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| Dopocena |
Scritta da: Alfredo (1)
Una o due volte l'anno, con i miei colleghi, facciamo la classica pizzata fra amici, un modo come un'altro per evadere dal solito “tran tran” quotidiano.
L'ultima volta ci siamo ritrovati in una pizzeria qualunque, senza nulla di particolare,
non fosse stato per la cameriera che ci ha serviti al tavolo.
Sicuramente non una strafica, di corporatura magrolina, capelli neri a caschetto ed occhi verdi.
Un paio di occhiali in celluloide neri, piuttosto spessi e rettangolari la facevano sembrare più matura, ma avrà avuto si e no diciotto anni.
Dietro ad una camicetta bianca, con gli ultimi due bottoni sganciati a regola d'arte,lasciava intravedere un seno piccolo ma allo stesso tempo granitico,
le pieghe della stoffa bianca lasciavano immaginare una consistenza esagerata, e quel carnato chiaro esaltava le piccole rotondità.
Dopo aver preso le ordinazioni, con una vocina stridula, ancora del tutto infantile, si è voltata, e tra la fine della camicia e l'inizio della vita dei pantaloni, ho intravisto quella parte di fondoschiena che ospitava un piccolo tatuaggio senza senso...
Eppure aveva un culetto insignificante, ma in quel momento pensai intensamente a quanti schizzi avrei potuto fare su quel piccolo tatuaggio.
Attimi! Si tratta di attimi di fantasia,
Immediatamente dopo, ero di nuovo a ridere e a far brindisi con i miei colleghi, e a scannarmi con le solite discussioni di politica e di sport.
Una volta finita la cena, dopo svariati giri di ammazzacaffè, al momento di pagare il conto,
proprio mentre mi avvicinavo alla cassa scorsi con la coda dell'occhio, fuori dal locale, la ragazzina che si allontanava a bordo dello scooter sgangherato del suo boy,
La mia mente da pervertito andò subito a pensare:
"vai ragazzo, daglielo duro!!"
Dopo aver salutato i ragazzi al parcheggio dove avevano lasciato le auto, ripresi la strada verso casa.
La notte era tranquilla, e l'alcol iniziava a farsi sentire in termini di sonnolenza.
Ad un tratto si accese la spia della riserva, così entrai nel primo self service.
Aprendo il portafogli e mi resi conto di quanto siano diventate care le pizzerie...
Presi due pezzi da dieci, li infilai nell'accettatore di banconote e alzai lo sguardo per controllare il numero della pompa vicino alla mia auto.
É stato proprio in quel momento che il torpore dell'ora tarda mi ha abbandonato.
Nel grande distributore ad una distanza di 10-15 metri, seminascosta da una pompa di benzina, scorsi una sagoma femminile.
Era sola, appiedi, vestita in una maniera che definire provocante è un eufemismo,
in quella situazione non c’è voluto molto a capire che si trattava di una puttana.
Non so perché,
sarà stato l'alcol, sarà stato il ritorno alla mente della cameriera...
Fatto sta’ che alla vista di quelle due cosce chiare il mio cuore ha raggiunto subito un ritmo incalzante,
Non ho fatto in tempo a versare 20 euro di benzina nel serbatoio, che il mio cazzo già premeva in maniera impressionante contro i jeans stretti che indossavo.
La grande troia, che evidentemente sapeva fare il suo mestiere, probabilmente notò i miei occhioni notturni da gattone allupato, e nell'arco di due secondi iniziò a venire verso di me.
A quel punto avevo il cuore in gola, non appena la pompa della benzina si fermò, proprio come un gattino impaurito, scattai dentro la macchina sbattendo lo sportello,
però lei,
la troia!
era già li!
Destino infame ha voluto che avessi il finestrino completamente spalancato, e al punto che voltai lo sguardo non ho capii più nulla!
Avevo a pochi centimetri dalla mia testa una minigonna dal quale partivano due gambe incredibili, diritte, snelle, senza calze e per questo leggermente infreddolite.
Non aprii bocca, sentivo solo la sua voce da straniera che mi diceva cose tipo:
"che fai bello?"
Io blaterai qualcosa del tipo
"vado a letto.."
E la troia:
"ma no, cosa fai, mi lasci da sola?"
Non fu il male delle parole, solo che mentre questa le pronunciava, aveva ruotato il busto e si era chinata proprio sulla mia faccia!
Quell'esigua minigonna si era alzata come un sipario davanti ai miei occhi, svelando uno spettacolo che mi fece perdere la testa.
La stoffa nera faceva da cornice a due natiche eccezionali, ed il tanga minuscolo che s'infilava nell'oscurità delle chiappe sode, lasciava addirittura uscire qualche pelo di fica.
