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Esperienza in un privé
Scritta da: autorepergioco (6)

Piu’ che un racconto è la scenografia di un film. Per apprezzare al massimo il contenuto è opportuno calarcisi dentro completamente con la fantasia e tenere in considerazione che è un fatto accaduto in un posto non lontano da Roma....
Sono sposato da un po’ di anni, e si fanno sentire; il rapporto con mia moglie è vivo, ma sotto l’aspetto del sesso è evidente che qualcosa manca. Mi sembra che manchi più da parte sua che non mia, forse sarà per i dieci anni di età che ci separano, magari, anche se tutti ci dicono che siamo una bella coppia, non riesco più ad attrarla fisicamente, mentre lei ancora mi eccita, non nascondo che spesso mi trovo a spiarla quando si aggira nuda per casa, e fantastico sulle sue potenzialità sessuali.
Insomma la quantità dei rapporti credo sia degna di una coppia settantenne, la qualità...soddisfacenti ma un po’ monotoni, ero abituato, prima di conoscerla, ad una vita sessuale più varia e più trasgressiva: mi ricordo di quella volta che, trovato un passaggio a livello chiuso nei pressi di Grosseto, io e la mia ragazza di turno, infilammo con la macchina una stradina bianca, fermandoci poco dopo. Scesi dalla macchina Lei si poggiò con la schiena sul cofano anteriore, sdraiandosi completamente, ed io, alzatale la gonna, la infilai di un colpo scopandola lentamente e profondamente, mentre dal treno che in quel momento passava a pochi metri potevano guardarci.
Be’, insomma, situazioni di questo tipo, una volta assai frequenti, non ne avevo più vissute e cominciavo a sentirne profondamente la mancanza. Una curiosità, mai soddisfatta, è sempre stata quella di frequentare un privéé, uno di quei posti in cui ci si può lasciare andare completamente ai piaceri del sesso, godendo delle proprie ed altrui fantasie, almeno così lo immaginavo, ma il mio problema è che questa idea mi eccita solo immaginando di frequentare questo posto con mia moglie, mi eccita pensare di vederla godere nelle mani di altri e di farmi vedere da lei mentre mi lascio scopare da un’altra donna. Come fare a dirglielo? Un giorno, in cui ero più arrapato del solito, approfittando dell’aperitivo abbondante che ci eravamo preparati, comincio a portare il discorso sul sesso, chiedendo a lei delle sue fantasie e confidandole le mie. Meraviglia fu che, tutto sommato, anche a lei non dispiaceva, almeno in quel momento, provare una cosa del genere: la via era fatta. Di lì a qualche giorno, trovai un posto del quale parlavano bene sotto tutti gli aspetti ed in particolar modo degli ospiti che lo frequentavano, e lo proposi subito a mia moglie: il sabato successivo eravamo lì. I preparativi furono accurati, non tralasciammo neanche un filino di profumo nelle parti intime, e soprattutto non tralasciammo di fare un patto tra di noi: libertà assoluta, divertimento e ..... solo ciò che ci faceva piacere.
Eccoci dentro, l’ambiente è molto elegante ed i frequentatori sembrano tutti di una certa classe. Ci sediamo al bar, chiediamo qualcosa da bere e ci mettiamo a conversare tra di noi come veterani, ma si vedeva subito che eravamo seduti “sugli spilli”. Si avvicina un uomo sulla quarantina, sorridente, che con fare rassicurante dice: “E’ la prima volta, vero? Mi chiamo Bruno, rilassatevi, siamo tutti amici, persone normali e prima di ogni cosa teniamo tutti in considerazione il rispetto verso gli altri, quindi....niente che non si voglia....” Ora ci sentiamo già più rilassati, il ghiaccio è rotto e cominciamo a conversare con altre persone. Ad un tratto Bruno si alza ed invita, con gli occhi e tendendole una mano, mia moglie a seguirlo: lei ha un attimo di indecisione poi mi guarda, senza parlare, e credo di leggere nei suoi occhi un pensiero di “scuse”, si alza tendendo a sua volta la mano a Bruno e si incammina con lui su per le scale. Comincio ad agitarmi, sento la camicia che comincia a stringermi il collo, è una agitazione mista ad eccitazione, pensando a quello che succederà tra di loro, chissà se lei sarà un po’ distaccata così come è con me oppure darà fonso a tutte le sue doti amatorie che mi fece conoscere i primi tempi della nostra storia? Questo interrogativo deve essersi letto chiaramente sul mio viso se Giulia, una delle persone con le quali stavamo conversando, mi guarda e dice: “Sei preoccupato? Vorresti sapere cosa accadrà? Pensi che ce la faresti a guardare tutto? Se vuoi posso accompagnarti in una stanza attigua collegata alla stanza dove è tua moglie con una videocamera e così da vedere e sentire, a sua insaputa, tutto ciò che succederà, Lo vuoi?” “La scelta era nelle mie mani, dipendeva solo da me, e se il cuore, da una parte mi diceva di non andare, il mio voyerismo e la mia certezza di godere vedendo godere la mia lei mi fece accettare l’invito.
