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| Io e la mia collega |
Ciao a tutti, mi chiamo Silvia ed ho 32 anni. Per cominciare devo avvertirvi che quello che ho scritto, oltre ad essere un po lungo (scusate) non è poi così 'porno' e non ho usato parole troppo spinte per renderlo tale. Credo che le cose più eccitanti siano quelle che coinvolgono la testa ed il pensiero, e non solo il fisico. Quello che vorrei raccontarvi è quanto ho vissuto sulla mia pelle, e vi giuro che ne porto in parte i segni ancora oggi. Se sono quì questa sera è perchè mi piace il sito, mi piace cosa scrivete e soprattutto mi eccita leggerlo. Mi eccita a tal punto che, anche se banale e scontato, mi masturbo spesso davanti a questo schermo pensando a tutte le situazioni che raccontate, vere o non vere che siano. Dal titolo probabilmente avrete capito che voglio raccontarvi la storia di me e di una collega. Mi ero trasferita in una nuova dita privata da qualche mese con un ruolo commerciale. L'ambiente era molto giovane, giovanissino direi, al punto che i dirigenti dell'azienda avevano tutti all'epoca (vi sto parlando di 5 anni fa) al massimo 35/40 anni. Appena entrata, vista la mia precedente esperienza, fui considerata in grado di essere 'operativa' fin da subito anche se io ancora avevo il desiderio di conoscere i nuovi metodi di lavoro ed i nuovi coleghi. Tra queste avevo notato molte donne, tutte attraenti e molto molto attente al proprio look anche per motivi di lavoro. Proprio per questo, quando dopo solo un due settimane il capo mi chiamò e mi disse che dovevo andare a farmi conoscere da un certo cliente del nord che poi avrei dovuto seguire, la prima cosa che chiesi fu quella di essere almeno accompagnata da qualcuno più esperto di me. Rimasi un po sorpresa quando mi fece il nome di una tipa, T., che avevo già notato ma con cui non avevo ancora neanche mai scambiato una parola. T. aveva 38 anni, era molto bella, sul 1.75 circa, capelli lunghi castani scuri, molto elegnate nei modi e nel vestiario. La sua bellezza era di quelle che ti lasciano la sensazione di una persona inarrivabile. Gentile ma scontrosa al tempo stesso, rude ed affascinate. Insomma un tipo con un certo charme. Pettegolando con altre colleghe avevo capito che su di lei giravano strane storie. I soliti ben informati mi avevano detto che era nelle grazie del capo anche se, dicevano, fosse "dell'altra sponda". C'era addiritura chi diceva di averla vista in macchina non lontano dall'ufficio con una ragazza che poteva essere la figlia in atteggiamenti che certo non lasciavano dubbi sui suoi gusti sessuali, almeno a sentir loro.
Il giorno stesso fui presentata a T. e mi piacque subito. Pensai che quelle che avevo sentito fosserto nient'altro che storielle e pettegolezzi. Mi affascinava, mi prendeva, e c'era un non so che di lei che mi attirava particolarmente. Partimmo qualche giorno dopo, giusto il tempo di organizzarci con l'aereo e l'albergo. Dovevamo rimanere tre notti fuori per seguire alcune riunioni. La prime due giornate passarono molto bene e T. mi sembrò tutt'altra persona rispetto a quella un po snob che risultava a prima vista. Quando gli impegni ce lo permettevano passavamo moltissimo tempo a chiacchierare piacevolmente delle nostre rispettive vite private. Spesso l'argomento riguardava le nostre esperienze, e spesso tra un sottointeso e l'altro parlavano di noi e del nostro rapporto con il sesso. Le raccontai dei miei ragazzi, e la traquillità che mi infondeva mi spinse a confidargli anche quanto mi piacesse fare sesso ed in che modo. Le raccontai del mio primo pompino, della prima volta che un ragazzo mi legò polsi e caviglie al letto, e di come mi piaceva farmi guardare nuda prima e dopo averlo fatto. Il tutto sempre con la massima discrezione ma con sempre meno vergogna e pudore da parte mia. Scordai completamente le voci che avevo sentito su di lei sempre più convinta che fossero solo chiacchere. Mi sentivo bene, rilassata e tranquilla come se l'avessi conosciuta da una vita, e fu per questo che rimasi del tutto sconvolta e sorpresa quando mi disse senza mezzi termini e con una certa rudezza che a parlare di queste cose gli era venuta una gran voglia di fare l'amore con me. Rimasi di stucco, mi bloccai totalmente, incapace di dire qualsiasi cosa. Nei secondi successivi cercai disperatamente un modo