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| In attesa |
Aveva messo quell’inserzione in internet per trovare compagnia e adesso che stava per affrontarne le conseguenze un poco aveva paura.
-Ho sbagliato, non avrei dovuto.
Ma oramai era tardi, quei quattro ragazzi stavano arrivando all’appuntamento in quell’alberghetto di provincia.
Forse era la solitudine o forse solo la curiosità, Marisa aveva scritto nell’annuncio di voler incontrare degli uomini anche in coppia, fino a quattro, ed adesso dopo aver scritto e riscritto più volte ed essersi sentiti per telefono avevano deciso l’incontro.
Unica regola era che se non si fossero piaciuti ognuno a casa sua e tutti amici come prima, e forse questo era l’unica cosa che la faceva aspettare in quella camera simpatica e pulita dell’albergo.
-Si, sei molto bella, sicuramente piacerai!
Diceva Marisa a se stessa mentre si guardava nello specchio, alzò la gonna leggera per controllare la lingerie, calze e reggicalze bianche con perizoma identico colore.
Si era depilata, gambe, ascelle e pube, al pensiero di trovarsi poi nuda in mezzo a quattro ragazzi cosi senza peli si sentiva ancora più nuda, ancora più vulnerabile.
Tutto sommato la cosa la intrigava, sentiva un fremito nelle sue parti intime.
Un brivido le percorse il corpo, forse un po’ di freddo, forse.
Accese una sigaretta e si mise alla finestra, giunse nel parcheggio un’auto, il cuore accelerò, uscì un uomo che andò ad aprire l’altra portiera da cui scese una giovane donna.
Il cuore rallentò, la sigarette finì, e cominciò a piovere.
Si accorse di essere a pensare a casa, si chiese cosa ci faceva lì in quel posto, e pensò ai quattro che stavano arrivando.
Appuntamento alle 21,30, ed erano solo le 20,45, vide i volti di quei quattro con l’immaginazione, sentiva le loro mani scivolare sul suo corpo, e senza rendersene conto si accorse di accarezzare il proprio seno.
-Bello!
Pensò insinuando ancora sotto le magnifiche mammelle.
Non aveva messo il reggiseno, fortunatamente le stava duro e diritto anche se piuttosto abbondante, anche se ormai l’età reclamava in parte un poco di decadenza fisica.
Si eccitò e strinse fra le dita i capezzoli che si erano induriti, lo faceva da quando era piccola, quel misto tra il dolore e il piacere la estasiava, molto tempo prima aveva avuto anche un orgasmo masturbando i capezzale.
Era tanto tempo prima, ricordava la sua cameretta di ragazzina coi poster al muro, e le sue mani che cominciavano a conoscere le sue parti intime, che accarezzava e masturbava fino a raggiungere uno, due anche tre orgasmi di fila.
Mugolava piano per non farsi sentire da sua madre.
Una volta l’aveva sorpresa mentre con una Barbie si masturbava, nuda sul letto, quella volta erano stati dolori, e per fortuna era già venuta una volta.
La sua mano era scivolata intanto fra le cosce, e anche ora provava piacere, anche se in un certo qual modo il pensiero dei quattro amanti che stavano per arrivare la turbava ed eccitava allo stesso tempo.
Si allontano dalla finestra, andò in bagno e orinò, pulitasi continuò a toccarsi lentamente.
-Mi sembra così piccina, e fra poco la darò in pasto a dei perfetti sconosciuti!
Così pensava mentre il dito medio si insinuava fra le labbra e penetrava nell’orifizio vaginale.
Pensava in quel momento alla prima volta che aveva fatto l’amore.
Andrea, era stato lui quel pomeriggio di primavera di un milione di anni prima, a sdraiarla sul letto della sua camera dicendole con dolcezza mentre le sfilava le mutandine:-Non aver paura, non ti farò male!
Ma non era stato sincero, il pene era enorme per l’età che aveva e per la sua verginità, e il dolore fu mitigato solo dal piacere che poi giunse con un brivido e un forte tremore, un orgasmo ben diverso da quelli avuti masturbandosi con le mani, proprie o di altri amici o amiche, o usando qualche bambola.
Dopo di lui l’avevano avuta in parecchi, ma allora aveva imparato a gestire il sesso.
Si alzo dalla tazza del WC e guardò ancora l’ora 21,15.
-Ora mi spoglio e li aspetto nuda sul letto.
Così dicendo si sfilò il vestito guardandosi di fronte allo specchio, bel corpo, due belle gambe sode lunghe come colonne, le accarezzò indugiando all’interno delle cosce, passo le mani sull’inguine insinuandone una fra le labbra del suo sesso.
-Sono già bagnata come una maialetta!- si disse sorridendo.
Sorrideva forse per la prima volta quella sera, aver giocato un po’ col sesso l’aveva in parte calmata.
Ora si sentiva sicura, ma pensò che farsi trovare nuda sarebbe stato come darsi senza prima valutare i propri partners.
Si rimise il vestito, apri il frigo bar e prese una lattina di Coca Cola, l’apri e bevve.
Le venne in mente quell’estate in campeggio, quando con Lucia avevano fatto la scommessa delle bottigliette, avrebbe vinto chi riusciva ad infilare nella vagina la bottiglietta più grande.
Lei aveva infilato quasi fino alla parte più grande una bottiglia di acqua minerale Fiuggi, ma nulla potè quando Lucia aiutata da Marco che assieme ad Andrea facevano da arbitri si infilò nel buchino stretto una bottiglietta di Coca Cola.
Il ricordo la eccitò particolarmente, era stata la prima estate che andava in campeggio con gli amici, ed era stata anche la prima volta che si era trovata a far l’amore di gruppo, anche solo in quattro e in coppia, era stata la prima volta che aveva masturbato una sua amica e si era fatta masturbare e leccare a sua volta mentre i due maschi guardavano e si masturbavano guardandole fino ad arrivare in contemporanea sulle due amiche.
21,25, ormai era fatta, fra poco sarebbe stata fra le braccia di quattro uomini, solo una volta aveva avuto un rapporto con altri due uomini, ma era un po’ alticcia, aveva bevuto qualcosa di più del dovuto, e si era lasciata convincere della cosa dai due.
Niente doppia penetrazione, la sua bocca masturbava uno mentre l’altro la penetrava da dietro, si diedero il cambio qualche volta e poi le riempirono la bocca col nettare del loro sesso, e quella fu la prima volta che bevve avidamente quello che i due uomini le rilasciarono nell’orgasmo.
Il ronzio del telefono della stanza la destò dai suoi pensieri.
Alzò la cornetta:-Pronto!
-Signora buonasera la hall, ci sono i signori che aspettava, posso farli salire?
-Si grazie, li faccia salire, grazie.
Si alzo dal letto e con un gesto prettamente femminile aggiusto le coperte, ora il cuore batteva all’impazzata, passò davanti allo specchio e si riguardò ancora sorridendosi, si fossero come fossero quella sera ormai era troppo eccitata per fare la ritrosa, avrebbe ricevuto e presi tutti quei membri senza fare storie.
Sentì la porta dell’ascensore aprirsi al suo piano e aprì la porta.
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