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| Il mio schiavo d'amore. |
Ero stata in libreria, una nuova, a cercare un libro che non trovavo da nessuna altra parte. Il negozio era deserto,nel caldo pomeriggio estivo, tranne me ed il commesso seduto alla cassa. Mentre gironzolavo tra gli scaffali mi sentivo addosso lo sguardo del ragazzo, giovane, carino;ad un certo punto mi si e' avvicinato. L'ho guardato negli occhi, verdi, grandi e sono stata presa dal desiderio. Una signora di mezza eta' come me ed un ragazzo...Non so cosa mi sia successo in quel momento, forse sono impazzita nel volgere di pochi istanti. La fiamma mi ha bruciato nel petto e, subitaneamente, tra le cosce. La mia mano non era piu' mia e senza che lo volessi si e' dolcemente poggiata sulla lampo dei suoi pantaloni. "Oddio, ho pensato, ma cosa sto facendo? e lui, lui, cosa fara' ora?" Ci siamo dati appuntamento per l'orario di chiusura, come se ci fossimo sempre conosciuti ed aspettati. Il pomeriggio e' passato lentamente,ho passeggiato senza meta e dentro di me la passione si alternava al brivido dell'imprevisto. Infine e' giunta l'ora di incontrarci. I primi istanti sono stati imbarazzati, tutta la situazione mi sembrava assurda ed impossibile, ma finalmente seduti in un locale uno di fronte all'altro il corso delle cose e' completamente cambiato. Lui, il mio giovane compagno, mi ha raccontato di desiderare una donna matura come me, alla quale fare da cavalier servente. In me e' cominciata a balenare un'idea, che ha ben presto travolto ogni freno. Siamo saliti in macchina, la mia, piu' grande della sua piccola utilitaria e come in un sogno ho cercato un posto tranquillo e buio. E allora, fermata l'auto al riparo da luci fastidiose, ho buttato giu' il sedile e gli ho ordinato di leccarmi. Ho alzato la gonna e gli ho mostrato la mia fica nuda, i miei slip erano stati gia' eliminati nel bagno del bar.Mi sono seduta sulla sua faccia ed ho iniziato a
muovermi su di lui. La sua lingua mi ha toccato, un brivido caldo e' partito dal centro del piacere ed e' corso giu' per la mia schiena."Leccami,e non pensare al tuo piacere, ma solo al mio, fammi venire come non hai mai fatto con nessun altra" ad ogni mia parola la lingua frugava di piu'e si allungava e mi tormentava la clitoride, stringendola tra le labbra, tirandola con i denti, succhiandola per ricavarne il dolce aroma. Le mie mani sul suo pantalone stringevano una forma dura che sentivo crescermi sotto le dita. Ma non volevo tirarglielo fuori, il suo piacere doveva essere solitario mentre il mio gli sarebbe scoppiato sul viso... E cosi' e' stato, ad un morso piu' deciso ho sentito esplodere il cuore nel petto e la fica tra le gambe. Ho urlato il mio piacere, gli ho strusciato i miei umori ovunque e poi mi sono rigirata e l'ho guardato negli occhi, i suoi grandi, teneri occhi. "Sei mio" gli ho detto e lui, felice, ha sorriso.
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