per uscire da quela situazione, per trovare una scappatoia elagnte per far cadere lì la cosa. Mi sentivo in imbarazzo, non tanto per la rivelazione ma soprattutto per la mia reazione che strideva enormemente con la naturalezza che aveva espresso nel confessarmi il suo desiderio. Banalmente, come una ragazzina impacciata, le chiesi di avviarsi verso l'albergo perchè volevo farmi una doccia e dovevo fare alcune telefonate prima di cena. Camminando riprese a parlare di altri argomenti, forse perchè mi aveva vista così turbata e voleva in qualche modo darmi una mano a riprendere fiato. Arrivata in stanza mi sentii come se stessi vivendo un film, Mi sdraiai sul letto e feci un respiro profondo incapace di pensare ad altro se non a quelle parole. Mi sentivo indifesa, disorientata, ma sicuramente non seccata od infastidita dalla sua proposta, anzi tutt'altro. Cominciai a pensare a come far finta di nulla e sembrare naturale, ma più ci pensavo più mi sentivo stranamente eccitata ed attratta da lei, così bella, così elegante e sicura di se, mi attirava sempre di più. Mi feci la doccia, mi cambiai ed all'ora stabilita scesi nella hall ad aspettarla. Era già li soriddente e più bella ed affascinate di prima. In confronto a lei mi sentivo ancor più ragazzina di prima e forse in realtà lo ero per davvero. Mangiammo normalmente, almeno all'apparenza, e dopo cena prendemmo un caffè e fumammo la classica sigaretta. Parlammo ancora ma certo almeno per me qualcosa era cambiato. La vedevo diversamente e dovetti trattenermi dal sorridiere pensando a che tipo di biancheria avesse sotto al vestito. Era attraversata da una infinità di sensazioni diverse, tutte fortissime e tutte eccitanti, tant'è che mi ritrovai bagnata come forse mai mi era capitato prima. Nel bel mezzo di un discorso che non c'entrava nulla e che ora neanche ricordo, quasi per caso mi sfiorò un braccio e le mie sensazioni già fortisime salirono ulteriormente di intensità. Fu talmente forte quello che provai in quel semplce contatto che non riuscii a far finta di niente ed ebbi quasi un singhiozzo. Credo che fu la scintila che svelò tutto di me ai suoi occhi perchè quasi di colpo abbassò la voce e quasi sussurando mi disse quanto ero bella. tutto quello che successe da li in poi fu per me come vissuto in stato di trance. Mi fece alzare e fianco a fianco andammo verso l'ascensore. Credo fosse già al piano terra perchè in un attimo mi ritrovi senza neanche sapere come al suo interno, sospinta da lei contro una parete, con una sua mano poggiata su un fianco e con l'altra tra i miei capelli. Vicina, vicinissima al mio viso ed alla mia bocca. Chiusi gli occhi ormai totalmente docile e nelle sue mani. Mi girava la testa e quasi persi conoscenza nel sentire le sue labbra poggiarsi sulle mie, nel sentire la sua lingua frugare tra i miei denti. Uscimmo al piano e mi prese per mano, ed io docilmente mi feci condurre nella sua stanza. Chiuse la porta e mi spinse da dietro dolcemente ma con decisione sulla poltrona della camera facendomi sedere. Mi guardava, non mi toglieva mai di dosso lo sguardo e mi sentivo in soggezione per questo, ma anche incapace di fare qualsiasi cosa per fuggire da quella situazione. Si piantò in piedi davanti a me e cominciò senza fretta a togliersi quello aveva addosso. Scoprii con sorpresa che la sua biancheria intima era bianca e non nera come avevo immaginato. La vidi liberare il suo seno che prese subito una forma più morbida e naturale. La vidi togliersi gli slip e mostrarmi un ciuffo di peli scuri arricciati sopra la sua fica. Non ero più me stessa, ero spettatrice di un sogno che non sentivo mio ma dal quale non volevo assolutamente uscire. Si sedette di fronte a me sul bordo del letto, non troppo vicina ma sufficentemente perchè io potessi percepire i suoi profumi fortissimi. Lentamente, sempre fissandomi negli occhi, cominciò ad accarezzarsi il seno, a stuzzicarsi i capezzoli mentre piano piano cominciava ad allargare le gambe. Raggiunse la sua fica in attimo, o almeno a me sembrò così. La vedevo lì, davanti a me, una bellissima sconosciuta di cui solo poche ore prima sapevo solo il nome, che ora mi stava mostrando una scena indimenticabile. Non sapevo assolutamente cosa fare ne come muovermi, ma non riuscivo in nessun modo a mantenere il controllo e d a distogliere lo sguardo. Mentre la vedevo