Ci accompagnò anche una amica di Giulia, più giovane di lei e con un visino da brava ragazza, al contrario di Giulia che aveva l’ espressione del volto di quella che te lo fa tirare solo a guardarla. Entrammo in una stanza spaziosa ed elegantemente arredata, con un comodo letto, specchi montati su tre lati dello stesso ed un grande specchio sul soffitto ed infine un grande schermo proprio di fronte ad un comodo divano. Lo schermo era spento, e Giulia mi porse un telecomando, invitandomi, con un cenno del capo, a decidere se accenderlo o meno. Ormai ero in ballo e senza esitazione feci una leggera pressione su quel tasto. Di lì a qualche secondo lo schermo si illuminò e comparvero le figure di Anita (mia moglie) e Bruno, talmente nitide che sembrava di poterle toccare e con un sonoro così perfetto che si potevano sentire anche i loro respiri. Erano ancora in fase di conversazione e stavano sorseggiando qualcosa. Ma solo vederli lì, soli, sapendo che poteva succedere di tutto, cominciava a farmi sentire qualche formicolio nei coglioni e non riuscivo a distogliere lo sguardo da quello schermo. Ed ecco che si apre la porta della loro stanza ed entra un altro uomo, vestito con eleganza, si presenta ad Anita con un baciamano e la invita a sedere, mettendosi al suo fianco dopo essersi versato da bere. Presto il discorso volse sul sesso, con disinvoltura da parte degli uomini e con un po’ di vergogna da parte di mia moglie. Le chiedevano cosa si aspettasse da quell’incontro e lei:”non so, fatemi vedere voi cosa potermi aspettare, però uno per volta” – “Certo, certo non preoccuparti, almeno fino a quando non ce lo chiederai tu, sarai di uno solo” e detto questo Bruno l’abbracciò con dolcezza dopo averla tirata a lui in piedi e cominciò a baciarla, contraccambiato. Il bacio fu lungo, e nel frattempo le mani di bruno avevano già iniziato la loro perlustrazione del corpo di Anita, scivolando lentamente sotto quel vestitino e palpando le parti più morbide dei fianchi e poi più giù sul culo, infilandosi tra le natiche senza spostare quel piccolo filo di tessuto del perizoma, anzi usandolo per strofinarle tutto lo spacco del culo e della fica. Udii chiaramente un sospiro più forte degli altri seguito da un piccolo gemito di piacere, mentre l’altro si godeva la scena e cominciava a toccarsi.
Non riuscivo a non guardare e non mi ero accorto che nel frattempo le due ragazze che erano con me si erano spogliate e stavano amoreggiando tra di loro, toccandosi a vicenda e penetrandosi le fiche con due grossi cazzi finti. Ormai ero libero da ogni inibizione e, spogliatomi completamente, presi Giulia per i fianchi e, facendola girare verso di me, me la tirai sopra per farla sedere sopra il mio cazzo: fu un attimo, la sua fica grondante umori e piacere scivolò in un sol colpo inghiottendo completamente il mio cazzo fino alle palle. Cominciai un movimento lento e completamente in affondo, muovevo il bacino avanti e dietro, senza mai fa uscire il mio cazzo dalla sua fica per più di un paio di centimetri, volevo impalarla fino all’impossibile, sentendola urlare di piacere, mentre l’altra, con la sua bocca mi stava leccando le palle come una consumata troia e con la lingua scivolava su e giù tra le mie palle e il clitoride di Giulia, facendoci impazzire di piacere. Guardai ancora lo schermo, e vidi Anita, ormai nuda che veniva chiavata da dietro dal giovane, con colpi sempre più violenti e veloci da lasciarla senza fiato, mentre Bruno, presole i capelli, le muoveva la testa sul suo cazzo in tensione, costringendola ad ingoiarlo fino alle palle, ma Anita fece, inaspettatamente di più, perché, rispolverando i suoi numeri di un tempo, riuscì ad ingoiare anche parte dello scroto, leccandolo pur con la bocca piena di cazzo. A quella vista e sentendo mia moglie gemere e muoversi come non la vedevo da tempo, l’eccitazione prese il sopravvento e, cominciando a sbattere la fica di Giulia quasi a farle male, chiesi all’altra di leccarmi il culo per bene, mentre svuotavo le mie palle nella fica di Giulia urlando di piacere come un animale.
