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Diego - capitolo terzo - la vestaglia di seta rosa
Mi hanno cacciato fuori di casa i miei. La loro figlia così bella, così casta, così pura si diverte a fare la puttana in giro. Si diverte a fare spettacoli a sfondo sessuale in giro. Che vergogna. Così han detto i miei vicini di casa, quelli che si masturbavano durante la mia esibizione ai miei genitori. Sì, proprio loro, i padri di famiglia che di giorno recitano la commedia del marito e del padre perfetto, la sera invece vanno a puttane. Vergogna! Una figlia Puttana abbiamo messo al mondo! Vergogna! Così urlavano i miei genitori. I due chirichetti. Come li chiamo io. Ovviamente mi trovo senza una casa, ho pensato di andare a dormire in un albergo fino a quando non troverò una sistemazione, ma ho avuto un'idea migliore. Ovviamente. Il mio vicino, amante e quant'altro Diego. Suono la porta di casa sua, apre mi trova con le valigie e in lacrime ( ovviamente finte, dovevo recitere un pò la parte della persona infelice, dell'incompresa. Ma sapete che vi dico? E' stato un bene essere stata cacciata di casa da quei due chirichetti). "oh cara ho saputo quello che ti è successo. Dai vieni, entra, non ti preoccupare starai qui da me, casa mia è grande" Diego vive in una villetta ereditata dai suoi genitori. Di famiglia è ricco, e anche il suo lavoro gli permette di condurre una vita molto agiata. Mi coccola, ovviamente io continuo con la mia farsa, mi accomapagna nella stanza degli ospiti con bagno e con vasca idromassaggio inclusi nel pacchetto e mi dice " sistemati pure qui. Sono contento di ospitarti, fai con comodo." Chiude la porta. Mi lascia sola. Rido. Mi spoglio. Mi faccio una doccia, mi metto sul tutto il corpo la mia crema alla lavanda, indosso la mia vestaglietta di seta rosa, ovviamente sotto sono nuda e vado dal mio amante. Lui è nel suo studio che sta lavorando al computer. Ovviamente lui, alla mia vista mi prende in braccio. "Che cosa scrivi?"
Mi struscio. Il suo pene aumenta di grado. Si slaccia i pantaloni, me lo infila dentro. Continua a lavorare, a scrivere le sue relazioni riguardo la sua azienda. Io mi muovo, ondeggio. Muovo il mio bacino. Il suo respiro diventa affannoso. Ansima e scrive. Viene. " che bell'inizio" dice a bassa voce. Sono le 20:00. Vado in cucina a preparare la cena. Apro il frigo. Si vede che conduce una vita dal single. Il suo frigo è praticamente vuoto a parte quattro schifezze quali wurstel, sottilette, maionese, sottaceti sott'olio, una confezione di pesto. Non è scaduto il pesto. Preparo un piatto di spaghetti al pesto. Vado nella sua cantina e prendo una bottiglia di Brunello. Apro la bottiglia con molta classe, lo verso. Lo bevo. Accendo i fornelli, faccio bollire l'acqua, aggiungo la pasta, bevo il vino. Ad un tratto arriva. Mi abbraccia da dietro la schiena. Mi mette a novanta. Ho le mani appoggiate sulla cucina. Me lo rinfila dentro, per la seconda volta. L'acqua bolle, la pasta sta cuocendo e lui mi sta penetrando. Ansima, mi lecca il collo, la schiena. Viene. Urla. Urlo di piacere anch'io. Mangiamo. Beviamo il vino. Io sono sempre nuda con la mia vestaglietta di seta rosa. Anche lui è nudo. Il suo corpo è come quello di un ragazzino, nonostante i suoi quasi trent'anni. Anche il suo viso dimostra meno anni. Sembra ancora un'adolescente. Non ha peli sul petto, ne ha pochi sulle gambe, barba ne ha poca. Siamo entrambi brilli. Guardiamo la Tv. Apriamo un'altra bottiglia di brunello. Prendo in bocca il suo muscolo miracoloso. E' la terza volta che viene. Continuiamo a bere. Ora siamo ubriachi. Mi apre le gambe con violenza. Mi lecca. Mi lecca e ancora mi lecca. Decidiamo di guardare un porno. Lo masturbo mentre lui guarda eccitato il film. Viene di nuovo. Si accende una sigarette e mi chiede di bagnarla con il mio liquido. La infilo nel mio clito, davanti a lui con le gambe aperte. Mi guarda con il solito sguardo compiaciuto. Chiama una sua amica porca peggio di me. Mentre parla con lei io mi masturbo davanti a lui. Lei accetta l'invito. L'amica porca ha anche girato film porno. Eccola. Ci bacia in bocca. Diego prende la sua telecamera. Io e l'amica porca facciamo sesso, ci lecchiamo a vicenda il clitoride, sforbiciamo, mi infila nella fica il vibratore. Lui ci riprende e si masturba. Poi decide di partecipare anche lui alla manifestazione. Veniamo per l'ennesima volta. Andiamo in camera sua. Giochiamo con le nostre parti intime. Facciamo bere alla nostra amica porca il vino. Lei mi versa alcune gocce sulla mia fica e mi lecca. Faccio lo stesso con lei. Questa convivenza mi piace. Faccio sesso in continuazione. Senza stancarmi. Ho sempre voglia e meno male che anche il mio amante è come me. Ci addormentiamo, nudi. Ubriachi.

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