La salivazione era ormai azzerata, ed il mio cazzo era talmente duro che da quel sedile non riuscivo nemmeno a muovermi,
Ormai in balia del suo culo, ritrovai un po’ di lucidità solo quando pensai che probabilmente avevo pochi soldi in tasca e non avrei potuto nemmeno scoparla, e quando gli chiesi quanto volesse mi prese un grosso nodo allo stomaco….
“Se vuoi scopare sono cinquanta bello”
Mai, nemmeno ai tempi delle elementari riuscii a fare un conto mentale così rapido:
Prelevati al bancomat 100€, spesi 30 in pizzeria, messi 20 di benzina….
“Ok SALI, tieni!”
Era sveglia la tipa, molto sveglia,
Non feci in tempo ad accendere l’auto che subito mi indicò dove andare, e fui contento quando capii che la strada da fare era molto poca.
Mi indicò di parcheggiare praticamente dietro il casottino della stazione di servizio,
un luogo buio, ed appartato, ma a pochi metri dalle persone che mettevano tranquillamente benzina, però in quel momento nulla di tutto ciò sfiorava la mia mente, pensavo solo a quel culo e quelle cosce!
Fermai la macchina e lei scese subito.
Mi invitò a sedermi dal lato passeggero, e mentre lo facevo, lei aveva già un preservativo in mano.
Lo mise fra le labbra ed iniziò a sganciarmi i pantaloni, io ero come paralizzato.
Duro com’era ha avuto qualche difficoltà a farmi uscire il cazzo dai pantaloni, difatti non appena ho sentito le sue manine fredde che me lo sfioravano, con un rapido gesto feci sparire mutande e pantaloni ad altezza caviglie, e lei mi sorrise.
Ero a cazzo ritto seduto nella mia auto, ed a quel punto con delicatezza mi ha fece scivolare il preservativo prima sulla cappella turgida e poi sul resto del mio coso, dopodiché con una mossa da vera pornostar afferrò le sue mutandine e se le tolse fermo restando la gonna,
mi avesse solo toccato il cazzo in quell’istante avrei schizzato tanta di quella sborra da far scoppiare il preservativo, ero arrapato come un demonio!
A quel punto questa intendeva montarmi sopra dandomi le spalle, e ad essere sinceri date le dimensioni della mia auto, l’operazione è stata un po’ articolata.
Alla fine con un piede sull’altro sedile ed uno nel fondo dell’auto riuscì a starmi sopra come voleva, del resto aveva due leve lunghissime che le permettevano di muoversi agevolmente.
Mi afferrò il membro e subito trovò l’invito della fica, che a dire il vero non sentivo molto bagnata….
Tuttavia gli entrò dentro tutto subito, e dopo un paio di aggiustate iniziò a galoppare su e giù cercando il modo di farmi venire prima possibile.
Non so se per colpa dell’alcol, o se per colpa della sistemazione un po’ “laboriosa”, ma diversamente da quanto pensassi non stavo venendo immediatamente,
lei quasi meravigliata iniziò un po’ a gemere come per farmi arrapare di più, ma io non ci cascai.
Anzi, la cosa mi fece ritornare di colpo alla realtà, ovvero che stavo scopando una troia la quale non vedeva l’ora di scrollarsi di dosso.
Dopo un po’ che si muoveva su e giù iniziai a percepire che il suo ritmo cadenzato non mi stimolava affatto, e a quel punto tirai fuori il maiale che c’è in me.
L’afferrai per i fianchi e non so nemmeno io bene come, la rivoltai e la misi a pecora sullo stesso sedile dove prima c’ero io semisdraiato,
lei un po’ sorpresa un po’ impaurita stette al gioco, abbassò il capo e si fece fottere come volevo io, che iniziai a spingere con il bacino contro le sue natiche.
Quei fianchi li tiravo e li lasciavo con forza, tanto che si incominciavano ad intravedere dei segni rossi sulla sua pelle.
Spingevo talmente forte che ad un certo punto mi sono aggrappato con tutte e due le mani sulle sue spalle, costringendola ad alzare il capo fino a farglielo sbattere sul tetto dell’auto!
A vedere la sua testa bionda ossigenata ondeggiare nell’oscurità, l’eccitazione è tornata alta, e a quel punto sono esploso in una sborrata quasi dolorosa, mentre lei mi chiedeva di non venire dentro.
Già fatto, mi spiace…
Esco da dentro lei ed esco anche dall’auto,
getto il preservativo per terra che lei aveva già le sue mutande in mano,
Mentre mi rialzo i pantaloni lei mi saluta voltata con un “ciao bello” e come l’ho vista apparire, così l’ho vista sparire dietro il casottino.
Lei con i suoi cinquanta euro,
io con le palle svuotate,
una delle più squallide trombate della mia vita.
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