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| I segreti di mia moglie 5 |
Dopo cena ubbidiente Michela si presentò al bungalow di Karim. Insieme a lui c’era anche Akim un altro animatore che però quella sera era animato da ben altre intenzioni.
“Mhhhhh! Complimenti signora dalle grandi tette, ti ho osservata oggi in spiaggia e pensavo proprio che ti saresti meritata una bella infornata di cazzo duro, ma non pensavo che quel momento sarebbe arrivato così presto”.
“Si bei cazzoni, sono la vostra schiava, l’oggetto del vostro piacere, sfoderate i vostri uccelli di fuoco per spegnere la sete del mio piacere”. Così detto si inginocchiò in mezzo ai due negroni e cominciò ad accarezzargli i cazzoni sopra i pantaloni, poi glieli sfilò con calma. I due stalloni non portavano mutande e i loro cazzi svettarono immediatamente verso il cielo già eccitati dai sapienti tocchi di quella troia di Michela che partì rapida in un pompino doppio, molto impegnativo vista la dimensione della materia prima.
Sembravano i cazzi di due cavalli tanto erano lunghi e neri ma Michela per nulla intimidita pompava a tutta bocca quelle nerchie già pregustando la ripassata che le avrebbero dato. In pochi minuti erano ormai gonfi e duri da far impressione ma Michela sembrava quasi commossa mentre li baciava e faceva scorrere la lingua per tutta la loro lunghezza.
“Mhhhh! Come sono buoni i cazzi neri, che buon sapore di muschio selvatico che hanno le vostre cappelle, sto godendo mentre vi spompino”. Mentre così diceva Akim le girò dietro le spalle e la fece mettere a quattro zampe come una vacca, le fece allargare bene le gambe e le piantò il cazzo nella fica con un solo potente affondo. La sua scimitarra nera infilzò la fica di Michela in un sol colpò e lei, nonostante il prepotente cazzo di Karim in bocca cominciò a guaire come una cagna in calore. Ancor più eccitato dalla cosa Akim si scatenò in una monta selvaggia, le dava delle pompate così forti che ogni volta si ritrovava il cazzo di Karim ficcato in gola. Comunque i due negri stavano facendo un bel lavoro perchè gli orgasmi di Michela si susseguivano. Si scambiarono i posti così Karim passò alla monta mentre Akim porse il suo cazzo alle avide labbra da pompinara di Michela.
“Si stallone, vieni, godimi in bocca, voglia la tua sborra di negro dritto in gola. Pomp!Pomp!Spomp!Spomp!” Akim chiaramente sovraeccitato afferrò le orecchie di Michela e cominciò veramente a chiavarla in bocca, assunse un ritmo tale che usava la sua bocca come se fosse la fica. Dopo un minuto di quel ritmo infuocato si irrigidì, i suoi reni si contrassero e con un’ultima spinta ficcò l’enorme cazzo tutto in gola a Michela e cominciarono le contrazioni della sborrata. Il cazzo era talmente profondò nella sua bocca che la sborra le scivolò direttamente in gola ma era talmente tanta che quando Akim sfilò il cazzo un ultimo abbondante schizzo fuoriuscì dalla sua bocca.
“Si che buona la tua sborra, negro, densa e aspra sembra crema, l’ingoio con voi è veramente una delizia”. “E tu Karim continua a sbattermi voglio che la monta continui, quando hai un cazzo così nella fica il tempo vola, voglio che me la apri per bene”.
Karim ubbidiente si aggrappò alle sue tettone palpandogliele a piene mani e aumentò il ritmo della scopata piantando dei colpi di cazzo a Michela che continuava a guaire dal piacere. Dopo un altro quarto d’ora di rodeo anche Karim era pronto a sborrare e anche stavolta Michela porse docile la sua bocca avida per accogliere il seme di quel cazzo che le aveva letteralmente sfondato la fica per più di un’ora.
“Vai stallone sborrami in bocca, vediamo se hai più sperma tu nelle palle o il tuo amico, mhhhh, mhhhhh, pomp, pomp”. E reggendogli il cazzo a due mani gli diede le ultime spompinate per portarlo all’eiaculazione. Karim non resistette più e la sua sborrata arrivò come un fiume in piena che rompe gli argini. Nonostante le sue buone intenzioni Michela non riuscì ad ingoiare tutto quel ben di dio e lo sperma le ricoprì il viso e anche buona parte delle tette.
“Mamma mia” disse Michela “ che sborrata fantastica, i cazzi dei negri non sono solo più lunghi, grossi e duri, ma avete anche una sborra inebriante. Lo consiglierò a tutte le mie amiche: un pompino con l’ingoio al giorno a un cazzo nero migliora la vita”. “Karim domani sera ci troviamo nel mio bungalow, e chiama anche Kam e Mohad che mi sembra abbiano dei bei cazzi anche loro”.
E così il giorno dopo di buon’ora Karim, Ahmed, Kam e Mohad si presentarono al bungalow dove Michela li attendeva vestita solo con un pareo bianco che metteva in mostra oscena le sue curve, in particolare le tettone e i capezzoli già turgidi dall’eccitazione.
