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Incontro Inaspettato...
Tutte le volte che Marco incontra la dirigente scolastica per i corridoi, il cazzo gli diventa dolorosamente duro. Come una lastra d'acciaio. La faccia gli si accende come in mezzo ad un incendio e gli fanno male anche le palle.

La preside è sempre li, con la sua faccia da porca e Marco sempre con le mani nelle tasche dei jeans nel tentativo di nascondere la sua grossa e rigida asta di carne che tentata di sbucare fuori in tutta la sua magnitudine, dalla cinta.
Le voci dei corridoi dicono che lei si sia separata da poco e a parere di molti abbia l'aria di una che gode poco.
Per Marco è il delirio.

La prima volta che si era scoperto a fantasticare in modo zozzo sulla preside, lei aveva appena ottenuto la reggenza. Era il primo giorno di scuola del suo terzo anno di Liceo. Marco la vide, 48 anni, su per giù; piuttosto bassa di statura e con un paio di labbra sottili e stretta da una a cui piace parecchio comandare.
Lui aveva 16 anni. Il cazzo gli diventò duro immediatamente e gli corse un brivido bollente lungo la schiena quando pensò che quelle labbra da dominatrice avrebbero potuto alleviare quel voglioso gonfiore.
Era rimasto eccitato tutta la mattina, poi era arrivato a casa. Si era chiuso la porta alle spalle e si era abbassato la lampo dei Jeans. Il cazzo era balzato fuori come impazzito dalla costrizione dei boxer. Aveva stretto la mano attorno alla bestia ed era venuto in meno di 30 secondi. Lo sperma era schizzato anche sui muri e Marco aveva ondeggiato le anche gemendo come un porco mentre dal fondo dei suoi lombi era appena arrivato l'orgasmo più forte di tutta la sua vita.

Adesso erano passati tre anni dalla prima sega che Marco si è sparato sulla preside. Ogni notte continua a fare lo stesso sogno, con qualche variante a seconda dell'umore del momento: lei che lo implora tutta bagnata e vogliosa di farsi cavalcare sulla scrivania di quello studio del quale è gelosissima. Poi si sveglia col cazzo in fiamme e si masturba con negli occhi quell'immagine assurdamente arrapante. Lo sperma gli spruzza sempre dappertutto e tutte le volte deve leccarlo via dal muro per nascondere le prove a sua madre di quella sua inclinazione sporcacciona.


Cristina è una donna vogliosa e passionale. Non si vede, però, questo suo lato. Lei non permette a nessuno di esplorare questa parte del suo carattere indecifrabile. Da 3 anni ha avuto la dirigenza del Liceo a cui ambiva da un po' e riesce a far rigare dritti come dei fusi professori, bidelli, studenti, segretarie e gatti di polvere.
Una cosa però le manca: ha un bisogno estremo di qualcuno che la scopi. Di un bel Maschio con una schiena forte che possa reggere un bell'amplesso selvaggio di quelli che piacciono a lei. A suo marito non piaceva fare l'amore cosi, suo marito l'ha lasciata. E suo figlio, 19 enne, torna a casa la notte qualche ora e poi sparisce. Cristina è una donna sola. Cristina sta impazzendo dalla voglia di avere Uomo che soddisfi la sua necessità di sentirsi Donna.

Da qualche tempo, Marco spesso finisce in presidenza perché in bagno fa scoppiare una canna dentro una bottiglia di plastica. Lo fa perché la vuole vedere. Vuole sentire il suo profumo.
Quella mattina però lui non sa che sarà, La Mattina.
Il professore di ginnastica lo abbandona sulla sedia. Dall'altra parte c'è lei. Seduta sulla sua poltrona rossa, che accarezza i braccioli. Inutile dire che il cazzo di Marco diventa di marmo. Lui pregusta già una bella sega appena uscito di li e la fronte comincia a dilagarsi in un'infinità di gocce salate.

Cristina è eccitata. Si sta sfregando piano sulla pelle della poltrona. I pantaloni sono sottili, il clitoride gonfio e voglioso sfrega sulla stoffa dandole delle piccole scosse di piacere.
Questo ragazzo ha un paio di mani grandi e forti come quelle di un uomo. Deve essere anche ben fornito li sotto.
"Come hai detto che ti chiami??"
"Marco"

La voce leggermente nasale della preside gli fa tendere le palle talmente tanto che gli sembra di impazzire. Lei lo sta guardando. Dalla palpebra socchiusa sbuca fuori lo sguardo tagliente di una provocatrice. Gli chiede come mai tutte queste infrazioni alle rigide regole che lei ha stabilito.
Lui non sa rispondere. Marco vorrebbe solo prenderla e infilarle la lingua in bocca.

Cristina si alza. Cristina si sente attratta da Marco, che ultimamente fa spesso il somaro. Cristina non fa l'amore da troppo tempo.
Marco è un bel ragazzo. Con un leggero strato di barba sul viso e un paio di occhi neri e passionali. Le cade l'occhio sui suoi Jeans...si ritrae. Lei non può. Lei è la preside.
Ma chissenefrega.
Non le importa più. Cristina vuole che Marco la scopi. Si accorge immediatamente che lui ha il cazzo duro. I pantaloni del ragazzo formano in prossimità dell'inguine una grossa collina di carne turgida. Mmmmh. Cristina si gira e si lecca le labbra come una porca.
Gli dice che deve sospenderlo e di tornare nel pomeriggio per ritirare il provvedimento scritto.
Marco si alza e si infila le mani in tasca poi esce dalla stanza rosso in faccia come un pomodoro.
Cristina si siede di nuovo. Le tempie le pulsano. Tra le gambe sente di avere il lago di Garda. Infila una mano dentro i pantaloni e la appoggia all'ingresso della vagina. Poi comincia a fare qualche movimento circolare. Le gambe le tremano. Se non si ferma subito raggiunge l'orgasmo.

Sono le 15:00.
La scuola è quasi vuota.
Il personale sta effettuando le pulizie nelle aule al 2 e 3 piano.
Il piano terra è deserto.
Cristina sente bussare alla porta del suo ufficio.
Fa capolino la testa ricciuta di Marco con già il cazzo duro e pronto nei calzoni.
Mmh.
Cristina si morde le labbra. Avrebbe voglia di tirarlo a se per un braccio e infilargli la lingua in bocca e fargli sentire che ha voglia e che vuole essere scopata selvaggiamente, Ora!
Marco si siede, tutto sudato ed eccitato.
"Ecco il provvedimento."
Lui guarda il foglio.
"A meno che.."
Marco alza lo sguardo e la fissa negli occhi. Cristina sente un brivido correrle lungo la schiena.
Non riesce più a trattenersi.
"Alzati, per favore" gli dice.
Marco si alza.
Lei lo attira a se per un braccio. Gli mette una mano a coppa dietro la testa e gli spinge la lingua in bocca con violenza. Quella di Marco risponde guizzando senza esitazione e avvolge la sua, poi comincia a succhiarla.
"Mmh" mugugna vogliosa Cristina sentendo contro la sua pancia la verga dura e impaziente del ragazzo, di questo giovane puledro eccitato e pronto per lei...

Continua..


Miss X.

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