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L'Idraulico 1
Sono un Idraulico, molto conosciuto nella zona. Sono contento di esercitare questa professione perché si lavora abbastanza, si guadagna molto e si scopa tantissimo e gratis.
Alcuni miei amici devono andare a fare sesso con signore russe sotto compenso, mentre io ho tutta la figa che voglio senza spendere una lira. La convinzione scherzosa che le corna una moglie con l’idraulico non è affatto falsa per quanto mi riguarda.
Proprio qualche giorno fa, ho incontrato un signore che conoscevo di vista e mi ha chiesto se fossi potuto andare a casa sua perché la doccia aveva dei problemi. Mi ha supplicato di poterci passare subito perché ne aveva realmente bisogno, dicendomi che lì avrei trovato sua moglie ad aprirmi.
Ha insistito così decisi di andarci, mentre lo saluto telefonva alla moglie per avvisarla che da lì a breve sarebbe arrivato l’idraulico. Giunsi in casa di questo signore(ci tengo a dire che era una bella villa, infatti il signore è un ricco avvocato)e ad aprirmi c’era sua moglie.
Una donna sulla quarantina, decisamente molto attraente. Alta, filiforme; indossava una vestaglia succhinta che lasciava scoprire gran parte delle cosce e i seni. Lei mi fa accomodare e mi indica il bagno. Mentre mi accompagna alla stanza mi sembra che mi abbia sfiorato prima le spalle poi la patta della tuta da lavoro. Io, da buon trombatore, la ricambio con uno sguardo succinto e poi mi metto a lavoro.
Finisco prima del previsto(il guasto era veramente sciocco) e la chiamo per avvisarla che avevo finito.
Io nel bagno stavo rimettendo nella cassetta degli attrezzi gli utensili utilizzati e lei entra, mi si fa davanti, aprendo la vestaglia e dice “vorrei provarla con te questa doccia, non sono sicura che funzioni realmente”.
Io mi alzo in piedi e mi avvino alla sua pelle morbida e alla sua figa completamente depilata, da vera cagna in calore. E le dico”vogliamo prima bagnarlo il tubo?” lei mi capisce al volo. Mi si inginocchia davanti e mi apre la pattuella della tuta. Inizia a leccarmi le mutande bianche dove si intravede la mia verga in via di indurimento. Quando pensa che sia abbastanza duro mi abbassa le mutande e il "tubo"la svetta di fronte.
Inizia a leccarlo, poi pian piano, si mette in bocca e devo dire a fatiche, perché è veramente grande, la cappella. La sua lingua sembra indiavolata e a me essere spompinato piace da morire. Con le mani mi massaggia i coglioni rimasti dentro i vestiti. È una pompinara abbastanza esperta seppur io ne ho conosciute di meglio. Poi dopo avermelo anche un po’ segato con le sue manine delicate si rialza e emi dice “entriamo in doccia, voglio averti dentro di me” io mi spoglio velocemente e mi infilo doccia, lei mi segue. Con l’acqua che ci scende addosso tutto sembra eccitante; lei mi continua a massaggiare la mazzo e inizio io, da latin lover, a prendere l’iniziativa. La prendo con forza, le alzo una gamba e inizio a stuzzicargli la fighetta rasata. Poi con le mie grossa dita inizia a sditalinarla fino a che le infilo il mio amico nel sua vagina slabbrata. Lancia un urlo di godimento e poi inizio a sbattermela come si deve. Come un martello pneumatico faccio entrare ed uscire la mia nerchia dal suo buco.
Le massaggio nel frattempo i seni e lei si aggrappa alle mie forti spalle, infilando anche le unghie quando le mie spinte inizia a farsi veramente dolorose. Sento la mia vacca irrigidirsi e inarcare la schiena. Mi urla “vengo” e io mi eccito acor di più e continuo a sbattermela come un vero stallone. Poi anche io lancio un urlo rauco che precede una copiosa sborrata. Gli schizzi si infrango nelle sue pareti e pian piano lo sperma fuorisce da suo buchetto confondendosi con l’acqua della doccia. Lei poggia i piedi per terra mi sorride e mi dice “sei un ottimo idraulico, tutto funziona a meraviglia”. Le do una schiaffetto sul sedere tonico. Poi lei esce. Mi da l’accappatoio di suo marito. Io inizio ad asciugarmi e così fa lei. Si guarda allo specchio e si inginocchia per raccogliere non so cosa. Ma vedo il suo buchetto del culo e i miei desideri si riaccendono. Dall’accappatoio il mio cazzo inizia a rifarsi duro. Come un toro da monte mi aggrappo ai suoi fianchi. E lei ha un attimo di re. Poi mi dice “con quel cazzone me lo sfondi il culo, non ci provare ad infilarmelo”. Ma oramai mi sono arrapato così la inizio a massaggiare e con la lingua anche a bagnare la cavità anale. Ci infilo qualche dito per adattarlo alla mie dimensioni. Lei si dimena sembra veramente che non voglia essere inculata da me, ma io la tengo ben salda, poi avvicino la mia cappella al suo orifizio e faccio pressione. Spingo come un forsennato, lei urla di dolore e io non riesco ad infilarlo tutto, ma decido di non lasciar perdere. Le apro bene, bene le gambe, la prendo per le spalle e la spingo a me. Un grido esce dalla sua bocca ma finalmente sono dentro per incularla. Lei stringe bene le gambe per farmi godere e sembra che pian piano anche lei ami il mio stantuffo nel suo culetto. Le mie palle sbattono contro i suoi glutei. Lo stallone sta facendo tutto per la cavalla dell’avvocato. Sembro instancabile. Vado avanti per almeno 10 minuti. Vedo che dalle sue cosce scorre un filo di sangue. E penso”le ho proprio rotto il culo”. Così io inizio a sentire un po’ la fatica ma le voglio venire dentro così accelero per l’ultima volta le spinte e le vengo dentro. Rimango così per un momento a godermi le sensazioni e la goduria. Ho infatti goduto. Ripenso al fatto dell’accappatoio dell’avvocato e della scopata con la moglie e questo mi fa godere di più. Mi rivesto frettolosamente, le chiedo “cosa dirai a tuo marito?” lei mi guardo con quel visino da mignotta e mi dice “che hai fatto un ottimo lavoro”. Le dico”ti verrò a trovare ancora”…
Esco di casa e mentre salgo sul fugone incontro il marito che stava tornando a casa. Mi si avvicina e mi chiede se avevo risolto tutto. Annuisco e lui mi chiede “quanto ti devo per la riparazione?” con un sorriso malizioso gli rispondo “Mi dia 150 euro, e le faccio uno sconto perché sua moglie è stata davvero gentile”. Lui mi ringrazia vivamente. Io risalgo sul furgone con il profumo di figa addosso e la mia mazza esausta.

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