socchiudere la bocca, sospirare di piacere, mentre tormentava con le dita i capezzoli ed il suo clitoride, così libera nel suo piacere, non potei non pensare a quanto formale ero stata nella mia vita fino a quel punto, a quanti desideri avevo represso. La sua stupenda oscenità mi fece perdere del tutto il senso della reltà. Cominciai anch'io a toccarmi, quasi volessi imitarla e seguirla in quel gioco fantastico in cui mi stava portando. Persi totalmente il senso del tempo ed ogni lucidità e senza sapere come mi ritrovai, penetrata dai suoi occhi fissi su di me, con i pantaloni slacciati e gli slip sulle caviglie con le mani, entrambe le mie mani, sulla fica ormai inondata nel tentivo frenetico e morboso di raggiungere il massimo del piacere il più in fretta possibile. Venni due volte di seguito prima di lei, sicuramnete ero meno esperta nel regolare questo gioco a me sconosciuto. E furono due orgasmi di una intensità a me del tutto nuova. Mi ritrovai con le gambe completamente spalancate, con tutti i muscoli irrigiditi nel piacere intensissimo che stavo provando e non potei in nessun modo trattenere un urlo soffocato, animalesco ed innaturale, che ancora oggi mi risuona nelle orecchie. Trattenni il respiro nel tentativo di far durare il più a lungo possibile quel momento, e piegai la testa all'indietro nel tentativo di distendermi più che potevo su quella poltrona. Di colpo mi sentii le sue mani addosso, sulla mia pancia sulle mie gambe sul mio viso, e non potei fare a meno di tirare fuori la lingua e cominciare a leccarle. Non so come ma mi ritrovai sul letto con lei e tra lei, completamente in balia della sua e della mia follia. Passava la sua lingua ovunque su di me. Mi leccava il viso, le orecchie, le guance, come un cane che fa le feste al padrone. La affondo dentro la mia fica accompagnandola con uno, due, tre dita per volta, per poi tornare a baciarmi lasciandomi ogni volta colare sulle labbra i fili viscidi e schiumosi delle nostre salive e dei miei umori. Come impazzita anch'io leccavo, leccavo e leccavo tutto quello che mi offriva di se, un braccio, un piede, i suoi occhi, la sua fica il suo buchetto. Ogni volta godendo dei suoi sapori e di me stessa nel vedermi in preda ad un raptus che stava facendo affiorare quanto di più bestiale ci fosse in me. Venni decine di volte, ed ogni volta era sempre più forte, più intenso rendendomi sempre meno controllabile. Persi qualsiasi tipo di freno e raggiunsi il massimo livello di estasi quando sentii scivolarmi lungo una coscia un rivolo esile ma caldissimo di pipì che non riscii in nessun modo a trattenere. In questo stato progressivamente persi conoscenza. Penso che ci addormentammo ancora con le bocche splanacate nella ricerca disperata di un pezzetto dell'altra. Mi risvegliai dopo qualche ora stanchissima, distrutta, come dopo una sbornia pesantissima, con la testa che mi girava e con due occhiaie allucinati. Mi rivestii in silenzio e piano piano senza far rumore mentre T. ancora dormiva tornai nella mia stanza di fianco alla sua. Appena entrata mi vennero in mente tutti i pensieri così diversi che avevo fatto nella stessa situazione dopo quelle sue prime parole solo il pomeriggio prima, quel senso di paura, di imbarazzo di curiosità che mi aveva attirato erano talmente distanti che mi sembravano provati mesi or sono. Ero orami diventata in poche ore un'altra persona, e questo ebbi modo di scoprirlo con certezza nei mesi che seguirono. Siamo state insieme io e T. per circa 8 mesi. Nel periodo passato insieme progressivamente molte cose sono cambiate. Chiaramente ci furono altre giornate di sesso sfrenato tra noi ma non ho mai più provato la stessa intensità di quella sera. A poco a poco il nostro rapporto si svuotò di contenuti, seppellito da un mare di incomprensioni e di difficoltà nel doverlo sempre e comunque tenere nascosto. Ora sono tornata me stessa ed aspetto un figlio da un ragazzo che amo tantissimo, e questa incoffessabile storia di sesso e libidine, perchè solo di questo alla fine si è trattato, rimane nascosta tra i miei ricordi più belli, più profondi e più eccitanti. Per questo l'ho voluta raccontare proprio quì, e spero di non avervi annoiato e di essere riuscita ad esprime almeno un po delle sensazioni che ho provato e che provo ancora scrivendola.
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