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In campagna con la ragazzina
Conoscevo Emanuela da una settimana appena, non era una bellissima ragazza ma nemmeno tanto male, mi fù presentata da un mio collega di lavoro dello stesso paese mentre io ero in trasferta ovvero risiedevo in questo paesino per pochi mesi il tempo che la ditta per cui lavoro terminasse i lavori in loco. Lei usciva da una storia con un suo coetaneo e in quel periodo voleva evadere, distrarsi, e frequentava il crocchio di amici appunto la comitiva del mio collega, io ero molto più grande di Emanuela avevo superato i 35 anni mentre Lei non mi ricordo bene ma aveva a malapena 20 anni!
Anch'io avevo voglia di evadere in quanto il mio matrimonio aveva subito parecchie crisi e teneva in piedi solamente perchè lavoravo fuori e quindi non c'era spazio per continui litigi.
Avevamo cenato tutti insieme un paio di volte e avevamo fatto una breve gita in città di un giorno, ma quanto basta per far scattare l'invito ad una festa privata che si teneva il successivo sabato sera. Lei accettò subito d'impeto! Andai nel casolare di campagna dove si sarebbe tenuta la festa il giorno prima per prendere visione del posto, prima pensai di potermi appartare in auto in quanto il parcheggio era distante dalla casa ed al buio, ma poi vidi un piccolo casolare distaccato dalla casa con una porta fatiscente ma all'interno stipato con dei mobili vecchi tra cui un divano perfettamente nascosto dai mobili anche nel caso che qualcuno entrasse all'improvviso: sistemai una grande coperta pulita, che mi ero portato in auto, sopra il vecchio divano e.. ero già eccitato pensando al giorno dopo!
La sera dopo arrivammo alla festicciola abbastanza presto, c'era ancora luce, il target di età era notevolmente basso, inutile dire che io ero il più grande, ma non mi dispiaceva, il mio collega aveva 25 anni ed era il mio sottoposto al lavoro, venne con una ragazza pazzesca: minigonna al pube, tacchi alti da brivido truccata in maniera pesante e con un fisico da urlo, troppo pensai per una serata in campagna con amici.
Emanuela era invece morigerata, gonna lunga stile anni 70, maglioncino, no trucco o un filo di trucco invisibile insomma più adatta ad una scampagnata ma assai meno provocante della gnocca del mio collega.
Arrivati al dolce io fremevo per allontanarci dalla tavolata e lo feci invitando Manu a fare una passeggiata serale nella stradina di campagna male illuminata adiacente il caseggiato, non si fece pregare e andammo.
Appena fuori dal lampione al buio la fermai e la strinsi a me con un lungo e voluttuoso bacio, era il secondo che ci scambiavamo ma questo era con un messaggio chiaro, le mie mani frugavano dappertutto e stingendogli i seni mi accorsi che erano grandi e sodi, perchè li nascondesse così? L'altra mano si insinuava sotto la gonna lunga a cercargli il culo che al palpeggio sentivo tondo e sodo, le dita tentarono pure di intrufolarsi tra le labbra vaginali, operazione in parte riuscita perchè lei ridendo mi disse : ma sei scemo così in piedi? Allora colsi la palla al balzo e dissi: sì vero, vieni che cerchiamo un posticino appartato. Mano nella mano andammo nel casolare e ci posizionammo sul divano; io ero già eccitatissimo, il mio cazzo non stava ormai nei jeans! Mi adagiai dolcemente sopra di Lei continuando a baciarla o meglio continuando a infilarle la lingua in bocca dappertutto, gli alzai la gonna e portai a vista le sue mutande, c'era un filo di luce del lampione esterno che illuminava dalla finestrella il giaciglio. Le sue mutandine erano stile quelle della nonna al che capii che non si era preparata affatto ad un incontro intimo. Che sò un perizomino o uno slip più provocante in questi casi ci azzecca meglio! Le sfilai le mutandine con un pò di difficoltà, mi aiutò molto la mia ironia, a proposito Lei mi diceva sempre che la facevo stare bene perchè la facevo ridere! Tra una risata e l'altra la denudai del maglione e del reggiseno, via la mia camicia e in un millisecondo mi liberai dei jeans e del mio intimo; Sapevo che dovevo cogliere l'attimo, stavo affrettando i tempi, le sue poppe erano più grandi e belle di quello che lasciava intravedere vestita, la sistemai completamente sdraiata e il mio cazzo cercò subito di intrufolarsi in mezzo alle sue gambe, ma Lei si irrigidì e chiuse forte le cosce al che capii che non sarebbe stato così semplice ma ero eccitatissimo e volevo assolutamente fotterla! Non mi persi d'animo e cominciai nuovamente con i baci languidi e profondi adesso dappertutto