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L'incontro
Scritta da: Lollipop (1)

Alla fine eccomi qui seduta su un treno per Milano che dovrebbe portarmi ad un inesistente corso di aggiornamento che mi terrà occupata per tutta la giornata.
Sono agitata, l’ora che devo passare su questo treno sembra non finire mai, ascolto distrattamente la musica dalle mie fedeli cuffiette mentre continuo a rispondere ai tuoi sms……
Finalmente eri riuscito ad ottenere il mio numero e da msg eravamo ormai passati agli sms, così potevamo raggiungerci in ogni dove……
Sono spaventata, in fin dei conti cosa conosciamo l’uno dell’altra, nulla, solo i nostri segreti in campo erotico, non ci siamo nemmeno mai visti in faccia e questo mi fa sorridere, come ti riconoscerò, ti piacerò quando mi vedrai, non sono certo una bellezza esagerata…
“Ormai…” ripeto tra me e me, “se proprio non ci piaceremo vorrà dire che ci limiteremo a bere un buon caffè”, poi mi tornano in mente le immagini del tuo cazzo e già comincio ad eccitarmi……
Sono vestita come tu mi hai voluto, anzi alcune parti le ho cambiate in treno perché non è proprio un abbigliamento da corso questo, maglia profondamente scollata, gonna, autoreggenti e le mie scarpe preferite, viola con tacco 12, il tutto coperto da un lungo cappotto, fa già freddo ormai……
“sto entrando in stazione” ti scrivo, “sono già al binario, non vedo l’ora, ho tra le mani una rosa del tuo colore preferito, ti aspetto”……
Il treno si ferma e comincia a scendere gente, guardo attraverso i finestrini e provo a cercare un uomo con una rosa in mano ma nulla, troppa confusione……
Scendo anch’io finalmente, cerco di non uccidermi scendendo dal treno, son belli i tacchi ma scendere dai treni è un tentato suicidio, sono tutta intera, alzo gli occhi e sei di fronte a me, la rosa nemmeno l’ho vista mi sono bastati i tuoi occhi, vogliosi……
“Ti ho riconosciuta subito, non sbaglio vero?”…… “N……” non faccio tempo a finire che mi tiri a te con decisione e mi baci, un bacio che dura una vita, di una passione travolgente, poi ti stacchi da me e mi dici con un sorriso sulle labbra “Piacere sono Guido”, io sfodero il mio migliore sorriso e ricambio il saluto……
Raggiungiamo la tua macchina e ci allontaniamo dal centro di Milano, “hai fame?” mi chiedi… “Sì, di te……” e guardandoti negli occhi mi tolgo il cappotto, so quello che tu vuoi vedere e ti accontento, “ti porto in un posticino carino vedrai”, “speriamo di arrivarci”, ribatto io ridendo…
Mi tornano in mente i nostri discorsi, ormai dovrei sapere cosa ti piace ma ho paura di esagerare, di sembrare troppo spinta, ma ho troppa voglia di te così “allora, mi consideri sempre la tua troietta o te ne sei già trovata un’altra?”, “sei la prima e l’unica e non vedo l’ora di arrivare per dimostrartelo”… “allora…… visto che sei impegnato nella guida … comincio io con le dimostrazioni”…
Mi slaccio la cintura di sicurezza e mi avvicino a te, ti mordicchio il collo mentre una mano sta già provvedendo a slacciarti i pantaloni, già si fa sentire attraverso la stoffa dei tuoi boxer, non resisto più, è talmente tanto tempo che immagino di prendertelo fra le mie labbra che mando al diavolo tutti i preliminari che avevo pensato ed abbasso la testa tra le tue gambe…
I video che mi mostravi non gli rendevano giustizia, è grande e fa fatica ad entrare ma io non demordo, anzi… ti infilo una mano sotto le palle e comincio a massaggiartele con cura, mentre con la lingua percorro tutta la lunghezza dell’asta per bagnarla bene, ti do dei piccoli baci sulla cappella e con la lingua gioco col buchetto sulla punta, mi piace…
Vuoi di più lo so, ma voglio fare le cose con calma, continuo a “torturarti” così per un pochino finché non comincio a farlo entrare un po’ per volta in bocca, tutto non ci starà mai ma voglio accoglierne il più possibile, mi piace ha un buon sapore, comincio a lavorartelo bene, su e giù, su e giù alternando a momenti in cui mi abbasso a leccarlo tutto fino in fondo……
Appoggi una mano sulla mia testa per impormi il tuo ritmo, anche il bacino comincia a muoversi un po’, ad un certo punto sento la macchina spegnersi, hai preso la prima stradina che hai trovato per poterti fermare, “ci schiantiamo se continui così…”
Ci mancherebbe che mi fermo io sul più bello, proseguo nel mio lavoro abbassandoti un po’ il sedile, visto che siamo fermi, e utilizzo anche l’altra mano per poterti segare la parte che non entra in bocca, così non si sente sola…
Sarà la situazione, sarà che era molto che lo desideravi, sta di fatto che non resisti molto e con un urlo liberatorio scarichi tutto il tuo seme dentro la mia bocca…
Ovviamente, come tu speri, mando giù tutto e continuo a succhiartelo finché non è tutto ben pulito, tu intanto mi accarezzi la testa, quasi una coccola, in segno di riconoscenza e ti adagi al sedile per riprenderti…
“Ma come, mi chiami troia e poi mi fai le coccole?”…… “lo sai che è solo un soprannome, non lo penso veramente e poi te le meriti tutte, andiamo và altrimenti non arriviamo più”, e rimetti in moto la macchina…
Siamo nella campagna milanese e ti fermi davanti ad un casolare, un agriturismo molto bellino, ristrutturato da poco, “scendiamo dai, qui staremo tranquilli per tutto il giorno”…
Ci riceve una signora, avevi già prenotato tutto, ci fa strada fino alla nostra camera e poi ci lascia soli.
