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Giappone parte (1) : In Metro.
Scritta da: DolceMaid (1)

Ciao a tutti mi chiamo Alexandra e volevo raccontarvi alcune delle mie avventure in Giappone... o più che avventure è una storia lunga due anni.

Ero da poco andata a vivere in Giappone per cambiare aria. Volevo allontanarmi il più possibile dal mio Ex e dato che avevo studiato la lingua ho preso l'occasione al volo.
Per i primi tempi era stato assai faticoso adattarsi alla vita giapponese, ma in breve mi ci abituai.
Lavoravo in una piccola libreria e ogni giorno per andarci dovevo prendere la metro ( poiché ero sprovvista di auto). Dovete sapere che le metro così come i treni o gli autobus in Giappone sono affollatissimi e le persone sono costrette a stare appiccicati come sardine.
Fu proprio li che la mia storia ebbe inizio.

Una mattina trovai la metro più affollata del solito e faceva un gran caldo. Fortunatamente essendo estate avevo messo la gonna perciò stavo bene.
Alla fermata dopo salirono così tante persone che venni letteralmente schiacciata contro un ragazzo, senza voltarmi gli chiesi scusa e pensai che la cosa finisse li e invece no.
Poco dopo, infatti, sentì una grossa mano accarezzarmi il sedere, dapprima la allontanai solamente ma il tizio era persistente e prontamente la rimetteva sul mio sedere accarezzandomelo.
Allora gli chiesi di smetterla o mi sarei messa ad urlare, in risposta disse che era meglio se non urlavo con un tono di voce tale che mi fece accapponare la pelle.
"Fantastico nemmeno un mese in Giappone e già sono riuscita a farmi violentare" pensai spaventata.
Guardai in giro ansiosa ma nessuno parve accorgersi di nulla.
Il ragazzo intanto continuava a palparmi il culo, mentre con l'altra mano iniziò a palparmi un seno, dovetti mordermi le labbra per non gemere.
La cosa assurda era che nessuno si accorgeva di nulla.
Imperterrito si insinuò sotto la maglietta e spostato il reggiseno incominciò a stuzzicarmi un capezzolo già turgido.
Perché lo dovevo ammettere come situazione iniziava a piacermi, e la cosa mi disgustava.
Poi iniziò a leccarmi il collo, mentre con la mano abbandonò il mio culo per dedicarsi alla mia figa. Io sgranai gli occhi, non volevo assolutamente che si spingesse così in la così cercai di dimenarmi ma lui i strinse più forte il capezzolo - tanto da farmi male- e mi morse il collo intimandomi nuovamente di stare buona.
Così non potei fare altro che ubbidirgli.
Il ragazzo mi abbassò le mutandine e mi massaggiò il clitoride, io facevo ormai fatica a non gemere.
All'improvviso entrò dentro di me con due dita, cosa che mi fece male.
Le mosse dentro e fuori aumentando la velocità. Io sentivo la mia figa ormai allagata pulsare di piacere. Finché non venni.
Non so quale santo dovetti ringraziare per non avermi fatto urlare.
"Adesso che è soddisfatto mi lascerà andare" pensai ma ovviamente così non fu.
Alla fermata successiva usò il fatto che le persone si spostarono per girarmi davanti a lui.
Dovetti ammettere che era davvero bellissimo e nonostante la situazione arrossì.
Quando la metro ripartì notai che c'erano meno persone sul nostro vagone, ma che tutte ci davano le spalle.
Lui mi prese per il viso e mi girò verso di lui e mi ficcò la lingua in bocca, non era uno di quei baci dati mentre si faceva sesso, tutti passione, quello era più un atto di potere, voleva farmi capire che era lui che comandava.
Per colpa di quel bacio tra l'altro non mi ero resa conto che avesse tirato fuori il suo membro.
Quando lo vidi rimasi schoccata, avevo sempre saputo che i Giapponesi lo avessero piccolo ed evidentemente, lui era l'eccezione che conferma la regola con i suoi - ad occhio -20 cm.
Subito mi prese la mano e la strinse intorno al suo membro, facendola passare su tutta la lunghezza. Io ero palesemente schifata, ma comunque continuai. Quando ebbi preso il ritmo mi lasciò la mano e mi disse di continuare da sola mentre lui ricominciava a torturarmi la figa con le dita e i capezzoli - ormai in bella vista- con la bocca.
