Iscriviti alla newsletter!
Per ricevere tutte le nuove storie!!
|
|
| Disperazione e Amore Vampire Story |
Disperazione e Amore
rivisitato da Patricia Kat
tratto da
Cosa vedi? di _Angel_Of_Lust_
Il cielo era grigio, pesante come il mio animo.
Potevo riuscire a vedere il mio riflesso nella grande vetrata della camera, mentre i miei occhi stanchi volgevano in basso verso la strada bagnata.
I miei capelli biondi erano lasciati sciolti lungo la mia schiena, mentre i grandi occhi malinconici erano truccati di nero e solitudine.
Un semplice vestito ridotto a stracci ricopriva il mio corpo, mentre i miei piedi nudi scivolavano lungo il pavimento liscio e freddo. Una strana ma familiare sensazione di sconforto prese il sopravvento, mentre una lacrima solitaria rigava il mio volto.
Sei sola, totalmente sola. Sono settimane che lo aspetti, ma ti devi rassegnare...lui non tornerà più.
Morto.
La mia maledetta coscienza, tanto umiliante quanto sincera. Lo so benissimo che lui non tornerà mai più, lo so...Eppure, non riescivo a non pensare al contrario...
Lo sento, lui è la fuori, magari lontano chilometri da qui, ....
Invece mi avevano detto che lui non sarebbe tornato più, non c'era speranza; mi aveva lasciata.
L'ultima volta che l'avevo visto non c'eravamo scambiati nemmeno un saluto.
Un vaso di vetro si infranse per terra, sparpagliandosi ovunque.
La feci cascare senza rendermene conto.
Lo so, sono una maledetta ingenua, ma anche pericolosamente innamorata.
Innamorata di un uomo che non sarebbe tornato mai più da me.
E vivevo senza uno scopo nella vita.
O meglio, vivevo all'ombra di me stessa...
Vagai in cucina ormai non sentivo più neanche la fame.
Decisi all'ultimo di prendermi un pezzo di pane, il mio corpo purtroppo ne aveva bisogno. Presi un affilato coltello dal cassetto della cucina e lasciai passare i secondi, poi i minuti. Stetti in piedi davanti al tavolo a contemplare con lo sguardo vacuo quello stupido pezzo di pane. Non riescii a tagliare quella orribile fetta di pane. E decisi invece di farla finita.
Così avvicinai la lama al mio polso sinistro.
Mi taglierò i polsi. Non mi importa più di niente, il mio cuore, la mia mente si sono infranti.
Dovevo aver perso la ragione ormai. Non temevo più neanche il dolore.
-Ne sei sicura, mia cara?-
Il sangue mi si ghiacciò nelle vene, e il mio respiro si bloccò, appena udii quella voce, quella magnifica voce.
Mi voltai di scatto, per non essere sicura di sognare.
No, eccolo lì, davanti alla porta.
Non poteva essere....Amore mio....
Dopo un lungo attimo di esitazione gli corsi incontro, gettandomi nelle sue braccia, felice come non mai.
L'unica cosa importante era che lui era tornato...
-Non sai quanto mi sei mancato, amore mio...-
-Anche tu mi sei mancata.....-
Mi tolse dalle mani il coltello e lo posò sul tavolo. Aveva un modo di fare strano.
Poi le sue braccia cinsero delicatamente i miei fianchi, in una stretta dolce e allo stesso tempo passionale.
Il nostro abbraccio durò diversi minuti, le sue labbra incontrarono la mia pelle del mio collo sottile.
Un brivido percosse tutta la mia schiena, un brivido d'amore e di speranza.
Piccoli baci, delicati e soavi come non mai, mi fecero perdere la cognizione del tempo e accrescere il desiderio per lui. Mi portò in camera da letto.
Le sue labbra erano qualcosa di indescrivibile, leggere e roventi di passione, fin quando qualcosa non mi fece attirare l'attenzione sulla sua bocca.
I canini fuoriuscivano da essa, due canini mostruosamente lunghi e affilati.
-Tesoro...ma cosa.....-
Nonostante la penombra e l'oscurità della notte, intravidi i suoi occhi.