anche sui seni e Lei apprezzava, anzi proprio sui seni era molto sensibile così mi prolungai parecchio sulle sue grandi tette e la mia mano nel frattempo era scivolata sula fica molto pelosa, non l'aveva mai sfoltita sicuramente, e meraviglia mi bagnai abbondantemente le dita, sempre molto delicatamente cominciai ad accarezzargli le grandi labbra e piano piano insinuavo il dito tra le piccole labbra sfiorando il clitoride, mi accorgevo che si scioglieva al chè mi sistemai delicatamente sopra e afferrai con una mano il mio cazzo duro spingendolo nell'apertura della sua fica. Appoggiai la cappella tra le sue labbra vaginali e spinsi delicatamente, trovai subito difficoltà, Lei gridò: no! mi fai male! non l'ho mai fatto! E mi spingeva indietro con tutte e due le sue mani sul mio petto! Io ero tra il frastornato il super eccitato il meravigliato, non pensavo fosse vergine! La rassicurai e tornai alla carica con il petting, questa volta i baci arrivarono fino alla fica, anzi feci un bel lavoro di lingua sulla vulva lubrificandola abbondantemente e preparandola a sverginarla! Mi piazzai nuovamente sopra di Lei stavolta con più determinazione, ripresi in mano il mio cazzo per orietarlo bene sulla fica ma stavolata non spinsi, cominciai un lavoro con la mia cappella all'inbocco della vulva bagnatissima entrare e uscire per un centimetro o poco più e la portai stavolta ad un'eccitazione notevole, cominciò quasi ad ansimare la troietta e mi aprì in modo naturale le gambe anzi le spalancò quasi al chè con un leggero strattone infilai il mio membro nella sua fica. Grande grido, ma niente: il muro, era come se il mio cazzo si fermasse in un muro, altro strattone più forte tanto da farla spostare altro grande grido soffocato meno male dentro la mia bocca che si era cinta per baciarla sia per rassicurarla che per tappagliela altrimenti ci avrebbero sentito tutti! Avevo sverginato parecchie ragazzine anni prima ma non mi ricordo di aver avuto tali difficoltà, era la prima volta che mi capitava una ragazza così "sigillata" anche perchè non sono certo un superdotato anzi la mia attrezzatura ho sempre pensato che fosse nella norma.
Non mi sono perso d'animo, durante l'ultima spinta ero quasi venuto, anzi sicuramente già un pò di sperma era fuoriuscito dal pene, ero riuscito a trattenermi a malapena la sovraeccitazione era troppa, dovevo spostare la mia mente su altro e non sul fatto che stavo sverginando una ragazza giovane che la stavo facendo diventare donna, che avesse scelto me a questo punto per un regalo così bello ed apprezzato da noi uomini!
Oramai dovevo farla mia e gli infilai il cazzo di nuovo in fica, stavolta con meno difficoltà ed a tratti riuscì a piantarglielo tutto nel ventre. Mi fermai a lungo col cazzo piantato nella fica, un tempo indefinibile, nel frattempo la accarezzavo con una mano sul volto e con la bocca attaccata alla sua, questo per farla abituare al corpo estraneo e per permettere a me di non venire subito. Iniziai a pomparla piano piano, Lei cominciò a gradire, diceva spesso "piano" "piano" ma si vedeva che apriva di più le gambe per facilitare la trombata; la sua fica era un lago e a questo punto cominciai a pomparla con decisione ma mai con brutalità, mi meravigliavo di me e della mia performance pensavo che non sarei resistito a lungo ed invece ero là da tempo indefinibile che il mio cazzo fotteva Emanuela alla grande procurandole adesso anche timidi gemiti di piacere. Quando mi accorsi che la mia giovane amante accennava ad un orgasmo, la vidi piuttosto abbandonata, diedi tre quattro colpi ben assestati stavolta facendola scuotere notevolmente e accennare nuovamente un grido soffocato: sborrai finalmente copiosamente dentro di Lei in un orgasmo lunghissimo e bellissimo! Restammo a lungo sul divano, Lei con le cosce oscenamente spalancate con lo spema che fuoriusciva ed io sdraiato vicino che accarezzavo le sue tette. Era stata un'imprudenza sborrargli dentro, ma Lei non mi aveva detto nulla ed io non ho voluto rinunciare ad un piacere simile! Sicuramente è stata la scopata più bella della mia vita ed ogni volta al ricordo sento indurire velocemente il mio membro. La continuai a frequentare altre due settimane e l'ho scopata altre due volte, tentai invano pure di incularla quando la nostra intimità era migliorata ma sensa successo; poi io tornai nella mia città perchè le mie mansioni nel lavoro erano finite e seppi dal mio collaboratore che Lei era tornata dal suo vecchio fidanzatino!

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