Iscriviti alla newsletter!
Per ricevere tutte le nuove storie!!
|
|
| Il ricatto di Gwenda |
Il Medioevo, un periodo attraversato da intrighi di corte, ricatti, ribellioni, imbrogli.
Gwenda e Wulfric due amanti senza terra stavano cercando disperatamente di riavere il loro podere rubatogli dal conte Ralph.
Alla fine Gwenda decise di parlare egli stessa con Ralph per cercare di convincerlo a ridare il piccolo podere al suo amato. Senza dire nulla a Wulfric, una mattina, si recò come semplice contadina al sede del conte.
Ad accompagnarla fu Alan, scudiero personale di Ralph.
Bussò alla porta ed entrò. Alan annunciò la visita.
< Cosa fai così lotnano dal villaggio? Oggi non è giorno di mercato> disse Ralph. Gwenda fece un passo avanti per farsi vedere meglio e disse: <Signore, sono venuta a implorarvi per Wulfric, per fargli ereditare la terra a lui promessa>
< E a te cosa importa se lui eredita? > chiese Ralph.
< Perchè lo amo follemente e per questo voglio aiutarlo> rispose Gwenda.
< Avvicinati> disse Ralph. La ragazza avanzò fin quasi al centro della stanza e gli si fermò davanti. Lo sguardo di Ralph si soffermò lungamente sul suo corpo.
< Sei una bella ragazza con un corpo desiderabile> disse < e in te c'è qualcosa... Sei vergine?>.
< Signore, io... io...>
< Ovviamente no> Ralph rise <Sei già stata con Wulfric?>
<No!>
<Bugiarda> Ralph soghignò. Si divertiva <Bè,e se decidessi di fargli ereditare la terra? Dopo che succederebbe?>
< Tutta la cittadina direbbero che siete un vero nobile>
< Alla cittadina non interesserebbe affato. Ma tu mi dimostreresti gratitudine?>
Gwenda ebbe l' orribile sensazione di sapere già dove sarebbe andata a finire quella conversazione.
<Naturalmente. Ve ne sarei profondamente grata>
< E come me lo dimostreresti?>
Lei arretrò verso la porta.
< In qualsiasi modo che non mi facesse vergognare!>
< Ti spoglieresti?>
Gwenda si sentì stringere il cuore.
<No. Signore>
<Ah, allora non così tanta gratitudine, quindi>
Gwenda posò la mano sulla maniglia della porta, ma non uscì.
< Cosa... cosa volete da me, signore?>
<Voglio vederti nuda. Poi deciderò>
<Qui?>
<Si>
La ragazza guardò Alan, lo scudiero. <Davanti a lui?>
<Si>
Non sembrava poi una gran cosa, mostrarsi a quei due... non a paragone del premio, ottenere l' eredità della terra di Wulfric.
Con gesti rapidi, Gwenda si sciolse la cintola e si passò la veste sopra la testa. Poi tenne l' abito stretto in una mano, l' altra sulla maniglia, e fissò Ralph con espressione di sfida.
Lui osservò avidamente il corpo della ragazza, poi disse.
< Una bella vacca, con due belle poppe, vero, Alan?>
< Eh si, davvero> rispose lo scudiero con gli occhi lucidi.
< Adesso accoglierete la mia petizione?> chiese Gwenda.
Ralph si portò la mano all' inguine e cominciò ad accarezzarsi.
< Vieni con me. Su quel letto>
<No!>
< Andiamo! L' hai già fatto col tuo amante Wulfric, non sei vergine>
<No!>
<Pensa alla terra: novanta acri. Tutto questo potrebbe essere tuo e di lui>
Gwenda ci pensò. Se avesse accettato Wulfric avrebbe visto realizzarsi finalmente il sogno della sua vita. Se invece avesse continuato a rifiutare, Wulfric sarebbe rimasto un bracciante senza terra.
Tuttavia, il pensiero continuava a disgustarla. Ralph era un uomo meschino e vendicativo e prepotente. Che fosse alto e bello faceva poca differenza. Sarebbe stato rivoltante farlo con un uomo che lei trovava così odioso.
Il fatto che fosse stata con Wulfric solo il giorno prima rende la prospettiva del sesso con Ralph ancora più repellente. Dopo la bella notte di intimità con Wulfric sarebbe stato un tradimento terribile farlo con un altro.
"Non essere stupida" si disse. "Per evitare cinque minuti sgradevoli ti condanni una vta intera?".
Ralph rimase in silenzio mentre Gwenda si dibatteva nell' incertezza e il terrore. Alla fine la ragazza ruppe il silenzio.