Un tempo azzurri come il ghiaccio, ora sembravano esplodere in un turbinio di tonalità bluastre; dal blu oltremare al blu della notte. Questo oceano di colori, appartenevano a degli occhi quasi ferini.
Il terrore più puro prese il sopravvento, mentre cercai di allontanarmi da lui e dalla sua morsa di ferro.
-Che c'è, piccola , non mi desideri più?- Lo disse in modo arrabbiato e crudele.
-LASCIAMI!!!-
Inaspettatamente, il vampiro mi lasciò andare, facendomi cadere sul letto. Soltanto per poi adagiarsi sopra di me e bloccarmi meglio.
-Leggo terrore nei tuoi occhi...cosa ti sconvolge, piccola mia?
-Tu...tu sei...tu sei un mostro...
Un piccolo ghigno si formò sul suo volto, mostrando in tutto il suo splendore le abominevoli zanne da predatore.
-Un mostro? Oh, no, mia cara,...Non guardare i miei occhi, o i miei denti, perchè non vedresti ciò che sono veramente. Guardami bene, guarda oltre il mio aspetto...cosa vedi? Cosa senti?-
Io però abbassai lo sguardo da quegli occhi terribili e inquietanti e puntai per terra.
Questo suscitò solamente la sua collera.
-Guardami ti ho detto!!! ...non aver paura di me, io sono ancora il tuo amore. Il mio aspetto è cambiato, ma non la mia anima...-
Per non so quale ragione mi decisi a guardarlo.
Fissai quegli occhi con un'intensità tale da perdermici dentro.
Quegli occhi, quelle labbra...
Si, era proprio lui, non c'era dubbio.
Il mio amore perduto era tornato, per non lasciarmi più...
Accarezzai i suoi capelli, scuri come la notte, mentre un debole sorriso si formava sulle mie labbra.
Restammo diversi minuti immobili così, mentre nuotavamo insieme l'uno negli occhi dell'altro.
Poi, in un istante, le sue labbra presero possesso delle mie, marchiandomele col suo bacio maledetto.
Non ricordavo che avesse delle labbra così...così...magnifiche.
La sua lingua ripassò i contorni delle mie labbra, che lentamente si schiusero, per poterci giocare maliziosa, come un gatto che gioca col topo prima di mangiarlo.
Nell'impeto, i suoi canini mi ferirono profondamente il labbro e una piccola cascata scarlatta cadde lungo il mio mento e il mio collo.
Il suo sguardo si accese di una strana luce.
La vista del sangue aveva risvegliato il suo istinto, che ora puntava solamente a bere il mio sangue.
Come una bestia selvaggia, si avventò sul mio collo pallido, mentre io accettavo la mia fine, ormai rassegnata. La sua lingua leccava via il sangue...
Non accennava a fare altro e il tempo passava. Dei brividi di eccitazione risalirono lungo la mia schiena.
Lo guardai con una punta di sorpresa nello sguardo, e un sorriso dolce si formò sulle sue labbra.
-Non preoccuparti, mia piccola luce...finchè non sarai tu a chiedermelo, io non proverò a farti del male nemmeno con un dito...
Lacrime di gioia scesero dai miei occhi, mentre i suoi baci, le sue carezze, tutta la sua attenzione si concentrò sul mio corpo.
I suoi baci roventi riaccesero la mia passione, la mia voglia di lui.
Quasi leggendomi nel pensiero, le sue mani mi privarono presto dell'abito, mostrandomi completamente nuda.
Parole involute uscirono dalla mia bocca, parole che lo incitarono ad andare avanti, a volerne sempre di più.
-Voglio fare l'amore con te...dimostrami che un vampiro sa ancora amare e far godere una donna, la sua donna...
La sua camicia finì presto per terra, mostrando il suo torso pallido e asciutto, le sue braccia robuste e forti.
Le mie mani cominciarono a toccare il suo petto lascivamente, scorrendo ogni centimentro della sua bellissima pelle.
