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| Il primo giorno di lavoro |
La mia amica mi ha prestato l’appartamento perché ho trovato un lavoro in città.
Mi sveglio la mattina presto e apro la finestra. Davanti a me c’è un palazzo e un gran bel fico affacciato al balcone. Addosso ho solo il reggiseno e le mutandine, mi guarda e poi mi sorride toccandosi il pacco. Prendo una sedia e l’avvicino alla finestra, mi siedo e comincio ad accarezzarmi delicatamente le grandi tette, tirandole fuori pian piano dal reggiseno. I capezzoli diventano turgidi, me li pizzico, poi mi lecco le dita e ce le passo sopra, facendoli diventare ancora più duri. Li tiro fuori, prima il destro e poi il sinistro. Ho ancora il reggiseno addosso e non ho alcuna intenzione di togliermelo, ma le tette sono completamente fuori e lui è libero di guardarle e di masturbarsi come più gli piace. Si prende in mano il cazzo e comincia a massaggiarselo tra le mani. Io mi accarezzo ancora i seni e mi stringo i capezzoli fino a farmi male mentre allargo le gambe e dal tanga escono i peli della mia figa completamente bagnata. La mano destra scende e mi accarezzo la clitoride con il pollice, mentre il medio mi penetra. È come se non fossi io, come se una forza estranea mi comandasse, mi infilo anche l’indice e mi stantuffo mentre l’uomo mi eiacula davanti. Eccitatissima vengo urlando, lui mi sente, mi guarda e mi sorride.
Rimetto le tette e il tanga a posto, le calze autoreggenti, la camicetta, una gonna molto corta, le scarpe ed esco. Oggi è il mio primo giorno di lavoro ed è iniziato proprio bene.
Prendo l’autobus e nella calca un uomo mi piazza la sua mano sotto la gonna a mi tocca il culo. Mi piace quel contatto e mi bagno vergognosamente, lui lo percepisce e comincia a strusciarsi addosso a me col suo cazzo duro, ma purtroppo devo scendere.
In ufficio il capo mi riceve da dietro la scrivania e mi spiega le mie mansioni. È un bell’uomo e io sono ancora fortemente eccitata. Mi siedo davanti a lui e con disinvoltura mi sbottono la camicetta quel tanto per rendere visibile l’attaccatura delle tette. Vedo che si eccita e comincia a toccarsi, io allargo le gambe e allontano leggermente la sedia in modo che possa vedere il mio tanga e i peli della mia figa che escono, mi aspetto che lui si alzi e mi salti addosso e invece schiaccia un bottone e che fa? Chiama la collega pregandola di venire. La ragazza entra e lui le dice: “pensi lei ad addestrare la signorina”. Rimango stupita, non so cosa mi aspetta ma sono fortemente eccitata. La ragazza mi viene incontro, mi fa alzare e comincia a sbottonarmi la camicetta, poi me la toglie e mi massaggia con delicatezza i seni prorompenti. La lascio fare, provo un piacere incredibile mentre la sua bocca mi succhia il capezzolo destro e la sua mano scivola lentamente sotto la mia gonna.
Mi fa sdraiare sul divano, mi toglie la gonna e il tanga e comincia a leccarmi la figa. Apro le gambe eccitatissima, una donna non mi aveva mai toccata né succhiata prima e devo dire che è una sensazione molto piacevole. Mi succhia la clitoride, mi ficca le dita nella vagina e la sua lingua mi fruga dappertutto. Urlando le vengo in bocca. Si alza il capo, si tira fuori il cazzo e me lo infila nella figa bagnata mentre la mia sensuale collega continua a leccarmi, anzi a leccarci. Lui mi penetra con violenza, mi trafigge e mi squarta con il suo enorme pene mentre godo ripetutamente. Urlo di piacere in un orgasmo senza fine e lui mi schizza addosso tutta la sua sborra. Mi riempie la pancia e i seni e poi si riveste mentre la mia collega pensa a ripulirmi con la lingua.
Sono ancora eccitata, la faccio sdraiare e comincio io a succhiarle i capezzoli, poi le infilo tre dita nella figa bagnatissima. Mentre faccio questo sono in ginocchio e da dietro sento un cazzo che mi penetra nella vagina, mi giro ed è il collega che ho incontrato in ascensore. Anche lui è stato chiamato a godere della mia presenza, mentre il capo ci guarda sorridendo soddisfatto. Lui mi viene sulla schiena, la collega mi viene in bocca e io, ormai solo con il reggiseno addosso, divarico le gambe, mi sdraio sul divano del capo e mi accarezzo la clitoride, poi mi ficco due dita nella figa e vengo vergognosamente, insomma masturbo davanti a tutti.
Come primo giorno di lavoro niente male!
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