continuammo a ballare così per altri 10 minuti. Nel frattempo parlammo e così scoprii che si chiamava Melany ed era di Rotterdam. Aveva 19 anni ed era lì in vacanza con alcune amiche.
Le chiese queste cose pian piano con molta fatica, grazie al poco inglese che mastico.
Le dissi anche che vederla ballare mi aveva fatto un certo effetto.
Mi rispose, avvicinandosi ancor di più a me, che se n’era accorta e abbassò un braccio afferrandomi il cazzo da sopra i jeans.
Sorrise, poi si voltò e sempre tenendomi per il cazzo mi portò verso la spiaggia.
La seguii molto volentieri naturalmente.
Trovammo una brandina e mi ci lanciò praticamente sopra. Si inginocchiò in mezzo alle mie gambe slacciandomi piano la cintura e i bottoni.
Tirò fuori la lingua e cominciò a leccarlo e baciarlo da sopra i boxer. Io ero già super eccitato e il mio cazzo bello duro. Non sono un superdotato. Ho un normalissimo pene di 17-18 cm che però fa la sua figura. Così quando lo tirò fuori prendendolo dalla base ne rimase piacevolmente colpita.
Mi guardò con aria famelica negli occhi e m sorrise. Aprì la bocca e vi mise la cappella facendo roteare la lingua sul mio prepuzio. Poi la tirò fuori e con la lingua lo leccò dalle palle fino alla punta. Mi stava facendo impazzire.
Se sentiva che aveva esperienza da come muoveva la lingua mentre me lo ciucciava e da come mi accarezzava le palle.
Però volevo far godere anche lei, così la alzai e la feci mettere distesa su d me in un bel 69.
Le sfilai il perizoma e per un attimo ammirai e accarezzai il suo bel culo, mentre lei non aveva perso tempo e me lo aveva già ripreso in bocca.
Allora infilai la mia lingua nella sua figa che era già bella bagnata. Cominciai a usarla come un trapano andando sempre più in profondità. Mmmmm era così calda e accogliente, così dolce. Lei gradiva la cosa perché la sentii aumentare il ritmo sul mio cazzo. Passai a titillarle il clito mentre un mio dito si faceva largo dentro di lei, per passare presto a due che non le dispiaceva affatto. Aveva cominciato a gemere ed era sempre più bagnata, e colava tutto nella mia bocca.
Ebbe un orgasmo che la scosse tutta, fece un lungo sospiro e riprese il lavoro su di me. Sentivo che mancava poco e infatti, dopo un attimo le venni in bocca.
Non si scompose e quando ebbi finito ingoiò tutto. Riprese poi a laccarmelo e in breve tornò sull’attenti, si girò e appoggiandosi su d me vi si impalò sopra.
Sentivo il mio cazzo che entrava in quel caldo pertugio, che magnifica sensazione. Cominciò piano a far su e giù mentre io le toglievo le spalline e facevo scivolare il vestito verso il basso, scoprendo dei bei seni non troppo grandi ma belli sodi e con dei bei capezzoli grandi. Mi alzai a sedere e cominciai a leccarli con avidità mentre lei aveva iniziato a saltar sempre più velocemente. Il suo bel culetto sbatteva sulle mie palle ma dopo un po’ in quella posizione la feci alzare.
La misi sulla sabbia in ginocchio appoggiata alla brandina in modo di poterla prendere da dietro.
Le riempii d nuovo la figa ma lei mi disse di passare all’altro buchetto. Io non avevo mai fatto sesso anale ma parlando con gli amici bene o male avevo capito come funzionava. Così lo leccai per un po’ usando anche un dito per dilatarlo leggermente. Quando lo ritenni pronto puntai la cappella e lo spinsi dentro piano ma deciso. Devo ammettere che provai un po’ di male ma pensai che per lei doveva esser peggio, visto come si lamentava. Cominciai a stantuffarla e quando si abituò cominciò a gemere come una maiala. La scopai così per un 20 minuti alternando colpi forti ad altri più lenti. Intanto una mia mano le strizzava il seno mentre l’altra era scesa in mezzo alle gambe a sgrillettarla….ebbe un nuovo e violento orgasmo che la scosse tutta. Quando la sentii venire sulla mia mano cominciai a pompare più forte e poco dopo lo tirai fuori venendole sul culo e facendo finire un po’ d sborra anche sul vestito. Si incazzò anche ma le passò subito. Rimanemmo 10 minuti stesi a riprenderci. Poi ci salutammo e ci scambiammo le e-mail. Ma da allora non ci siamo mai sentiti.
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