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| Dita |
Scritta da: Puro (1)
Ormai ero rassegnato all'idea che per le ragazze l'argomento masturbazione femminile fosse un tabù. Questo pensiero però mi eccitava, forse proprio perchè avrei voluto violare questa riservatezza, quell'inutile pudore verso una cosa naturale.
Una sera d'inverno come tante però rimasi sorpreso quando una vecchia amica single ammise candidamente e apertamente di farlo.. e di convincere la sua amica più intima a fare altrettanto.
Eravamo sempre stati buon amici, niente di più, era più grande di me di qualche anno, e troppo poco in carne per i miei gusti con la sua taglia 38. Non era però un "palo", avevo sempre comunque apprezzato la sua sfiancatura e il suo culetto.
Non ci vedevamo da tanto, e complice una nevicata che aveva reso le strade non percorribili, la invitai a dormire da me.
Ricordo che accettò di buon grado, in fondo eravamo ottimi amici.
La feci sistemare nella stanza degli ospiti, ci salutammo e con mio grande piacere non chiuse la porta, ma la socchiuse soltanto..
Non riuscivo a dormire, ripensavo alla storia della masturbazione, e anche se mi sentivo un maniaco, al buio e senza fare rumore mi avvicinai alla sua porta.
Rimasi in ascolto, cercando di capire se stava dormendo oppure no.. In fondo non era passata che una mezz'ora da quando ci eravamo salutati.
Intravedevo una luce nella sua stanza, guardai meglio e mi accorsi che era seduta sul letto davanti alla tv accesa senza audio che trasmetteva i programmi redazionali della notte, le pubblicità ai vari telefoni erotici, scene tranquillamente pornografiche.
Rimasi sbalordito, e, mettendo la testa nella stanza, notai che che aveva un braccio appoggiato al letto e uno tra le gambe, che si muoveva in modo inconfondibile..
Entrai. Lei mi guardò e si coprì, imbarazzatissima. Le dissi di non preoccuparsi, che eravamo amici da tempo e che non mi scandalizzavo di certo, e mi scusai se le avevo invaso così brutalmente la privacy.
Dopo un po' di rassicurazioni, mi misi a sedere di fianco a lei. Il cazzo mi scoppiava negli slip, lei se ne accorse e sorrise. Guardavo lo schermo e le chiesi se potevo farle compagnia masturbandomi anche io.
Un po' titubante ma divertita, acconsentì, e finalmente tolsi la costrizione degli slip, mi sedetti e iniziai a menarlo. Non volevo venire così, ovviamente avevo in mente qualcos'altro per la serata a quel punto.. Lei aveva smesso e mi guardava divertita. La guardai per bene, in completo intimo era carina, il perizoma era ancora un po' spostato e lasciava intravedere un po' di peli scuri.. Incredibilmente, pareva che fossi io più imbarazzato di lei, che era del tutto a suo agio. Mi guardò il membro ritto e lucido e mi disse: lo vuoi un bacino? Non me l'aspettavo di certo, e prima che potessi rispondere la sua bocca avvolgeva il mio cazzo. Con la lingua mi massaggiò la cappella, dicendomi che le piaceva il sapore. Me lo prese con la sinistra e iniziò a masturbarmi, ma quando mi sdraiai sul letto pronto a farmi fare un bel trattamento completo smise di toccarmi e si sfilò il perizoma. Mi girai verso di lei, che sdraiata sulla schiena e a gambe aperte mi prese dolcemente la testa.. Mi tuffai su quel triangolo di peli , con le dita accarezzai le morbide labbra e i peli bagnati, avvicinandomi col viso assaporai l'odore della sua fica. La esplorai con la lingua, assaporando e concentrandomi sul turgido clitoride.. ansimava e mi implorava di continuare, ma feci come aveva fatto lei prima, mi allontanai col viso ma, anzichè sdraiarmi di fianco, mi misi sopra di lei. Tentò di respingermi, ma le presi le braccia e gliele bloccai sopra la testa. Il calore della sua pelle contro la mia era una sensazione meravigliosa, era morbida e il suo odore mi eccitava moltissimo. Aveva ancora indosso il pezzo di sopra, e tentava di svincolarsi da me dicendo che era solo un gioco, non voleva fare sesso. Le dissi di tacere, e che volevo entrare dentro di lei. Comunque aprì le gambe, ed entrai dolcemente, un poco alla volta, nella sua fica bagnata. Mi spinsi fino in fondo, in quella posizione alla missionaria mi sentivo di dominarla, grazie anche al mio peso di almeno una ventina di chili più di lei la bloccavo in quella posizione. Iniziai con dei colpi lenti, dolcemente, mentre lei trasportata dalla trasgressione e dal piacere si abbandonava tra le mie braccia. Con le mani le spostai il reggiseno, e i suoi seni furono preso preda della mia bocca. Leccai, morsi, succhiai quei capezzoli turgidi come il mio pene dentro di lei, che a un certo punto volle baciarmi. Le nostre lingue si toccarono, ansiose di gustarsi a vicenda.. Cominciai a pompare più forte, selvaggiamente, volevo sentirmi un animale, lasciarmi prendere completamente dall'istinto. Scopare. Scoparla, la vecchia amica con cui avevo parlato tanto, ora urlava di piacere sotto di me. A un certo punto sentii culminare il piacere, feci almeno per uscire, dato che in un barlume di lucidità mi venne in mente che non stavamo usando precauzioni, ma lei disse no, fermo, e le venni dentro, un orgasmo perfetto.
Mi ricordo che dopo non parlammo molto, dopo esserci lavati andammo a letto nelle nostre stanze, come se nulla fosse accaduto.
Quella notte dormii profondamente e senza pensieri, come non mi accadeva da molto tempo.
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