Dopo un bel po’ di minuti mi ripresi, riaprii gli occhi e li puntai di nuovo sul grande schermo, vedendo, con meraviglia, che nell’altra stanza stavano ancora scopando, sentivo mia moglie che cominciava a lamentarsi di non farcela più, mentre Bruno era già venuto nella bocca di Anita, e ben si capiva, vista la quantità di sperma che le colava dai lati della bocca, l’altro ragazzo era di un duro incredibile, continuava a stantuffare con foga senza un attimo di tregua. Anita, girandosi, lo guardava con gli occhi quasi imploranti e accennava a stento: “Basta, mi brucia la fica, ti prego, fermati un poco, per favore, toglilo dalla mia fica, dai te lo prendo in bocca, ti faccio venire con un bocchino, ti pregooo” ma nulla, non c’era verso di fermare quel tipo, sembrava drogato e, tenendola ben ferma con le mani sulle chiappe, bloccandole il corpo con il peso del suo, continuava incurante a pomparla ad un ritmo infernale, Dopo qualche minuto si ferma e, lentamente, esce da quell’antro infuocato che era diventata la fica di Anita, la quale tirando un sospiro di sollievo chiede:”Sei venuto?” “ma scherzi?!, sto appena cominciando a riscaldarmi, vedrai che stasera te la fondo” e detto questo, approfittando del fatto che ormai Anita era tutta un lago fa scivolare la sua grossa cappella lungo tutto lo spacco, puntando con un poco di forza in più sul culetto, che, come fosse di burro, si apre dolcemente ingoiando la verga del giovane lasciando interdetta mia moglie, che non credeva il suo culo in grado di ospitare quella verga , ed invece eccola lì, in piacevole sofferenza a sopportare l’andirivieni di quel cazzone nel suo culetto, al quale tanto teneva da non farmelo assaggiare neanche con un dito, ormai aperto ai piaceri della sodomia. Vedendomi in piena eccitazione Giulia mi chiese: “vuoi andare di la e partecipare anche tu ai giochi con tua moglie?” Non me lo feci ripetere due volte, in due balzi aprii quella porta e mi parai davanti al viso di mia moglie con il cazzo in tiro che più non poteva. Per un momento la troia, sorpresa nel vedermi, si spaventò e disse con voce irriconoscibile: ”ma che ci fai qui, vai via non voglio che tu mi veda godere con un altro” “Tranquilla, son qui per godere con te, tanto ti ho visto che ti hanno sfondato la fica ed il culo, ho visto tutto, mentre sbocchi navi Bruno e bevevi la sua sborra, ora devi farlo con me, devi ripetere tutto davanti a me perché vederti godere come una grande troia, vederti ingoiare cazzi in tutti i tuoi buchi facendoli impazzire e bevendo i loro schizzi è la cosa che più mi fa eccitare” Ed intanto avevo piazzato nella sua bocca il mio cazzo fino alla gola, e senza muoverlo cominciò a succhiarmelo con tanta foga che mi fece venire in un battibaleno. Ma la goduria continuò, perché appena venuto io Anita, sempre stantuffata nel culo, fece un bocchino da sballo a Bruno, e mentre Bruno le veniva sulla faccia, l’altro con un urlo bestiale finalmente le sparò nel culo tutto lo sperma che aveva accumulato. La cosa è andata avanti per ore, prima uno poi l’altro, una volta consenziente una volta per forza, la mia povera mogliettina quella sera si sparò ben 14 orgasmi, e che orgasmi, Bruno tra bocca e fica le regalò 6 schizzate, io per 5 volte assaggiai la bocca e la fica, che ben conoscevo, e finalmente riuscii anche ad incularla, anche se il suo culo, usato già dagli altri, mi sembrò quasi una fica, tanto era aperto, ed il giovane le schizzò dentro solo 3 volte, perché le sue scopate avevano durate eccezionali.
Quando uscimmo di lì, esausti ma contenti, abbracciati e barcollanti, nulla era più come prima, sapevamo di aver trovato un’intimità unica, ed appena le proposi di ritornarci la risposta fu:” Certo che si, ma non troppo presto, perché i miei buchi dovranno guarire”.

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