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I tre rapitori e la vergine
Non avrei mai pensato di poter essere così troia. Mio padre è uno degli uomini più ricchi di Milano e natouralmente le scuole che ho frequentato sono sempre state le migliori, esclusivamente private e di sole donne, così mi ritrovavo a 24 anni vergine.
Mentre stavo tornando a casa una sera due ragazzi mi si sono avvicinati, mentre mi chiedevano informazioni, un terzo è sceso da dietro e mi ha tappato la bocca con un fazzoletto trascinandomi in macchina.
Mi sono risvegliata credo dopo qualche ora, in un letto, imbavagliata e con una benda sugli occhi.
Uno dei ragazzi, quello che guidava, moro con lo sguardo profondo, mi ha tolto il pezzo di stoffa che mi impediva la vista e mi ha detto di non preoccuparmi, volevano solo i soldi di mio padre e non mi avrebbero fatto del male.
Io ero terrarizzata fino a quel momento, ma non appena ho sentito la voce di quel ragazzo e i nostri sguardi si sono incrociati ho iniziato a sentire una sensazione che non avevo mai provato, l'eccitazione.
Volevo che continuasse a parlarmi così, dopo qualche minuto mi ero riuscita a far togliere anche il bavaglio e mi stava raccontando della sua vita. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla sua bocca carnosa e dai suoi occhi scuri, dal suo corpo perfetto e dalla pelle ambrata.
Quando mi aveva chiesto cosa si provava ad essere così ricca gli avevo spiegato tutto quello che avevo passato, senza accennare alla mia verginità.
La porta si era aperta ed erano entrati gli altri due ragazzi con tre borse piene di cibo e di ogni altra cosa. Erano uno biondo, alto, palestrato e con gli occhi nocciola e l'altro con capelli scuri raccolti in un piccolo codino, occhi verdi e anche lui un fisico scolpito. Avevamo mangiato e mi avevano parlato tutti e tre di loro, non sembrava un rapimento, anche perchè erano tutti universitari sui 28 anni e tutti educati, ma tutti poveri.
La terza notte che dormivamo assieme, era caldissima, io però non volevo spogliarmi, non sapevo cosa sarebbe potuto accadere visto che i tre rapitori erano sempre a torso nudo e in mutande di notte. Ma non ce la facevo più, se non mi fossi tolta la maglietta e i pantaloni, sarei morta di caldo. Così, dopo essermi tolta i vestiti ho deciso di passare la notte sulla potrona della camera invece che sul letto con loro. Erano passati venti minuti e mi ero addormentata. Il biondo si era svegliato e vedendomi sulla poltrona mi aveva rimesso a letto con loro. Vedendomi in intimo di pizzo nero, però non aveva resistito, aveva sganciato il mio reggiseno e liberato le mie tette tonde e sode. Le stava sfiorando e stava morsicchiando i miei capezzoli, quando mi sono svegliata. Non riuscivo a muovermi perchè la cosa era incredibilmente piacevole, così ho finto di dormire aspettando di vedere cosa avrebbe fatto se avesse sentito che le mie mutandine erano completamente bagnate. Le sue mani esplorarono il mio corpo e infine arrivarono alla mia fichetta. Le sue dita entravano e uscivano sempre piu' veloci e io faticavo a trattenermi. Non contento del risultato aveva deciso di impegnarsi e la sua testa era affondata tra le mie gambe. La sua lingua mi accarezzava il clitoride, che fino a quel momento credevo essere inesistente, e si muoveva provocandomi tanto di quel piacere che alla fine dovetti cedere e urlare di piacere, un piacere che non avevo mai provato.
Si sveglairono anche gli altri due ragazzi e non potevano credere a quello che vedevano.
Il biondo, senza perdere tempo li aveva invitati a comportarsi con me come aveva fatto lui e loro, dopo un mio accenno, si denudarono e cominciarono a toccarmi e leccarmi dapperutto senza sosta. Ma non potevano solo dare e non ricevere...così dopo qualche istante mi ritrovai la cappella di uno in bocca e nonstante qualche esitazione, scoprii di essere una maga del pompino; il cazzo del biondo invece stava stantuffando la mia vagina che era sempre più bagnata e il terzo mi aveva messo il suo arnese in mano per fagli una sega. Scoprii di essere una grande puttana.Le cose andarono avanti fino a quando non urlai un'altra volta per il piacere che mi esplodeva in tutto il corpo. Non ancora contenti, mi fecero mettere a quattro zampe e mentre uno mi leccava e inondava il culo di saliva per farci entrare il suo cazzo, l'altro mi si era messo sotto per penetrare la mia vagina ancora umida e avida di piacere e, il terzo mi infilava il cazzo in bocca per essere spompinato per bene. tutti i miei orefizi erano occupati, e incredibilmente lo desideravo, un uccello mi entrava e usciva dalla vagina, l'altro dal culo e il terzo dalla bocca e così in continuazione per venti minuti fino a quando due non mi vennero in faccia e il terzo nel culo. Mi sentivo una gran troia e nonostante l'eduzione che avevo ricevuto, mi piaceva.
La mattina dopo siamo andati tutti a farci una doccia e visto che non sapevamo che fare per ammazzare il tempo, abbiamo fatto un gioco in cui loro fingevano di essere dei rapitori malvagi e io dovevo fare tutto quello che mi dicevano mentre mi filmavano.
Mi avevano ordinato di buttarmi sul letto e masturbarmi, me lo avevano dovuto insegnare perchè non l'avevo mai fatto, ma non appena le mie dita erano arrivate al clitoride, era come se avessi fatto quello tutta la vita. Il mio dito indice si era inficato nella fica bagnata, l'avevano seguito medio e anulare, entravano e uscivano, entravano e uscivano, la mano sinistra giocava con i miei capezzoli e i miei rapitori mi guardavano mentre si accarezzavano i cazzoni duri e mi insultandavano dandomi della troia e facendomi eccitare sempre di più, le mie mani erano impazzite e il mio corpo era finalmente arrivato al piacere. I tre aguzzini però non erano soddisfatti, così ripetendo quanto era successo la sera prima e alternando le posizioni tra loro, mi scoparono in ogni buco tutto il giorno, provocando in me un piacere senza fine.
Dopo una settimana passata a farmi sbattere in ogni modo i rapitori mi svelarono che non era un rapimento, ma erano d'accordo con la mia migliore amica, che non sembravo una vergine alle prime esperienze e che avrebbero volentieri continuato quel giochetto se lo avessi voluto.
Non dimenticherò mai quella settimana.... e tutto quel periodo che continua ancora oggi..

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