Spogliatosi completamente, mi leccò di nuovo il collo, mordicchiandomi giocoso, strusciando i suoi denti su di me, senza graffiarmi.
-Sei mia...Ho atteso così a lungo, e ora finalmente ti ho di nuovo tra le mie braccia...Il tuo corpo, i tuoi capelli, i tuoi gemiti, sono miei...
Un piccolo gemito sfuggì dalle mie labbra appena la sua lingua scese a leccarmi il seno, mentre le sue dita mi accarezzavano la schiena...
Dio, non avevo mai provato nulla del genere, prima d'ora...
Questa dolce tortura finì abbastanza presto, con un mio disappunto.
Sorrise dolcemente, e la sua lingua sfiorò il mio piccolo ventre indifeso.
Gemetti violentemente, quando sentii le sue mani insinuarsi nelle mie parti più intime.
Cercai di trattenermi, mordendomi il labbro, al contatto sempre più veloce delle sue dita dentro di me...
Stavo per raggiungere il paradiso, quando sfilò rapidamente la mano, per tracciare una scia umida sulle mie gambe...
Mi guardò intensamente, come per cercare la mia approvazione. Ben presto, le dita furono sostituite dalla sua bocca, facendomi andare in affanno e avvinghiandomi alle lenzuola di seta.
Non aveva minimamente intenzione di smettere, e appena avvertì i miei muscoli in tensione sotto di lui, aumentò la velocità, ancora, sempre di più...
Ben presto, i miei gemiti strozzati si trasformarono in un vero e proprio urlo, che svuotò completamente la mia mente e cancellò le barriere di pudore che avevo innalzato...
-Sei bellissima...
Quell'improvviso complimento annebbiò completamente la mia ragione, come sotto la forza di un incantesimo, e mi fece avvicinare a lui.
Baciandolo delicatamente, con le mie mani gli toccai il petto lentamente, e scesi verso il suo inguine che mi faceva tanto impazzire. Mi misi in ginocchio davanti a lui, come a contemplarlo.
Il suo sguardo se possibile si fece ancora più intenso e scesi verso il suo sesso.
Quando lo sfiorai con la lingua, un suo mugolio giunse alle mie orecchie, più eccitante che mai....
Lo sfiorai con una mano, mentre la mia lingua continuava a leccarlo con avidità e lussuria, per farlo godere il più possibile.
Lo guardai negli occhi, e riusci a strappandogli un flebile gemito.
La situazione mi eccitava tantissimo, e lo stesso valeva per lui, a quanto pareva.
Cercai di soddisfarlo meglio che potei, finchè con un urlo strozzato raggiunse il piacere che gli avevo provocato, inondando la mia bocca del suo seme, caldo e denso...
Lo guardai, e fui davanti al più bello spettacolo della mia vita; i capelli lunghi leggermente in disordine, gli occhi chiusi, il respiro affannoso, il petto che si alzava ed abbassava delicatamente...
Aveva ragione, era tutto tranne che un mostro...
Con decisione, mi mise a gattoni, con la schiena rivolta verso di lui. Non me lo aspettavo.
I brividi scuotevano violentemente il mio corpo, e ad ogni suo tocco era sempre peggio.
Mi sentivo vulnerabile in quella posizione. Improvvisamente lo sentii dentro di me, fino in fondo, lo fece con un unico colpo deciso. Mi aprì completamente.
Si arrestò lì un attimo come per accertarsi di non avermi fatto troppo male. Poi riprese a muoversi su di me e da lento e ritmico passo a essere sempre più veloce, sempre di più...quasi violentemente.
Ad ogni spinta, non potevo fare a meno di urlare, tanto era il piacere e l'eccitazione.
Le sue mani tenevano saldi i miei fianchi, per potermi penetrare più in profondità, mentre ansimava insieme a me...
Poi una frase mi scappò di bocca, anche con mia sorpresa...
-Possiedimi...sono la tua serva, farò ciò che vuoi...trattami male, fammi godere...
Non mi resi conto nemmeno di aver detto quelle parole, non mi appartenevano. Poi sentii tirarmi i capelli e un sussurro nell'orecchio...
