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I Cani stanno ancora ululando
I cani delle campagne, in lontananza, stavano ululando, cercando la luna: ma la luna, in quella notte invernale, non compariva nel cielo nero di pece, forse perché oscurata da cumuli di nuvole colme d'acqua, che andava scaricandosi, sotto forma di pioggia: monotona e incessante, sulle strade desolate del paese.
Thomas, essendosi appena congedato dagli amici, con i quali aveva bevuto Stock e fumato, stava percorrendo la strada di casa: il rumore dei suoi passi echeggiava per le palazzine del suo periferico quartiere.
D'un tratto la musica perse la ritmica: il rumore dei suoi passi, che tenevano il tempo, sparì di colpo, lasciando, soltanto, quell'immotivato ululare di cani ed il continuo scroscio della pioggia, a coprire il silenzio: Thomas s'era fermato per pisciare: con la faccia contro la parete di un palazzo, con le gambe ben divaricate e con le mani gelate che direzionavano il cazzo, s'accingeva a scaricare un po' dell'alcool che aveva sorbito.
Mentre era intento a far ciò, la sua attenzione venne assorbita da quelle voci latranti dei cani delle campagne, che ancora continuavano la loro sinfonia ululante; meditando su questo, gli ritornava in mente una vecchia e superstiziosa credenza, molto diffusa tra gli anziani del paese, la quale diceva che l'ululato, notturno, continuo e immotivato dei cani, delle campagne circostanti il paese, stava a significare che il mattino seguente, qualcuno del paese, non si sarebbe più svegliato...
...Finito di pisciare, riprese il cammino verso casa: la musica riprese la ritmica ( il rumore dei passi) e poi la perse nuovamente: Thomas era già arrivato a casa, lasciando dietro di sé, quell'odioso ululare dei cani e il monotono rumore della pioggia battente sulle strade deserte...
...Aprì la porta dell'appartamento, la debole luce gialla dell'abat-jour, che proveniva dalla camera da letto dei suoi, illuminava anche parte del corridoio; da ciò, egli suppose che qualcuno doveva essere sveglio, in quella notte piovosa.
-Thomas...- la triste voce della sua giovane matrigna lo chiamava; più che fungere da madre, ella era una sua amica: lo difendeva sempre di fronte ai rimproveri del padre, il quale, essendo più anziano, non approvava lo stile di vita condotto dal figlio: diciamo che ella, in fondo, era attratta da quello stile di vita: se avesse potuto, lo avrebbe, sicuramente, condotto anche lei, ma capiva che non poteva farlo a causa della presenza del marito e, per questo, comprendeva il comportamento del figliastro, il quale, la voglia di trasgredire, l'aveva nel sangue...
-Thomas vieni...- mentre si avvicinava alla camera da letto, Thomas avvertiva che la voce di lei diventava sempre più smarrita e singhiozzante...
...Arrivò innanzi la porta aperta della stanza: vide, di fronte a sé, Elsa, la sua matrigna, inginocchiata sul letto: i suoi occhi erano arrossati, il suo giovane, dolce e triste viso magro era bagnato di lacrime, i suoi lunghi capelli sciolti le coprivano le spalle e le nascondevano il seno, indossava soltanto una sensualissima vestaglia bianca e trasparente, che lasciava intravedere la sottostante biancheria intima:
-Thomas... - accanto a lei, il padre stava disteso sul letto: immobile e rigido, aveva gli occhi aperti, vuoti e fissi sul tetto: era appena morto, forse di infarto, durante un amplesso con la giovane e nuova moglie; Thomas saltò sul letto e la abbracciò, lei ricominciò a piangere: sembrava un angelo; lui voleva consolarla, ma non trovava le parole giuste; riuscì soltanto a stringerla più forte: il suo seno gli premette il petto, le sue gambe gli avvolsero i fianchi,"... un'erezione? No, adesso no, cazzo! Non è il momento opportuno..." pensò Thomas, ma sentiva che le mutandine di lei erano già calde e bagnate; le teste, che erano poggiate una sulla spalla dell'altro, si allontanarono di scatto : i due si guardarono, sorpresi e stranamente gioiosi negli occhi, non sapevano cosa dirsi; entrambi, forse, avevano voluto che si verificasse una situazione del genere?
Le labbra di lei si avvicinarono subito a quelle di lui, si baciarono intensamente, Thomas gustava le lacrime salate di lei, lei lo stringeva ancora di più con le mani tremanti di gioia e di ribellione; cominciarono a spogliarsi con foga, lui cominciò a infilare la lingua nella sua vagina già calda e bagnata, le succhiò i capezzoli, le baciò le labbra, le leccò le orecchie, le baciò gli occhi, i capelli; lei, distesa sul letto, stava godendo come forse non aveva mai goduto: piangeva, rideva, gridava come se si stesse liberando da un peso...
Lei gli prese il cazzo con le mani, lui si distese sopra e cominciò a penetrarla dolcemente, le molle del letto cominciarono a cigolare, Elsa, con i suoi lamenti di piacere, sembrava volesse imitarne il rumore; i suoi lamenti diventarono più intensi, cambiarono posizione: lei si mise carponi e Thomas dietro di lei, anche lui, adesso, stava per eiaculare, lei cominciò quasi a gridare, ma le sue grida erano strane: sembravano ululati...
...Si, anche lei, insieme ai cani delle campagne là fuori, stava annunziando la morte del marito...
...Fuori, aveva smesso di piovere, il sole stava spuntando lentamente, da dietro le montagne; l'odore delle strade e della campagna bagnata, adesso, si spandeva per tutto il paese; ora, i cani avevano smesso di ululare...

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