La situazione era assurda nessuno si accorgeva di niente, lui sembrava a suo agio come se lo facesse tutti i giorni e io notai - con stupore- che mi stava piacendo e che non volevo smettere.
Ok puntualizziamo io non sono una troia ma non scopavo da mesi e anche solo fare quelle piccole cose mi eccitava da matti, e poi diciamocelo chi non si ecciterebbe in quella situazione?!?.
Ritornando a noi.
Il ragazzo iniziò a gemere contro il mio seno e mi abbassò bruscamente ficcandomi il suo cazzo in bocca. Quasi mi strozzai data la violenza che aveva nello spingermelo in bocca, mi stava letteralmente scopando la bocca. Qualche secondo prima di venire mi bloccò la testa costringendomi ad ingoiare tutto il suo sperma. Aveva un sapore stranissimo e mi veniva da vomitare.
Quando si sentì soddisfatto mi tirò su giusto in tempo per la fermata - ormai ne ero sicura, sapeva benissimo il tempo che ci impiegava la metro tra una fermata e l'altra.
Volevo scendere ma notai che mi stava ancora tenendo il braccio con una presa quasi dolorosa.
<< Non abbiamo ancora finito di divertirci noi due >> mi sussurrò all'orecchio.
Mi veniva da piangere.
Quando la metro riparti noi eravamo gli unici nel vagone, non c'era nessun'altro.
Non mi diede nemmeno il tempo di formulare il pensiero che ero veramente fregata che mi sbatte sul pavimento, da uno zaino tirò fuori delle corde con cui mi legò le mai alle sbarre dei sedili. Dal canto mio provavo a dimenarmi ma invano.
Mi spogliò della camicetta e fece volare il reggiseno fiondandosi a mordere il seno, intanto mi tolse la gonna e le mutandine facendomi poi un ditalino - che a malincuore definì da urlo-.
Con lentezza estenuante passo la lingua dal seno sulla pancia fino ad arrivare alla mia figa ormai un lago dove si mise a baciarla, leccarla e morderla.
Io gemevo senza ritegno ringraziando che non ci fosse nessuno. Quando venni fui travolta da un orgasmo fortissimo e sentì ridere il ragazzo compiaciuto.
Stranamente mi lasciò qualche istante per riprendermi, ma subito capì che non lo stava facendo per me, lo faceva perché si stava mettendo il preservativo.
Subito dopo passò il suo membro sulla mia figa, facendomi nuovamente gemere. Lo picchiettava sul clitoride, lo strusciava, apriva le labbra.
Poi di colpo mi penetrò, io urlai come una matta. Iniziò a stantuffarmi velocemente, aprendomi le gambe sempre di più e mordendomi il seno.
Io ero compeltamente partita, eccitata come poche volte in vita mia urlavo, urlavo di piacere come una matta e vedevo sul suo viso un sorrisetto soddisfatto.
Continuò così per 10 minuti facendomi arrivare ad un passo dall'orgasmo e fermandosi di colpo.
Dopo quello che mi sembrò un tempo interminabile finalmente mi fece venire, ero completamente soddisfatta e sudata. Si tolse il preservativo e rovesciò il contenuto nella mia bocca.
Si pulì il cazzo con un fazzoletto e si rivestì, dopo che ebbe finito mi slegò e mi intimò di vestirmi velocemente, cosa che feci.
Finì giusto in tempo prima della fermata successiva, il ragazzo mi prese per mano e mi condusse fuori, mi sbatté contro il muro e riprese a baciarmi con foga.
Quando si staccò mi sussurrò un grazie per la scopata e si dileguò lasciandomi sola e stordita in mezzo alla stazione.
Quella sera a casa mia mi masturbai violentemente ripensando a quel ragazzo, certo mi aveva violentata in un certo senso ma mi era piaciuto da matti.

Quello che non sapevo era che quel ragazzo lo avrei rivisto entro quella settimana e che soprattutto mi avrebbe cambiato la vita...



Fatemi sapere che ne pensate di questa prima parte, a breve inserirò anche le altre sperando di eccitarvi come eccitano me...
Kiss Kiss DolceMaid

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