-Stai tranquilla...ti piacerà, vedrai...
Mi aveva completamente soggiogata. Facevo quello che voleva lui, come se me lo avesse ordinato mentalmente.
Ricominciò con spinte sempre più violente, quando senza preavviso si fermò, e mi morse delicatamente. Sentii inizialmente un dolore pazzesco, che pian piano si tramutò in piacere...
Aveva ragione, nonostante sembrava tanto perverso e strano, mi piaceva da matti...
Bagnò le sue dita con la saliva, penetrando e stimolando il mio sesso, mentre lui mi penetrava da dietro. Estrasse lentamente le sue zanne dal mio collo e cambio di posizione, io ero totalmente posseduta e sottomessa dal vampiro.
-Voglio fare una cosa, però t'avverto, questo cambierà radicalmente la tua vita...sei disposta a cambiare tutto, e a seguirmi per sempre? -
Non servirono parole per rispondere. Avevo paura, e lui lo sapeva. Mi baciò. Sentivo il sapore ferroso del mio sangue nella sua bocca. Ma sentire i suoi lunghi, duri e pericolosi canini con la mia lingua mi eccito da impazzire.
La sua attenzione ritorno sul mio collo, ricominciando a baciarlo. Poi lo sentii rientrare nella ferita.
Ma questa volta lui succhiava, lo sentivo deglutire; stava bevendo da me. Cosa che mi fece inarcare la schiena dalla paura ma anche dal piacere. Mi stava privando del mio sangue.
Non si staccava più dal mio collo. Mi sentii completamente in balia della morte, e lui non si fermava, continuava a spingere e a spingere, sempre di più... dentro al mio corpo.
La vista si stava appannando, il buio ormai era vicino...
Con fatica riaprii gli occhi, e vidi lui, il mio vampiro, mordersi il polso e porgerlo a me. Quando un calore sulle labbra mi fece risvegliare dal mio torpore.
Un liquido dal sapore dolce e salato, scarlatto, scese nella mia gola. Sangue.
Mi sentii strana, come se stessi acquisendo una strana sensazione di potere.
Sentivo le mie unghie allungarsi, la mia pelle diventare fredda, la mia vista radicalmente cambiare, ma specialmente sentii i miei canini crescere.
Appena allontanai il suo polso, lui si fermò per ammirarmi: sentivo che ero praticamente rinata.
Aprii la bocca per mostrare al mio compagno la mia nuova identità, e di tutta risposta ricevetti un meraviglioso sorriso, il più bello che avessi mai visto.
-Ora sono tua...per sempre...-
Con queste parole riprese a possedermi, più veloce e passionale di prima, mentre i miei gemiti risuonarono in tutta la stanza.
Con le sue mani sui seni e la sua lingua sul mio collo ferito, raggiunsi velocemente l'orgasmo, il più travolgente che avessi mai provato.
Poco dopo, il mio vampiro emise un gemito basso, eccitato e liberatorio, mentre veniva in tutta la sua bellezza dentro di me.
Si accasciò sopra di me, accarezzandomi i capelli e la guancia, ora i suoi occhi erano color azzurro del cielo terso.
-Sai, ...non sarebbe bastata l'eternità per trovare un'altra come te...sembra impossibile, ma ho trovato un angelo...non avrei potuto vivere la mia esistenza senza di te. Perdonami se sono stato egoista e ti ho fatto questo...-
- Lo interruppi baciandolo.-
I miei occhi cominciarono a lacrimare di gioia...ero davvero felice.
Gli gettai le braccia al collo, e mi addormentai così, abbracciata al mio dolce vampiro, con la consapevolezza che sarei stata felice per l'eternità.
Questo racconto potrebbe essere finito qui.
Ho lasciato il racconto senza nomi così chi legge può inserirci il protagonista che vuole.
COMMENTALA NELLA NOSTRA CHAT PORNO MAGARI TROVI ANCHE L'AUTORE DELLA STORIA!
|
| Eccitometro (Numero di voti: 11): 6.36 |
|
Commenti (5) |
|