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| Il mio istruttore di fitness |
Scritta da: cipride (4)
L’anno scorso una mia amica mi convinse a iscrivermi in palestra,sarebbe stata un’occasione in più per vederci durante la settimana e liberare lo stress accumulato durante le ore di studio.
Io sono Lucrezia,di statura media,i capelli lunghi alle spalle, mossi ,occhi blu.Ho un seno enorme e un culo un po’ troppo grosso.
Non ho un fisico “atletico” e mi vergognavo all’inizio di frequentare il corso:la mia amica si sentiva a casa in quel luogo,ma io mi sentivo continuamente osservata e non potevo nascondere quel seno prorompente sotto nessuna maglietta.L’istruttore che ci seguiva nel nostro lavoro era un napoletano sui 40 anni,alto,moro dai lineamenti decisi,le braccia forti,le mani grandi,i capelli neri,folti che gli cadevano sopra le spalle.
Quando portava la tuta potevo ammirare la muscolatura perfetta delle sue gambe e delle natiche.
Non sembrava interessato a socializzare con noi,infatti se ne stava tutto il tempo per conto suo ad allenarsi o a seguire altri clienti negli esercizi.
Quando si allenava la mia mente galoppava..gli passavo accanto quando era sulla panca,steso a tirar su non so quanti chili,e il primo desiderio che sentivo era quello di mettermi a cavalcioni sopra di lui e fare sesso sfrenato lì tra gli attrezzi.Ma se ci avessi provato con lui ero sicura al 100%che mi avrebbe respinto e così non mi azzardai mai.
Dopo 2 mesi la mia amica decise di non venire più,ma io continuai perché nel frattempo ci avevo preso gusto.
Iniziai a notare che da quando non c’era più lei,l’istruttore mi parlava più spesso e stava meno per conto suo, e mi aiutava anche in certi esercizi difficili.
Un giorno,durante una fase in cui dovevo riprendere fiato tra un esercizio e l’altro,si avvicinò e mi mise le mani sul petto,fingendo,con aria professionale,di spiegarmi qualcosa sulla respirazione.
Io feci sempre finta di niente ma gli sguardi mi tradivano,e ormai attiravo apposta la sua attenzione con magliette scollate e tutine aderenti.
Un giorno ,dopo l’allenamento,come al solito andai nello spogliatoio,mi spogliai,ed entrai nella doccia.
Iniziai a insaponarmi e a un tratto sentii una mano che mi tappava la bocca e l’altra mi toccava il seno,la pancia,il culo.
:-se urli mi caccerai nei guai.Prometti di non urlare.
Annuii,eccitata.Mi voltai,iniziai a baciarlo con passione.Passai la mano lungo la superficie di quel corpo statuario fino a che non prensi in mano il suo cazzo.Era enorme,duro,largo e,inginocchiatami,lo inghiottii fino alla base.Continuai a succhiarlo a quel modo per qualche minuto,fino a che lui,impaziente,mi prense in braccio e mi spinse quell’affare enorme nella fica.
Mi lasciai sfuggire un gemito di dolore,ma poi mi abituai a quelle spinte lente e armoniose,quasi si rendesse conto di quel che stavo provando.Il dolore iniziale passò e iniziai a muovere il bacino e lui più di me e a quel punto venni.Mifece girare,guardò e toccò il mio culo.
:-mi eccitano i culi grossi come il tuo,tesoro.
Arrossii e mi preparai a ricevere quel cazzo animalesco nel culo.Continuando a toccarmi appoggiò la cappella al mio buco e iniziò a spingere.La cappella entrò e non mi faceva male.Spinse altri 5 cm e stavo per svenire dal dolore.Con un altro colpo me lo piantò lì fino alla base,ma più mi faceva male,più la fica era bagnata.
Lui spingeva,io godevo e ormai non ci curavamo più di non fare rumori perché stavamo urlando entrambi.Prese a sculacciarmi,ad aggrapparsi ai miei fianchi,a stimolarmi il clitoride con le dita.
Venni in poco tempo e lui dopo di me.
:-Bambina cattiva.-mi disse;poi si rivestì e uscì.
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