“Buongiorno stalloni, spero che oggi siate in forma perché ho intenzione di mandarvi a casa in ginocchio. Voglio che mi sfondiate in tutti i buchi, voglio sentire i vostri cazzi neri riempirmi a dovere. Sono la vostra schiava bianca, preparatevi alla monta.”
“Bene troia bianca, inginocchiati e comincia a succhiarci il cazzo come si deve perché solo se sarai una brava pompinara ti faremo assaggiare i nostri cazzi anche nella fica.”
Dopo queste parole Michela si mise in ginocchio in mezzo ai quattro uomini e abbassati loro i pantaloni si ritrovò circondata dai loro enormi cazzi. In effetti non si era mai trovata davanti così tanta roba tutta in una volta ma da brava troia cominciò a sbocchinarli facendoli intostare rapidamente.
Erano tutti cazzi da almeno 25 cm e faceva fatica a prenderli bene in bocca ma cesellava talmente bene le loro cappelle con la lingua che i maschi muggivano dal piacere infoiati come tori prima della monta ansiosi di svuotare le loro palle piene di sborra calda in quella gola avida ed assetata.
“Brava Michela, “ disse Karim “sei una pompinara fantastica, ora mettiti alla pecorina che cominciamo a farti assaggiare un po’ di cazzo nero nella figa”.
“Si cominciate a montarmi stalloni ho la fica tutta bagnata, ho voglia dei vostri cazzi duri, mhhhhh, dai cominciate, impalatemi senza pietà sono la vostra troia, fatemi tutto quello che volete ma scopatemi, voglio sentire i vostri cazzi fino in gola, siiiiii, cosììììì!!!!!”
In effetti c’era più di un metro di cazzi a sua disposizione con una circonferenza impressionante ed almeno mezzo litro di sperma nelle palle pronto a passarle in bocca.
Karim fu il primo a passarle dietro e a cominciare a scoparla alla pecora mentre gli altri tre continuavano a farsi spompinare. Vederla così a quattro zampe con un cazzo nero di 25 cm piantato dentro che la pompava in maniera selvaggia e altri tre ficcati in gola che non le impedivano di gemere come una vacca in calore era decisamente uno spettacolo eccitante.
A rotazione tutti e quattro gli stalloni fecero il loro turno alla monta posteriore cui arrivavano ben intostati dall’accurato lavoro di bocca di Michela che dava chiari segni di apprezzare sia le ripassate che i cazzoni le davano alla figa sia il forte sapore di selvatico che quelle stanghe d’ebano le lasciavano in bocca.
Ormai l’eccitazione era al culmine, i cazzi ormai duri da scoppiare erano pronti per la penetrazione finale, Michela infoiata come una troia prese l’iniziativa: “ voglio il vostro metro di cazzi in corpo tutto insieme”!!!!
E così detto fece stendere Ahmed con il cazzo ben dritto e gli si impalò sopra. Poi chiamò Mohad:” svelto vieni qui e inculami, voglio il tuo cazzo nel culo fino alle palle!!!!” “ e voi due Kam e Karim venite che voglio sentire i vostri cazzi in gola.”
“AHHHH!AHHHH! che bello due cazzi in una volta in fica e in culo e altri due da spompinare, AHHHH! Come godo avanti scopatemi tutta!”
“Si troia bianca, risposero i negroni, ti piace il cazzo nero eh? Bello grosso e duro ben piantato nella fica e nel culo fino alle palle, godi..”
Eccitati allo spasimo i quattro stalloni pompavano i loro enormi cazzi dentro i buchi di Michela che si gustava ogni cm di quella monta selvaggia godendo come mai in vita sua.
Era una scopata veramente coinvolgente con una sequenza di primi piani da infarto che valorizzavano appieno le capacità amatorie di mia moglie e dei suoi amanti che oltre ad avere dei gran cazzi li maneggiavano veramente bene e si scopavano veramente alla grande Michela.
La sborrata finale fu grandiosa con Michela coricata sulla schiena con la testa appoggiata su un cuscino che le permetteva di prendere in bocca il cazzo dello stallone di turno che si faceva fare una bella spagnola conclusiva, così intanto che se la scopavano in mezzo alle sue fantastiche tettone partivano degli schizzi di sborra calda che lei accoglieva con la sua lingua protesa prima di ripulire le loro cappelle da tutto quello sperma caldo e vischioso.
Dopo che anche l’ultimo cazzo ebbe sborrato Michela si alzò estasiata e dopo aver baciato tutti i suoi amanti sulla bocca li ringraziò così: “grazie ragazzi mi avete dato una ripassata da 1000 e una notte, non avevo mai provato dei cazzi così belli grossi e duri che mi hanno saputo veramente rendere donna e puttana. Non avevo mai sentito della sborra così densa e saporita, solo l’idea di potervi ancora fare un pompino con l’ingoio mi fa godere. Spero che ci divertiremo ancora insieme prima della fine della mia vacanza.”
Continua
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