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Il DESIDERIO della suocera.
Ho avuto il grande dono matrimoniale di sposare una donna fantastica e relazionarmi con la madre (mia suocera) davvero meravigliosa in tutti i sensi. Per carattere (non si intromette mai nella nostra vita privata), per dolcezza (è sempre disponibile verso gli altri oltre che per devozione alla famiglia) e per fisionomia (è una bellissima donna bionda, 55 anni occhi verdi magnetici e con un meraviglioso decoltè che lo pone sempre in risalto.
Purtroppo il suocero è venuto a mancare nel lontano 2001 e lei non ne volle più sapere di iniziare una nuova storia. Abitava assieme a Veronica (mia cognata) principalmente sulla casa sita in un paesino di mare. Possiedono un'altra abitazione in aperta campagna dove spesso condividiamo il week end.
Notavo ultimamente in lei uno strano comportamento, uno strano modo di pormi lo sguardo. Come se volesse comunicarmi qualcosa. Era più scrupolosa del solito nei miei riguardi, tanto e vero che mi telefonava spesso nel chiedermi come stavo, come andava il lavoro. Le sue presenze a casa mia erano più frequenti e notava in me che ero molto stressato e mi invitava a prendermi qualche giorno di vacanza. Insomma, si comportava come una seconda moglie.
Sicchè successe un lunedì che, reduci del week end trascorso assieme sulla casa in campagna e dove dimenticai il cellulare, dovetti precipitarmi per recuperarlo. Erano circa le 12.00 quando arrivai e vidi parcheggiata la macchina di mia suocera. Entrai di fretta e furia in cucina e la vidi alle prese con le sue solite faccende di casa. Non avrebbe mai immaginato della mia presenza. Per giunta il lunedì. Tanto è vero che rimasi sorpreso nel verdela "svestita" coem non mai. Ricordo che indossava una gonna bianca cortissima e aderente dove si intravedeva il perizoma nero, un top nero scollatissimo, capelli raccolti all'indietro e soprattutto scalza (premesso che la donna scalza mi manda in paradiso). Confesso che mi eccitai all'istante e, piano piano il mio "corpo" cresceva. Rimasi attonito nell'osservare il suo meraviglioso fondoschiena al punto che non riuscivo a staccare gli occhi. Sono sicuro che lei lo notò subito e fece finta di niente. Tra una chiacchierata e l'altra si fece l'ora di pranzo e mi propose di mangiare qualcosa al volo. Mi chiese di dargli una mano in cucina (visto che me la cavo) nel mentre si accingeva a fare una doccia. E li la cosa mi stranì molto...non poteva farla dopo pranzo la doccia? Notai dalla cucina che lasciò la porta del bagno completamente spalancata. La tentazione di osservarla era salita alle stelle, ma qualcosa mi fermava. E non era di certo il pomodoro che stava bollendo! Non potevo spiare mia suocera, la mamma di mia moglie...ma alla fine cedetti all'irresistibile invito. Giunsi in punta di piedi occupando un angolo della porta del bagno, quanto bastava per osservare ciò che mai avrei potutto immaginare. Vidi dinnanzi a me un corpo bellissimo dove, sorprendentemente conservava una pelle bianca di velluto come una 15 enne. Vidi le goccioline d'acqua accarezzargli l'enorme seno ancora sodo e con grandi capezzoli turgidi, e la chioma dei capelli biondi accarezzargli la schiena. Rimasi sbalordito anche dal suo possente sedere che, nonostante l'età, contemplava ancora lunghe cavalcate. Non riuscivo più a contenermi. Avevo il cazzo così furioso che non sapevo dove sbatterlo. Mi sbottonai e iniziai a masturbarmi dolcemente. Ma qualcosa non andò per il verso giusto. Non mi accorsi che avevo alla mia destra in alto un quadro appeso. Non so come abbia fatto ma improvvisamente cadde per terra e lei s'accorse che la stavo