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Domenica mattina.
Domenica mattina, una cittadina di provincia.

Mia madre si stava preparando per la festa del paesello: era d'accordo con Luigina, l'amica d'infanzia, che sarebbero partite per la collina verso le 9.30.
Ero in cucina e mi stavo preparando la colazione come ogni domenica mattina: the e biscotti; mia madre entra, eccitata per la giornata di festa (non le capita spesso di poter passare qualche ora con le amiche del paese natio), e mi chiede se la maglietta che ha indossato le sta bene.
Ma si, mamma, non ti sta male, ma si notano..
Ecco lo sapevo, si vedono i rotolini di grasso!
Ma dai te l'ho detto perché so che ci tieni a far bella figura, ma veramente non ti sta male; e poi, fidati, ci sono ragazze di ventanni che vanno in giro con l'ombelico in bella mostra ma hanno una "budriga" da far paura, tu sei un bella signora di 55 anni e ti puoi permettere qualche chiletto in più!!.
No, mi cambio, mi metto la camicia così nascondo la ciccia!.
Nel dire questo si toglie la maglia e rimane col solo reggiseno lì, in cucina, davanti a me: mi è capitato altre volte di vedere mia madre seminuda, ma mai così bene e mai negli ultimi anni.
Sono rimasto un pò interdetto, vedere quelle belle tette grosse, mature e leggermente cadenti mi ha fatto eccitare.
Così in desabillé, mia madre ha cominciato a stirare la camiciola per poterla indossare, ero seduto a tavola che facevo colazione e a un metro di distanza mia madre in reggiseno stava stirando!
Le sue mammelle da signora, gonfie e rilassate mi stavano procurando un'erezione notevole: osservare le oscillazioni di quei due oggetti del desiderio contenuti nel reggiseno di pizzo bianco mi stava facendo impazzire. Lei era intenta a stirare, io, senza farmi accorgere, la studiavo attentamente; si era depilata le ascelle e le braccia: notavo la pelle liscia e vellutata; negli ultimi giorni aveva preso il sole ma non in topless: si scorgeva il segno bianco del costume; in particolare ammiravo le sue areole scure di grandi dimensioni che trasparivano dal pizzo bianco e i suoi capezzoli che puntavano la stoffa del reggiseno.
Non sono un superdotato, anzi, ma la mia erezione si vedeva benissimo attraverso i pantaloni molli del pigiama, dovetti rimanere seduto per parecchio tempo prolungando la colazione a dismisura.
Dopo poco tempo arrivò Lina e insieme partirono per la casa in collina.
Eccitato dalla superba visione ho placato le mie voglie nel più classico dei modi, arrivato in bagno per cambiarmi i boxer ho visto nel cesto della biancheria usata gli slip e il reggiseno di mia madre, non ho resistito, mi sono portato gli indumenti al naso ed ho aspirato la fragranza dei suoi umori...
Immaginavo che accogliesse il mio membro nella valle cremosa e abbondante delle sue mammelle e con lentezza cominciasse a strofinarlo e a baciare la punta che fuoriusciva ritmicamente, eccitato, mi stavo masturbando furiosamente.

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