Una bella camera, non il mio genere, ma rispetta lo stile della cascina, ha una cosa inaspettata però nella sua semplicità campagnola, oltre ad un enorme lettone accogliente, c’è una splendida vasca idromassaggio, la guardo come una bambina davanti ai regali di natale “io adoro l’idromassaggio…”, “lo so… ho voluto apposta questa camera, è l’unica ad averlo”… con queste tue parole mi sciolgo…
“Ma non avevamo detto che non doveva essere una cosa romantica?” … “e chi ha mai parlato di romanticismo, la vasca è grande e ci si sta comodamente in due, mica l’ho scelta per altri motivi…” e mentre finisci la frase cominci già a spogliarmi…
Sono in estasi, le tue mani frugano tutto il mio corpo e io faccio lo stesso con te, comincio a slacciarti i bottoni della camicia e a passare le mani sul tuo petto, mi fai indietreggiare finché non mi sdrai sul letto e lì cominci la tua opera…
Per prima cosa, via le scarpe, “queste per un bel po’ non ti serviranno”…, poi mi sfili la gonna e per ultimo la maglia, mi lasci in intimo, reggiseno e perizoma comprati apposta per quella giornata speciale, ti sdrai su di me, io tento di spogliarti ulteriormente ma mi fermi “adesso è il mio turno, lasciami fare”… mi abbandono alle lenzuola ed al tuo volere…
Cominci a baciarmi il collo, brividi si diffondono in tutto il mio corpo, continui a scendere, la tua lingua percorre la sua strada fino alle colline, dove le tue mani gli liberano il percorso dal reggiseno “bello, ma nemmeno questo non ci serve”… affermi divertito, le tue forti mani si impadroniscono dei miei seni e cominciano a torturarli piacevolmente e la tua bocca che succhia i miei capezzoli per la prima volta mi manda in estasi, mi stai facendo letteralmente godere…
Ti soffermi molto sulle tette, le hai desiderate tanto, poi un a mano scende più giù, non le serve passare attraverso il perizoma, lo sposta di lato e comincia una splendida danza sulle mie labbra depilate a dovere per l’occasione, gioca un po’ col clitoride gonfio di desiderio fino ad insinuarsi dentro le mie calde carni, prima con uno poi con due dita…
Non mi ci vuole molto per arrivare all’orgasmo, ma tu mi dici “aspetta non è ancora il momento” e così dicendo mi sfili il perizoma, mi spalanchi le gambe e immergi la testa tra le mie cosce……quando l’ho sognata la tua lingua calda sul mio sesso, ma il sogno è lontano anni luce a quanto sto provando in questo momento…
La tua bocca si muove magistralmente su di me, mi succhi il clitoride, con la lingua penetri fin che puoi dentro di me e ogni tanto dai qualche colpetto anche al buchino più piccolo, vorrei che questo trattamento non finisse mai e sento montare dentro di me un orgasmo tale che non riesco a trattenermi dell’urlare il mio piacere e inondare te con i miei umori…
Sono esausta, non mi aspettavo un’accoglienza del genere, tu ti sdrai accanto a me e mi dai un interminabile bacio, l’unica cosa che riesco a dirti è “grazie…”
Tu ridi “con tutto quello che potevi dirmi, grazie non me l’aspettavo proprio…spero ti sia piaciuto perché questo è solo l’antipasto della giornata…” e così dicendo ti alzi e cominci a riempire la vasca di acqua bollente……
La vasca è praticamente pronta, posso finalmente finire di spogliarti, lo faccio lentamente,voglio ammirarti poco per volta…
Finalmente nudi tutti e due, anche le mie calze ormai hanno raggiunto gli altri indumenti adagiati sul pavimento, con galanteria mi aiuti a scendere nella vasca, è spettacolare ma in due è sicuramente meglio…
Inizialmente ci mettiamo uno al lato opposto dell’altra per scambiare due chiacchere, parliamo di tutto, lavoro, tempo, aspettative future dalla vita, praticamente di tutto tranne che dei nostri rispettivi compagni, è una nostra regola, quello che facciamo con loro deve rimanere fuori da tutto ciò…
