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Il mio cognato porco
Salve a tutti, mi chiamo Giovanna e mi considero una troia. Sono sposata e ho tre figli, ma i miei desideri sessuali non si sono mai limitati ad un solo uomo. La storia che sto per raccontarvi è accaduta in una BOLLENTE sera di Giugno. Mio marito è il proprietario di un panificio dove di pomeriggio lavoriamo senza sosta fino a tarda sera, se non anche di notte, anche se io non lavoro proprio molto, insomma, una pacchia, soprattutto dopo la storia che sto per raccontarvi… Quella sera ero rimasta sola a pulire un po’, tanto per rendermi utile mentre mio marito e i bambini riposavano proprio nella nostra casa accanto. Bene, allora me ne stavo lì con i miei pensieri perversi quando ad un tratto ho sentito il rumore di un auto e subito dopo quello della porta che si spalancava. –“Siamo chiusi!”- ho urlato scocciata. Alle mie spalle, proprio come nei miei sogni più eccitanti, comparve il mio caro cognato, che ho sempre immaginato con un cazzo da paura. Io mi giro e, vedendolo, ci scambiamo subito un’occhiata di fuoco, mentre io mi stavo già eccitando al pensiero di essere tutta sola con mio cognato. –“Che ci fai sola qui, Giovi?”- io mi voltai dandogli di spalle imbarazzata. Credendo se ne fosse andato, ripresi a pulire il bancone, piegandomi e mettendo in bella mostra il mio culo prosperoso, che ha ospitato tanti cazzi, uno più grosso dell’altro. All’improvviso mi sentii afferrare da dietro. Mi voltai e vidi mio cognato che mi alzava la maglietta e mi succhiava le tette dure attraverso il tessuto fino del reggiseno. Intanto vedevo che si stava togliendo i pantaloni, e quando ebbe finito notai un cazzo di almeno 22 centimetri (non era grosso come me l’aspettavo) che si affacciava dalle mutande. Io veloce glielo presi in mano, ansimando assieme a lui e glielo menai un po’,mentre svolgevo quest’operazione mi piegai e me lo infilai in bocca, mentre lui, come impazzito, mi manteneva per i capelli e mi spingeva così violentemente la testa da farmi sentire il cazzo fino in gola. Urlava come un matto, sembrava che non l’avessero mai spompinato. Intanto io mi sentivo la fica andare a fuoco, me la sentivo già tutta bagnata , ero così eccitata che per un istante ho pensato che la mia sborra stesse colando giù dalle gambe. Allora andammo nell’altra stanza e lui mi mise seduta sul bordo del bancone e mi sfilò i pantaloni e le mutande fradice. A quel punto, non resistetti più, lo feci inginocchiare, spalancai le cosce e lo spinsi con la mano verso la mia fica. Lui iniziò a leccarmela, mentre io gridavo e gemevo come una porcella in calore. La sua lingua viscida la sentivo su e giu nella mia fica, raccoglieva tutto il mio brodo caldo. Allora ebbi un orgasmo e iniziai a muovermi furiosamente mentre lui rideva dicendo cose del tipo: “Guarda la mia zozza com’è contenta…ti piace, puttana,ti piace…” intanto lui si menava il cazzo, venendo di nuovo. Io in tutta risposta gli rispondevo senza neppure collegare la bocca col cervello, presa com’ero dal mio orgasmo. –“Si, mi piace… voglio sentire il tuo cazzo duro…si”- Allora lui salì sul bancone assieme a me. Mi mise a pecorina e me lo infilò in culo con una forza tremenda. All’inizio sentii un po’ male ma il dolore si mescolò al piacere in un amplesso che mi fece gridare dalla goduria. Poi stemmo un altro po’ a masturbarci e a spampinarci nella posizione 69. Dopo un’ora temevo che mio marito si svegliasse e allora, prima di salutarlo, scopammo un’altra volta, stavolta però mi aprì la fica e me lo infilò dentro. Godetti come non mai. Mi sentivo il suo cazzo che andava su e giù, dopo che mi aveva sfondato quasi iniziammo a urlare come dei selvaggi, incuranti che c’era solo una parete tra noi e mio marito. L’orgasmo ci soddisfò tutti e due, così in fretta e furia ci vestimmo e lui se ne andò. Da quel giorno io e lui rimanemmo in “buoni rapporti” ormai eravamo proprio amanti,anche se per via della mia famiglia non lo riuscivo a vedere da sola molto spesso, ma ogni volta che ci incontravamo…siamo rimasti in contatto tramite sms, e che sms! Per il mio compleanno me ne mandò uno con scritto: “Tanti auguri Giò, ci incontriamo alle dieci e mezza al solito posto, non vedo l’ora di brindare assaporando il sapore della tua fica”. Quella fu anche una serata molto CALDA che passammo a scopare. Ma questa è un’altra storia, molto più piccante… se questa mia storia vi ha fatto eccitare, in base ai voti che mi darete ve ne racconterò molte altre e mooolto, mooolto più arrapanti… Spero vivamente che vi stiate facendo una sega, vorrei esserci io a menarvi il cazzo… Mi raccomando, votate la mia storia e mi aspetto anche i commenti!!! Mi raccomando, porcelloni, fatemi sapere… MAGARI VI RICOMPENSERò A MODO MIO… Baci da GIOVI LA TROIA (e ne vado fiera)

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