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L'amante 2
Ricordate la storia di me e della mia amante Milena?
Questo è quello che era successo un po’ di tempo prima.
Un giorno Milena venne presso la nostra sede sempre per i soliti corsi di aggiornamento.
Premetto che lavoriamo per un grosso gruppo industriale, e spesso ci troviamo in trasferte più o meno lunghe per affrontare gli aggiornamenti.
Era qualche tempo che non ci vedevamo ma purtroppo si sarebbe fermata solo quel giorno presso di noi.
Scendemmo al piano inferiore per bere un caffè e io e lei ci attardammo ai distributori automatici di bevande.
Salimmo le scale per tornare nel mio ufficio e giunti di fronte ai bagni lei mi chiese quante donne c’erano al mio piano e io risposi che non ce n’erano.
- Entra e non fiatare! mi disse indicandomi la porta della toilette delle signore.
Entrai e subito dietro lei che mi sussurrò all’orecchio – Sono mestruata, non possiamo fare niente! Però….
E mentre così mi diceva la sua mano scivolava sopra i miei pantaloni accarezzandomi il pene.
Come un soldatino scattò sull’attenti, lei slacciò il bottone e la zip e intrappolò con la sua mano il mio uccello già durissimo.
Cominciò dolcemente a masturbarmi e baciandoci le toccavo le tette, le lingue danzavano nelle nostre bocche.
Ero eccitato da impazzire, e l’eccitazione si poteva misurare dalla durezza del mio membro e dal suo pulsare.
Milena abbandonò la mia bocca e inginocchiatasi di fronte a me baciò la punta del mio uccello, vi passò la punta della lingua, prima sul buchino, poi appena più sotto.
Temetti di venire tanta era l’eccitazione e tanto il desiderio.
Ebbi un sussulto e soffocai un mugolio quando il mio cazzo sparì dentro la sua bocca, sentitola sua lingua scivolare lungo tutta l’asta, e il suo succhiare pareva che me lo potesse staccare da un momento all’altro.
La sua bocca e la sua mano si alternavano nel scivolare sul mio uccello, il tempo pareva sospeso.
Si spinse tutto l’uccello in bocca mentre mi solleticava con le unghie le palle, leccò tutta l’asta mentre se la sfilava dalla bocca e poi di nuovo tutto giù fino in gola.
Dopo averlo fatto qualche volta non ressi più e le rilasciai in bocca un quantitativo di sborra calda che lei bevve avidamente senza togliersi il mio cazzo dalla bocca.
Ancora qualche secondo per leccare bene tutta la cappella e l’asta poi si alzò e mentre mi riallacciavo i pantaloni ci baciammo avidamente, la sua bocca aveva ancora il sapore del mio membro.
Lei mi sorrise, guardai l’ora erano passati poco meno che cinque, sei minuti.
Aprì la porta, il corridoio era libero uscii anch’io, appena in tempo perché un collega stava uscendo per avvertirci che stava per ricominciare il corso.
A proposito, non abbiamo scopato o fatto sesso solo nei gabinetti di stazioni o nei bagni degli uffici, abbiamo passato anche delle belle nottate in alberghi, ma sono cose abbastanza comuni che forse prossimamente racconterò.

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