Sarà l’acqua calda o i nostri sguardi ma la voglia già riprende il sopravvento, secondo me non se n’era proprio andata, il tuo splendido pene è già sull’attenti da un bel po’ e non è giusto lasciarlo lì a soffrire, mi avvicino con cautela con i miei piedini e con delicatezza comincio a segartelo, è un esperimento non l’avevo mai fatto prima, ma a quanto pare la sensazione ti piace parecchio e ti abbandoni al “massaggio”…
Non resisti molto, hai voglia di possedermi, di farmi tua, così mi attiri a te “ti voglio, non resisto un minuto di più”, io ti faccio mettere comodo e infilo il tuo splendido membro dentro di me…
Il solo sentirlo entrare mi provoca il primo orgasmo, mi ci vuole un attimo per adattarmi alle dimensioni e poi mi piace sentirlo pulsare dentro di me… comincio a muovermi lentamente, non abbiamo fretta e voglio proprio godermi il momento, mi appoggio al bordo della vasca con la schiena continuando un lento ma regolare su e giù, su e giù…
La posizione ti dà modo di avventarti sulle mie tette e mordicchiarle, succhiarle, giocarci come più ti aggrada, oggi sono tutte tue, puoi farci ciò che vuoi…
Intensifico il ritmo, è stupendo averti dentro di me, vorrei che questo momento durasse per sempre… poi la tua mano scende giù a cercare il mio grilletto, vuoi proprio farmi morire in quella vasca bollente… sta per arrivare, sto godendo per l’ennesima volta e ti stringo forte a me, voglio che lo senta bene anche tu, è stupendo e la mia figa si stringe forte al tuo cazzo duro con delle contrazioni interminabili, ma vuoi di più…
Approfittando del mio godimento insinui un dito del mio buchetto, strappandomi un gridolino di piacere, lo sai che amo farlo e non perdi nemmeno tempo a chiedermi il permesso…
Le dita presto diventano due e io continuo intanto a cavalcarti sempre più velocemente, avere un cazzo davanti e due dita dietro è una sensazione stupenda, sono completamente tua, sono in tuo potere, ma vuoi di più…
Adesso cominci a trattarmi come la tua troia, non sei più l’uomo dolce di qualche ora fa, sei ritornato ad essere il mio padrone, vuoi godere di me e con me, perciò assumi il controllo della situazione…
Mi alzi di peso e mi fai mettere a 90 sul bordo della vasca, mi rinfili il cazzo dentro le mie calde labbra per poterlo lubrificare ulteriormente con i miei copiosi umori, continuando a infilare due dita dentro il mio buchetto…
“Posso?” mi chiedi in un attimo di lucidità, “sono qui per te, prendi ciò che vuoi”… ed in un attimo lo sfili da me…
Appoggi la cappella al buchetto e con un primo colpo la fai entrare, ti fermi un attimo hai paura di farmi male, ma quando ti guardo negli occhi non capisci più nulla e con un altro colpo ben assestato lo infili dentro tutto, strappandomi un urlo di piacere…
Cominci a pompare, il ritmo è sostenuto, vuoi proprio scoparmi come una troia, però mi addolcisci mettendo due dita dentro la mia figa per farmi sentire ancora più piena di te, è uno spettacolo, nemmeno nei miei sogni me lo sono immaginato così…
La tua mano libera si infila tra me e la vasca per poter prendere in mano una tetta e giocare col capezzolo turgido, le tue spinte aumentano ormai manca poco e con un gemito di soddisfazione sento la tua calda sborra che entra dentro di me e godo anch’io insieme a te…
Siamo distrutti, senza rendercene conto siamo rimasti in quella vasca almeno un paio d’ore… è scaduto il nostro tempo, aimè…
Ancora due coccole e ci rivestiamo, abbiamo ancora lo sguardo voglioso ma celato da un velo di tristezza perché la nostra giornata, e con lei la nostra avventura, ormai è giunta al termine…
Controvoglia mi riaccompagni al treno, non vuoi lasciarmi andare, ma abbiamo dei doveri da rispettare, questa è stata solo una breve anche se splendida parentesi trasgressiva…
Ti saluto con un lungo bacio “ci rivedremo presto?” mi chiedi teneramente, “solo il destino lo sa, al momento è meglio non sentirsi per un po’, sarebbe troppo difficile staccarsi”…
Il treno parte ed entrambi ritorniamo alla nostra vita di tutti i giorni.

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