< Vi prego> lo implorò <Non costringetemi>
<Ah> fece Ralph < Questo mi fa supporre che sei disposta a farlo>.
<Ma è peccato> disse Gwenda, disperata. <Peccato per voi chidermelo e peccato per me accettare>
< I peccati possono essere perdonati>.
<Per favore> lo implorò di nuovo Gwenda <Consentite che Wulfric erediti>.
Il viso di Ralph si indurì.
<Ho preso la mia decisione e non ho intenzione di cambiarla... a meno che tu non riesca a persuadermi. E dire semplicemente "per favore" non basterà>. Gli occhi gli luccicavano di desiderio, il respiro era più affannoso, la bocca socchiusa, le labbra bagnate.
Gwenda lasciò cadere la veste sul pavimento e si avviò verso il letto. La raggiunse Ralph in un attimo.
< Inginocchiati sul materasso> le ordinò <No, con la schiena rivolta verso di me>.
La ragazza fece ciò che le era stato detto.
< Meglio così> disse Ralph, e Alan rise.
Gwenda si chiese se Alan sarebbe rimasto a guardare.
Ralph si inginocchiò su letto alle spalle di Gwenda, che chiuse gli occhi e pregò, chiedendo perdono. L' uomo si bagnò le dita e la toccò più volte e con decisione.
Un momento dopo entrò in lei. La ragazza gemette per la vergogna.
Ralph fraintese il lamento e disse <Ti piace vero?>. Cominciò a muoversi ritmicamente avanti e indietro. Per attenuare il disagio Gwenda prese anche lei a muoversi con lui, che si convinse di averla eccitata.
Con orrore Gwenda sentì un' ondata calda di piacere spandersi nei lombi. Il viso le avampò di vergogna. Se prima la cosa la ripugnava, adesso all' improvviso si sentì bagnata dentro, facendò aumentare la frizione delle spinte di Ralph. Lui percepì questo cambiamento e incominciò a muoversi più velocemente. Disgustata di se stessa Gwenda smise di seguire il ritmo di Ralph, ma lui gli afferrò i fianchi, spingendo e ritraendosi alternativamente, e la ragazza a questo punto non riuscì più a resistergli.
Cominciò ad ansimare anche lei, sempre rossa per la vergogna in faccia. Alan era poco lontano e guardava la scena toccandosi l' inguine.
Ormai la cavalcava e lei non stava facendo nulla per impedirglielo. Stava tradendo Wulfric ma in quel momento non gli importava.
Cominciò a gocciolare liquido dalla sua figa e cadeva nel letto bagnandolo.
Ansimava sempre più forte assaporando le spinte di Ralph sempre più decise e piacevoli.
Ad un trattò arrivò Alan, col pene di fuori. Lo mise davanti alla bocca di Gwenda. Lei aprì le labbra morbide e lo fece entrare dentro muovendo la testa avanti e indietro. Alan aveva quasi raggiunto l' orgasmo. Gwenda a un certo punto disse di spingere più forte, facendo stupire Ralph. Ormai era una troietta che si stava facendo penetrare la figa da dietro e facendo un pompino, con due completi sconosciuti.
Tra gli ansimi Gwenda capì che stava per raggiungere l' orgasmo prima di Ralph e cerò invano di dirgli di smetterla di spingere ancora. Tra gli ansimi e la vergogna, dalla figa di Gwenda uscì altro liquido e gridò di piacere. Allo stesso tempo Ralph gli eiaculò dentro e Alan gli schizzò sperma in faccia.
Ralph si staccò da lei ed emise un sopsiro di soddisfazione e si distese nel letto.
Gwenda, dopo essersi ripresa, si vestì rapidamente.
< Mmmh, è stato meraviglioso, Wulfric ne andrà fiero> gli disse Ralph.
Gwenda avampò dalla vergonga, non risuciva a dire nulla. Prima non voleva farlo e odiava quell' uomo; dopo però si è fatta scopare come una troia e facendo una pompa anche ad Alan e, infine, gli era tremendamente piaciuto. I due uomini erano soddisfatti e felici. Gwenda si infilò le scarpe e sbattè la porta doppo essere uscita.
Note: Prima di aver ottenuto l' eredità dal suo amante Gwenda si è dovuta far scopare altre 3 volte, sia da Ralph che da suoi amici. In tutti e tre le scopate, nonostante si pentiva ogni volta, Gwenda si eccitava più che mai.
COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!
|
| Eccitometro (Numero di voti: 83): 5.61 |
|
Commenti (9) |
|