spiando. In quell'attimo provavo una vergogna indicibile al punto che mi sarei aspettato una reazione violenta da lei. E non cera scus abanale che potesse giustificarmi. Mia suocera, come se non fosse successo nulla sdrammatizzò subito l'incidente dicendomi che era colpa sua per non aver chiuso la porta e che, infondo rimanevo sua suocera...la sua "mamma". Mi scusai dell'inconveniente e continuando a conversare con lei nuda sotto la doccia, risposi con ironia che, pur essendo pure la mia mamma conservava un fisico, oltre che un irresistibile fascino, da ragazzina. Mi disse che erano anni che desiderava sentirselo dire e che, in quell'istante, l'ho fatta sentire Donna. Non tardò molto che mi invitò a spogliarmi e fare la doccia assieme a lei. Ero in preda al panico e non capivo se stesse succedendo realmente a me o si trattava di un sogno...io e la madre di mia moglie sotto la doccia nudi! Mi privai in attimo dei mie indumenti e la raggiunsi con il mio cazzo enorme. Lei non potè fare a meno di notarlo e lo accolse fra le sue mani calde quasi a dargli il benvenuto. Ci scambiammo sdolcinate effusioni che durarono per decine di minuti. Ero infoiato delle sue enormi tette che, appassionatamente, le baciavo stringendo con delicatezza i capezzoli turgidi fra i denti. E nel mentre le possedevo, lanciava gemiti di piacere, invitandomi a stringerli più forte e che presto mi avrebbe accontentato. Da li a poco iniziò a baciarmi dolcemente scivolando lungo il pendio del mio corpo, fino a soffermarsi sul mio durissimo cazzo. Lo maneggiava con cura e contemporaneamente lo spompinava con vera maestria. E mentre leccava con passione e la sua solita dolcezza il glande oramai inspessito di goduria, mi diceva che era da tanto tempo che non faceva l'amore e che conservava da tanto tempo il "Desiderio" di farlo con me, unico maschio di famiglia...Ero eccitato a morte da quella meravigliosa lingua invadere prepotentemente tutto il mio corpo, al punto che gli regalai tutto il mio nettare nella sua bocca. Mi ringraziò ingoiandolo fino all'ultima goccia dicendomi al tempo stesso che anche lei aveva raggiunto l'orgasmo. Ci asciugammo e andammo in cucina con l'accapatoio, come se non fosse accaduto nulla. Ma il mio corpo continuava ad essere di marmo. Ricominciammo di nuovo e nel levargli l'accappatoio la sdraiai sul tavolo con l'intento di sentire il sapore della sua passerotta. Me ne impossessai perdutamente delle sua grandi labbra gonfie di piacere. Non riusciva a contenersi dalla immensa gioia che gli stavo regalando. Gemeva, miagolava come una gatta in calore, ed io in quell'attimo il suo leone inferocito a caccia del suo clitoride. Raggiunse nuovamente l'orgasmo e avidamente succhiai tutto il suo nettare biancastro e acre, ma al tempo stesso dolce. Gli chiesi di scendere dal tavolo e girarsi all'impiedi per costruire una inedita pecorina. Gli abbassai la schiena e con gambe divaricate e braccia distesse sul tavolo infilai dolcemente il mio statuario cazzo sulla figa stra inumidita e fradicia. Inziai una meravigliosa cavalcata alternando lunghi affondi con leggeri movimenti laterali, nel tentativo di esplorare ogni suo angolo. Mia suocera era estasiata di piacere e non sò quanto orgasmi abbia raggiunto. Stavo per venire quando lei mi invitò che voleva nuovamente dissetarsi del mio nettare. Lo prese delicatamente in bocca e bevve tutto ciò che mi era rimasto. Mi ringraziò nuovamente per aver ritrovato la femminilità perduta...ed anche la passata di pomodoro!
Da quel dì spesso mi capita di scordare la domenica qualcosa in casa in campagna, con grande "desiderio" della suocera.

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