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Il mio addio al nubilato
Il mio addio al nubilato, come tutti gli addii al nubilato, fu organizzato dalle mie amiche più care. Una piacevole serata tra amiche, in una saletta priveè(famosa per questo genere di feste) una pizza, molta birra e super alcolici, la classica torta a forma di cazzo con tanto di panna montata in punta e sembrava che la serata fosse finita. Le mie amiche, che sanno che sono una porcellina, avevano organizzato anche lo strip.quando arrivò il ballerino sentì i miei sensi svegliarsi dal torpore. Questo bellissimo ragazzo totalmente depilato e unto ballava sul tavolo davanti a me sbattendomi in faccia il suo bel pacco. Ora non so se sarà stato l’alcol o la mia fame di cazzi ma lo tirai fuori per fargli una bella pompa. Il mio ballerino scappò in un lampo lasciandomi vogliosa e provocando risatine nelle mie amiche stronze e sbronze. Ormai tutte iniziavano ad andare, e Anna con la quale ero venuta, non era decisamente in grado di guidare. Decisi quindi di andare in bagno a sciacquarmi la faccia per riprendermi e guidare io. Quando entrai in bagno vidi il mio ballerino che si scopava allegramente una bella ragazza, probabilmente la protagonista dello strip dell’addio al celibato che si teneva nella sala attigua. In quel momento mi sentì rifiutata e poco attraente e a una settimana dal matrimonio tutto ciò non andava bene. Entrai nell’atto bagno e mi consolai col mio dito ma cresceva in me una rabbia mista a eccitazione….tornai nella saletta e tutte le mie amiche erano ormai andate tranne Anna che dormiva beatamente sui divanetti. Sbirciai nell’altra sala e vidi che anche li erano rimasti in pochi, una decina al massimo. Guardando meglio in sala mi resi conto che stavano rivedendo lo strip ripreso con i telefonini e qualcuno si stava segando. Capì che anche loro erano insoddisfatti dalla serata e pensai che magari da due insoddisfazioni poteva nascere della soddisfazione. Tornai in bagno i due ballerini erano ormai andati e presi in prestito il costume da scena della ballerina. Il reggiseno mi andava un po’ piccolo (la mia quinta coppa c è davvero invidiabile…) ma tutto sommato meglio così le mie grosse tette che sbordavano stavano più in evidenza. Indossai anche una maschera che era li appesa in bagno come arredamento e mi fiondai in sala. Nell’attimo che realizzai cosa stavo per fare venni presa dal panico e volevo fare retro front ma qualcuno dietro di me mi aveva vista e con una mano ben piazzata in mezzo alle natiche mi spinse fino al tavolo del festeggiato “dai ragazzi che qui c’è la seconda parte…hanno mandato rinforzi”-disse-. Vidi gli sguardi sbalorditi e vogliosi di questi ragazzi posarsi su di me e in un attimo dimenticai la paura e mi dedicai al divertimento. Iniziai a ballare sul tavolo sbattendo loro in faccia il mio culetto tondo, qualcuno mi allungava una mano tra le cosce per verificare la mia reazione. Presi allora la panna montata che stava sul tavolo e me ne spruzzai un ciuffo sulla natica invitandolo a mangiarla. Quello fu il segnale che la festa aveva inizio. Avevo le loro mani da per tutto sopra e sotto il succinto costume. M i liberai del reggiseno che a momenti mi impediva di respirare e mi spruzzai la panna sui capezzoli. Subito quei bravi ragazzi vennero a ripulirmi. Sentì ancora panico quando qualcuno mi sfilò gli slip, ero totalmente esposta, nuda 100% e non potevo più tirarmi in dietro. Iniziai ad assaporare le loro lingue, in bocca, sul seno, nella fica e anche nel buchetto. Mi inginocchiai per prendere i loro cazzi in bocca e fui subito accontentata. Contemporaneamente qualcuno dietro di me mi stava scopando magnificamente. Chiesi dello sposo, mi si parò davanti un ragazzo piacente e con un asta lunga, dritta, nervosa, con la cappella liscia e lucida che ispirava una gran succhiata. Mi misi subito all’opera e vi dirò che al contrario di molti che ho sempre spompinato questa mazza era davvero buona, aveva un buon sapore anche quando mi esplose in bocca una gran sborrata. Lo ripulii bene e lo succhiai ancora per farlo rinvenire, dopodiché lo invitai a stendersi sul tavolo con me e mi impalai su questo magnifico esemplare di cazzo. Nonostante fosse venuto da poco le sue palle erano ancora dure e mi sollecitavano il buco del culo, godevo come una maiala anche sentendo i loro commenti “mazza quant’è vacca ‘sta qui”… “che megatroia questa si che è del mestiere” “vieni qui baldracca ciuccia anche questo…” intanto il futuro sposino sotto di me aveva lo sguardo dell’estasi e quando disse sto per venire mi sfilai subito il suo cazzo di dosso e presi tutta in faccia il suo sperma, leccando quel che potevo. Ero soddisfatta, la mia serata si sarebbe potuta concludere anche li ma venni presa e fatta accomodare di spalle su un pisellone che mi entrò tutto di un botto in figa e iniziò a stantuffarmi bene mentre io avevo ripreso a spompinare, poi venni fatta girare su di lui e piegare in avanti. Sentì uno sputo colpirmi l’ano e poco dopo una cappella che cercava di entrare. Mi spinsi ancora più avanti inarcando la schiena per consentire l’ingresso e così lentamente ce l’abbiamo fatta: in quel momento ho realizzato il mio sogno di essere posseduta davanti e dietro contemporaneamente. Qualcun altro mi infilò il cazzo in bocca e le mie tette non avevano pace. Godevo da tutti i buchi. Anche quei due che erano dentro di me godevano e mi vennero dentro sti due bastardi. Non tanto quello che tenevo al culo, ma la sborrata in fica proprio non la volevo. A quel punto ero davvero esausta ma altri uomini volevano essere accontentati, ero talmente sfatta che non avevo la forza neanche di ribellarmi. Sotto di me si sdraiò un altro uomo e io fui fatta accomodare sopra di schiena come per il primo ma questo mi volle entrare direttamente in culo, intanto qualcuno mi sditalinava per non farmi raffreddare finchè quello che stavo spompinando non si calò su di me riempiendomi nuovamente la figa. Questa posizione era più scomoda della precedente pur essendo sempre a sandwich e sentivo i loro cazzi di più. Mi stavano strappando tutta. Urlai dal dolore (ma provavo anche piacere) richiamando l’attenzione del proprietario che sopraggiunse in sala. Capì subito che non ero la ballerina incaricata e sgomento disse “basta ragazzi è ora di chiudere”. Mi sborrarono addosso e si rivestirono. Non avevo neanche la forza di tirarmi su, con tutti i buchi rotti e grondanti di sborra, e ancora sborra in faccia, nei capelli, ovunque. Il titolare mi sollevò e mi portò in bagno dove mi lavò con cura. Il contatto con l’acqua fredda mi fece riprendere e sedava un po’ tutti i miei bruciori. Poi mentre ancora mi lavava senza dire niente mi prese da dietro scopandomi in figa anche lui fino a venirmi dentro. Mi rivestì e svegliai Anna e andammo via. Da li a una settimana sarei diventata la signora XXXXX e da allora sarei sempre stata fedele a mio marito.

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